ROBYN CARR.
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Ritrovarsi a Virgin River.
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Titolo originale: Second Chance Pass.
Traduzione di: Maria Claudia Rey.
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2011. Harlequin Mondadori, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista
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Presentazione.
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La vita a Virgin River scorre quasi in un'altra dimensione, avvolta nell'abbraccio protettivo dei boschi che la circondano. Il luogo ideale per trovare rifugio e rigenerarsi.
Paul Haggerty  sempre stato segretamente innamorato di Vanessa. Ora che lei  rimasta sola e ha dato alla luce un figlio, ha bisogno del sostegno di un amico. E forse di qualcosa di pi. Ma un ostacolo inaspettato si pone sulla strada di Paul, proprio quando decide di dichiarare il suo amore. Per fortuna, a Virgin River ci sono amici veri che aiuteranno sia Paul che Vanessa a ritrovarsi e a ricominciare.
Un romanzo corale, dove si respira l'atmosfera accogliente di una comunit in cui l'amore viene sempre al primo posto.
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L'AUTRICE.
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Robyn Carr  un'autrice americana.  l'autrice numero 1 del New York Times bestseller di quasi cinquanta romanzi e autrice della serie di romanzi Virgin River.
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Ritrovarsi a Virgin River.
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Prologo.
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Paul Haggerty era tornato a casa dopo sei mesi a Virgin River, e il suo cuore doleva pi che mai. Gli ultimi tempi erano stati un inferno.

Nell'autunno precedente Paul era andato a Virgin River per costruire la nuova casa di Jack Sheridan e aveva scoperto con stupore che Vanessa Rutledge viveva l con il padre e il fratello minore, mentre il marito Matt era in missione in Iraq. Vanessa era incinta, e ancora pi bella. Anni prima Paul si era preso una seria cotta per lei, ma il suo migliore amico aveva avuto la meglio e l'aveva sposata. Poi, la vita aveva ripreso il suo corso...

Poco prima che il bambino nascesse, tutti avevano parlato in videoconferenza con Matt. La chiamata era organizzata soprattutto per Vanni e il marito, che non si vedevano da sei mesi; ma poi ognuno aveva parlato rapidamente con Matt, e quand'era venuto il turno di Paul l'amico gli aveva detto: Se mi succede qualcosa, abbi cura di Vanni...

E qualcosa era successa: la prima settimana di dicembre Matt era morto nell'esplosione di una bomba a Baghdad. Sopraffatta dal dolore, Vanessa aveva pregato Paul di restare per altri due mesi, fino alla nascita del bambino. Naturalmente lui aveva accettato e aveva cercato di essere forte, in modo che Vanessa potesse fare affidamento su di lui. Ma la tensione, il lutto per l'amico e l'amore segreto per lei lo stavano consumando.

Paul sperava che tornando a Grants Pass quella pena si attenuasse, ma non era stato cos. Si sentiva come un fantasma, si trascinava al lavoro giorno dopo giorno, e la notte non riusciva a dormire.

Infine, senza pensarci troppo, telefon a una ragazza con cui era uscito un paio di volte. Il suo rapporto con Terri era semplice, senza pretese e senza aspettative. Lei riusciva a farlo ridere, era simpatica ed attraente, ma Paul non la vedeva da almeno sei mesi. Questo avrebbe dovuto farlo riflettere, ma lui aveva bisogno di distrazione.

"Ehi, Terri" esord. "Non ci sentiamo da un bel po'..." Poi la invit a cena, ma prima le domand se aveva qualcuno perch non voleva complicarle la vita.

"Magari" rise lei. "Non esco con un uomo da mesi. Andiamo in un posto tranquillo, cos mi racconti come stai." Era proprio la risposta che Paul sperava di ottenere, e questo lo rassicur.

Quando Terri gli apr la porta, Paul scopr che aveva dimenticato quanto fosse carina. Piccola, i lunghi capelli scuri sciolti sulle spalle, i grandi occhi scintillanti, lei gli scocc il sorriso smagliante che lo aveva tanto colpito l'anno prima. "Dio, che bello vederti!" rise Terri gettandogli le braccia al collo. "Sentiamo, qual  la tua scusa per essere sparito cos?"

"Ricordi Rosa, quel ristorantino messicano?" propose lui. "Che ne dici di andare l?"
 "Magnifico."

In macchina, Paul rimase in silenzio e fiss la strada davanti a s, pensando che forse quell'uscita non era stata una buona idea. Mentre entravano Terri indic un spar piuttosto buio, e quando furono seduti disse: "Non sei mai stato un tipo ciarliero, ma  evidente che qualcosa non va".

"Be', sono appena tornato dopo mesi di assenza, e sono un po' indietro con il lavoro e tutto quanto."

"No, non  solo questo" fece lei scrollando la testa. "Sei teso, nervoso. Non volevo dire niente, ma hai anche delle ombre scure sotto gli occhi come se non dormissi bene. E poich non ti vedo da mesi so che non  qualcosa che ho fatto o detto... Coraggio, vuota il sacco. Io sono una che sa ascoltare. "

Paul non si fece pregare. Ordin una birra per s e un calice di vino per Terri, e inizi a raccontare. Il suo migliore amico morto, la moglie dell'amico incinta, e lui che era restato a casa di lei cercando di sostenerla in tutti i modi.

"Buon Dio" comment lei. "Avresti dovuto telefonarmi e sfogarti un po'!"

"Mi sento un verme, a buttarti tutto addosso cos" protest lui.

"Be', sbagli. Se ti tieni tutto dentro, si scava una specie di voragine!"

" proprio cos che mi sento" ammise Paul. "Come se avessi bevuto dell'acido. Matt ed io diventammo amici alle medie, capisci. Io ho due fratelli ma lui era figlio unico, perci passava pi tempo da noi che a casa sua. Ci arruolammo nei Marine insieme, e lui rimase effettivo mentre io finii nelle riserve. Credo che i miei genitori abbiano sofferto per la sua morte tanto quanto me, ma sua moglie... credi, non ho mai visto niente di pi doloroso. Era in attesa del primo figlio, e piangeva per ore fino a consumarsi. Io non potevo fare altro che tenerla abbracciata. E la notte era ancora peggio, quando tutto era silenzioso e sentivo Vanni che singhiozzava nel suo letto."

Terri gli strinse la mano. "Povero Paul!"

E lui continu a parlare tenendo quella piccola mano. "Quand' nato il bambino, Vanessa ha voluto che le restassi accanto - perch non poteva esserci Matt, immagino. Veder nascere quel bambino  stata la cosa pi terribile e pi bella che mi sia mai capitata. E sono stato cos orgoglioso di tenere tra le braccia il figlio di Matt..." Paul distolse lo sguardo per tenere a bada l'emozione. "Sulla sua lapide hanno scritto Matt Rutledge, amatissimo marito, padre, fratello, figlio e amico. Fratello era anche per me e per noi, i suoi commilitoni. Non riesco a credere che sia morto... ma non c' pi, e non riesco a rassegnarmi. Se io provo questo, immagina come si sente Vanessa."

A quel punto arriv la loro cena, ma nessuno dei due mangi molto. Paul ordin un'altra birra e raccont a Terri dell'adolescenza con Matt, di come giocavano a football, guidavano troppo veloce, cercavano di rimorchiare le ragazze senza troppo successo. E di come si erano arruolati nei Marine dopo due anni di college, e i genitori di Matt erano definitivamente, totalmente impazziti. "I miei non erano per niente contenti, ma quelli di Matt andarono fuori di testa. Sua madre era convinta che fossi stato io a convincerlo, ma in realt era Matt che lo aveva voluto, e io mi unii a lui perch non volevo essere da meno. Mia madre diceva sempre che eravamo come due gemelli siamesi."

Il cameriere port via i loro piatti, arriv il caff, e Paul continu con i ricordi.

"Non ho mai perso una persona cara" disse Terri con gli occhi umidi, "ma immagino che sia davvero terribile. Avresti dovuto telefonarmi, Paul. Non avresti dovuto sopportare tutto questo da solo, senza il sostegno di qualcuno."

Lui le strinse brevemente la mano. "Quando ti ho telefonato non avevo alcuna intenzione di sfogare le mie angosce su di te - almeno non di proposito. Pensavo solo che uscendo mi sarei distratto per un po'... Ma parlarne con qualcuno che non  coinvolto  stato un aiuto. A Virgin River sono tutti talmente distrutti, Vanni, suo padre, suo fratello. Non potevo abbassare la guardia nemmeno per un momento. Nemmeno con la mia famiglia. Mia madre scoppia in lacrime appena si nomina Matt."

"Ti sentirai prossimo a esplodere" comment lei.

"Sai che cosa vorrei?" riprese Paul. "So che sembra folle, ma vorrei essere stato l con lui. Anzi, vorrei che fosse toccato a me anzich a lui."

"Dio mio, no!" esclam Terri.

"Lui aveva una famiglia... Doveva tornare per restare con loro. Non hai idea dell'uomo che era, la lealt fatta persona. Su Matt si poteva contare sempre, in ogni circostanza."

"Anche lui contava su di te, visto che ti ha chiesto di badare a sua moglie."

"Non era necessario che me lo chiedesse."

"Be', tu per Matt hai fatto quello che lui avrebbe fatto per te."

Paul tacque per un momento. Questa donna con cui era uscito casualmente, con cui era stato a letto due o tre volte con l'accordo reciproco di considerarsi amici con speciali privilegi, era in grado di capirlo e confortarlo come nessun altro. "Ti sono molto grato, Terri" disse. "Non mi ero reso conto di quanto avessi bisogno di parlarne con qualcuno."

Lei sorrise. "Gli uomini!" esclam. "Essere stoici rovina lo stomaco e fa venire l'emicrania!"

Paul ricambi il sorriso sentendosi quasi umano. "Be', la mia emicrania sta migliorando per la prima volta da giorni..."
 "Guarda" disse Terri, " rimasta solo un'altra coppia. Andiamocene prima che comincino a mettere le sedie sui tavoli e a lavare il pavimento."

"S, hai sopportato anche troppo" concord lui. "Grazie per avermi ascoltato con tanta pazienza."

Quando Paul l'accompagn fino al suo appartamento al secondo piano lei domand: "Vuoi entrare un momento?".

Lui fece segno di no con la testa. Terri aveva gi fatto molto permettendogli di sfogarsi, e lui non voleva approfittare della situazione. "No, ti ringrazio."

Ma lei si limit a sorridere e lo trascin dentro prendendolo per mano. " meglio di no..." protest lui debolmente. E non appena la porta si chiuse, Paul si ritrov a stringerla a s, poi abbass la bocca su quella di lei. Come le altre volte, Terri si alz sulla punta dei piedi per raggiungerlo e gli cinse il collo con le braccia.

"No" disse lui sulla sua bocca. "Sono un rottame... dimmi di no..."

Terri gli si strinse contro e lo baci di nuovo. "Non potrei mai dirti di no."

E il cervello di lui smise di funzionare. Provava soltanto gratitudine e desiderio, non si sentiva cos leggero da mesi, e il dolore trattenuto tanto a lungo lo aveva reso debole. In breve si ritrov sul divano con lei, a baciarla e accarezzarla, mentre lei gemeva di piacere.

In un ultimo momento di lucidit, prima di insinuare la mano sotto il pullover di lei, Paul disse: "Terri, non ti ho telefonato per questo. Non lo avevo previsto..."

"Nemmeno io" mormor lei chiudendo gli occhi. "Dio, quanto mi sei mancato!"

Ormai Paul era solo sensazioni fisiche. Era eccitato, e lei era morbida e arrendevole. Lui era disperato: e Terri sembrava presa dal desiderio quanto lui. Paul si premette contro di lei, accarezzandole il seno nudo, tracciando un sentiero con la lingua sul suo collo. Terri gli slacci la fibbia della cintura, gli abbass la lampo, e lui le strapp i vestiti di dosso. Le labbra di Paul trovarono un capezzolo; la mano di lei trov la sua erezione e la strinse. Lui frug nella tasca dei pantaloni, prese un vecchio profilattico dal portafogli e poi sussurr: "Sei protetta anche tu?"

"Prendo la pillola, ricordi?" replic lei. E poi ansim: "Oh Dio, Dio, Dio..."

Paul prese ancora un attimo per carezzarla, per baciarle il seno, e quando i sospiri di lei si trasformarono in grida la penetr. Spinse con forza, trattenendosi ancora finch non la sent pulsare attorno a s, e finalmente rivers in lei mesi di angoscia e di pena.

Il primo sentimento che prov mentre riprendeva fiato fu un enorme sollievo. Primitivo, potente, forte come un narcotico. E subito dopo, rimpianto. Non avrebbe dovuto farle questo. Avevano una specie di accordo, ma lui sentiva che Terri provava qualcosa di assai pi profondo. Altrimenti perch lo aveva ascoltato con tanta pazienza, tanta sensibilit; perch lo aveva accolto con tanta gioia?

Solo che lui amava un'altra.

Haggerty, sei un idiota senza testa!, si disse.

Ma le accarezz i capelli sulla tempia, ravviandoli dietro l'orecchio, prima di domandarle. "Tutto bene?"

Terri apr gli occhi e sorrise con un cenno di assenso. "Mi mancavi da morire" sussurr.

Lui la baci dolcemente sulle labbra. "Non avrei dovuto permettere che succedesse... ero troppo scombussolato. Ma ti ringrazio."

" stato un vero piacere" sorrise lei poggiandogli una mano sulla guancia.

Paul si sentiva in colpa, ma riusc a sorriderle. Rimase sdraiato per un po' cercando di non pesare troppo su di lei, e quando gli parve che fosse passato un periodo di tempo sufficiente disse: "Mi dispiace, ma non posso restare.  meglio che vada".

"Lo so. Ma spero che non lascerai passare sei mesi prima di chiamarmi di nuovo."

"Non succeder" promise lui. S, l'avrebbe chiamata, l'avrebbe invitata a bere qualcosa, e le avrebbe spiegato che il suo cuore era occupato altrove. Perci le avrebbe fatto un grave torto continuando la loro relazione. Terri avrebbe capito. Era una brava persona, e meritava un uomo migliore di lui.

1

Ritta in piedi davanti alla lapide del marito, Vanessa Rutledge si strinse nel cappotto. Il venticello di marzo era ancora pungente e le faceva svolazzare i capelli rossi. "So che questa sembrer una richiesta bizzarra, ma non so a chi altro chiederlo... Tu sai che ti amo, Matt. Che ti amer sempre, che ti ritrovo ogni giorno negli occhi di nostro figlio. Ma vedi, tesoro, sicuramente mi innamorer di nuovo, e ho bisogno della tua benedizione. Insomma, vorrei che tu dessi una piccola spinta all'uomo che sar il mio futuro marito. Fagli sapere che per te va bene, fagli sapere che  molto pi che un semplice..."
 "Vanessa!"

Suo padre era in piedi sulla veranda e teneva il bambino discosto da s, come se gli avesse appena sporcato il vestito buono. Era ora di andare. Il piccolo Matt aveva ormai un mese e mezzo, e quella mattina Vanessa aveva appuntamento da Mel Sheridan per la prima visita dopo il parto. Suo padre, il generale Walt Booth, le avrebbe fatto da autista e da babysitter.

"S, arrivo!" rispose lei. Poi si volse di nuovo verso la tomba. "Ne parleremo pi tardi" disse a bassa voce. Gett un bacio verso la lapide e si affrett a scendere la collina.

Quel paesino di seicento anime in mezzo alle montagne era l'ultimo posto in cui Vanessa avrebbe pensato di finire. Ma quando suo padre aveva comprato il ranch, due anni prima di andare in pensione, lei e Matt erano venuti a vederlo e Matt se n'era innamorato. "Quando muoio" aveva detto, "seppelliscimi su quella collina, sotto l'albero."

"Ma smettila!" aveva riso lei dandogli un colpetto sul braccio. Nessuno dei due poteva immaginare che quella frase fosse profetica.

C'era stato un periodo nella sua vita, anni prima di conoscere Matt, in cui Vanessa pensava di mettere a frutto la laurea in scienze delle comunicazioni per diventare una famosa anchor woman. Ma aveva deciso di prendersi un anno di attesa prima di lanciarsi in quella carriera, e aveva accettato un lavoro temporaneo come assistente di volo. L'anno si era protratto fino a cinque perch il lavoro le piaceva, le piaceva viaggiare e stare a contatto con la gente. Lavorava ancora con la stessa compagnia aerea quando Matt era partito per l'Iraq, ma la gravidanza e la solitudine l'avevano convinta a trasferirsi a Virgin River. Pensava che anche quella fosse una soluzione temporanea: avrebbe avuto il bambino, avrebbe aspettato il ritorno di Matt dall'Iraq e lo avrebbe seguito nell'incarico successivo. Invece Matt era stato portato l sulla collina, sotto l'albero.

Vanessa non piangeva pi cos tanto, ma continuava a soffrire per la mancanza del marito. Le mancavano le loro risate, le braccia di lui che la stringevano, le frasi sussurrate all'orecchio durante le conversazioni notturne.

Walt aveva gi messo a tracolla il borsone con i pannolini e si stava dirigendo verso la macchina. "Stai troppo tempo a parlare con quella tomba" osserv. "Dovremmo spostarlo altrove, dove non si veda."

"Santo cielo" replic lei, "non dirmi che Matt si  lamentato che lo infastidisco..."

"Non sei divertente."

"Ti preoccupi troppo" continu Vanessa sistemando il bambino nel seggiolino della macchina. "Non mi sto crogiolando nel lutto, ma ci sono cose che solo Matt pu ascoltare. Ed  talmente a portata di mano..."

"Santo cielo! Hai bisogno di amiche con cui sfogarti..."

Lei rise. "Ho un mucchio di amiche." In effetti aveva molte colleghe di lavoro che non abitavano in zona ma venivano spesso a trovarla, ed erano bravissime ad ascoltare i suoi sfoghi. Vanessa aveva parlato con loro di Matt, del suo lutto, e poi del bambino che l'aiutava a riprendersi. "Sarai contento di sapere che Nikki viene da noi questo fine settimana" disse. "Un'amica, come vedi."

Walt si mise al posto di guida. "Ultimamente l'abbiamo vista spesso" osserv. "O non riesce a stare lontana dal bambino, o qualcosa non va tra lei e quel... quel..."

" vero, non pu star lontana da Mattie, ma le cose tra lei e Craig non vanno affatto bene" conferm Vanessa. "Sento odore di rottura."

"A me non  mai piaciuto" grugn Walt.

"Non piace a nessuno.  uno stronzo." La sua migliore amica, troppo dolce e arrendevole, avrebbe voluto un marito e dei figli; e invece era imprigionata in una situazione che si era deteriorata da anni, ed era sola quasi quanto lei.

Vanni aveva altre amiche, oltre alle colleghe hostess. Era diventata intima di alcune donne di Virgin River come Mel Sheridan, la sua ostetrica; Paige, che lavorava con il marito nel bar di Jack; Brie, la sorella di Jack. Ma nonostante tutto, c'erano cose che soltanto Matt poteva capire...

A Virgin River Mel li aspettava nell'ingresso. Appena li vide arrivare sorrise e tese le braccia verso il piccolo Mattie. "Fatti vedere..." tub sollevandolo come per soppesarlo. "Ma sta benissimo, Vanni. Cresce a meraviglia ed  bello paffuto!" Poi guard Walt. "E il nonno come sta?"

"Il nonno avrebbe bisogno di dormire un po' di pi" brontol Walt.

"Non occorre che si svegli la notte" spieg Vanessa inarcando le sopracciglia. "Non pu certo aiutarmi ad allattare, ti pare?"

"Lo so, ma io mi sveglio comunque. E tanto vale che veda se Vanni ha bisogno di qualcosa."

Mel gli sorrise. "Che bravo nonno. Vedr che il piccolo dormir tutta la notte prima di quanto pensiate."

"Quand' che David ha dormito una notte intera?" domand Vanessa riferendosi al figlio di Mel, di un anno.

"La prima volta o l'ultima?" replic lei. "Perch ha ancora dei problemi con il sonno... e adesso Jack ha cominciato a lasciarlo venire nel nostro letto. Dammi retta, non farlo mai!"
 
Vanessa diede un'occhiata al ventre rotondo di Mel. David aveva un anno, e il secondo bambino sarebbe nato a maggio. "Spero che tu abbia un letto bello grande" ridacchi.

"Oh, ci sar un mucchio di posto quando caccer via Jack" ribatt Mel. "Vieni, prima di tutto diamo un'occhiata a Mattie e occupiamoci dei vaccini."

Mel aveva assistito Vanessa nel parto in casa, e il loro legame di amicizia si era rinsaldato ancora di pi. Mattie era in perfetta salute e cresceva bene, disse Mel. "Adesso lo porto al nonno e tu ti metti un camice, d'accordo?"

Pochi minuti dopo Mel ritorn. "Tuo padre ha portato Mattie da Jack per una tazza di caff" annunci. "E per un po' di chiacchiere tra uomini, immagino."

Poi controll il cuore e la pressione sanguigna di Vanessa, e la fece sdraiare per una visita. "Hai avuto un ottimo parto e sei in perfetta forma, Vanni" disse. "E hai perso peso in fretta. L'allattamento al seno  miracoloso, vero?"

"Per i vecchi jeans non mi entrano ancora" obiett Vanessa.

"Oh, scommetto che manca poco. Mettiti pure seduta. C' qualcosa di cui vorresti parlarmi?"

"Ci sono molte cose di cui vorrei parlarti. Posso farti una domanda personale?"

"Ma certo" disse Mel, scrivendo i dati della paziente su una scheda.

"So che prima di sposare Jack eri vedova..."

Mel smise di scrivere. "Mi aspettavo questa conversazione" confess con un sorriso comprensivo.

"E da quanto?" continu Vanessa.

"Ho conosciuto Jack nove mesi dopo la morte di mio marito, e l'ho sposato sei mesi pi tardi. Se domandi a uno degli storici del paese, scoprirai che all'epoca ero incinta di tre mesi, anzi, quasi quattro."

"Abbiamo degli storici?"

"S, circa seicento" rise Mel. "Se vuoi conservare un segreto  meglio che ti trasferisca da un'altra parte."

"Matt  morto da pochi mesi, ma era lontano da quasi un anno... e non era in viaggio d'affari. Era in guerra, impossibile da raggiungere. In quel periodo gli ho parlato tre volte in tutto, e l'ho visto in faccia una sola volta in videoconferenza. Le sue lettere erano brevi e rare.  da molto tempo che..."

Mel sfior il ginocchio dell'amica. "Non ci sono regole fisse, Vanessa. Tutti i testi che ho letto sulla vedovanza - e ne ho letti parecchi - dicono che se una persona allaccia una nuova relazione poco tempo dopo la perdita del coniuge, questo significa che il loro matrimonio  stato felice, insomma un'esperienza positiva."

"Non ero nemmeno sicura di essere incinta quando Matt  partito per l'Iraq l'anno scorso" continu Vanessa. "Non sto pensando a un altro matrimonio, ma penso che... be', che non voglio rimanere sola per sempre."

"Ma certo che no" sorrise Mel. "Hai ancora tutta la vita davanti."

Vanni ricambi il sorriso. " il caso che pensi al controllo delle nascite?"

"S, parliamone. Non vorrai farti cogliere impreparata come la tua ostetrica... specialmente con un bambino piccolo. Io ne so qualcosa." Si carezz il ventre prominente. "Ma all'epoca non volevo pensare al futuro. Ricordo che quando mia sorella mi disse, Conosco delle vedove che si sono risposate e sono molto felici, per poco non le staccai la testa. Rifiutavo di credere che la vita potesse continuare."

"Per te  continuata di sicuro" comment Vanessa.

"Ragazzi, lo puoi dire! Sono arrivata qui ben decisa a vivere i miei giorni in triste solitudine, ma quel disgraziato di Jack mi ha teso una trappola. Credo di essermi innamorata di lui nel momento in cui l'ho conosciuto, ma ho resistito un bel po'. Come se ricominciando a vivere fossi infedele al ricordo di mio marito - il che  assurdo. Lui avrebbe voluto che io avessi una vita amorosa felice, e scommetto che anche il tuo Matt era cos."

"Non si manda un uomo in guerra senza parlare di alcune cose importanti - questo me l'hanno insegnato i miei. Tom e io capivamo che il generale stava andando in missione quando sbucavano i documenti. Testamento, rendiconti bancari eccetera. Non solo nel caso che succedesse qualcosa a lui, ma se lui si fosse trovato in qualche giungla o nel deserto e fosse successo qualcosa alla mamma?" Vanni sorrise con nostalgia. "Matt non si sofferm sulle possibilit peggiori, ma fu molto chiaro. Disse che io non ero tipo da crogiolarmi nel dolore, e che sarebbe stato molto deluso se lo avessi fatto. E mi espose le sue richieste: il luogo in cui essere sepolto, l'uso da fare dei suoi oggetti personali, le visite regolari da fare ai suoi genitori specialmente se avessimo avuto dei figli. E mi disse che se avessi conosciuto un uomo adatto, non avrei dovuto esitare." Vanessa si interruppe e trasse un gran respiro. "Le richieste che io feci a lui furono quasi identiche. Vedi, se sar cos fortunata da trovare un uomo meraviglioso come Matt, voglio essere pronta."

"Fai bene, e non  del tutto impossibile anche in un paesino come Virgin River. Allora, troviamo un sistema affidabile. Vuoi una pillola che puoi prendere durante l'allattamento, o preferisci che ti inserisca un diaframma o uno IUD? Ci hai gi pensato?"
 
Naturalmente Vanessa ci aveva pensato. "S" sorrise. "Vorrei lo IUD."

"Diamo un'occhiata ai vari modelli" concord Mel. "Tra l'altro sei gi in condizione di avere rapporti..."

"Grazie" rise Vanni.

"Sei una donna di giudizio" continu Mel. "Assicurati che usi un profilattico per evitare la trasmissione di malattie..."

"Sono una donna di giudizio" interruppe Vanni, "ma ho anche molto buongusto."

In effetti Vanessa aveva in mente qualcuno, e per questo aveva chiesto l'aiuto e la benedizione di Mel. Era il migliore amico di Matt - e suo. Paul.

Paul era rimasto alcuni mesi a Virgin River per consolarla e sostenerla - e per questo aveva trascorso il Natale lontano dalla famiglia. Loro due avevano passato ore e ore a parlare di Matt, a piangere, a ricordare i momenti felici. Senza l'aiuto di Paul lei non avrebbe mai superato quei mesi terribili. Lui era la sua roccia.

Ma la sua amicizia con Paul risaliva a molto tempo prima. E a dire la verit, quella sera lontana in cui aveva conosciuto Matt era stato Paul ad attirare per primo la sua attenzione. Era talmente alto, con le gambe cos lunghe e le mani cos grandi, che era impossibile non notarlo in una folla. E poi c'erano quei capelli color sabbia, cos ribelli che il taglio era per forza molto corto... Non che Paul fosse tipo da badare ai capelli, anzi, era stata proprio la sua virilit un po' rude a colpirla. Sembrava un taglialegna che si fosse ripulito per una serata in citt. Aveva un sorriso accattivante, con un dente un po' storto e una fossetta nella guancia sinistra. Sopracciglia folte, profondi occhi castani - quelli li aveva notati in un secondo tempo, ovviamente. Matt non l'aveva neanche visto...

Ma era stato Matt a cingerla d'assedio, a travolgerla, a farla ridere e arrossire. Mentre Paul stava in disparte, timido e silenzioso, Matt l'aveva completamente affascinata. E in breve lei lo aveva desiderato e si era innamorata con tutta se stessa. Matt non era stato un premio di consolazione: era l'uomo migliore del mondo, il pi tenero e appassionato.

Ma a Paul Vanessa aveva voluto bene fin dall'inizio, e dopo la morte di Matt il suo affetto per lui era cresciuto. Quand'era nato il piccolo, Vanessa aveva dichiarato che non avrebbe mai amato nessun altro oltre a Matt. Ma con il passare delle settimane aveva capito che non doveva necessariamente smettere di amare Matt, come non avrebbe smesso Paul. Matt sarebbe rimasto nei loro cuori per sempre. Ma sembrava naturale che adesso Paul prendesse il suo posto.

Solo che da parte sua niente indicava che provasse per lei qualcosa di pi di una solida amicizia. Vanessa non dubitava che Paul amasse lei e Mattie, ma non sembrava il genere di amore che l'avrebbe scaldata nelle notti pi fredde.

Gli aveva telefonato qualche volta dopo il suo ritorno a Grants Pass: piacevoli, educate conversazioni sul bambino, gli amici di Virgin River, il generale, suo fratello Tom, e a volte anche Matt.

"Mattie ha messo su un chilo e mezzo" gli disse un giorno. " gi cambiato moltissimo."

"E a chi assomiglia? Ha ancora i capelli scuri o stanno diventando di fuoco come quelli della sua mamma?"

"Non assomiglia ancora a nessuno, solo a se stesso. Vorrei proprio che lo vedessi e lo stringessi tra le braccia." E che stringessi anche me!

"Cercher di venirvi a trovare."

Ma fino a quel momento non si era fatto vivo, e parlando con lei non aveva mai manifestato alcuna nostalgia. Nemmeno una minima traccia di desiderio trapelava da quelle telefonate.

Vanessa si sentiva un'idiota per il solo fatto di desiderarlo, ma non poteva mentire a se stessa: Paul le mancava moltissimo, e non nel modo in cui a una giovane vedova manca un uomo. No, nel modo in cui una donna pensa a un uomo speciale, che smuove il suo cuore e i suoi sensi.

Quando Mel la riaccompagn in sala d'aspetto, Vanessa vide la ragazza di suo fratello Tom seduta ad aspettare il proprio turno. "Brenda!" disse abbracciandola. "Sembra abbastanza logico incontrare le amiche qui in ambulatorio, eh?"

"Immagino di s" disse la ragazza arrossendo.

"Vado a salvare mio padre prima che abbia dei problemi con il cambio del pannolino" riprese Vanessa. "Ha portato il bambino da Jack. Immagino che ci vedremo stasera a cena?"

"S, certo" disse Brenda. "A dopo."

Vanni usc di fretta e Brenda affond nella poltroncina. La sala d'aspetto, ricavata dall'ingresso della vecchia casa di Doc Mullins, era ancora arredata come un tempo. Alle finestre c'erano pesanti tende di velluto color crema tenute aperte da cordoni di seta. Una vecchia ottomana rivestita di velluto bordeaux, come il divanetto pi piccolo, era fiancheggiata da due poltrone con le zampe ricurve. Il rivestimento delle poltrone, di broccato color oro, aveva perso da tempo la lucentezza. Alcune poltroncine con il sedile di paglia intrecciata sparse qua e l completavano l'arredamento della sala d'aspetto, che era raramente piena. A visitare i pazienti c'erano solo Doc Mullins e Mel, perci di solito gli appuntamenti erano ben distanziati uno dall'altro.

Brenda abbass la faccia tra le mani. "Merda, dovevo proprio imbattermi in Vanessa?" gemette.

Mel prese la sua scheda e le si avvicin ridacchiando. "Non preoccu
 parti" disse. "Vieni, andiamo in sala visite."

"Ma  la sorella di Tommy! E se mi domanda perch ero qui?"

"Non succeder, credimi." Arrivate nella saletta delle visite, Mel sostitu il lenzuolo di carta dal lettino e porse un camice a Brenda. "Allora, sei qui per via del ciclo molto doloroso" disse esaminando la scheda.

"S, per..."

"Lo so" disse Mel. "Il tuo ciclo va benissimo."

"Infatti" conferm Brenda. Poi abbass la testa e sussurr: "In realt ho bisogno della pillola anticoncezionale".

Mel le sollev il mento con la mano. "Capisco. Ma se Vanessa ti domandasse perch sei venuta da me, tu di' che eri preoccupata per il ciclo, che io ti ho controllata e che va tutto benissimo. D'accordo?"

"Davvero?"

"Io non parlo dei miei pazienti" dichiar Mel. "Adesso mettiti il camice. Ti visiter, e poi parleremo della ragione per cui sei qui. Vedrai che andr tutto bene."

"Mia madre non sa che ti voglio chiedere la pillola" continu la ragazza. "Crede che abbia davvero un problema con il ciclo."

"Capisco" annu Mel. Ma sapeva che Sue Carpenter era piuttosto sveglia, e che probabilmente sapeva benissimo quello che stava succedendo. Dopotutto Tommy e Brenda facevano coppia fissa dall'inizio del liceo, ed era chiaro che facevano sul serio. Ma ben poche diciassettenni si sentivano di discutere del controllo delle nascite con la propria madre.

Mel torn dopo cinque minuti. Brenda era gi pronta sul lettino, e lei cominci la visita spiegando che avrebbe eseguito un prelievo per il Pap test e che si sarebbe assicurata che Brenda non avesse infezioni o sintomi di malattie sessualmente trasmissibili. "Vuoi che parliamo anche di un anticoncezionale di emergenza?" domand.

"Che vuoi dire?"

"Hai avuto rapporti non protetti?"

"No... Il fatto  che Tommy non mi si avvicina neanche se non ho anch'io un anticoncezionale, anche se lui ha i... sai..."

"I profilattici" sugger Mel.

"S. Dice che quelli non sono sufficienti."

"Dio lo benedica" sorrise Mel. Questa meravigliosa ragazza, una bravissima studentessa che probabilmente avrebbe ricevuto numerose offerte di borse di studio per il college, era stata vittima di una violenza sessuale poco meno di un anno prima, quando Tom non era ancora arrivato a Virgin River. Brenda era andata di nascosto a una festa nei boschi, con l'intenzione di bere soltanto una birra; e tre mesi dopo aveva scoperto di essere incinta senza avere la minima idea di come fosse successo. Oltre a ci aveva anche contratto la clamidia, una grave infezione che probabilmente aveva contribuito a un aborto spontaneo.

Mel fin la visita, poi diede a Brenda una fornitura di pillole per tre mesi e concluse: "Voglio farti i complimenti per il modo in cui ti occupi della tua salute, Brenda. So che pu essere difficile chiedere questo genere di aiuto quando si  tanto giovani, ma fai bene a prendere tutte le precauzioni."

"Che dirai a mia madre se ti chiede della visita?"

"Non credo che mi chieder niente, ma se lo facesse le risponder che stai benissimo."

"E credi che baster?"

"Tesoro, io sono molto brava a non dire niente... domandalo a Jack" disse Mel con una risata. "Puoi cominciare a prendere le pillole fin d'ora, ma non ti copriranno prima di due settimane. Cerca di prenderle sempre alla stessa ora, o subito prima di andare a letto o la mattina appena sveglia. Questo ne aumenter l'efficacia."

"Tommy parte, sai" disse Brenda con gli occhi umidi. "Subito dopo il diploma va alla scuola di addestramento, e poi a West Point."

Mel le carezz i bei capelli morbidi. "Prima di tutto, sono certa che non vorresti un ragazzo diverso da lui.  uno che si impegna al massimo, e avr grande successo. In secondo luogo, il fatto che adesso tu abbia le pillole non significa che devi fare qualcosa per cui non ti senti pronta. Mi segui?"
 La ragazza annu.

"Torner a casa in licenza, e per le vacanze. E vi scriverete molte bellissime lettere."

Brenda annu di nuovo ma rettific: "Saranno delle email".

"Saranno altrettanto belle. Le pillole servono per la tua salute e la tua sicurezza. Non devi per forza dargli qualcosa da ricordare come dono d'addio... non lasciarti forzare."

"Oh, non lo far" sorrise la ragazza. "Ma Tom non mi forzerebbe mai... e poi, io lo amo."

Mel le sorrise. "Sono contenta per te. Lui  un giovanotto speciale, e tu sei una giovane donna eccezionale che ha il completo controllo del proprio corpo. Ricordalo sempre."

Nikki Jorgensen ferm la macchina di fronte al ranch dei Booth e suon il clacson prima di scendere. Entrando trov Vanni seduta sul pavimento accanto al figlio. Matt era disteso su una copertina, circondato da giocattoli che era ancora troppo piccolo per apprezzare.

"Presto" disse Vanni. "Sta sorridendo!"

Nikki gett la borsa su una sedia e si inginocchi di fronte all'amica. Si adoravano, ma erano una l'opposto dell'altra. Vanni era una rossa statuaria, Nikki era piccola e bruna. Vanni era audace e sicura di s, Nikki era tranquilla e odiava le discussioni. Diceva sempre che al liceo, mentre lei studiava gli ultimi tagli di capelli, Vanni da buon soldatino si allenava a smontare una casa in sei ore e ad affrontare gli ufficiali della dogana in due o tre lingue straniere.

Passarono qualche minuto a fare facce buffe al piccolo, poi Vanni disse: "Non vedo l'ora di dire a Paul che Mattie sorride sul serio!".

La frase caus un lungo silenzio. "Hai sue notizie?" domand Nikki sottovoce.

Vanni scroll la testa, senza guardarla. "Be', lo chiamo io... un paio di volte la settimana. Ma finora lui ha telefonato solo una volta."

"Oh, Vanni..." sospir Nikki comprensiva.

"Pazienza. Probabilmente  ben felice di non avere pi nessun obbligo verso la vedova Rutledge."

"Sono sicura che non  cos" protest Nikki accarezzandole i capelli.

"Due mesi fa non avrei mai pensato di poter provare dei sentimenti per lui... voglio dire, questo genere di sentimenti. Lo consideravo il mio baluardo, la mia roccia, ma a poco a poco  diventato molto pi di questo. Da quando  partito mi manca moltissimo - e non solo perch  stato un cos buon amico."

" logico che tu sia attratta da qualcuno che sente la mancanza di Matt quanto te, e che ama il piccolo Mattie quanto l'avrebbe amato suo padre. E poi non  che tu lo abbia appena conosciuto, lo hai incontrato quando hai incontrato Matt... Lo conosci meglio di chiunque altro, e non devi certo domandarti che tipo d'uomo sia."

" che ho paura... Non so se sono pronta a dimenticare Matt."

Nikki rise. "Vanni, non sei obbligata a dimenticare Matt - come non lo  Paul. Lui sar una parte di te e Paul per sempre."

Vanni le sorrise grata, inarcando un sopracciglio. " quello che ho pensato anch'io ultimamente. Non si tratta di una scelta, vero?"

"Infatti, tesoro."

"Allora... come vanno le cose tra te e Craig?"

Il sorriso di Nikki svan. "Come sempre, cio male. Gli ho dato un ultimatum, o si impegna seriamente o tra noi  finita. Lui continua a dire che ha bisogno di tempo, ma di quanto? Ormai sono cinque anni... sa bene che io voglio una famiglia, e il mio orologio biologico ticchetta sempre di pi!"

Vanni scroll la testa. "Craig non ti lascer mai" disse. Ma in realt temeva che fosse Nikki a non lasciarlo, anche se lui le dava un decimo di quello che si meritava.

"Davvero?" disse l'altra. "Sei pronta a scommettere?"
 "Ma tu fai sul serio questa volta?" replic Vanni.

Nikki accarezz il piedino di Mattie. "Non voglio vivere senza almeno tentare di avere una gioia come questa" disse. "Sono egoista, voglio tutto. Ma Craig non vuole nemmeno sentirne parlare!"

Paul era a Grants Pass da circa due mesi, e dopo la serata con Terri le aveva promesso che l'avrebbe cercata ma non lo aveva fatto. Cos, quando lei si present in ufficio e gli chiese se poteva dedicarle cinque minuti per parlare, pens che volesse lagnarsi del fatto che non le aveva pi telefonato.

Si sedette a fatica nella piccola Toyota di lei ripiegando le gambe troppo lunghe e domand: "Allora, che succede?" In lacrime lei disse che era incinta, e che non era stata con nessuno a parte lui.

"Cosa?" domand lui stupefatto. "Sei incinta?"

"Gi" fece lei. " successo la sera che mi hai telefonato dopo essere ritornato in citt. Te lo ricordi, no?  stata una serata piuttosto intensa... non puoi averlo dimenticato!"

"Ma come diavolo  successo? Hai detto che prendevi la pillola, e io ho usato un profilattico!"

"Non lo so" gemette lei tirando su col naso. "Forse  stata colpa mia... mi dispiace!"

"Colpa tua? In che senso?"

"Be', non avevo un uomo da cos tanto che mi sono un po' distratta, e a volte ho saltato una pillola o due. La tua telefonata  stata una sorpresa. Non ti sentivo da un secolo, e non volevo rinunciare a vederti. Tu avevi il profilattico, e io credevo che bastasse... Non so com' successo, dev'essere stato perch non prendevo la pillola regolarmente, o forse il tuo profilattico era bucato. Non trovo un'altra spiegazione!"

"Oh, Signore..." sospir lui. Poi cerc di arginare il panico e prese la mano di Terri fra le proprie. "D'accordo, dimmi che cosa ti occorre."

"Non pensi che potremmo sposarci?"

Paul non ebbe bisogno di pensarci nemmeno un momento. Nel suo cuore c'era un'altra, e da molto, molto tempo. "Dio, Terri, non possiamo sposarci. Com' che ci definivi, amici con speciali privilegi? Ecco, siamo due adulti consenzienti che si piacciono e si rispettano, e questo  parecchio ma non  abbastanza. Tu sei importante per me, ma non abbiamo il genere di relazione che pu portare a un matrimonio duraturo."

"Adesso  un po' tardi per pensarci " osserv lei.

"Non ci conosciamo nemmeno" insistette Paul.

"Ci conosciamo talmente bene che sono incinta!"

"E hai deciso di avere il bambino?"

"Ho quasi trent'anni" disse lei brusca. "Non ho intenzione di liberarmene."

"Va bene, va bene" disse Paul sollevato - anche se il buonsenso gli suggeriva che sarebbe stato meglio prendere un'altra decisione. Non voleva trovarsi in questa situazione, ma non voleva nemmeno che il bambino venisse eliminato. "Posso aiutarti economicamente, e cercher di sostenerti anche dal punto di vista emotivo. Non ti abbandoner, Terri, lo prometto. Ma andare oltre questo sarebbe un errore per entrambi."

"Perch?" domand lei ricominciando a piangere.

Paul cinse le sue spalle e la tenne stretta per quanto gli permetteva lo spazio limitato della macchina. "Per molte ragioni, a cominciare dal fatto che tempo fa avevamo parlato di ci che volevamo... e nessuno dei due cercava un legame serio, ricordi? Ci siamo visti tre volte in un anno, forse quattro. Mi dispiace, Terri, ma siamo stati davvero intimi solo la sera che  successo questo, ed  successo perch io ero turbato e tu sei stata cos gentile da starmi ad ascoltare. Ma tesoro, noi non ci amiamo!"

"Come sai che io non ti amo?"

"In sei mesi ci siamo parlati una sola volta. Se tu nutrivi dei sentimenti per me, non me lo hai mai fatto capire. Vedi Terri, tu sei una cara ragazza... ma guardaci, siamo due persone che lasciano passare sei mesi senza parlarsi e senza vedersi!" Scroll la testa e riprese: "Ho capito subito che quella serata era stata un errore. Io ti ho rivelato i miei problemi, e tu ti sei emozionata. Ma sono state la mia crisi e la tua comprensione che ci hanno portati a questo punto. Se ti sposassi, ti impedirei di trovare quello che ti occorre davvero. E credimi, non sono io."

"E allora che far?" singhiozz lei.

Egoisticamente Paul pens: Che far IO?.
 "Qualsiasi cosa tu voglia, io ti aiuter meglio che posso" disse ad alta voce. "Ma tu meriti un marito che ti ami davvero."

"Per io aspetto tuo figlio!" esclam lei disperata.

"Far tutto quello che posso, Terri, davvero. A parte sposarti. Il matrimonio non durerebbe, farebbe di noi dei nemici, e invece dobbiamo andare d'accordo."

"Sarei cos terribile come moglie?" domand lei patetica.

Non c'era niente di sbagliato in Terri, pens Paul. Il problema era lui. Terri era attraente, desiderabile, dolce e divertente, e proprio per questo - e perch Vanni era sposata con il suo migliore amico - lui ci era finito a letto un paio di volte. Avrebbe dato qualsiasi cosa per innamorarsi di lei. Ma quando pensava a Vanni il sangue gli ribolliva e il cuore batteva forte, mentre se pensava a Terri sorrideva perch lei era carina e divertente, ed era una bravissima persona. Il solo pensiero di Vanni lo riempiva di timore, di desiderio e di ridicola speranza. Terri gli piaceva, ma di Vanni era pazzo, e lo era da anni. Forse una maledizione lo costringeva a volere disperatamente ci che non poteva avere.

Il suo livello di testosterone aumentava in compagnia di Terri perch lei era graziosa, seducente e disponibile - e lui era solo un uomo. Ma telefonarle dopo la morte di Matt, mentre la sola donna che voleva era Vanni, era stato un errore madornale.

"Credo che sarai una moglie meravigliosa quando troverai l'uomo giusto" disse. "Quell'uomo non sono io, ma far tutto il possibile per starti vicino. Non scapper, non mi nasconder. E mi dispiace moltissimo per tutto questo, Terri. Giuro, non volevo che accadesse."

Da anni Joe Benson progettava case per l'impresa di costruzioni Haggerty. Paul era un buon amico, ma adesso Joe era preoccupato per lui. Lo aveva incontrato recentemente su un paio di cantieri e aveva suggerito di trovarsi una sera per bere una birra: ma Paul era evasivo, distratto, cupo e forse depresso. La cosa non lo sorprendeva, perch Paul aveva sofferto molto per la morte di Matt. Ma era come una pentola a pressione pronta a esplodere. Cos Joe lo torment finch riusc a convincerlo a vedersi in un bar tranquillo. Il locale era perfetto per parlare, ma Joe aspett un bel po' e cominci a temere che Paul non si facesse vivo. Stava per chiamarlo quando Paul comparve, con le spalle curve, la testa bassa, e l'aspetto di uno che soffre terribilmente.

"Una birra" disse al barista prima ancora di salutare l'amico. "Heineken."

"Sei alquanto malconcio" osserv Joe bevendo un sorso della birra che aveva ordinato nell'attesa.

Paul aspett che arrivasse la sua Heineken, ne bevve un sorso e poi rispose. "Alquanto."

"Ho pensato che se avessimo bevuto qualcosa insieme, forse ti saresti sfogato..."

"Credimi, Joe,  meglio che non parli."

"Il lavoro va bene?" domand Joe prendendola alla lontana. La ditta della famiglia Haggerty era molto quotata, e costruiva edifici curati nei minimi dettagli. Mentre Paul e Matt erano amici d'infanzia, Joe aveva conosciuto Paul nei Marine, durante l'operazione Desert Storm, e da allora avevano lavorato insieme.

"Il lavoro va benissimo" replic l'altro. "Non  quello il problema."

Joe strinse affettuosamente la spalla dell'amico. "Ultimamente non sei pi lo stesso, ragazzo mio. So che hai difficolt a riprendere la vita di sempre dopo la morte di Matt... ma lui non vorrebbe vederti cos, lo sai."

"S, lo so."

"Ma forse non si tratta solo di Matt" continu Joe. "Ho la sensazione che qualcos'altro ti tormenti."

"Davvero?" fece Paul con una risatina amara. "Sei un veggente!"

"Non potresti tagliare la testa al toro e dirmi di che cosa si tratta? Perch se bevi a quel ritmo tra un po' mi lascerai indietro."

Paul scroll il capo. "Ho fatto un bel casino, Joe. Mi sono messo in un guaio da cui non so come uscire."

Joe lo fiss in silenzio, poi chiam il cameriere. "Mi porti un'altra birra" disse. Infine torn a fissare l'amico e comment: "Hai idea di quanto sei poco chiaro?".

"Gi." E dopo un attimo di silenzio Paul sospir: "Ho messo incinta una ragazza."

"No... no, sei troppo in gamba per una stupidaggine del genere!" esclam l'altro stupefatto.

Paul rise cupo. "A quanto pare no. Forse dovrei denunciare la fabbrica di profilattici."
 "Oh, Dio santo" disse Joe. "Almeno  qualcuno di speciale?"

"Una ragazza simpatica" fece Paul scrollando le spalle. "Ma non  stato... be', insomma, non siamo mai...  stata una cosa senza importanza, capisci. La conosco da un anno, ma sono uscito con lei solo due o tre volte. Tra noi non c' niente, a parte..."

"Oh, cielo!" esclam Joe.

Paul si volse a guardarlo. "Mentre ero a Virgin River non ci siamo parlati nemmeno una volta, per dirti com'era il nostro rapporto. Sono tornato qui parecchie volte per controllare la ditta e vedere mio padre e i miei fratelli, ma non le ho mai telefonato e lei nemmeno. Solo che..."

"Solo che?"

"Be', due mesi fa sono tornato a Grants Pass turbato e scombussolato per tutto quello che era successo a Virgin River, e le ho telefonato. Un impulso. E indovina che  successo?"

"Oh, diavolo. E adesso che farai?"

"Non ho molta scelta" disse Paul a testa china. "Aiuter lei e mio figlio. Che altro posso fare? Io quel bambino lo voglio" aggiunse scrollando la testa. "So che  stupido, e forse dovrei tentare qualcosa, non so, pagarla perch se ne liberi... ma se c' un bambino in arrivo voglio far parte della sua vita. Sono matto, eh?"

Joe sorrise con pazienza. "Non saprei... forse non sei matto per niente. Ma come farai con la madre?  una donna con cui puoi raggiungere un accordo?"

"Non te lo so dire. Vuole che ci sposiamo, ma questo non lo posso fare. Ho intenzione di sposarmi, prima o poi, ma dev'essere con qualcuno che amo talmente da non poterne fare a meno. Se sposassi questa ragazza le rovinerei la vita - ancor pi di quanto non lo sia gi. Non posso fingere un sentimento tanto importante. Sarei un marito pessimo. Non ci si sposa cos tanto per fare."

"Il matrimonio  un grande passo" convenne Joe. "Solo tu sai se puoi farlo funzionare - e se non puoi devi agire per il meglio. Accettando le tue responsabilit e occupandoti di lei."

"Il fatto  che sono andato a letto con lei, ma amo un'altra. Perch diavolo l'ho fatto? Quale idiota bastardo si comporta cos... che cosa mi  venuto in mente?"

A questo punto Joe era completamente perso. Paul amava un'altra? Di solito gli uomini non parlano delle donne per cui hanno una cotta. Non lo fanno con nessuno, non rivelano i propri sentimenti. Joe conosceva Paul da anni, e sapeva che aveva avuto poche donne. Era un tipo riservato, tranquillo. Anche quand'erano in guerra, con un cumulo di tensioni da sfogare, Paul non aveva mai dato la caccia alle gonnelle.

Il barista arriv con la seconda birra e Joe ne tracann un lungo sorso. "Ami un'altra?" domand.

"Sono un tale disastro..."

"Ami un'altra donna?"

" sbagliato, capisci. Non dovrei neanche..."

"Paul. Chi ?"

"Vanni" sospir lui. "Sono stato uno schifo di amico per anni...  stato pi forte di me. Non volevo che accadesse, ma..."

Joe bevve un altro gran sorso di birra. Era pronto ad aiutare l'amico per qualsiasi cosa, ma questa proprio non se l'aspettava. Forse perch lui stesso avrebbe fatto per Paul ci che Paul aveva fatto per Matt: e cio restare accanto alla vedova in un momento cos difficile. "Diavolo" disse alla fine. "Merda."

"Gi. Merda" fece eco Paul.

"Vanni..." disse ancora Joe.

L'altro annu cupamente. "Hai idea di quanto mi senta in colpa? Ho cercato invano di dimenticarla, e a volte credevo di esserci riuscito. Ho cercato di non frequentarli, capisci. Perch con Matt potevo comportarmi come se niente fosse, ma se vedevo lei il cuore mi esplodeva nel petto... Dio!" Si prese la testa fra le mani. "E adesso ho messo incinta un'altra donna. Poteva andarmi peggio di cos?"

Joe scroll la testa, ma intanto pensava: S, saresti potuto morire al posto di Matt. "Sei sicuro che il bambino sia tuo?" domand. "Forse non lo ..."

"Ci ho pensato" ammise Paul, "ma poi mi sono detto che il mio era solo un pio desiderio. Lei mi ha detto che non aveva un uomo da tempo, e per questo ha fatto meno attenzione alle pillole. E io avevo un vecchio profilattico che stava nel portafoglio da chiss quanto... magari era anche bucato. No, il bambino  mio!"
 "Ma ti accerterai che lo sia prima di aprirgli un conto in banca per il college, no?"

"Be', s, per al momento non voglio esercitare troppa pressione su di lei.  sull'orlo del collasso, non fa che piangere. Se si convince che non voglio aiutarla potrebbe fare una stupidaggine... e non voglio che abortisca per paura che io non mi assuma le mie responsabilit. Per ora mi comporter come se il bambino fosse mio - e probabilmente lo . Ai dettagli penser pi in l."

"E con Vanni che cosa farai?"

"E che diavolo posso fare? Vanni soffre ancora parecchio. Credi che lenirei il suo dolore confessandole che sono innamorato di lei fin dal nostro primo incontro, ma che a tempo perso ho messo incinta una donna che conosco appena?"

Joe sorrise suo malgrado. "Bisogner che troviamo un modo migliore di annunciarle la cosa, ma nel frattempo cerca di ragionare a mente fredda. Non  che hai tradito Vanni, ti pare?"

"Com' che mi sento come se lo avessi fatto?"

"Sei confuso tra senso di colpa e rimpianto, ma per cominciare devi smetterla di punirti riguardo a Matt. Quello che provi per Vanni non ha mai influenzato il loro matrimonio n la vostra amicizia."

Paul alz la testa e guard in faccia l'amico. " passato troppo poco tempo dalla morte di Matt - e io so di non avere alcuna speranza con lei, ma devo dirle quello che provo."

"Certo, devi chiarire la faccenda. Devi scoprire a che punto sei con lei, prima di macerarti tanto."

"Gi" sospir lui abbassando di nuovo la testa. "Ma sono certo che mi mander a spasso pi in fretta che pu."

"Non si sa mai" protest Joe. "Magari, per una volta le cose andranno come speri. In questo caso, appena lei ti avr detto Anch'io ti amo, tu dovrai dirle Diventer padre molto presto." Emise un sibilo e aggiunse: "Sar dura, amico mio. In un modo o nell'altro, mi sa che sbatterai il muso a terra."

Paul guard l'amico scuotendo la testa. "A questo punto ci serve molta altra birra."

2

A Virgin River Mike Valenzuela ricopriva l'incarico di ausiliario di polizia, e come tale esplorava spesso le stradine di montagna a nord del paese per farsi un'idea del territorio. Era importante saper riconoscere luoghi, facce e veicoli: solo cos si poteva notare qualcosa di insolito.

Quel pomeriggio scese dalla jeep e cammin per un po' restando nascosto tra gli alberi, finch non si imbatt in un camper semisepolto nel terreno, che teneva d'occhio da qualche tempo. Il camper si trovava accanto a un prefabbricato di lamiera, e tra i due c'era un generatore. Al di sopra dei due edifici era distesa una rete mimetica ancorata agli alberi vicini, il che stava a indicare una coltivazione di cannabis. Tuttavia Mike non aveva mai notato alcuna attivit.

Si tenne a distanza di sicurezza perch spesso il terreno intorno delle coltivazioni era minato; e poco dopo vide un veicolo che si allontanava dalla radura. Era un pick-up con i finestrini oscurati, e Mike conosceva il guidatore, un coltivatore illegale, che nei mesi passati era stato visto alcune volte nei dintorni e che portava in tasca banconote di grosso taglio intrise del tipico odore di marijuana appena tagliata.

Mel era arrivata da poco in paese quando l'uomo l'aveva costretta a seguirlo nei boschi, fino a un camper come quello, dove una donna stava affrontando un parto difficile. Pochi mesi dopo Paige, moglie di Preacher, era stata rapita dall'ex marito violento; e l'uomo era intervenuto dandogli una botta in testa e salvando cos Paige.

Ma l'evento pi significativo era un altro: qualche settimana prima Mike lo aveva visto mentre si incontrava di nascosto con un collaboratore dello sceriffo. Mike li aveva sorpresi per puro caso, e probabilmente i due avevano scelto a bella posta quel luogo isolato nei dintorni di Virgin River. Che Mike sapesse, in paese non c'erano coltivatori illegali: perci lungo quell'ansa del fiume non c'era il rischio di venir disturbati da nessuno.

Mike decise di controllare il camper. Visto che il misterioso individuo si incontrava segretamente con un poliziotto, lui voleva scoprire se nascondeva qualcosa.

Dal punto in cui si trovava poteva vedere che il lucchetto alla porta del camper era aperto. Strana negligenza, pens. Avanz cautamente, badando bene a non inciampare nei fili di una eventuale trappola. Sapeva comunque che i coltivatori si preoccupavano di proteggere le loro piantagioni dai concorrenti, ma non avrebbero mai rischiato di ferire o uccidere un appartenente alle forze dell'ordine - nemmeno uno di scarsa importanza come lui. Questo avrebbe scatenato un'orda di sbirri, che si sarebbero messi a frugare dappertutto intralciando operazioni che dovevano rimanere riservate.

Mike non incontr alcun ostacolo, raggiunse il camper e dopo aver sfilato il lucchetto dai ganci apr la porta. Era quasi vuoto. Dietro la porta c'erano alcune piantine di dimensioni ridotte - e cos poche che perfino lui avrebbe potuto tenerle in casa legalmente dopo essersi munito di ricetta medica. Ma c'era tutta l'attrezzatura per una coltivazione su larga scala: vasi, sistema di irrigazione, luci, fertilizzante. Il tizio aveva comprato ci che serviva per un'operazione in grande, ma non c'era il raccolto. Quindi figurava come un coltivatore ma non lo era.

Ges, pens Mike. Quel tipo era un agente della Narcotici sotto copertura - o forse solo un informatore. Aveva messo su tutto il necessario per apparire un vero coltivatore, ma era solo scena. E poteva avere un'unica ragione per apparire ci che non era: scoprire altri coltivatori.

Chi coltivava marijuana era molto diffidente, e impiegava mesi per arrivare a scambiare anche solo un cenno di saluto con gli altri. Anche quando li conosceva un po' meglio manteneva le distanze, e nessuno mostrava mai il proprio nascondiglio a un altro coltivatore. Si individuavano l'un l'altro nei negozi, quando compravano il necessario: cesoie, vasi, sacchi di fertilizzanti. Ma certo non organizzavano cene conviviali.

Il fatto era che le autorit locali non riuscivano a tener dietro a tutti: le loro risorse erano limitate, il personale scarseggiava. Perci, se il colpevole era un pesce piccolo e non faceva troppi danni, spesso lasciavano correre. Quando gli agenti avevano saputo che una parrucchiera guidava un grosso Hummer, che un paio delle finestre di casa erano oscurate e che in cortile teneva un generatore, avevano capito benissimo quello che stava facendo: ma avevano faccende pi grosse a cui pensare. Per una semplice condanna occorrevano almeno un migliaio di piante, per trasformare l'infrazione in reato federale ne occorrevano diecimila. Altrimenti era una perdita di tempo.

Perci questo tale che si era stabilito nella zona e recitava il ruolo del coltivatore illegale cercava sicuramente qualcosa. Mike usc dal camper e si guard attentamente intorno, poi osserv il lucchetto. Dimenticarlo aperto era stata sicuramente una distrazione involontaria da parte del tizio. Se non avesse temuto di compromettere la sua operazione, Mike avrebbe cercato quel tale, gli avrebbe detto che aveva capito quello che stava facendo e gli avrebbe suggerito di stare pi attento. Invece stacc il lucchetto dalla porta e se lo mise in tasca. Prima di agire voleva pensarci su.
 Seduto al tavolo di un ristorante italiano, Paul fissava la sua tazza di caff. Finalmente vide Terri entrare in sala e corrug la fronte. Era facile essere attratti da lei: era una bella donna dal cuore generoso, e aveva una magnifica figura snella che presto sarebbe fiorita nella maternit.

Incontr lo sguardo di Terri e si alz in piedi sorridendo. S, era una gran bella ragazza, ma non gli alzava la pressione come faceva Vanni. Tra loro c'era attrazione, ma niente di esplosivo.

Scost la sedia per farla sedere e lei domand un po' nervosamente: "Tutto bene, Paul?".

"S, benissimo. So che non ci parliamo dalla settimana scorsa, e ti chiedo scusa. Volevo telefonarti prima..."

"Non importa. Che succede?"

"Sai, ho pensato che dobbiamo parlare seriamente. L'ultima volta che ci siamo visti lo shock, le lacrime e tutto quanto ci hanno impedito di arrivare subito a una soluzione." Le batt un colpetto sulla mano. "Non so come mai non ci abbiamo pensato..."

"Una soluzione?" ripet lei.

"Non mi hai spiegato che cosa pensi io possa fare per te."

"Be', ho appena scoperto di essere incinta e non ci ho ancora riflettuto molto. E quella che mi sembrava la soluzione migliore tu l'hai respinta..."

Paul non rispose perch non voleva discuterne ancora, ma abbass lo sguardo. Anche se le cose con Vanni non avessero mai funzionato - cosa che temeva - non provava per Terri il tipo di amore che riteneva necessario per il matrimonio. Sposarla sarebbe stato un errore per entrambi, ma intendeva ugualmente impegnarsi con lei per tutta la vita, perch c'era quel bambino. "Vorrei parlare di un'assicurazione, per esempio. E di un impegno finanziario costante."

"Ho un buon impiego. L'assicurazione mi coprir le spese di gravidanza e parto, anche se al mio capo non ho ancora detto niente. Non credo sia questo l'aiuto che mi occorre."

"Come ti senti?" domand lui.

"Bene" rispose Terri. "Benissimo."

Un cameriere si avvicin al tavolo, porse loro i menu, prese le ordinazioni per le bevande e si allontan.

"Coraggio, guarda il menu e vedi cosa ti va di mangiare" la sollecit Paul.

"Non ho molta fame" replic lei.

"Ma devi mangiare, Terri. Adesso nutri pi di un corpo - e uno dei due sta crescendo..." Poi le sorrise gentilmente. "Lo so, anch'io sono un po' nervoso. Ma dobbiamo cercare di superare l'imbarazzo se vogliamo che il nostro accordo funzioni."

"S, certo" fece Terri osservando il menu. Lo sollev davanti alla faccia e Paul not un leggero movimento, come se si stesse asciugando gli occhi. "Prender un'insalata" disse lei riabbassandolo. In quel momento arriv il cameriere con acqua e t freddo.

"Io prendo le lasagne" ordin Paul. "E alla signora porti anche un minestrone."

Quando l'uomo si fu allontanato continu: "Non preoccuparti, Terri. Col tempo diventer pi facile."

"Non ne sono tanto sicura..."

"Lo hai detto ai tuoi?"

Terri chin il capo. "L'ho detto a mia madre. Lei e mio padre sono divorziati, e con lui non ho molti contatti." Poi rialz la testa e aggiunse timidamente: "Mia madre ha detto che vorrebbe conoscerti."

"Ma certo" rispose Paul appoggiandosi allo schienale. "Quando avremo avuto il tempo di sistemare un po' le cose, va bene?"

Terri annu. Era molto diversa dalla ragazza spumeggiante che aveva conosciuto l'anno prima, pens lui. Adesso era seria, timida e remissiva. Paul non la conosceva molto bene, ma quel giorno aveva la sensazione di non conoscerla affatto. Avrebbe voluto che tutto questo non fosse mai accaduto, ma capiva bene che per lei la questione era molto pi difficile di quanto non lo fosse per lui. Terri gli aveva dato amore e comprensione, e lui si detestava per averla fatta soffrire.
 "E tu ai tuoi l'hai detto?"

Paul emise una secca risatina. "No. Credo che rimander ancora un po'."

"Dici che gli verr un colpo?"

Lui rise di nuovo. "Oh, sar sicuramente una sorpresa... mi sa che devo ripassare le procedure di pronto soccorso."

"Diavolo" disse lei portandosi una mano allo stomaco.

Paul le strinse una mano. "Non devi preoccuparti, non ti faranno difficolt. I miei sono brave persone, e anche se saranno delusi da me, tratteranno te e il tuo bambino con rispetto e gentilezza."

"Il nostro bambino" corresse lei dopo una pausa.

Paul non rispose. Forse col tempo ci sarebbe arrivato, ma per ora pensava a lui come al bambino, o il bambino di Terri. "Sei stata dal dottore?" domand.

"Una volta, per avere conferma di quello che gi sapevo. Non sono molto avanti con la gravidanza."

Oh, lui sapeva esattamente quanto avanti. "E quando dovrebbe nascere?"

"A novembre."

"E questo dottore ti soddisfa?"

" una donna. S, mi piace. Mi  stata consigliata da un'amica."

Con grande sollievo di Paul arrivarono i piatti, e loro cominciarono a mangiare in un silenzio imbarazzato. Dopo qualche minuto lui prese un biglietto dalla tasca della camicia e glielo porse. "Questi sono i miei numeri di casa, dell'ufficio e del cellulare. Ho il tuo numero di casa, ma non so dove lavori. Fai la segretaria, vero?"

"S, in uno studio legale. Pensavo di frequentare un corso di specializzazione per diventare assistente."

" un'ottima idea" concord lui.

"Cio, lo pensavo prima di..."

Era una buona cosa che Terri si ponesse dei traguardi e nutrisse degli interessi positivi, si disse Paul, dal momento che lui non poteva dargliene molti. Cos avrebbe aumentato le sue possibilit di guadagno, perch sarebbe stata una madre single costretta a lavorare. O forse avrebbe dovuto mantenerla lui? Gli girava la testa... "Terri,  difficile fare progetti a lunga scadenza quando c' una complicazione immediata. Ma non abbandonare questo progetto, se  qualcosa che vuoi fare davvero. Spesso le cose finiscono per andare come vorremmo, anche se non ce lo aspettiamo."

"Al momento mi  un po' difficile fare progetti di questo tipo" replic lei.

"Ci sono altre cose che ti preoccupano?"

"Be', abito in un appartamento con una sola camera da letto, al terzo piano. Lo hai visto, no? Le donne single amano gli appartamenti ai piani superiori, perch sono pi sicuri. Ma per una madre single pu essere difficile. Ai bambini serve un bel po' di attrezzatura, sai."

Passeggino, borsone porta pannolini, seggiolino per l'auto, marsupio, culla portatile, eccetera. Per anni Paul aveva visto i fratelli che andavano e venivano da casa dei suoi genitori carichi di tutti quegli oggetti. Le scale della casa in cui abitava Terri erano ripide. Avrebbe dovuto abitare in una casa indipendente, pens, una casa situata in un quartiere tranquillo... sentiva arrivare un'emicrania.

"Non ho risparmi" riprese lei. "Guadagno bene, ma non vivo nel lusso. Il mio contratto prevede un permesso pagato di sei settimane, e permessi non retribuiti fino a sei mesi. Ma io so gi che con un bambino appena nato sei settimane non basteranno. E poi come far con le babysitter? Non l'ho ancora sentito muoversi e gi mi preoccupo di doverlo lasciare a un'estranea... lasciare lui o lei, insomma."

Paul le sorrise. "Cerca di non preoccuparti di queste cose, per adesso. Non dovrai prendere queste decisioni da sola, perci non permettere che ti tengano sveglia la notte. Ti dar una mano io."

"Mi darai una mano? Come?"
 "Be', economicamente, e per badare al bambino."

"Vuoi dire che mi aiuterai a pagare la babysitter?"

"Posso pensarci di persona" sorrise lui.

"Cio, accollerai il bambino a tua madre?"

"No. Sono piuttosto bravo con i bambini, e pensavo di dedicargli un po' del mio tempo. A lui - o a lei."

"Oh" disse Terri. "Grazie.  gentile da parte tua."

Gentile, pens lui pieno di vergogna. Evidentemente Terri si aspettava di doversela cavare da sola visto che lui non voleva sposarla, e questo pensiero lo faceva arrossire. La responsabilit era di tutti e due. Forse Terri aveva fatto pasticci con le pillole, ma lui aveva usato un profilattico che si portava dietro da mesi, probabilmente usurandolo ogni volta che si sedeva. "Te l'ho detto, non sei da sola. Ti viene in mente un modo in cui possa aiutarti fin d'ora?"

"A dire la verit, il solo fatto che mostri un minimo di interesse  gi un grande aiuto. Un sostegno morale, capisci." E per la prima volta da quand'era entrata nel ristorante, gli sorrise.

"Ecco, brava!" esclam lui. "So bene che per ora ti pare di non avere alcun motivo di sorridere, ma ti assicuro che far tutto quello che posso se mi dici che cosa ti occorre."

"Adesso? Vorrei che il mio bambino avesse un padre. Un buon padre, qualcuno a cui importi di lui!"

"A me importa molto di lui e di te. Non sono bravo con le parole, Terri. Probabilmente quando ho saputo del bambino ero troppo turbato per darti il sostegno necessario, e ti chiedo scusa, ma ti dir come la penso. Credo che sarebbe un grave errore trasformare la nostra bella amicizia in matrimonio, ma se c' un bambino in arrivo mi impegno ad aiutarlo, per la vita. Far la mia parte perch  ci che voglio. Su questo puoi stare tranquilla."

"Ma i tuoi come la prenderanno?" obiett lei.

"I miei la penseranno come me. Ho trentasei anni, Terri, non devo pi chiedere la loro approvazione. Quello che dobbiamo fare  trovare un modo di lavorare insieme..." Deglut. "Mettendo al primo posto le esigenze del bambino."

Lei sospir. "Dio" sussurr con gli occhi lucidi, "non mi aspettavo che agissi cos. Pensavo che saresti sparito, o avresti negato di essere il responsabile. Ma tu sei una brava persona, Paul. Una bravissima persona."

Se lo fossi davvero, tu non saresti incinta e senza marito, pens lui. "Ho un sacco di difetti, ma far del mio meglio" rispose.

"Grazie. Non hai idea di quanto significhi per me."

Finito di pranzare Paul l'accompagn alla macchina e lei lo abbracci. "Il solo fatto di averti vicino  rassicurante" disse. "Credevo che non ti avrei mai pi rivisto... e a volte mi sento cos sola." Poi sollev lo sguardo su di lui e aggiunse: "Forse non avr un marito, ma sento di avere un compagno. Grazie, Paul."

"Ehm..." fece lui imbarazzato. "Vedrai, faremo in modo che tutti i problemi vengano risolti."

Terri lo guard con i grandi occhi umidi. "Forse nel weekend potrei invitarti a cena da me e..."

Paul scroll il capo prima ancora che lei finisse la frase. "Dobbiamo mantenere la giusta prospettiva, Terri. Avremo un bambino, ma il rapporto che c'era tra noi non pu continuare come prima. Non  possibile. Complicherebbe soltanto una situazione che  gi abbastanza complicata."

Il mezzo sorriso di lei svan. "Capisco" disse abbassando la testa.

Paul risollev la faccia di lei per guardarla negli occhi. "Siamo insieme in questa situazione, ma non siamo una coppia" disse. "Non lo siamo mai stati."

Lei trasse un profondo respiro. "Visto che aspetto il tuo bambino, sarebbe carino se avessi anche un po' di affetto."

"Ma ce l'hai" disse Paul deponendole un bacio in fronte. "In quanto madre di mio figlio."

"E sei proprio sicuro che tra noi non potrebbe nascere qualcosa?"
 "Terri, se tra noi ci fosse stato qualcosa di pi, lo avremmo scoperto molto prima. Io ho tutte le intenzioni di essere un buon padre e un buon amico. Accontentiamoci di questo, vuoi?"

"Certo" sospir lei con un sorriso triste. "Immagino sia gi qualcosa."

"Mi dispiace, Terri, ma  tutto ci che ho da darti. E fino alla sera in cui ti ho cercato, due mesi fa, credo che nemmeno tu ti aspettassi di pi. Andiamo avanti da qui, e vediamo di collaborare per il bene del bambino."

"Gi, immagino che dovr accontentarmi" disse lei scostandosi e lasciando ricadere le braccia.

Fu allora che Paul pens, E se mi porter via il bambino? Se trover qualcuno disposto a sposarla, e io diventer un ostacolo? Devo saperne di pi... Devo scoprire quali sono i miei diritti.

"Non ti chiedo altro" disse stringendola in un breve abbraccio. "Ti chiamo presto."

Vanessa aveva sparso sul letto quasi tutti i capi del suo guardaroba. Stava facendo le valige per andare a Grants Pass dai genitori di Matt, e voleva apparire al meglio. Aveva pregato Carol, sua suocera, di invitare a cena Paul che non vedeva da quando era nato Mattie, e sperava di attirare la sua attenzione: ma guardandosi allo specchio vedeva un giro vita ispessito, dei seni troppo voluminosi per le sue bluse eleganti, e cosce che le parevano tronchi d'albero. Non entrava in nessuno dei vestiti di prima, e si sarebbe fatta ammazzare piuttosto che indossare un premaman, adesso che Mattie aveva quasi due mesi.

Vanessa era sempre stata molto sicura di s. Sua madre la definiva una ragazza energica, suo padre un diavoletto, e le colleghe della linea aerea la ritenevano un tipo estroverso su cui contare per risolvere le situazioni di emergenza con i passeggeri. Quanto a Matt, la chiamava la sua strega dai capelli di fuoco.

Ma di fronte a Carol, Vanessa perdeva ogni fiducia. Carol era una donna di successo, chic, perfetta, estremamente sicura di s e delle proprie idee. Lei e Vanessa dissentivano su tutto, ma con il suo sorriso ammaliante Carol riusciva sempre ad averla vinta. Era probabilmente l'unica donna che Vanessa non riuscisse ad affrontare ad armi pari. E oltretutto, il solo pensare alla suocera la faceva sentire grassa!

Sbuffando,Vanessa infil un paio di jeans con l'elastico in vita e mise gli stivali da equitazione, poi and a cercare suo padre in soggiorno. "Matt si  addormentato e dovrebbe andare avanti per un paio d'ore" gli disse. "Puoi controllarlo ogni tanto mentre io mi faccio una corsa a cavallo? Non ci metter molto."

"Fai pure con calma" disse Walt senza nemmeno alzare gli occhi dal libro.

Se non altro poteva di nuovo andare a cavallo, pens Vanessa uscendo. L'esercizio fisico e la bellissima giornata le avrebbero risollevato l'umore. Arrivando nelle stalle not che la porta del deposito dei finimenti era semiaperta e che dall'interno veniva un fruscio. Apr la porta e vide il fratello Tom seduto su una panca e intento a sfogliare un libro. "Che stai facendo?" domand.

Lui sobbalz, chiuse il libro di scatto e lo nascose dietro la schiena, con le guance in fiamme. Vanessa entr, mise la mano dietro la schiena del fratello ed estrasse Le gioie del sesso.

"Questo non era mio?" esclam lei.

Tom scroll le spalle. "Dai, Vanni, non essere noiosa..."

"Dove l'hai trovato?"

"Pap mi ha chiesto di ripulire il garage" spieg lui.

"Ma il libro doveva essere nei miei scatoloni! Non  che lo usi per... s, insomma, hai capito..."

"Per cosa?" domand lui aggrottando le sopracciglia. Poi cap. Vanessa credeva che usasse le illustrazioni per masturbarsi. "No! Dio santo, no!"

"E allora a che ti serve?"

"Be', ero solo curioso..."

Vanessa sfogli il libro. Era un testo vecchio, ma alquanto dettagliato. "Tu e Brenda non vi divertite abbastanza?"

Tom aggrott di nuovo la fronte. A volte odiava sua sorella - e questa era una di quelle volte. "No, se proprio vuoi saperlo."

"Cos lei ti ha suggerito un po' di compiti a casa?"

"Non l'abbiamo ancora fatto, va bene?"
 Vanessa inarc un sopracciglio e lo guard con un sorrisetto. "Davvero?"

Dio, quanto la odiava. "Davvero."

"Sicch sei ancora vergine?"

"Vanessa, quant' vero Iddio..."

Lo era, pens lei. Era arrivato fino a diciott'anni senza aver fatto niente. Accidenti... O non era motivato come la maggior parte dei ragazzi, o era spaventosamente beneducato. Poi le venne in mente che lei, suo padre e il piccolo Mattie sarebbero stati a Grants Pass per tutto il fine settimana. "Oh-oh..." disse.

"Non cominciare" la ammon Tom.

"Hai un appuntamento questo fine settimana, Tommy?"

Lui seppell la testa fra le mani. "Dio, non potevo avere un fratello maggiore?"

"Immagino che tu sia ben protetto, eh?" continu lei imperterrita.

"Giuro che se ne fai parola con qualcuno, specialmente con..."

"Lo sei o no?" domand lei alzando la voce.

Tommy la guard quasi annoiato. "Prova a domandarti: Il figlio del generale conosce le proprie responsabilit in fatto di sesso? Ha un cassetto pieno di profilattici? Dispone di tutte le informazioni possibili e immaginabili sul controllo delle nascite?  aggiornato sulle malattie sessualmente trasmissibili? Dammi tregua, Dio santo. Hai dimenticato chi  nostro padre?"

"D'accordo, te lo concedo" ammise lei. Probabilmente il generale aveva cominciato a parlargli dell'argomento quando lui aveva tre anni. Sfogli il libro, segn una pagina e glielo restitu. "Leggi questa pagina e imparala a memoria. Io vado a fare una cavalcata."

Sell uno dei cavalli e lo port sul sentiero lungo il fiume, pensando a quanto tempo era passato dall'ultima volta che si era preparata a fare l'amore. Matt era partito l'anno prima, e non era mai pi tornato. Invidiava suo fratello.

Bene, se lui e Brenda dovevano farlo si augurava che Tommy fosse all'altezza. La prima volta di Vanessa era stata deludente - ma forse Brenda avrebbe avuto miglior fortuna. La pagina che aveva consigliato a Tom parlava della clitoride.

Carol e Lance Rutledge erano stati a Virgin River due volte negli ultimi mesi. In dicembre per seppellire il loro figlio nel terreno del generale, un evento che era stato ovviamente molto doloroso. E non solo avevano perso l'unico figlio: non avevano potuto dire la loro sul luogo della sepoltura, e Carol aveva accolto molto male la decisione che secondo lei Vanessa aveva preso da sola.

Poi i Rutledge erano tornati dopo la nascita del bambino, per conoscere il loro primo - e unico - nipote. In entrambi i casi la tensione fra suocera e nuora era stata palpabile, finch Carol non si era ammorbidita un tantino con il nipotino. Lance era come il figlio: rilassato, affettuoso, spiritoso. Carol invece era una donna ancora bella ma fredda e compassata, che faceva una smorfia di disgusto se il piccolo le sbavava sulla blusa.

Adesso Mattie aveva due mesi, e Vanni lo portava in visita dai nonni per la prima volta. Aveva sempre odiato le visite ai suoceri, anche quando Matt era vivo. Con Lance, pacato e tranquillo, era facile andare d'accordo; ma come spesso accade, padre e figlio stavano per conto loro e non avvertivano minimamente la tensione tra le due donne.

Tuttavia Vanessa non era la sola che avesse difficolt ad andare d'accordo con Carol. Ricordava di aver riso molto con Matt dopo aver scoperto che secondo Carol era stato Paul a convincere l'amico a lasciare il college per arruolarsi nei Marine - mentre in realt era stato proprio il contrario. Infatti Paul era poi tornato al college e si era laureato in ingegneria, mentre Matt continuava la carriera militare.

La grande casa in cui abitavano i Rutledge si trovava sulla cima di una collina e vi si arrivava percorrendo un lungo viale alberato. Lance era odontoiatra, Carol era un'agente immobiliare molto nota negli ambienti che contavano. Entrambi avrebbero potuto andare in pensione, ma amavano il loro lavoro e i vantaggi sociali che ne derivavano.

Carol non dimostrava i suoi sessant'anni. Era alta, snella e curata. Aveva folti capelli castano ramato, unghie laccate, un guardaroba da sogno. E qualche anno prima, in gran segreto, si era sottoposta a un lifting che le aveva tolto una buona decina d'anni. Prima della gravidanza, Vanni non aveva mai temuto il confronto con lei: ma adesso, con il seno florido che tendeva le camicette, le anche troppo rotonde e il giro vita appesantito, si sentiva goffa e insicura.

Appena vide Mattie, Lance lo prese in braccio e cominci a coccolarlo, mentre Carol, un po' discosta, dava al nipotino dei colpetti esitanti sulla schiena. Vanni entr in casa e si diresse verso la camera che Matt aveva usato da ragazzo. Era piena di cimeli: foto, album del liceo, trofei, poster, modellini di aerei. Gli oggetti non erano stati solo conservati, ma restaurati come per un santuario. Sul cassettone adesso c'era una foto del piccolo Mattie, come una reincarnazione del padre. Gli occhi di Vanessa si colmarono di lacrime.

Quella sera, mentre Lance arrostiva le bistecche alla griglia sulla terrazza, Vanni scopr che Carol aveva in serbo una sorpresa per lei. "Ho invitato un altro ospite a cena domani sera" annunci la donna. " un nostro amico, un giovane dottore che ho conosciuto per lavoro. Si chiama Cameron ed  un vero tesoro."

"Carol, mi stai combinando un appuntamento?"

"Ma no, che idea... per credo sia il momento che tu frequenti qualcuno, e se voi due andate d'accordo chiss che in futuro..."
 "Ti sta combinando un appuntamento" comment Lance.

"Gi, pare anche a me" conferm Walt.

"Santo Dio!" esclam Vanessa sconfortata.

"Smettetela, tutti quanti. Abbiamo invitato Cameron a cena altre volte, ed  davvero simpatico. A me piace molto."

"Ma ci sar anche Paul..."

"Lo so, tesoro" replic Carol gaiamente. "E sono sicura che andranno subito d'accordo. Se Matt fosse qui, Cameron piacerebbe anche a lui."

Come ci riusciva cos bene?, pens Vanessa cupamente. La faceva sentire in colpa, come se Matt volesse farle conoscere questo Cameron a tutti i costi! Le parve subito che i suoi pantaloni fossero pi stretti, il suo ventre pi sporgente, i seni pi esagerati e le unghie pi corte e squadrate. Sarebbe apparsa grassa e goffa non solo a Paul, ma a due uomini! Aveva cercato di corazzarsi contro i trucchetti di Carol, ma non aveva pensato a qualcosa del genere. Vedova da poco, con un bambino di due mesi, e due scapoli a cena. Uno dei quali le era mancato moltissimo. Troppo.

"Dovremmo anche parlare di quello che hai intenzione di fare in fatto di lavoro, Vanessa" riprese Carol soavemente. "Se ti interessa potrei assumerti nel mio studio. Avresti degli orari flessibili per badare al bambino. Al momento il mercato immobiliare  in ascesa, e potresti fare un'ottima carriera." Sorrise raggiante e aggiunse: "E io potrei lavorare con te finch non ti fai un po' le ossa".

Avrebbe preferito avere un'ascia conficcata nel cranio piuttosto che lavorare con Carol ogni giorno, pens Vanni terrorizzata. "Io... ecco, temo che il mercato immobiliare non mi attiri."

"Non avrai intenzione di rimetterti a volare! Davvero, potrei aiutarti. Almeno prova, no?"

"Grazie" disse Vanessa. " ancora presto per pensare al lavoro, ma casomai ti far sapere."

"Ecco, brava" sorrise Carol dandole un colpetto sul ginocchio.

Ormai Vanni aveva inquadrato la suocera. Sembrava animata dalle migliori intenzioni, ma in realt ignorava ogni educato rifiuto e faceva sempre quello che voleva. Le sue interferenze avevano trasformato il matrimonio di Vanni in un incubo. Sua madre era morta da poco e Carol si era offerta di sostituirla, ma in realt aveva preso il comando assoluto delle operazioni. Non le piaceva il colore scelto da Vanni per gli abiti delle damigelle, e aveva deciso che il corallo era meglio del verde pallido. Aveva pensato bene di risolvere il problema convincendo le damigelle e pagando lei stessa la fattura degli abiti, ma Vanessa detestava quegli abiti. E quando aveva cercato di coinvolgere Matt lui aveva detto: "Che cos'ha l'arancio o come si chiama che non va?  carino, e alle ragazze piace..."

"Fa a pugni con i miei capelli!" aveva strillato Vanessa. "Nelle foto star malissimo!"

"Senti" aveva detto Matt cercando di metter pace come sempre. "Mia madre non ha avuto una figlia... perch non gliela dai vinta nelle piccole cose?"

Cos lei si era arresa, e Carol aveva cambiato i fiori dell'addobbo sostituendo le calle che Vanessa adorava con mazzi di rose bianche e gipsofila. Aveva aggiunto cento nomi all'elenco degli invitati, aveva presieduto a ogni riunione e cocktail come se fosse lei la sposa, abbaiando ordini a fiorai e addetti al rinfresco con l'alterigia di un faraone egizio. "Non devi preoccuparti per queste piccolezze" le ripeteva Matt. "Mia madre cerca solo di rendersi utile. Vuole che tutto sia perfetto per noi." E cos Vanni si era trovata nella scomoda posizione di litigare o con il futuro marito o con la futura suocera.

Il sabato sera Cameron arriv per l'aperitivo una buona mezz'ora prima di Paul. Vanni sospettava che Carol gli avesse detto di presentarsi alle sei mentre a Paul aveva detto alle sei e mezza, e perci non le concesse alcun merito per aver scelto un uomo attraente e simpatico.

In effetti non si capiva come mai Cameron fosse ancora scapolo a trentacinque anni. Era talmente bello da far venire le palpitazioni: un metro e ottantacinque, capelli scuri, belle sopracciglia folte, deliziose fossette nelle guance, e denti cos candidi da abbagliare a ogni sorriso.

E il sorriso che rivolse a Vanessa era a dir poco smagliante.

"Ho saputo che sei un dottore" gli disse Vanessa.

"Sono un pediatra" sorrise lui. Carol aveva superato se stessa. Che cosa ci poteva essere di pi sexy? Bello, libero e amante dei bambini...

"Eppure non hai figli."

"Prima non avevo tempo di pensarci, e adesso che potrei sembra che tutte le belle donne siano gi impegnate. Ma in fondo ho ancora tempo per generare dei bambini, non credi?" E gi un altro sorriso.

Eccome, pens lei. Probabilmente a generare era bravissimo.

Carol li pilot verso due poltrone in un angolo del soggiorno, messe l'una di fronte all'altra e separate da un tavolino. Cos potevano conoscersi meglio, disse. Dopo le presentazioni, Walt e Lance tornarono sul terrazzo, in modo che la coppia che nessuno cercava di mettere insieme potesse avere una conversazione intima e privata. Carol port loro due bicchieri e poi accamp la scusa di qualcosa da controllare in cucina e li lasci soli.
 Cos Vanessa fece una piacevole chiacchierata con Cameron Michaels. Avrebbe indovinato che era un medico senza difficolt, pensava intanto. Bench avesse spalle ampie e bei muscoli sviluppati, era vestito come la pubblicit di GQ. Ma un pediatra, no. Per essere credibile avrebbe dovuto avere una macchia di rigurgito sulla spalla o un po' di cacchina sulle scarpe...

Cameron lavorava in uno studio associato con altri pediatri, e si era appena comprato la prima vera casa - tramite Carol, naturalmente. Era troppo grande per lui da solo, spieg, ma era talmente bella che non aveva saputo resistere: e non pensava che fosse troppo tardi per riempirla di bambini, se solo avesse trovato la donna giusta. Le chiese di Virgin River e del bambino, e fu affascinato dal fatto che lei avesse partorito in casa assistita da un'ostetrica. Vanessa stava per ammettere con se stessa che era davvero un uomo piacevole, quando il campanello d'ingresso squill e lei fece per alzarsi.

Carol schizz fuori dalla cucina come un razzo e si precipit verso la porta. "Stai, stai, vado io. Questo dev'essere Paul... Vedrai, Cameron, Paul ti piacer moltissimo!"

Vanni si guard intorno. Le due poltroncine erano isolate dal resto del soggiorno e formavano un piccolo angolo intimo. Non c'era un'altra sedia su cui Paul potesse sedersi a parlare con loro, e lei pens: Sottovaluto sempre mia suocera. Ha organizzato tutto: piloter Paul sul terrazzo con Walt e Lance subito dopo le presentazioni. Ma Vanessa aveva un altro piano.

Si alz in piedi. "Ti prego di scusarmi" disse a Cameron. E and verso la porta proprio nel momento in cui Paul entrava.

Lo vide e si sent rinascere. Non era attraente come Cameron e nemmeno come Matt, ma aveva una sua rude bellezza. Era pi alto di Cameron, abbronzato e forte grazie al lavoro all'aria aperta, e i suoi occhi scuri brillavano guardandola. Lei gli corse incontro e lo abbracci, e Paul la sollev da terra. "Dio, che bello vederti" disse. Poi la rimise a terra. "Fatti guardare. Sei fantastica. Non si direbbe che hai appena avuto un bambino!"

"Che bugiardo" rise lei.

"Posso vederlo?"

"Ma certo" disse Vanessa afferrandolo per la mano. Il saluto di Carol venne ignorato e lei lo guid lungo il corridoio fino alla camera dove dormiva Mattie. Lo prese dal lettino e lo porse a Paul. "Eccolo qui" sussurr.

Paul non esit e lo prese tra le braccia. "Quant' cresciuto..." Poi guard Vanni negli occhi. " proprio uguale a suo padre, eh?"

"Infatti" sorrise lei. "Ho guardato le sue foto da bambino e sono identici."

Carol si affacci nella stanza. "Coraggio, voi due" disse gaiamente. "Andiamo dagli altri!" E si ritir, aspettandosi chiaramente che loro obbedissero subito.

Paul la guard con fare interrogativo e lei sospir. "Carol sta cercando di combinarmi un appuntamento" bisbigli.

"Davvero? E tu che ne pensi?"

"Non mi va per niente. Ma non  colpa di quel poveretto, anzi, sembra uno simpatico. Solo che..."

"Non sei ancora pronta?" domand Paul.

"Non per lui" rispose Vanessa. "Vieni, uniamoci agli altri o verremo puniti" disse poi sfiorandogli il braccio. "Mi sei mancato molto, sai. Anche Tommy ha voglia di vederti, devi venire a Virgin River il prima possibile. Lo farai?"

"Ma certo." Le sorrise.

Vanessa rimise il piccolo nella culla, poi prese di nuovo la mano di Paul e lo riport in soggiorno. Cameron si alz in piedi e Carol intercett Paul, sfil abilmente la sua mano da quella di Vanessa e lo spinse in avanti. "Cameron, questo  Paul Haggerty. Era il migliore amico di mio figlio. Lui e Vanessa sono come fratello e sorella."

I due uomini si strinsero la mano, ma il loro atteggiamento rivel un'immediata, reciproca diffidenza. Evidentemente Carol non era riuscita a ingannare nessuno dei due. Vanni prese l'iniziativa di avvicinare una sedia per Paul, cogliendo l'occhiataccia della suocera con la coda dell'occhio. Quando venne il momento di andare a tavola Carol fece sedere i suoi ospiti come aveva pianificato: lei e Lance ai due capi del tavolo, Paul accanto a Walt e Vanessa accanto a Cameron. E nessuno os protestare.

Uno dei talenti di Carol era tener viva la conversazione. Sembrava che avesse accanto al piatto un taccuino su cui aveva annotato argomenti specifici per ognuno degli invitati, in modo che tutti parlassero a turno. Accenn pi di una volta al fatto che Paul era stato testimone di nozze di Matt, che lui e Vanessa erano amici fraterni da anni, che Paul aveva un'impresa di costruzioni e che guarda caso Cameron invece era un dottore.

Ma un argomento sul quale non aveva alcun controllo era Virgin River, e alla sua tavola sedevano tre persone che ne erano innamorate e ne decantavano i pregi. Dalle foreste di sequoie alle vallate, dai fiumi al piccolo bar ristorante di propriet di Jack, frequentato da amici e gente del posto, dalle riunioni degli ex Marine alle battute di caccia e pesca.

Dopo il dolce e il caff, Paul fu il primo a congedarsi - il che probabilmente riemp Carol di felicit. Ma Vanessa lo accompagn fin fuori e lo salut con un abbraccio. "Non ti considero affatto un fratello" disse.

"Nemmeno io una sorella" rise lui.

"Poteva evitare di fare quei discorsi" continu Vanessa.
 "Carol fa sempre quello che le pare, lo sappiamo."

"S, ma io avrei voluto passare un po' pi di tempo con te... come stai? Dimmi la verit..."

"Sto bene, e tu? Matt ti manca molto?"

"Mi mancher sempre, come a te."

"Gi" disse Paul chinando la testa. "E non possiamo farci niente, vero?"

"Per non piango pi cos spesso. Matt non lo vorrebbe, e me l'aveva anche fatto promettere. Ho ripreso a cavalcare,  un'ottima distrazione. Vieni a trovarci, Paul, per un fine settimana. Andremo a cavallo insieme, giocheremo con il piccolo."

Carol si affacci alla porta. "Vanessa? Mi pare di aver sentito il bambino che piangeva..."

Vanni inspir a fondo. "Be', se piange puoi prenderlo in braccio, no? Oppure dillo a mio padre, lui sa benissimo che cosa fare."

"Oh" disse Carol. "S, certo. "Ma tu rientra presto, d'accordo?"

"Come no" replic lei senza nascondere l'irritazione.

La porta si richiuse e Paul ridacchi.

"Dio, quella donna  spaventosa!" disse Vanessa massaggiandosi le tempie.

" fatta cos, ma la gente non la prende sul serio."

"Gi, a suo rischio e pericolo. Dicevo davvero, vieni a Virgin River. Tutti sentono la tua mancanza, specialmente io."

"S, cercher. Allora, che ne dici di quel tale? Se non altro ti ha rimediato un dottore!"

"Gi, bisogna dargliene atto" rise lei. Poi scroll le spalle. "Sembra simpatico e non  colpa sua se lo hanno incastrato con una che non  interessata."

"Uno di questi giorni ti sentirai pronta" fu il commento di Paul.

Ma io sono pronta adesso, avrebbe voluto dirgli.

Lui le diede un bacio in fronte. "Ti telefoner molto presto e organizzeremo di vederci, va bene?"

"Fallo, per favore" disse Vanessa. Ma poi pens che era sempre stata lei a chiamarlo, dopo la nascita di Mattie. Rimase ferma sulla veranda mentre lui si allontanava e sospir. Io non lo considero un fratello, ma per lui sono sempre la moglie del suo migliore amico, si disse. E temeva che questo non sarebbe mai cambiato.

Tommy e Brenda si erano dati molto da fare per organizzare una notte romantica a casa di lui, mentre Vanni e il generale erano lontani: ma tutti i progetti sembravano destinati a fallire. Brenda era nervosa, forse spaventata, e non sembrava pronta al grande passo.

Dopo un quarto d'ora Tommy aveva gi capito che la serata non sarebbe andata come volevano, e fece una rapida marcia indietro. "Stai tranquilla" disse. "Non dobbiamo farlo per forza. Ci guarderemo un film."

"Ma tu resterai deluso..." protest Brenda.

"Niente affatto" ment lui. "Te l'ho detto mille volte, non voglio andare fino in fondo finch tu non sei pronta. Ci terremo abbracciati mentre guardiamo il film, e poi dormiremo insieme senza spogliarci. Non voglio spingerti in alcun modo."

"Mi dispiace tanto... non so che mi prende, credevo di aver deciso!"
 "Non ti devi scusare con me, Bren.  bello che tu ci rifletta, perch dopo dobbiamo essere felici di averlo fatto, non tristi e colpevoli. Non pu essere diversamente. Adesso, visto che siamo qui, che ne dici se freghiamo due birre a mio padre e guardiamo un film?"

"D'accordo" rise lei.

"Tu scegli il film, io penso alle birre."

Naturalmente Brenda scelse un film romantico - e uno dei pi melensi. Ma se la rendeva felice, pens lui, perch no? A met del film cominciarono a baciarsi sul serio, e Tommy pens: Dio benedica i film d'amore. Noiosi quanto mai, ma servivano a riscaldare le ragazze...

Si allungarono sul divano e si strinsero uno contro l'altra, baciandosi con la bocca aperta, le lingue come impazzite. Tommy ebbe subito un'erezione, ma ormai lei c'era abituata e anzi le piaceva. Si strofin contro di lui, provando piacere, com'era successo gi altre volte. La sensazione era bellissima per entrambi. Tommy non voleva far nulla che la spaventasse, ma non vedeva l'ora di provare quello che aveva imparato a pagina novantasette del libro. Il bottoncino magico... voleva toccare quel bottoncino. Solo una volta. Solo un istante. Per vedere che succedeva.

Le sollev la blusa, sganci il reggiseno e carezz i suoi seni morbidi. Questo le piaceva, la faceva sospirare e gemere. Sembrava eccitata, e Tom pens che forse era arrivato il momento.

Le poggi una mano all'unione fra le gambe, al di sopra dei jeans. "Brenda" sussurr senza fiato. "Posso toccarti qui? Solo con la mano, nient'altro. Posso?"

"S" disse lei sulle sue labbra. "Se vuoi."

Tommy era cos eccitato che si sentiva quasi svenire. Le sganci i jeans e insinu la mano, scendendo lentamente oltre il ventre piatto di lei, oltre il leggero rigonfio del pube, fino a un punto segreto, caldo e umido. Cercava il punto indicato a pagina novantasette, quello che secondo la descrizione era la molla che portava all'orgasmo femminile. Trov un piccolo nodo, e non appena lo tocc lei ansim e gli si spinse contro, elettrizzata. "Tommy..." sussurr.

"S, tesoro" disse lui. " bello, vero?"

"Ooohhh" gemette lei ondulando i fianchi. "Oh, Dio..."

Vai cos, Brenda, pens lui. Premette un po' di pi e insinu leggermente un dito dentro di lei, mentre le altre continuavano a massaggiare. Segu con cura le istruzioni del libro: la stuzzic, la accarezz leggermente, la massaggi un po' pi in fretta, torn alle carezze. I suoni che lei emetteva erano simili al pianto: gemeva, si agitava, ansimava. E poi, bam! Brenda si immobilizz per un attimo trattenendo il respiro e Tommy sent che quella parte di lei si stringeva attorno alle sue dita, pulsando. "Dio" sussurr. "Mio Dio."

"Tom" alit lei. Un sospiro esausto, felice, e croll fra le sue braccia. "Come facevi a sapere che cosa fare?  stato magnifico..."

Lui non poteva certo dirle che era stata sua sorella a dargli dei suggerimenti. "Lo sanno tutti" ment. E si domand se la met degli uomini era spaventosamente disinformata come lui.

"Vieni" disse alzandosi dal divano. "Mettiamoci pi comodi, cos possiamo farlo di nuovo."

"Non credo di potermi reggere in piedi."

"Vieni, ti aiuto io" disse lui ridendo.

La port in camera propria, lasciando che il film andasse avanti per conto suo. Caddero sul letto e ricominciarono a baciarsi, poi Tom si sfil la maglietta e fece altrettanto con quella di lei. La strinse forte sentendo i seni morbidi premuti sul petto e pens a quanto aveva sognato qual momento. La convinse abbastanza facilmente a sfilarsi i jeans, perch lei voleva sentire di nuovo la sua mano su di s; ma quando cominci a toglierli anche lui Brenda disse: "Non sono ancora sicura..."

"Fammi sapere quando lo sei, perch io non sono mai stato pi sicuro in vita mia."

"Forse potresti solo accostarlo. Senza fare altro per il momento, ma potresti toccarmi in modo che mi abitui all'idea..."

"S, posso fare cos" accett Tommy. Ma era certo che lei gli chiedesse l'impossibile. Tuttavia gli aveva permesso di sfilarsi gli slip, ed era un passo avanti perch ormai lui non ce la faceva pi.

Non erano mai arrivati fino a quel punto, ma lei aveva sempre detto di volere che la prima volta fosse davvero speciale. E se quello che aveva provato poco prima sul divano non era speciale, Tom non sapeva che cosa lo fosse.

Prese un profilattico dal tavolino da notte e lo tolse dal pacchetto. "Dobbiamo stare molto attenti" disse. "Non vogliamo arrivare in fondo senza essere protetti, vero?"

"D'accordo" disse lei chiudendo gli occhi, pronta a ricevere altro piacere.

Lui rise compiaciuto. "Prima ti  piaciuto, eh?"
 "Oh, s..."

Completamente protetto - e certo che se non avesse potuto averla sarebbe stato male per il resto della vita - si abbass fino a sfiorarla nel punto in cui sarebbe entrato con gioia se lei glielo avesse permesso: poi mise le dita sul bottoncino magico e cominci ad accarezzarla. Era davvero miracoloso, pens. La reazione di lei fu immediata: in un attimo ricominci a gemere, ad ansimare, a ondulare i fianchi. Lui stava morendo per il solo fatto di toccarla, e di trattenersi. La testa gli martellava, ma lei si stava di nuovo avvicinando all'estasi. Finalmente Tommy non resse pi. "Fammi entrare" la supplic. "Ti prego, Brenda..."

Lei sollev un poco le anche e Tommy fece scivolare una mano sotto le sue natiche, continuando ad accarezzarla. "Va bene" sussurr lei.

"Sei sicura?"

"S, sono sicura."

Tommy scivol in lei lentamente - e scopr che era proprio come aveva sognato. Il corpo di lei era morbido, caldo, accogliente. Un paradiso. Ma non dimentic il bottoncino miracoloso, continu ad accarezzarlo, e sotto le sue dita lei impazz. Si sollev contro di lui, poi si immobilizz con un ansito, e quello che Tommy aveva provato prima non fu nulla a paragone di questa nuova sensazione. Il corpo di Brenda si strinse attorno a lui, pulsando, e anche lui perse ogni controllo. Fu l'esperienza pi straordinaria della sua giovane vita. Lo scosse al punto da farlo tremare dalla testa ai piedi, e gli parve che il cervello gli si svuotasse del tutto.

"Ohhh" sussurr lei.

Ecco quanto poteva essere speciale, pens Tommy. Poi gemette: "Buon Dio...".

"Tom" disse lei beata. "Lo abbiamo fatto!"

"Eh, gi" fece lui senza fiato.

" stato... Dio santo, Tommy  stato grandioso."

"S, grandioso" ansim lui.

"Facciamolo di nuovo."

Allora Tom scopr che per le donne tutto  possibile... ma per gli uomini ci vuole un po' pi di tempo. Gli uomini dovevano riprendersi; le donne, a quanto pareva, erano in grado di risalire subito sull'autobus, ma gli uomini dovevano per cos dire gonfiare nuovamente le ruote. Ne prese nota. Alle donne, meravigliose creature, non occorreva che un minuto per essere di nuovo pronte.

"Bisogner che tu mi dia un po' di tempo" disse.

"S, ma quanto?"

"Se vuoi possiamo cronometrarlo."

Lei ridacchi. "Tu lo sapevi che sarebbe stato cos meraviglioso?"

"Se l'avessi saputo non credo che avrei potuto aspettare tanto" rispose lui.

"Ti amo" sussurr Brenda.

"Ti amo anch'io." La baci dolcemente e pens, chi l'avrebbe mai detto? Questa ragazza cos seria e riflessiva, che aveva aspettato tanto ed era cos nervosa, una volta stimolata era diventata una vera bomba. Gli si era data completamente, selvaggiamente, senza esitare. E la gente diceva che la prima volta per una ragazza non era un granch... Che risate.

Lei gli si strinse contro e ridacchi piano.

"Che c' di tanto buffo?" domand lui.

"C' che alla fine mi hai pregata eccome."

Tommy sospir. "Lo so. E avevo giurato che non l'avrei mai fatto..."
 "Ma adesso va bene" rise ancora lei. "Non credo che dovrai mai pi supplicarmi."

"Questo  un bel sollievo." Tom le ravvi teneramente i capelli, la baci di nuovo e continu: "Voglio dirti una cosa. Quando sar nell'esercito, ti sar fedele. Fino a quando tu non mi dirai che vuoi essere libera da ogni impegno, perch hai trovato un altro o che so io, ho intenzione di considerarti la mia ragazza."

"Oh, Tom... sei sicuro di questo?"

"Assolutamente sicuro - e lo sono da un bel po'. Non te l'ho detto per non influenzarti, ma ormai avrai capito che io non sono il tipo che salta da un amore all'altro. La nostra storia  importante per me, perch ti amo."

"E allora sar la tua ragazza" sorrise lei. "Mi piace esserlo."

"Forse, quando saremo pi grandi e avremo finito gli studi, potremo diventare qualcosa di pi..."

"Mi piacer anche quello." Gli sorrise di nuovo e continu: "Volevo farti una sorpresa, ma devo dirtelo. Ho fatto domanda per ottenere delle borse di studio in diverse universit. Soprattutto nell'area di New York."

"Vicino alla mia accademia? "

"S. Non voglio stare lontana da te, Tom, se non  proprio necessario."

"Tesoro,  una magnifica notizia" disse stringendola a s. Poi fece scivolare la mano verso il basso. "Hai cronometrato?" domand.

"No, perch?"

"Penso che sia passato il tempo sufficiente."

"Bene" sorrise lei. "Molto, molto bene..."

Vanni, il generale e il piccolo Mattie ritornarono la domenica sera. Tom aveva lavato le sue lenzuola, ripulito la casa, strigliato i cavalli e stava facendo i compiti. Vanni sembrava stanca e irritata, cos Tom si avvicin e le tolse Mattie dalle braccia. "Com' andata?" domand. "Ti sei divertita?"

"Dipende da che cosa intendi per divertimento" replic lei dirigendosi verso la sua camera.

Tom la segu. "Che  successo?"

"Avevo chiesto a Carol di invitare a cena Paul - non lo vedevo da quando  nato Mattie. E lei ha detto s, certo, ma ha invitato anche un altro ospite. Ha cercato di trovarmi un compagno, capisci?  stato molto imbarazzante, e non ho avuto modo di parlare con Paul!"

"E com'era quel tale?" domand Tom appoggiando il piccolo al fianco.

"Un tipo simpatico, che in altre circostanze sarei stata lieta di conoscere.  un pediatra e vive a Grants Pass."

Tom ridacchi. "Se lui ti piacesse davvero potresti sposare un uomo che  qualcuno, cos ti trasferiresti a Grants Pass vicino alla nonnina e le daresti prestigio."

Vanni lo guard colpita. "Dio santo, ecco perch! Sta cercando di mettermi con un tipo del posto, in modo da potermi di nuovo controllare! Ma allora perch non cerca di accoppiarmi con Paul?"

"Paul  solo un costruttore, e nei Marine era un soldato semplice. Invece questo tizio  un dottore! E poi, Paul non sopporterebbe mai i trucchetti di Carol. Lo conosco, non reggerebbe. Non per molto."

Ma certo, pens Vanni. Carol non aveva mai approvato il fatto che suo figlio non si fosse laureato e avesse optato per la carriera militare. In fatto di denaro, credenziali e prestigio era una terribile snob. E aveva sempre ritenuto che la decisione di Vanessa, che aveva preferito fare l'assistente di volo mettendo da parte la laurea, fosse una specie di scappatoia. Non perdeva occasione di domandarle che cosa aveva intenzione di fare in seguito.

"Sai com' fatta Carol" continu Tom divertito. "Pi in fretta ti sistema con qualcuno di sua scelta, meno rischia che ti innamori di qualcuno che magari vive in Florida. Si copre sempre le spalle, lei." Depose il piccolo nella culla e domand: "Come si  comportato?".

"Benissimo. Un perfetto viaggiatore."
 "E il mio amico Paul come sta?"

"Sta bene. Continuo a pregarlo di venirci a trovare, ma finora lui non si vuole impegnare. Ehi, com' andato il tuo fine settimana?"

Tom distolse lo sguardo. "Magnificamente. Abbiamo guardato un film."

"Sembri tranquillo e rilassato" sorrise lei.

"Non ti dir proprio niente."

"D'accordo, ragazzo mio. Comunque  andato tutto bene mentre noi non c'eravamo?"

"S, tutto bene." Tom usc, poi si riaffacci alla porta. "Sai quando ho detto che avrei preferito un fratello maggiore? Be', ritiro tutto." E se ne and.

3

Poco meno di una settimana dopo, Vanessa and ad aprire la porta di casa e si trov davanti Cameron Michaels. "Ehi, ciao" disse stupita.

"Ciao" fece lui con quel suo sorriso sexy che gli scavava una fossetta sulla guancia. "Ho deciso di dare un'occhiata a questo posto per vedere com'era."

"Ma davvero! Avresti dovuto avvisarmi, cos potevamo organizzare qualcosa..."

"Spero di non essere inopportuno... in realt volevo solo fare un giro in macchina, e magari fare una capatina in quel bar di cui tu e Paul parlavate cos bene. Se non hai troppo da fare potremmo andarci, no?"

"Un viaggio un po' lungo per dare solo un'occhiata" comment Vanni.

Lui fece spallucce. "Be', avevo due interi giorni liberi dopo essere stato di guardia per tutto il fine settimana, e mi sono detto: perch no?. Forse ne vale la pena.  stata una decisione presa all'ultimo momento."

Vanessa inarc un sopracciglio e incroci le braccia sul petto. "Non hai avuto difficolt a trovare la casa" osserv.

Lui ebbe la buona grazia di ridacchiare abbassando lo sguardo. "Me lo ha detto Carol" spieg.

"Devi sapere una cosa. Io rispetto mia suocera. Ma Carol sa essere molto insistente e..."

Cameron le mise una mano sul braccio per interromperla. "Vanni, sono stato io a chiederglielo. E non ti ho avvertita di proposito, perch non volevo darti il tempo di trovare una scusa. Mi sono detto che se fossi comparso senza dirtelo forse ti saresti arresa e avresti accettato di trascorrere un paio d'ore con me. Pi tardi, se vuoi, puoi castigarmi per le mie cattive maniere."

Lei gli sorrise. "Stai sicuro che lo far."

"Allora, ce l'hai un po' di tempo?"

"Be', non  che sia impegnata, ma ho un bambino da allattare."

Lui sorrise piegando la testa di lato. "Io con i bambini sono bravissimo."

"Gi, lo immagino. Be', allora entra."

Cameron entr e si guard intorno. "Accidenti!" esclam, "che bella casa. Dall'esterno sembra un ranch come un altro."

"Mio padre ha fatto rinnovare completamente l'interno mentre prestava gli ultimi due anni di servizio nell'esercito" spieg Vanessa. "L'estate scorsa lui e mio fratello Tommy si sono trasferiti qui, e io li ho raggiunti in autunno."
 
Lo precedette in soggiorno e trov gli stivali da equitazione accanto a una sedia. Si sedette per indossarli mentre Cameron si avvicinava alla vetrata e guardava i pascoli e le stalle. "Tu vai a cavallo?" gli domand lei.

"Lo facevo, anni fa. Ma non monto da quando ero un ragazzino."

"Per i cavalli ti piacciono?"

"Diciamo che li rispetto. L'ultima volta che ne ho visto uno da vicino, mi  salito su un piede - e me l'ha fratturato."

"Gi, dovrebbero emettere un segnale acustico quando fanno marcia indietro. Bisogna stare sempre all'erta." Vanessa si alz e si lisci i jeans. "Mattie dovrebbe svegliarsi da un momento all'altro. Devo allattarlo e cambiarlo, poi lo pregher di comportarsi bene cos potremo fare un giro in paese. Che ne dici?"

" proprio quello che speravo."

"Sei molto presuntuoso, sai" disse Vanessa. Ma sorrideva.

"E tu sei molto bella, sai" fece lui ricambiando il sorriso.

Lei si sent le guance in fiamme. "Prenditi qualcosa da bere in cucina. Io vado da mio figlio."

"Fai pure con calma - e vedi di metterlo di buonumore!"

Quarantacinque minuti dopo erano a bordo del fuoristrada di Walt, perch Cameron aveva una Porsche in cui non c'era posto per un seggiolino da bambini. Vanessa lo port prima nei boschi di sequoie, poi lungo il Virgin dove c'erano solo due o tre persone, perch quello non era il periodo migliore per la pesca. Gli spieg quali erano gli sport praticati a seconda della stagione: pesca con la mosca d'estate, pesca al salmone in autunno e inverno, caccia al cervo da settembre a fine ottobre, caccia alla selvaggina da piuma da ottobre a gennaio. E in estate c'erano anche parecchi campeggiatori e rocciatori.

Mentre ammiravano il panorama Cameron raccont che era nativo di Portland e aveva frequentato l'universit a Stanford, ma a Portland aveva ancora i genitori, un fratello e una sorella, entrambi sposati e con figli. Aveva cominciato con la medicina generale, poi aveva scoperto che pediatria era la sua vera passione. "Finora ho deluso i miei genitori per quanto riguarda i nipotini, ma non  detta l'ultima parola" concluse.

"Sicuramente no" convenne lei. "Mel, la mia ostetrica, e suo marito Jack si sono sposati due anni fa. Lui aveva gi quarant'anni, e adesso aspettano il secondo figlio. Jack dice che a ogni figlio si sente pi giovane, ma quando lo dice lei lo guarda storto. Credo che avrebbe preferito aspettare un po' di pi tra un bambino e l'altro."

"L'universit e l'internato sono stati molto impegnativi" riprese lui. "Quando finalmente ho cominciato a esercitare avevo gi trent'anni, e non  stato facile. Avevo bisogno di lavorare perch dovevo ripagare alla banca tutti i prestiti che avevo ottenuto, e nello stato dell'Oregon non c'erano molti studi pediatrici gi avviati che avessero bisogno di un altro dottore."

"E dovevi per forza lavorare nell'Oregon?"

"All'epoca pensavo di s, ma con il tempo sono diventato pi flessibile."

"Per adesso lavorare nel tuo studio ti piace?"

"S, ho degli ottimi colleghi con cui vado d'accordo. Una donna e due uomini, tutti molto in gamba."

Vanni continu il giro turistico e port il suo visitatore a vedere i pascoli sulle colline, poi scesero nella valle dove i vigneti cominciavano a mettere i primi germogli. Infine, a met pomeriggio, andarono da Jack. Ormai Matt piangeva disperato perch era l'ora della poppata.

Cameron lo sollev dal seggiolino e lo prese in braccio con grande naturalezza, poi si mise a tracolla la borsa dei pannolini. Era bello avere accanto un uomo che l'aiutasse, pens Vanessa. Specialmente qualcuno che aveva dimestichezza con i bambini. Cap in quel momento quanto si era sentita sola, nonostante il sostegno continuo di suo padre. Le mancava un uomo, un compagno. Un padre per Mattie...

Quando entrarono nel bar Vanessa not con piacere che tra i clienti c'erano molti amici. Per prima cosa present Cameron a Jack: "Questo  il dottor Michaels, un amico dei genitori di Matt" disse. "Cameron, ti presento Jack Sheridan."

Cameron spost abilmente il piccolo sul fianco e tese la mano. " un piacere conoscerla" disse. "Ho sentito parlare molto di questo posto, cos ho pensato di venire a dare un'occhiata di persona."

"Benvenuto" rispose Jack. Pass subito al tu e domand: "Che cosa bevi?"

"Che ne dici di una birra?"

"Arriva subito. Cameron, questa  Paige" aggiunse mentre una giovane donna bruna usciva dalla cucina. " la moglie di colui che manda avanti questo posto, Preacher, il nostro cuoco."
 "Lieto di conoscerti" sorrise lui. "Vedo che la cicogna  in arrivo..."

"Ormai manca poco" conferm Paige ricambiando il sorriso. "Arriver quest'estate."

Jack depose un boccale di birra sul banco e Vanessa disse: "Paige, posso approfittare della tua ospitalit per cinque minuti? Dovrei allattare Mattie - siamo andati in giro tutto il pomeriggio e lui  affamato."

"Ma certo. La strada la conosci."

Vanni prese in braccio suo figlio. "Jack, posso chiederti di presentare Cameron agli altri? Io torner tra poco." Poi and nell'appartamento di Paige e Preacher subito dietro il bar, si sedette sul morbido divano e allatt il piccolo.

Nonostante fosse ben decisa ad affrontare con serenit le sue giornate, sentiva che il pianto le bruciava gli occhi. Cameron aveva guidato fin l da Grants Pass solo per vederla, e insieme avevano passato un piacevole pomeriggio: ma dov'era Paul? Vanessa avrebbe dato qualsiasi cosa per vederlo, ma lui non si degnava nemmeno di telefonarle... Per lui non sono una donna, pens. Sono la moglie del suo migliore amico. Mi ama come una sorella e basta.  sempre stato cos e non cambier mai.

Cameron venne presentato a Preacher che lo accolse con gentilezza continuando a preparare la cena. In cucina con lui c'era Christopher, che Preacher present come suo figlio - anche se il ragazzino lo chiamava John. Poi Jack gli fece conoscere Mike Valenzuela e sua moglie, Brie, sorella di Jack. Cameron convers un po' con loro e scopr che Mike era un ex detective e Brie un avvocato. Non immaginava di conoscere dei professionisti cos preparati e istruiti in un paese come Virgin River, e ne fu piacevolmente stupito.

Jack gli propose di cenare con filetto di maiale, pur di patate all'aglio e fagiolini, ma lui prefer aspettare che Vanessa avesse finito di occuparsi del bambino. E mentre aspettava, nel locale entr una bella donna bionda, visibilmente incinta, seguita da un uomo anziano con un bambino in braccio. La donna si sporse al di l del bancone per dare un bacio a Jack, che prese subito in braccio il bambino. Cameron venne presentato a Doc Mullins e a Mel Sheridan. Qualcuno spost dei tavoli per allungare la tavolata a cui gi sedevano gli altri, mentre Jack, con il figlio appoggiato al fianco, andava in cucina a prendere il seggiolone.

"Mel, sono affascinato dal tuo lavoro" disse Cameron. "Mi dicono che hai fatto partorire la maggior parte delle donne del paese."

"Non so se sia vero, ma mi occupo soprattutto delle donne che non hanno assicurazione, o di casi particolari come quello di Vanni. A vederla non si direbbe, ma  un tipo genuino come la polentina di cereali... voleva partorire in casa di suo padre, ed  stata bravissima. Un parto da manuale. E mentre il bambino nasceva abbiamo fatto una magnifica festa di nascita."

"Una festa di nascita?" ripet lui stupito.

"Be',  successo quasi per caso. Quando mi hanno chiamata al ranch, Jack si  lasciato sfuggire che Vanessa aveva le doglie, cos Preacher e Paige hanno preso i piatti pronti che c'erano in cucina, hanno chiuso il locale e sono venuti anche loro con Christopher. Poi sono arrivati Mike e Brie, nel caso che ci fosse bisogno di aiuto con i bambini. Con il generale e Tommy, Jack e mio figlio Davie, e Paul che assisteva Vanessa, abbiamo riempito la casa.  stato molto divertente."

"Ma non  stato un tantino triste, visto che il padre del bambino era morto da poco?"

" questa la meraviglia dei bambini, sai. Ti danno tanta gioia e tanta speranza.  per questo che amo il mio lavoro."

Cameron rise e osserv: "E ovviamente ti ci impegni personalmente."

Mel si massaggi il ventre prominente. "Non per molto ancora. Jack mi ha promesso che ci saremmo presi una pausa dopo questo bambino - e io gli ho detto che se non mantiene la promessa gli sparer nel sonno."

Poi, mentre Doc beveva il suo whisky giornaliero, Cameron lo tempest di domande sull'esercizio della medicina nei piccoli centri, si inform da Mel su alcuni dei casi di cui si era occupata, chiese a Mike i dettagli del suo lavoro di poliziotto locale. Poi domand anche a Brie che genere di lavoro svolgeva e lei spieg che a Sacramento faceva il pubblico ministero, mentre adesso si occupava di divorzi, eredit, passaggi di propriet eccetera. Il procuratore distrettuale della contea, aggiunse, le chiedeva occasionalmente una consulenza su alcuni casi. Cameron era affascinato dalla vita in questo piccolo centro e dalle possibilit che offriva. Poco dopo, Vanni li raggiunse con Mattie, ormai sazio e soddisfatto. Cameron lo prese di nuovo in braccio e disse: "Concediti una birra. Secondo le vecchie credenze  ideale per le mamme che allattano." E quando Jack si sedette al loro tavolo furono pronti per cenare tutti insieme.

Cameron apprezz la gita molto pi di quanto si era aspettato. Accampando la scusa di vedere Virgin River di persona aveva sperato di passare un po' di tempo con Vanni, ma in realt era stato affascinato dal paese, dalle persone e dai loro racconti.

"Stai a casa del generale?" gli domand Jack a un certo punto.

"No, ho visto un motel a Fortuna che ha molte stanze libere."

"Se vuoi puoi fermarti da noi" disse Vanessa.

"C' anche un'altra possibilit" propose Jack. "Mel e io abbiamo appena traslocato, e lo chalet dove abitavamo  libero e completamente arredato. Ed  qui, poco fuori Virgin River. Ci sono lenzuola pulite sul letto e asciugamani puliti nel bagno, ma il frigorifero  vuoto. Se ti va  a tua disposizione, e posso anche procurarti cibo e bevande da portar via. Sai, conosco bene il cuoco."

"Dici sul serio?" domand Cameron.

"Eccome. Adesso ti disegno una mappa per arrivarci. La porta non  mai chiusa a chiave."

"Senti,  davvero gentile da parte tua. Dato che  gi tardi, mi fa proprio comodo. Non so come ringraziarti"
 "Ti scrivo anche il mio numero di casa e quello del bar" aggiunse Jack disegnando una piantina su un tovagliolo di carta. "Chiamami quando ti va. Se non ci sono i miei parenti in visita puoi usare lo chalet quando vuoi."

"Quanto ti devo per l'affitto?"

"Non essere ridicolo. Lo chalet  disposizione degli amici." Fin la piantina e gliela porse. "E gli amici di Vanni sono anche amici nostri."

Poco dopo Mike e Brie diedero la buona notte a tutti e se ne andarono, e qualche minuto pi tardi Jack sollev il figlio dal seggiolone e se ne and con Mel. Doc Mullins salut a sua volta e torn a casa.

Durante la cena Cameron aveva tenuto in braccio Mattie e aveva contemplato con gioia la sua bella mammina sexy. Vanessa gli ricordava Julia Roberts. Lunghe gambe, bei seni colmi, capelli rossi con ciocche dorate, sorriso spontaneo e risata contagiosa. Non aveva mai conosciuto una donna che gli piacesse quanto lei.

"Che ne dici, per te e il piccolino sar ora di tornare a casa?" le domand.

"Eh, s" disse lei sorridendo. Dalla sua espressione si capiva che aveva passato una piacevole giornata.

"Allora andiamo. Se domani non sei impegnata, prima che io riprenda la strada di casa potresti farmi conoscere i tuoi cavalli."

"Certo" disse lei, "facciamo una cavalcata. Le orse stanno appunto uscendo dal letargo con i loro cuccioli, e anche le cerve hanno i cerbiatti."

"Mi piacerebbe... ma non sar pericoloso? Sai, per via degli orsi."

"Non nel nostro caso" fece lei con una gran risata. "Stai tranquillo, mi porto sempre dietro un fucile."

Mentre uscivano sulla veranda Cameron si ferm a guardare il cielo limpido, simile a una coltre di velluto nero trapunto di migliaia di stelle, e sent il suono di una chitarra. Tenne il bambino contro di s con una mano e con l'altro braccio cinse le spalle di Vanessa. "Senti anche tu questa musica?" sussurr.

"S.  Mike che suona... il suo vero nome  Miguel. Non  bellissima?"

"Bellissima" disse Cameron chinandosi verso di lei. "Adoro questo posto."

Dopo che Mel e Davie furono sistemati a letto, Jack scivol silenziosamente in cucina per fare una telefonata. Paul Haggerty rispose al primo squillo. "Sono io" disse Jack.

"Ehi, ciao. Che succede?"

"Succede che quel dottore, Cameron come-si-chiama,  venuto qui a fare delle avance a Vanessa. Paul, non te lo dir una seconda volta... non devi permettere che questo accada."

"Ma vedi, Jack, lei non  pronta..."

"Sicuro di non essere tu quello che non  pronto?"

"C'ero anch'io quando lo ha conosciuto, a casa dei genitori di Matt. E me l'ha detto lei, non  pronta."

"Gi. Ma il problema  che lui  prontissimo. Amico mio, non fare l'idiota."

"D'accordo" fece Paul. "Grazie."

Jack riagganci e torn in camera da letto. Quando si infil sotto le coperte accanto a Mel, accarezzandole il pancione, lei disse: "Ecco che ricominci, eh?".

"Credevo che dormissi" sospir lui.

"Ti intrometti in quello che non ti riguarda."
 "Mel, non avevo intenzione di dirti niente, ma adesso te lo dico perch tu sei una tale ficcanaso. Paul  innamorato di lei."

"Lo so."

"E allora perch te la prendi con me?"

"Perch tocca a loro risolvere la faccenda, non a te."

"Ma Paul ama Vanessa... e quel Cameron  una brava persona,  simpatico e molto abile..."

"Sono affari loro."

"E io, che diavolo vuoi che faccia?"

"Che ne resti fuori."

"Ma se poi..."

"Stanne fuori. Non fare la chioccia."

"Ma noi con Paul siamo in debito!"

"Jack, se Paul non  abbastanza furbo o deciso o innamorato per affrontare la questione, forse per Vanni  meglio il pediatra."

"Come puoi dire una cosa del genere?!"

"Lo dico perch io sono la parte saggia della nostra coppia" ribatt lei. "Tu sei troppo emotivo."

"Oh, andiamo..."

"Se non ti piace vederlo con Vanni, perch gli hai offerto lo chalet?"

"Perch cos non avrebbe trascorso la notte a casa del generale."

Mel scoppi a ridere. "Ma che serpente... E va bene, ti ho sottovalutato!"

La mattina dopo, Cameron venne invitato a far colazione con Vanni e il generale, e poi a fare una cavalcata. Poich era un giorno feriale e Tommy era scuola, il generale rest a casa con Mattie, e Vanni usc da sola con Cameron. Scelse il cavallo di Tommy, un puledro piuttosto vivace di nome Chico, e diede a Cameron la loro giumenta pi tranquilla, Plenty. Nelle stalle ne restavano altri tre fra cui lo stallone del generale, Liberty, il pi difficile da dominare. Come promesso, Vanni aveva un fucile assicurato alla sella.

"Vai a cavallo, sai sparare, partorisci in casa... credevo che tu fossi un tipo cittadino" osserv lui.

"Crescendo con un militare impari un sacco di cose interessanti" rise lei. "E mia madre era una ragazza di campagna."

"Quando  mancata?"

"Qualche anno fa. Era una donna straordinaria, bella, intelligente e piena di carattere. Oltre a cavalcare e andare a caccia con mio padre aveva anche il brevetto di pilota, e appena possibile seguiva pap ai quattro angoli del mondo. Quando siamo nati mio fratello e io, per, lui era in missione. Era assente per molti degli eventi importanti della nostra famiglia, ma lei non si  mai lamentata e non lo ha mai rimproverato. Ammirava mio padre, rispettava il lavoro che faceva, e per lui era una vera compagna oltre che una moglie. Era la donna pi forte che io abbia mai conosciuto..." Trasse un gran respiro e continu: " morta in un incidente d'auto, a Washington. Un tale spreco... una terribile perdita."

"Mi dispiace tanto" disse Cameron. "Tu le somigli, vero?"

"Spero proprio di s. Questo  il miglior complimento che qualcuno possa farmi."
 
Continuarono a cavalcare lungo il fiume, godendosi l'aria frizzante e ammirando il panorama. Le colline erano parzialmente coperte da maestosi pini gialli, abeti e sequoie dai grossi tronchi rossicci. "In sella te la cavi piuttosto bene" osserv Vanessa.

"Se questa signorina non mi fa degli scherzi, posso farcela."

Poi arrivarono a una radura e Vanni si ferm. "Guarda" sussurr. Al margine del bosco c'era un gruppetto di cervi, due maschi e alcune mamme con i piccoli. "Di solito non escono allo scoperto a quest'ora" continu. Poi si tolse il cappello e sollev i capelli dalla nuca per approfittare della brezza che soffiava leggera. "Hai mai visto un luogo pi bello di questo?"

" fantastico" ammise lui. "Possiamo fare una pausa, smontare e camminare un po'?"

"Ma certo." Vanessa smont da cavallo e condusse Chico verso il fiume per farlo bere, e Cameron fece altrettanto con la sua giumenta.

Mentre continuava ad ammirare i cerbiatti lei sent che Cameron si avvicinava, e poi avvert il calore del suo corpo alle proprie spalle. Dopo un minuto lui le accarezz il braccio, poi le ravvi una ciocca di capelli dietro l'orecchio.

" la prima volta che percorro trecento chilometri per vedere una donna che conosco appena" le disse.

Vanni si morse il labbro. La notte prima era rimasta sveglia a lungo, a pensare. Sapeva che Cameron era attratto da lei, ma questo non le bastava: nella sua mente c'era solo Paul.

"Sono molto vulnerabile, Cameron" disse voltandosi a guardarlo.

"Lo so. Ti tratter con molta cautela."

"Devi trattarmi soprattutto con molta pazienza. Non mi sento pronta per nient'altro che un'amicizia."

Cameron scroll la testa con un sorriso. "Per mi piacerebbe vedere dove questo ci porta."

"Amici" ripet lei. "Oppure niente."

Lui sorrise di nuovo chinando la testa di lato. "Gli amici si baciano? Solo per vedere se scocca la scintilla?"

Vanessa scroll il capo. "Per ora no."

"Be',  una risposta molto pi incoraggiante che no, per niente. Immagino che due amici si bacino quando si sono conosciuti meglio e tra loro c' fiducia reciproca. Ho ragione?"

Lei sospir. Se non ci fosse stato Paul, sarebbe stata attratta da questo bell'uomo simpatico e sexy. " troppo presto. Mia suocera  stata precipitosa quando ha deciso di farci conoscere e..."

"Non  colpa di Carol. Sono io a essere precipitoso perch... ecco, perch sei molto bella e divertente. Adesso sparami, se vuoi."

Vanessa rise. "Non credo che la tua vita sia in pericolo solo perch mi hai definita bella e divertente. Sei molto gentile. Ma per il momento non voglio impegnarmi con nessuno."

"Per hai detto che potevamo essere amici" disse lui accarezzandole i capelli.

"E allora comportati da amico. Anzi, da Boy Scout."

"Mi chiedi troppo. Mi comporter bene, ma non dimenticare che sono un uomo e tu sei una donna molto sexy."

"Devo preoccuparmi che tu non ti sappia trattenere?" domand lei corrugando la fronte.

"Assolutamente no" promise Cameron. "Sei tu che comandi."

"E allora non toccarmi finch... insomma, non toccarmi."
 
Lui si mise le mani in tasca. "Come vuoi, Vanessa. Mi limiter a..."

E in quel momento Plenty smise di bere e balz via con un nitrito.

"Ma guarda quella pazza!" esclam Vanessa. Spinse Cameron da parte, afferr le redini del suo cavallo e balz in sella. "Torno subito" grid. "Non andar via!"

Frust Chico con l'estremit delle redini e il puledro scatt all'inseguimento della giumenta. Vanessa lo incit affondandogli i piedi nei fianchi e chinandosi sulla sella, e i cervi sollevarono le teste e corsero a rifugiarsi nel bosco. Intanto Plenty galoppava attraverso la radura godendosi quel momento di libert. Ma non era all'altezza di Chico, uno dei cavalli pi veloci del ranch. In breve Vanessa la raggiunse, si sporse ad afferrare una delle redini e la ferm, poi torn al trotto verso Cameron con i due cavalli.

"Avevo dimenticato di dirti che Plenty  un tipo bizzarro" gli disse ridendo. "Le piace correre via di nascosto."

"Non l'ha fatto di nascosto" obiett lui. " stata sfacciata quanto mai."

"Gi" rise Vanessa. " una donna di carattere, come piacciono a te."

Vanni sapeva da tempo che la relazione della sua amica Nikki era in pericolo; e Cameron era appena salito in macchina per tornare a casa che il telefono squill. " finita" disse Nikki. "Ci siamo lasciati."

"Oh, tesoro, mi dispiace tanto!" disse Vanessa. "Che cosa  successo? Avete litigato un'altra volta?"

In lacrime, Nikki spieg che era cominciato con il solito litigio. "Io gli ho detto che volevo un futuro, e lui mi ha detto che non era ancora pronto per via del suo matrimonio disastroso - ma  successo tanti anni fa! E poi ha sganciato la bomba. Due anni fa, senza dirmelo, senza nemmeno parlarne prima con me, si  fatto fare la vasectomia!"

"Cosa? Ma com' possibile, come ha fatto senza che tu lo sapessi?"

"Io ero in viaggio, rimasi assente per pi di una settimana, e lui si rimise in pochi giorni. E io non ho mai sospettato di niente!" Nikki tir su col naso e continu: "Craig temeva che io smettessi di prendere la pillola per incastrarlo con un bambino, ti rendi conto? E ha detto che gli dispiaceva, ma lui non vuole dei figli e si  stufato di litigare di continuo per questa ragione."

Vanni si lasci cadere sulla sedia accanto al telefono. "...  una cosa incredibile!"

"E poi ha detto che se il nostro rapporto non mi andava bene cos com', allora era meglio per entrambi se mettevo in atto la mia minaccia e me ne andavo. Oh, Vanni..." gemette Nikki, "quand' diventato cos?"

Vanni scroll la testa. Era tentata di dire che Craig era sempre stato cos, presuntuoso, insensibile ed egoista, un uomo insopportabile che prendeva molto pi di quanto non desse. Ma Nikki aveva il cuore a pezzi, perci lei si limit a dire: "Tesoro, non sai quanto mi dispiace. Che disgraziato!".

"Mio padre mi ha aiutata a traslocare, e adesso le mie cose sono nel garage dei miei. Io sto da loro finch non avr trovato un appartamento. Ho qualche giorno libero e ti sto telefonando dalla macchina... posso venire da te?"

"Ma certo che puoi!" esclam Vanni. Lei e Nikki erano diventate amiche lavorando per la stessa compagnia aerea, e si erano consolate a vicenda per alcune pene d'amore. Ma nessuno dei vari fidanzati era mai stato disastroso come Craig - che pure era stato con Nikki per cinque anni.

Nikki era stata la damigella d'onore quando Vanni e Matt si erano sposati. L'aveva sostenuta psicologicamente quando Matt era stato mandato in Iraq. Dopo la morte del marito, Vanni aveva passato ore e ore al telefono con l'amica. Era ovvio che adesso avrebbe fatto di tutto per consolarla.

"Mi sento una tale idiota" continu Nikki. "Perch sono andata a innamorarmi di lui?"

"Possiamo forse decidere di chi ci innamoriamo?" sospir Vanessa. "Coraggio, vieni qui. Mangeremo del buon cibo ipercalorico, giocheremo con Mattie, prenderemo in giro Tom, andremo a cavallo e conficcheremo degli spilli in un bambolotto con la faccia di Craig.  ora che tu ti riprenda la tua vita, Nikki. Lui non ti meritava. E il modo in cui ti ha ingannata  talmente grave che non potrai mai pi fidarti di lui."

"Lo so... ma che cos'abbiamo che non va? Perch dobbiamo amare degli uomini che non ci ricambiano?"

In un attimo di lucidit anche Vanni si domand: Gi, perch? E ci sentiamo cos stupide, cos inutili...  tutto sbagliato!. "Ci lavoreremo insieme, amica mia" le rispose. "Vedrai."

Un mercoled pomeriggio Joe Benson ricevette una telefonata da un vecchio e caro amico. Preacher gli spieg che lui e Paige avevano parlato a lungo della loro famiglia in crescita, e avevano una proposta da fargli. Al momento vivevano nel vecchio appartamento di Jack, uno spazio a L che univa soggiorno e camera da letto, adatto per uno scapolo. Il figlio di Paige, Chris, quattro anni, dormiva nella stanza sopra la cucina che un tempo ospitava Preacher. Ma con un bambino in arrivo e forse altri previsti per il futuro, Paige e Preacher volevano sistemarsi meglio. Avevano anche pensato di comprare una casa pi grande, ma in effetti amavano vivere vicino al posto di lavoro: e per quanto potevano prevedere, Preacher avrebbe sempre lavorato come cuoco nel locale di Jack, con Paige a fargli da braccio destro.

Cos Preacher aveva parlato con Jack della possibilit di ampliare la casa gi esistente, e Jack aveva accolto con entusiasmo l'idea perch questo avrebbe raddoppiato il valore della propriet. Gli aveva anche proposto un accordo: se Preacher si fosse assunto l'onere delle spese, lui avrebbe stilato un contratto per farlo diventare socio e comproprietario del locale. Cos, se il locale fosse mai stato venduto, loro due si sarebbero divisi il ricavato.

Ma prima di tutto era necessario consultare un architetto per vedere se l'ampliamento era possibile. Lo spazio non mancava, il terreno su cui sorgeva il bar era piuttosto esteso, e Preacher voleva fare in modo che non solo la sua futura casa fosse ampia e comoda, ma che i lavori di costruzione non intralciassero troppo gli affari del locale.
 
E qui veniva il ruolo di Joe: se avesse accertato che la cosa era fattibile e avesse buttato gi un progetto, Preacher avrebbe subito cominciato a cercare un costruttore.

Joe era ben felice di avere una scusa per passare un paio di giorni con i suoi amici, e lo rallegrava molto il fatto che chiedessero il suo aiuto. "Prima devo vedere il terreno e la struttura dell'edificio, e prendere alcune misure" spieg. "Qui non si tratta di costruire da zero: un ampliamento  un po' pi complicato, perch la struttura esistente dev'essere in grado di sostenere la metratura in pi. Sai che facciamo? Vengo su domani e mi fermo per la notte, che ne dici?"

"Domani? Amico, sarebbe fantastico!"

"Per te e Paige lo faccio molto volentieri. Sar un piacere e un onore."

Joe aveva un suo studio indipendente, perci non aveva orari e se gli veniva l'ispirazione poteva disegnare anche alle tre di notte. Cos si mise in macchina e arriv a Virgin River il gioved verso mezzogiorno, pranz con Jack, Mel, Preacher e Paige, e poi parlarono del progetto. Con grande sorpresa di Joe, Preacher aveva grandi idee: voleva un ampio soggiorno, una stanza per i giochi dei bambini, un piccolo studio per s, e quattro camere da letto. E voleva che la famiglia stesse tutta insieme, non pi separata come in quel momento. Per ora dovevano attraversare la cucina e salire la scala sul retro per arrivare nella camera di Chris. No, lui voleva che le stanze fossero tutte accessibili, e voleva anche un grande caminetto. L'unica cosa che non gli serviva era la cucina.

Joe si mise subito al lavoro, prese misure, disegn, esamin tutte le stanze e il terreno all'intorno. Sul retro del locale c'erano alcuni grandi alberi che non voleva abbattere, e un grosso barbecue di mattoni che avrebbe preferito non spostare. Ma vedeva la possibilit di una grande casa collegata con il bar tramite una porta che portava in cucina, e munita per di due ingressi indipendenti. Il pianterreno poteva essere ampliato fino a ospitare un grande soggiorno, una camera da letto con bagno annesso, una sala da pranzo e un cucinino attrezzato che un'isola per la colazione avrebbe diviso dalla sala da pranzo. Nel cucinino si potevano installare un fornello elettrico, un lavello munito di tritarifiuti e una lavastoviglie. Joe decise di lasciare la lavanderia dov'era, dietro l'entrata posteriore del bar, e pens che l'aggiunta di un piccolo studio avrebbe dato al pianterreno l'estensione sufficiente per reggere il peso delle stanze da letto e di un grande spazio aperto al primo piano. La sala poteva essere usata per le occasioni importanti e per ricevere gli amici. La scala che portava al piano superiore poteva essere spostata nel soggiorno, in modo da allargare lo spazio gi esistente.

Al piano di sopra ci sarebbe stato modo di costruire due camere da letto, oltre alla sala. Le camere sarebbero state abbastanza grandi da ospitare ognuna pi di un bambino, e potevano essere corredate da una cabina armadio. In totale lo spazio abitabile poteva essere portato dagli attuali centodieci metri quadrati a circa duecentoottanta, e senza grandi problemi.

L'unico inconveniente era che Preacher e la sua famiglia si sarebbero dovuti trasferire altrove per la durata dei lavori. Ma come Joe sapeva, avevano alcune possibilit tra cui lo chalet di Jack e Mel. Piccolo ma funzionale, per qualche mese sarebbe andato benissimo.

Erano quasi le cinque quando Joe fin il suo sopralluogo. Ormai si era fatto un'idea piuttosto chiara del lavoro da fare ed era pronto a discuterne con Preacher, Paige e Jack. Ma Jack era impegnato al bar e Preacher e Paige avevano il loro daffare a preparare la cena, perci Joe si prese una birra mentre aspettava. Sfogli ancora una volta il blocco su cui aveva segnato tutti gli appunti e le misure, lo chiuse - e in quel momento la vide: una brunetta minuta, con lunghi capelli neri, lisci come la seta, che le arrivavano a met schiena. Accanto a lei, china a parlarle all'orecchio, c'era Vanni.

Joe fiss l'apparizione per un attimo, poi si ricompose. "Vanni!" chiam.

Lei si volt e lo guard al di l della testa bruna dell'amica. "Joe?"

"S, sono io" rise lui. Aveva visto Vanessa l'ultima volta al funerale del marito, ma conosceva Matt da qualche anno. Era stato Paul a presentarli quando Matt era venuto a Grants Pass per la prima licenza.

Vanni depose la sua birra sul bancone e si avvicin. "Che ci fai qui?" domand abbracciandolo.

"Devo elaborare un progetto per Preacher e Paige" spieg Joe. "Vogliono ampliare la loro casa per ospitare il bambino in arrivo - e quelli che verranno in seguito."

Intanto pensava alla conversazione avuta con Paul due settimane prima. Paul era innamorato di questa donna, ma aveva combinato un tale pasticcio che probabilmente non aveva pi alcuna speranza di conquistarla. Sbirci verso la ragazza che era rimasta accanto al banco. Poteva vederne soltanto il profilo, ma capiva che era magnifica. Una bellezza indescrivibile.

"Nikki" la chiam Vanni, "vieni a conoscere un amico." La donna si avvicin con un piccolo sorriso timido e Vanni continu: "Ti presento Joe, un amico di Matt e di Paul. Lei  Nikki, la mia migliore mica".

" un piacere conoscerti" disse Joe tendendo la mano.

Lei la strinse. "Anche per me" rispose abbassando gli occhi subito dopo.

"Per cos non va" rise Vanni. "Se avessi saputo che venivi avrei organizzato qualcosa per accoglierti... una cena a casa mia, per esempio."

"Sarei felice di offrirti la cena qui, se puoi fermarti" propose Joe. "Mi farebbe molto piacere."

"Grazie, sei gentile, ma ho lasciato il piccolo con mio padre e ho chiesto a Preacher di prepararmi del cibo da portar via. Sto ancora allattando e le mie uscite sono molto brevi. Ma possiamo chiedere a Preacher di aggiungere la tua parte, cos vieni a cena da noi."

"Oh, mi piacerebbe, ma devo discutere il progetto di costruzione entro stasera."

"Che peccato. La prossima volta avvertimi quando arrivi, cos possiamo passare un po' di tempo insieme!"

"Prometto, e torner di sicuro" disse Joe. Ma lei, sarebbe tornata? Nikki... un nome da ricordare.

In quel momento Paige usc dalla cucina con un grande sacchetto di carta contenente la cena da portar via. Vanni apr la borsa per cercare il portafoglio e Joe intervenne: "Offro io, mia cara. Cos mi scuso per non averti avvertita del mio arrivo - un errore che non commetter pi." Prese dalla tasca due banconote da venti dollari e le mise sul bancone, poi pass il sacchetto a Vanni. "Goditi la cena" disse a Nikki. "Sar la migliore che tu abbia mai assaggiato."
 
Lei gli fece un breve cenno con il capo. Vanni esclam: "Grazie mille, sei davvero un tesoro!" e poi si chin a dargli un bacio sulla guancia.

"Non c' di che" sorrise lui. "Nikki,  stato un piacere conoscerti." Nikki si limit a un altro cenno del capo.

Le due donne uscirono e Joe torn alla sua birra. Ci volle un po' prima che Jack si liberasse e si avvicinasse a lui asciugandosi le mani con uno strofinaccio. "Allora, che cos'hai preparato?" gli domand accennando al blocco da disegno.

"Credo di aver messo insieme qualche buona idea. Con l'aiuto di un costruttore in gamba il risultato dovrebbe essere eccellente."

"Gi, il problema  proprio questo. Quando stavo costruendo casa mia, in zona non ho trovato nessuno e per questo ho chiamato Paul."

"Be', io qualcuno lo conosco, ma prima dobbiamo vedere se vi piacciono i miei progetti. Tra l'altro, chi era la donna che  appena uscita con Vanessa?"

"Un'amica del periodo in cui era assistente di volo. Hanno lavorato insieme per anni, e adesso lei  venuta a trovare Vanni."

"Ges" sospir Joe. " incredibile."

"Vive a San Francisco" sorrise Jack. "E riparte domani."

"Anch'io..." Joe sollev il bicchiere. "Brindo a un'altra occasione perduta."

Jack rise e si allontan. Joe bevve un lungo sorso e pens, Sono stato a San Francisco cinque volte negli ultimi anni e non ho mai visto una donna stupefacente come lei. E vado a incontrarla proprio qui, in un paesino di seicento anime? Non  normale... dovrebbe essere il contrario!

Jack torn da lui con una tazza di caff e Joe lo guard di sottecchi. "Questo posto mette un po' di paura."

"Non dirlo a me" replic l'altro bevendo un sorso di caff. "A Virgin River succedono cose inspiegabili... Io, Mel l'ho conosciuta qui."

4

Jack aveva ragione, pens Paul: doveva farsi vedere a Virgin River molto presto. Non poteva permettere che il dottore fosse l'unico presente nel momento in cui Vanessa avesse smesso il lutto e fosse stata pronta a riprendere la sua vita. Cos chiam il generale e gli chiese il permesso di far loro visita durante il weekend.

Il sabato mattina si alz per tempo e fece il viaggio piuttosto rapidamente, ma quando arriv davanti al ranch quello che vide lo gel. Vanni, in jeans slavati, stivali da equitazione e cappello in testa, era in piedi sulla tomba di Matt. Mentre Paul la guardava lei si tolse il cappello, scroll i capelli lungo la schiena e poi pass una mano sugli occhi. Diavolo, pens lui. L'avevo detto a Jack,  ancora in lutto...

Scese dalla macchina, e anzich suonare alla porta si avvi anche lui su per la collina. Vanessa sent i suoi passi e si volt brevemente, asciugandosi di nuovo gli occhi con il dorso della mano. Paul le si avvicin da dietro. " una brutta giornata?" domand gentilmente cingendo la sua vita con un braccio.

"Gi... ogni tanto mi sento terribilmente sola."

"Lo so, Vanni. Ma vedrai che tra poco andr meglio."

"Pap  preoccupato perch vengo troppo spesso qui a parlare con Matt" continu lei con una risatina amara.

"Invece fai bene" disse Paul.

"Non  che vengo qui a rimuginare... ma a volte non c' nessun altro con cui sfogarmi."

"Puoi sempre sfogarti con me."

Lei lo fulmin con un'occhiata. "E come faccio, secondo te? Non ci parliamo mai, e non ci vediamo da un'eternit!"

"Mi dispiace, Vanni, non intendevo sparire cos. So che non mi sono fatto vivo per un po', ma  complicato... Per posso spiegarti."
 "Pi complicato che perdere il marito?" ribatt lei. Poi si port una mano alla bocca. "Dio, ti chiedo scusa... non so che cosa mi  preso. Anche tu hai perso il tuo migliore amico. Scusami, Paul. Non sei obbligato a spiegarmi proprio niente."

"Invece io credo di s. Sai, dopo i funerali e la nascita di Mattie, mi sono sentito come una granata con la spoletta sollevata. Ma non ero esploso, e ne avevo davvero bisogno. Ero come fuori di me, capisci? Non avevo pi la giusta prospettiva, e avevo bisogno di tempo, di spazio per recuperarla. Inoltre non volevo che il nostro legame fosse soltanto il lutto comune per Matt. Tra noi c' molto pi di questo."

"Davvero?" domand lei piena di speranza.

"Be', insieme abbiamo messo al mondo un bambino!" Le pass il pollice sotto gli occhi ancora umidi. "Scusami... le mie mani sono cos ruvide."

"No" sorrise lei. "No, le tue mani vanno benissimo. Hai idea di quanto mi sei mancato?"

"Non quanto tu sei mancata a me. Ne abbiamo passate tante, tu e io." Le prese la mano, ma non aggiunse altro. Non poteva parlare in quel momento, davanti alla tomba di Matt, con il generale in attesa dentro casa. "Senti, vai a prepararti" disse invece. "Tommy probabilmente  impegnato, ma voglio invitare te e tuo padre a cena."

Vanessa sorrise. "Andiamo in un posto speciale?"

"Nel nostro ristorante preferito. Ho gi prenotato."

Quando Paul, il generale e Vanni con il bambino arrivarono da Jack, alcuni clienti stavano gi finendo di cenare. Come sempre i tavolini erano stati accostati uno all'altro e la gente stava seduta in compagnia. Era aprile, le serate erano ancora fresche e nel caminetto c'era un bel fuoco. Jack si alternava tra i clienti e il suo posto abituale dietro il bancone. Paul gli si avvicin e disse: "Amico mio, guardavo tua moglie...  quasi tutta pancia, e sembra elettrizzata. E ha le guance rosse."

"Lo so. Siamo appena stati da John Stone per un controllo, e lui ha detto che se la capovolgiamo possiamo quasi vedere il colore degli occhi di Emma. Secondo me manca poco. Sto facendo di tutto per tenerla tranquilla, vorrei che la piccola aspettasse ancora quindici giorni, ma sai come vanno queste cose."

" agitata un po' com'era Vanni il giorno che ha voluto farmi vedere il video sul parto."

"Gi" annu Jack. "Non me ne intendo abbastanza per capire se  troppo presto o no, cos ho pensato di sentire John." Poi sorrise all'amico. "Vedo che finalmente sei arrivato. Bravo. E con Vanni hai fatto progressi?"

Paul si incup. "Quando sono arrivato oggi l'ho trovata davanti alla tomba, e stava piangendo. Te l'ho detto,  ancora molto instabile..."

"Il mio consiglio - che secondo Mel non sono autorizzato a darti pena la morte -  di essere presente quando il terreno sotto i suoi piedi smetter di ondeggiare."

"Gi, ma vedi, dovrei parlarti di una faccenda. Questa storia sta diventando sempre pi complicata."

"Ah, s?"

"Be', per dirne una ho un concorrente piuttosto agguerrito..."

"Benvenuto nel club, fratello."

" vero... Il marito di Mel era un dottore."

"Un dottore che lavorava al Pronto Soccorso. Uno che salvava vite umane, uno che era perfetto in tutto. Elegante, ordinato, intelligente, spiritoso e probabilmente fantastico a letto." Jack fece una smorfia. "Un maledetto dio in terra."

"Dal punto di vista intellettuale non avevi una sola speranza, amico. Lo sai, vero?" comment Paul.

"Lo so. Eppure... "

"Devo parlarti" ripet Paul. "Forse puoi indicarmi la strada da seguire."

"Ma tu non hai bisogno del mio aiuto. Dille semplicemente quello che provi."

Paul abbass la testa. "Non  cos semplice. Credo che verr qui domani mattina, cos possiamo parlare in pace."
 "Allora vieni a casa" propose Jack. "In questi giorni cerco di non allontanarmi troppo, e arrivo qui al bar un po' pi tardi del solito."

Paul fece un cenno e and a sedersi accanto a Vanessa, che lo guard con uno scintillio negli splendidi occhi color acquamarina. Lui ebbe un tuffo al cuore, poi pens che probabilmente li avrebbe visti lampeggiare di collera quando si fosse aperto con lei. Vanessa aveva un bel caratterino, e lui ne aveva avuto un assaggio quel pomeriggio davanti alla tomba di Matt. Ebbe un brivido, poi not che lei teneva la mano appoggiata sulla coscia e gliela strinse sotto il tavolo.

Era ancora piuttosto presto quando tornarono al ranch. Vanessa si appart con Mattie per allattarlo e metterlo nella culla. Walt accese il fuoco nel camino, poi and in camera sua lasciando Paul da solo in soggiorno.

Paul avrebbe voluto bere qualcosa, ma temeva che l'alcool gli sciogliesse troppo la lingua o lo facesse agire in modo imprudente e lasci perdere. Poi Vanni lo raggiunse. Si era spazzolata i capelli, che le ricadevano sulle spalle in onde lucenti. Lui avrebbe voluto affondarci le dita, e invece strinse i pugni.

"Dov' andato pap?" domand lei accoccolandosi nella poltrona di pelle vicino a quella di lui.

"Ha acceso il fuoco e poi se n' andato" spieg Paul. "Non  un po' presto per andare a dormire?"

"Forse torner. Posso prepararti qualcosa da bere?"

"No, grazie" rispose lui un po' nervoso. "Ho sentito dire che il dottore  venuto a trovarti la settimana scorsa..."

Vanessa sorrise. "Mel aveva ragione. Se vuoi mantenere un segreto, vattene da qui!"

"Volevi che rimanesse un segreto?" domand Paul corrugando la fronte.

"Ma figurati" replic lei scrollando le spalle. "Non l'ho invitato io.  venuto qui, l'ho portato un po' in giro, abbiamo cenato da Jack e il giorno dopo siamo usciti a cavallo. In sella non  granch" aggiunse con un sorrisetto.

"E com' quando non  in sella?" domand Paul suo malgrado.

Lei rise. "Sembra molto simpatico. Ma questo lo sapevamo gi."

"Capisco che una donna provi interesse per uno come lui" osserv Paul.

"Be', devo ammettere che  lusinghiero avere le attenzioni di un uomo.  passato tanto tempo, sai. Non sono vedova da molto, ma  quasi un anno che non..." La sua voce si spense e lei distolse lo sguardo.

"Che non...?" insistette lui - come se avesse bevuto il bicchierino che aveva rifiutato.

Lei lo guard con un'espressione enigmatica. Chiss come avrebbe reagito il povero Paul, pensava, se lei avesse detto: Che qualcuno non mi d un orgasmo da sciogliere le ossa. Ridacchi tra s. Paul era dolce e affettuoso, ma troppo taciturno. Ed era timido, cauto e prudente con le donne... se non fosse stato cos, a quest'ora sarebbe stato sposato con una frotta di bambini. "Che non succede niente" disse ad alta voce.

"Scusa" sussurr Paul abbassando la testa. "Non volevo essere indiscreto."

"Non eri cos timido mentre davo alla luce Mattie" rise lei. "Che ti succede?"

Lui sospir. "Ah, Vanni... Devo spiegarti alcune cose piuttosto difficili. Lo so, non sembro il tipo che abbia una vita piena di complicazioni - sembro piuttosto il tipo che non ha una vita e basta. Ma prima che Matt... be', prima di venire qui a finire la casa di Jack io... io sono uscito qualche volta, capisci."

Vanessa rise di nuovo. "Anche se non hai mai detto niente, e io so che sei abbastanza timido con le donne, ho capito che..."

"Stupido" interruppe lui. "Con le donne sono stupido."

"Forse un po' insicuro. Ma in date circostanze..."

"Esatto" esclam lui sollevato. "In date circostanze possono succedere cose che non ti aspetti."

Lei aggrott la fronte. "E va bene, capisco, sei uscito con delle donne. E perch non avresti dovuto? Sei un uomo attraente e sei scapolo."
 "Ecco, ma voglio spiegarti perch non mi sono fatto vivo dopo la nascita di Mattie. Ho una... una situazione un po' ingarbugliata a Grants Pass."

"Una situazione?" ripet lei.

"Gi." Paul si pass una mano sulla nuca ormai sudata. "Prima di venire qui, l'autunno scorso, ero uscito con una donna un paio di volte. Una cosa senza importanza, niente di serio. Poi il mondo si  capovolto. Matt  rimasto ucciso, c'era Mattie in arrivo, io mi sono fermato qui con te e in quel periodo siamo diventati molto amici. Forse all'inizio  accaduto per via di Matt e del bambino, ma questo  irrilevante... tu e io siamo diventati amici intimi."

"Come fratello e sorella?" domand lei a bassa voce, piena di speranza.

"Molto pi di cos, Vanni, almeno per me. Poi sono tornato a Grants Pass, e le cose non erano cambiate per niente. Io s, ero cambiato eccome. Ma l le cose erano rimaste le stesse."

"Le stesse..." ripet lei. E pens: Ha una donna a Grants Pass. Una donna che adesso  diventata importante. "Quella con cui sei uscito un paio di volte" disse. "Quando l'hai conosciuta?"

"Perch?"

"Quando?"

"Dio, non mi ricordo" fece lui sfregando sui jeans le mani sudate. "Circa un anno fa."

"Un anno fa? Buon Dio, Paul, perch non me l'hai detto?"

"Dirti cosa?"

"Che avevi una donna! Per tutto questo tempo c' stata questa donna!"

"No, no,  solo una con cui sono uscito un paio di volte e..."

Lei si alz in piedi di scatto. "Non sarebbe stato cos difficile!"

Paul si alz a sua volta. "C'erano delle cose che volevo capire, Vanni.  per questo che non mi sono fatto vivo per un po'. E adesso ho una situazione inaspettata da risolvere, ma la risolver e verr a trovarti molto pi spesso, lo prometto."

"Oh, per l'amor di Dio, dillo chiaro!" esclam lei. "Stai con qualcuno, e passare del tempo qui a Virgin River non rientra pi nei tuoi piani!"

"Non  affatto cos" protest lui.

"Tu sai tutto di me" continu Vanni alzando la voce. "Eppure non ti  mai venuto in mente di accennare, anche solo casualmente, che ti vedevi con qualcuna a Grants Pass?"

"Ma non  cos!" ripet lui. "Senti, ho bisogno che tu mi dia un po' di tempo, che tu sia paziente. Perch intendo comportarmi meglio di quanto non abbia fatto finora. So che non ti sono stato vicino come volevo, ma adesso..."

"Smettila!" strill Vanessa. "Non ti ho mai chiesto niente, se non di farti vivo ogni tanto. Smetti di frignare!"

Lui arross e la guard truce. "Non sto frignando!" rugg.

"Be', non stai certo parlando in modo chiaro. Comportati da uomo!"

"Ci provo, ma tu parli al posto mio!"

Lei avrebbe voluto ribattere con altre frasi taglienti, ma si morse la lingua. Paul era stato a Virgin River per alcuni mesi, ma tornava a Grants Pass quasi ogni settimana e si fermava un giorno o due. Diceva che voleva controllare gli affari dell'azienda che aveva affidato al padre e ai fratelli... ma forse doveva vedere anche lei! Doveva essere stato difficile per quella donna accettare il fatto che Paul stesse lontano cos a lungo per badare alla vedova del suo migliore amico. Vanni immaginava la sua reazione adesso, nel sentirsi dire che il suo uomo avrebbe dovuto fare altri frequenti viaggi a Virgin River per assicurarsi che la vedova e il suo bambino stavano bene. Altro che situazione complicata... Be', a lei una relazione di questo genere non interessava affatto!

"Una cosa l'ho capita" disse a denti stretti. "Stai cercando di dirmi che a Grants Pass c' una donna che conta su di te. Una donna verso cui hai degli obblighi."
 "S" disse lui debolmente. "Ma Vanni, ho degli obblighi anche qui. Tu e Mattie siete troppo importanti per me..."

Anzich farle venir voglia di piangere, sentirsi definire un obbligo la fece infuriare. "Be', poverino, puoi smettere di preoccuparti. Noi stiamo benissimo, meglio di cos non si pu. E visto che hai una tua vita privata, non voglio sicuramente esserti d'impiccio."

"Non mi stai a sentire!" esclam lui alzando a sua volta la voce. "Io voglio starti accanto il pi possibile. E sto facendo del mio meglio!"

"Direi che ci sono altre cose e altre persone a cui dedicare la tua attenzione."

"Il fatto  che possono accadere fatti che non erano previsti, fatti inaspettati..."

"Ma davvero?" fece lei sarcastica. "Non mi dire!" Nemmeno lei si aspettava che suo marito morisse, n aveva previsto di innamorarsi di Paul. Ma se c'era una cosa che sapeva sugli uomini della sua vita - suo padre, Matt, Paul e i suoi amici - era che non prendevano mai gli impegni alla leggera. Una volta che avevano fatto una promessa non la infrangevano mai.

"Sono certa che sistemerai tutto" disse cercando di trattenere la collera senza peraltro riuscirci. "E ti prego di tenere presente che non hai alcun obbligo verso di me. Noi ce la caveremo benissimo. Mi dispiace soltanto che tu non me l'abbia detto subito... Credevi non capissi che dovevi tornare a casa perch l c'era qualcuno che ti aspettava?"

"Ma non  vero!"

"Bastava che tu avessi un po' di coraggio."

"Vanessa, per l'amor del cielo!" tent ancora Paul.

Walt entr in soggiorno con espressione stupita. "State litigando per qualche ragione?" domand.

"No!" strillarono entrambi.

"Ah. Allora la vostra  una discussione filosofica... o un nuovo genere di poesia?"

"Ho sentito piangere il bambino" disse Vanessa precipitandosi fuori della camera.

"Anch'io ho sentito qualcosa" disse Paul. Marci fuori anche lui, apr la porta d'ingresso e se la sbatt alle spalle.

Walt rimase solo davanti al caminetto acceso. "Be'" disse tra s, "meno male che non stavano litigando."

Distesa sul letto con ancora i vestiti addosso e una mano sulla fronte, Vanessa si malediceva furiosamente. Non aveva dato a Paul alcuna possibilit di spiegarsi, ma d'altra parte per arrivare al punto lui ci aveva messo un'eternit... Lei sapeva bene di avere poca pazienza. Non le accadeva spesso di esplodere in quel modo, ma Paul l'aveva fatta impazzire di rabbia. Come si potevano amare e odiare le caratteristiche di una persona?, si domand. Adorava il fatto che Paul fosse timido e riluttante, che ci mettesse un secolo prima di decidersi a parlare con una donna o ad abbracciarla. Ma non sopportava che non sapesse assumersi le sue responsabilit, che non sapesse parlar chiaro. Avrebbe dovuto dirle che a Grants Pass aveva una donna, che doveva tornare da lei. Avrebbe dovuto farlo molto prima della nascita di Mattie!

Vanni non avrebbe mai commesso l'errore di Nikki, non avrebbe mai cercato di cambiare le opinioni o i sentimenti di un uomo. Ma soprattutto, non voleva avere niente a che fare con l'uomo di un'altra!

Bench fosse ancora furibonda, scoppi a piangere. E poi si detest per aver pianto.

Quella notte Paul non riusc a chiudere occhio. Il suo goffo, inutile tentativo di spiegare la verit aveva peggiorato le cose. Ovvio che la presenza del generale sotto lo stesso tetto, magari pronto a entrare in soggiorno proprio nel momento in cui Paul annunciava  incinta, non aveva semplificato il suo compito. Ma questa non era una scusa sufficiente. Doveva dirle tutto, e la sola idea gli stringeva lo stomaco in una morsa.

Visto che stava per diventare padre, aveva tutte le intenzioni di essere un padre vero. Se fosse riuscito ad avere Vanessa nella sua vita sarebbe stato pi che disponibile a farsi carico del piccolo Mattie. Poteva solo augurarsi che lei accettasse anche il nuovo bambino... anzi, pregava il cielo che questo accadesse... ma non sapeva come dirglielo. Vanessa, con il suo carattere esplosivo, al momento lo terrorizzava.

Era l'alba e la casa era immersa nel silenzio quando Paul si alz, si vest e and a prepararsi un caff. Poi prese la tazza e se la port nelle stalle, con l'intenzione di fare una chiacchierata con i cavalli. Forse loro gli avrebbero suggerito come affrontare il fatto che a trentasei anni non aveva ancora trovato il modo di dichiararsi a una donna che amava da anni. Senza dimenticare una piccola complicazione, e cio un'altra donna in attesa del suo bambino.

Entrando nelle stalle sent un lieve rumore. La porta del deposito dei finimenti era semiaperta, e pensando che il generale fosse gi alzato Paul l'apr del tutto. Seduto sulla panca, con i gomiti sulle ginocchia e la testa fra le mani, c'era Tom. Il suo giubbotto era appoggiato accanto a lui.

"Ehi" disse Paul.

Il ragazzo alz la testa. La sua espressione era tormentata. "Ehi" rispose.
 "Sei stato fuori tutta la notte?" domand Paul.

"S, siamo stati fuori e poi a casa di Brenda. Sono rientrato da un paio d'ore."

"E ti sei divertito?"

Tom rabbrivid. "S" sospir. "Abbastanza."

"Che ti succede?"

"Niente... stavo solo riflettendo."

"Se rifletti ad alta voce, forse posso aiutarti."

Tom lo fiss a lungo. "Sinceramente ne dubito, Paul."

"Tu prova. Sono pi vecchio di te, forse ci sono passato anch'io..."

"Se  cos, e se sei ancora scapolo a trentasei anni, non credo di volere i tuoi consigli" disse Tom cupamente.

"Accidenti " osserv Paul. "Che cos', stai pensando di sposarti a diciotto anni?"

"No, non  questo,  solo che... si tratta di Brenda, vedi. Io amo quella ragazza. Non credevo di poter amare qualcuno cos tanto."

"Non mi sembra una tragedia... a meno che lei non provi gli stessi sentimenti per te."

"Diavolo, no" disse il ragazzo scuotendo la testa. Arross e continu: "Brenda prova quello che provo io."

"E avete oltrepassato la linea, eh?"

Tom arross ancora di pi e si pass sui jeans le mani sudate. "Qualcuno avrebbe dovuto mettermi in guardia..." sussurr

Paul appoggi un piede sulla panca e bevve un sorso di caff sforzandosi di apparire disinvolto. Purch Tommy non avesse il suo stesso problema, pens. "Tu dici?"

"Posso parlartene?" domand il ragazzo. "Non far la figura dell'idiota? Perch vedi, mi hanno insegnato che gli uomini non parlano delle donne con cui... Insomma, mio padre mi ha sempre detto che un gentiluomo non parla mai di quello che succede in privato fra lui e la sua ragazza."

"Quello che mi dirai rester fra noi" lo rassicur Paul. "Non siamo negli spogliatoi di una palestra, Tom."

"Il fatto  che... Be', lei si  presa un bel po' di tempo, capisci. E io sono stato molto paziente, anche se a volte mi sembrava di uscire di senno. Ma non mi sarebbe sembrato giusto farlo se lei non era pi che sicura. Volevamo osservare tutte le regole, avere una doppia protezione... e prima ne abbiamo parlato parecchio e ci siamo detti per bene quello che provavamo uno per l'altra. Io le ho promesso che le sar fedele per tutto il tempo che star lontano - a meno che lei non cambi idea, ma io non la cambier di certo. E lei mi ha detto le stesse cose. Ci amiamo, Paul."

"Davvero?"

"Io pensavo che ci avremmo messo un po', capisci, per abituarci uno all'altra. Pensavo che ci saremmo andati molto cauti, e che forse all'inizio sarebbe stato un po' goffo."

"Ah, s?" disse Paul domandandosi dove il ragazzo volesse arrivare.

Tom esit, poi lo guard negli occhi. "Ma non lo  stato."

"Che cosa non lo  stato?"
 "Non ci  voluto del tempo, non  stato goffo.  stato incredibile. Lei  incredibile."

Paul scroll la testa, confuso. "Allora non capisco qual  il problema."

"Io partir molto presto" sospir Tom. "Subito dopo il diploma andr alla scuola di addestramento, e poi a West Point. Star via per anni!"

"Ah, ecco" disse Paul. Il ragazzo aveva assaggiato il miele, lo aveva trovato inebriante e voleva averlo tutti i giorni per il resto della vita. E invece a West Point lo avrebbero messo sotto chiave per quattro anni. Non si poteva vivere fuori dal recinto dell'accademia, non ci si poteva diplomare se si era sposati. "Ma non starai lontano per sempre" osserv Paul.

"A me sembrer un'eternit."

"S, lo capisco. Ma se lei ricambia i tuoi sentimenti avrai una meta molto importante a cui tendere, quando verr il momento." Paul bevve un altro sorso di caff. "E poi, ragazzo mio, anche se non andassi a West Point, diciotto anni sarebbero troppo pochi per assumersi un impegno per la vita."

"Ma succede?" domand Tom. "Capita che due si innamorino da ragazzini come me e Brenda e poi restino insieme per sempre?"

"Succede pi spesso di quanto credi" rispose Paul. "Sai il mio amico Zeke, che fa il pompiere a Fresno? Ha sposato la sua fidanzatina del liceo e hanno quattro figli, e ci sono riusciti anche se i Marine li hanno tenuti lontani per almeno due anni. Phillips e Stephens, altri miei ex colleghi dei Marine, si sono sposati giovanissimi e hanno delle belle famiglie. E sono ancora talmente innamorati delle mogli che a vederli si direbbe che le abbiano appena conosciute."

"Io non mi aspettavo niente del genere" riprese Tommy. "Non mi aspettavo che fosse cos naturale, cos meraviglioso... solo che adesso non posso vivere lontano da lei. Il solo pensiero che lei possa andare con un altro mi fa star male fisicamente. Io non riesco nemmeno a immaginare di stare con un'altra ragazza, mi sentirei morire!"

Paul ridacchi intenerito. "Vedi, Tommy" disse mettendogli una mano sulla spalla, "questo  il sentimento per cui i cervi si prendono a cornate, per cui i tori abbattono le porte dei fienili pur di raggiungere le mucche. Gli uomini si combattono per molto meno.  un sentimento che ti fa rischiare qualsiasi cosa o rinunciare a qualsiasi cosa, che ti tiene sveglio la notte con i sudori freddi..."

"Accidenti se  vero" sospir Tommy. "Forse per questo si dice che l'amore fa soffrire."

"No, ragazzo mio, non  vero. L'hai detto tu stesso,  meraviglioso amare qualcuno e farci l'amore. La lontananza fa soffrire, una rottura o un'infedelt fanno soffrire. Ma l'amore...  la ragione per cui viviamo. Perch amare  bellissimo."

"Si direbbe che sai di che stai parlando" osserv il ragazzo. "Ma al momento non sembri felice."

Paul gli strinse la spalla. "Lo so...  che non ho ancora messo a punto tutti i dettagli."

Alle nove, Paul gett la sua sacca sul retro del pick-up. Salut Tom dicendogli di non scoraggiarsi, strinse la mano al generale ringraziandolo per l'ospitalit, e dopo aver controllato che lo sguardo di Vanni non fosse pi cos ostile e che quindi lei non lo avrebbe morso o preso a calci, l'abbracci e le disse: "Ti chiamo stasera da casa. Dobbiamo parlare di alcune cose - magari senza metterci a strillare."

Lei lo guard con i magnifici occhi turchesi e rispose: "Ci sar".

Prima di dirigersi verso l'autostrada, tuttavia, Paul and da Jack. Buss piano alla porta della cucina e Jack gli apr con Davie in braccio, ancora in pigiama. "Te ne vai di gi?" gli domand.

"S... ma se hai qualche minuto vorrei parlarti."

"Certo. Sediamoci qui fuori, cos non disturbiamo Mel.  rimasta sveglia met della notte con dei terribili dolori alla schiena, perci stamattina la lascio dormire. Ho fatto il caff, ne vuoi una tazza?"

"Magnifico" acconsent Paul, bench ne avesse gi bevuto pi che abbastanza.

Jack gli pass Davie e and in cucina a prendere una tazza per lui e una ciotola di cereali per il piccolo. Poi si sedettero sulle sedie a dondolo ad ammirare la vallata, mentre David si sedeva sul pavimento con la sua colazione.

"Non hai l'aria di star bene" osserv Jack.

"Infatti  cos... e ho combinato un guaio terribile. Dopo la nascita di Mattie, quando sono tornato a casa, ero sconvolto. Tutto il periodo passato a sostenere Vanni, senza avere il tempo di piangere il mio migliore amico in privato, mi aveva come prosciugato. E avevo bisogno di sfogarmi. A Grants Pass c'era questa ragazza che conoscevo..."

"Ti sei sfogato con lei?"

"Un po' troppo, immagino.  incinta."
 "Merda. Non  stata una bella mossa. Ma che diavolo avevi in mente?"

"Credevo che avessimo preso tutte le precauzioni. Ero gi stato con lei due o tre volte, prima che Matt venisse ucciso. Che tempismo il mio, eh?"

"E adesso che farai?"

"L'aiuter, naturalmente. Lei vuole tenere il bambino, perci far la mia parte. Ma non ho intenzione di sposarla perch non... be', non le farei un favore. Tra noi non c' niente. Non ci vedevamo nemmeno regolarmente, capisci... l'avevo conosciuta in un bar, circa un anno fa. Dio, mi sento uno schifo."

"Ti capisco" fece Jack.

"E che cosa mi consigli?"

"Di quanti mesi ?"

"Due mesi.  successo che ero tornato a Grants Pass da poco. Bisogna che lo dica a Vanessa, ieri sera ho tentato ma ho rovinato tutto... E anche senza conoscere i dettagli lei mi ha quasi staccato la testa, solo perch pensava che a casa avessi una ragazza di cui non le avevo parlato. Diavolo, quella donna ha un caratteraccio. Mi ammazzer, e non lo dico tanto per dire,  una che sa sparare benissimo!"

"Aspetta, aspetta, una cosa alla volta. Prima di tutto dovresti sottoporti a un esame per le malattie sessualmente trasmissibili. Fallo subito, domani stesso. E se hai usato un profilattico, forse c' la possibilit che il bambino non sia tuo."

"Ci ho pensato anch'io, ma il fatto  che lei non stava con un uomo da cos tanto che  stata un po' disattenta con la pillola. E io ho usato un profilattico che mi portavo dietro da mesi..."

"Ti ha suggerito di sposarla?"

"S,  stata la prima cosa che ha detto."

"Senti, genio, e se non fosse nemmeno incinta? Una possibilit remota, ma non si sa mai. Prima di impegnarti per la vita con una che conosci appena,  meglio che tu approfondisca i fatti. Non fare mosse affrettate, amico."

"Devo chiamare Vanni stasera, per dirglielo. Ieri sera le ho solo confuso le idee, e lei era furibonda..."

"Non puoi dirglielo per telefono, Paul."

"Ma..."

"Ti sbatter il telefono in faccia! E quando ti farai vivo di persona lei ti caccer una pallottola in fronte. Non solo, Walt la aiuter a prendere bene la mira."

"Ma allora che devo fare? Lei crede che io abbia una donna a Grants Pass, e non mi ha dato la possibilit di spiegarle che..."

In quel momento Mel apparve sulla veranda in vestaglia, con i capelli arruffati e la faccia ancora umida. And a sedersi in grembo al marito e sorrise a Paul. "Ciao" gli disse. "Ho sentito l'ultima parte e sono curiosa di sapere perch dovrebbero spararti."

"Oh, diavolo..."

"Rilassati" rise Jack. " lei la persona con cui dovresti parlare. Non dice mai a nessuno quello che le confidano, mi fa impazzire di rabbia."

Paul raccont lentamente tutta la storia, imbarazzatissimo. Mentre parlava non ebbe il coraggio di guardare Mel, ma quando infine alz la testa nello sguardo di lei non vide traccia di shock o di condanna. "Devi aver sentito di peggio, immagino" disse.

"Ne ho sentite di tutti i colori" conferm lei. "Dev'essere difficile per te, Paul. Capisco che tu sia preoccupato."

"Non ne hai idea."

"Oh s che ce l'ho. E immagino che prima di tutto tu ti domandi se sei davvero il padre del bambino."
 "Credo di s, ma..."

"Dovresti verificarlo al pi presto. Ricordati, lei sa chi  la madre, e tu hai diritto di avere la stessa sicurezza. Chiedile di farlo per correttezza verso di te."

"Mel" gemette lui, "come diavolo pensi che io possa chiederle una cosa del genere?"

"Fallo in modo sincero e diretto. E potresti scoprire qualcosa anche con un'ecografia. Se non altro ti dir quanto  avanzata la gravidanza, e se riesci a restringere il campo alle volte che siete stati in contatto..."

"La volta" corresse lui. "Solo una volta."

"Allora sai esattamente di quanti mesi , e l'ecografia confermer o negher questo fatto. Ma se lei ha avuto un altro partner pi o meno nello stesso periodo, occorre un esame di paternit. Esame del sangue, DNA eccetera."

"Ma io non voglio offenderla n turbarla..."

Mel sorrise paziente. "Vediamo se ho capito bene. Non vi siete visti per sei mesi, e quando vi siete incontrati di nuovo siete arrivati rapidamente all'intimit. Se questa donna si offende perch prima di impegnarti tu vuoi essere sicuro di essere il padre del bambino, non avrai vita facile. Ma  una richiesta del tutto ragionevole. E se lei  certa che sia tuo, collaborer."

"E se invece non vuole collaborare?"

"Dille che ti rivolgerai a un avvocato per esercitare i tuoi diritti. Puoi fare in modo che lei possa abortire o dare il bambino in adozione, ma d'altra parte il giudice pu obbligarti a sostenere economicamente il bambino - cosa che tu vuoi fare comunque, mi par di capire."

"Se lei mette al mondo mio figlio io l'aiuto, mi pare ovvio."

Mel sorrise. "Certo.  ovvio."

"Ma come faccio con Vanni?" sospir lui.

"Oh. Non l'ha presa bene, eh?"

"Non lo sa ancora. Ho cercato di dirglielo ieri sera, ma sono riuscito solo ad accennare che a Grants Pass ero uscito due o tre volte con una donna... e lei  andata fuori dai gangheri perch non gliel'avevo detto prima."

Mel lo guard serissima. "Diglielo, Paul. Se provi qualcosa per lei non  giusto che tu la lasci nel dubbio. Merita di sapere la verit."

"Cos mi sparer in fronte" disse lui cupamente.

"Ne dubito. Per avr bisogno di tempo per esaminare tutti i fatti..." Sorrise di nuovo e continu: "Paul, hai perso abbastanza tempo. Se tieni a lei devi farti valere, devi spiegarti. Non l'hai tradita, non hai infranto la legge. Devi comportarti in modo responsabile con entrambe, Vanni e l'altra donna. Tutto qui."

"Lo so" annu lui.

"Vedrai che le cose si risolveranno. I bambini sono un miracolo, quali che siano le circostanze in cui arrivano. Non dimenticarlo."

"Lo so..." ripet lui. Poi si alz per baciarla sulla fronte. "Grazie, Mel."

Strinse la mano di Jack, accarezz i capelli biondi di Davie e risal in macchina. Una volta che il pick-up fu lontano, Mel guard il marito e vide che ridacchiava. "Melinda... ti sei appena lasciata coinvolgere nella relazione sentimentale di qualcuno?"

Lei inarc un sopracciglio. "Vuoi metterti a litigare con una donna incinta di circa diciassette mesi?"

"Stavo solo dicendo che..."

"Chiudi il becco. Paul me l'ha chiesto."
 "Per l'hai fatto" rise lui. "Ti sei impicciata degli affari degli altri. Ammettilo, non puoi resistere. Sei ficcanaso quanto me!"

Mel lo fiss truce. "Jack, nessuno  ficcanaso quanto te."

Poco dopo squill il telefono. Jack sapeva chi era a chiamarlo, come ogni domenica mattina: fece scendere Mel dalle ginocchia e si precipit a rispondere.

Fino all'anno prima, a Virgin River c'era un ragazzo che era come un figlio per lui. Ricky. Jack l'aveva preso sotto la propria ala quando aveva appena tredici anni, perch viveva da solo con la nonna dopo aver perso i genitori in un incidente. Jack gli aveva insegnato a cacciare e a pescare, e aveva fatto del proprio meglio per inculcargli le regole basilari della vita. Ricky era diventato grande e forte, un ragazzo di carattere che sapeva sopportare a testa alta, da vero uomo, le prove pi difficili cui la vita lo sottoponeva.

Con gli anni era diventato il beniamino di Preacher, di Mel, degli ex Marine che si riunivano regolarmente a Virgin River. E a diciott'anni si era arruolato. Che altro avrebbe potuto fare il protetto di un gruppo di ex Marine?

Il Corpo lo aveva accolto benevolmente, e Ricky aveva superato tutte le prove a testa alta. Era passato dall'addestramento di base all'aviotrasporto, da tiratore scelto a ricognitore, fino a frequentare il corso speciale per Sopravvivenza, Evasione, Resistenza e Fuga. Era stato il primo di ogni corso, e adesso, a diciannove anni, era un Marine perfettamente addestrato, un metro e ottantacinque di muscoli, orgoglio e seriet.

Quel giorno telefonava per annunciare che tra un paio di mesi sarebbe venuto a casa per dieci giorni di licenza. E poi lo avrebbero mandato in Iraq.

"Niente lamentele, Jack" disse. "Ricorda quando ci sei andato tu: volevi che i tuoi genitori e le tue sorelle pensassero che stavi andando incontro alla morte? No, vero? Perci berremo un bicchiere insieme, magari fumeremo uno di quei sigari puzzolenti che piacciono tanto a te e a Preacher. Pu anche darsi che vi permetta di battermi a poker..."

"D'accordo, ragazzo mio. Sar magnifico, telefoner anche a qualcuno dei ragazzi..."

"Oh, non sono obbligati a venire. Sono amici tuoi, non miei. E non  neanche stagione di caccia."

"Staremo a vedere. Virgin River vorr festeggiarti per bene, lo sai come siamo fatti."

"Va bene, allora. Grazie. Non vedo l'ora di ritrovarvi tutti."

Jack si raddrizz, prese un gran respiro e promise a se stesso di fare della licenza di Ricky un evento memorabile e positivo. Non ci sarebbero state lacrime o angosce. Lui stesso era andato in guerra cinque volte e l'unico danno che aveva riportato era stata una banale ferita nel didietro. Non tutti quelli che andavano in Iraq tornavano mutilati - o morti. Rick era in gamba, era prudente. E questa missione era ci che voleva.

Jack ricord a se stesso come il suo protetto aveva affrontato la prova pi dura della sua vita. A sedici anni si era innamorato perdutamente di una ragazza che ne aveva solo quattordici, e avevano avuto un bambino che era nato morto. Ma Rick era stato forte e responsabile. E ce l'avrebbe fatta anche questa volta.

Mel entr in cucina e trov Jack appoggiato alla credenza, con la testa bassa. "Rick viene a casa in licenza tra due mesi" disse lui alzando gli occhi.

"Oh-oh" disse lei sapendo che la notizia non prometteva niente di buono.

"E poi lo mandano in Iraq."

Mel tacque per un momento, stringendo le labbra. Poi i suoi occhi si inumidirono e lei esclam: "No. Maledizione!".

5

Paul si ferm per cenare lungo la strada, poi pass dall'ufficio per controllare se c'erano documenti da firmare, e trov in segreteria due messaggi di Terri. Quando arriv a casa verso le otto ne trov altri che lei aveva lasciato durante il weekend, e l'ultimo, risalente a un'ora prima, in cui Terri piangeva e singhiozzava dicendo che non sopportava di essere abbandonata in quel modo. Paul compose il suo numero ma non ebbe risposta, perci usc di corsa, risal in macchina e and a casa di lei. Non farmi questo, pensava guidando. Non le scenate isteriche...

Terri gli apr la porta con gli occhi rossi e il naso gonfio, come se non avesse fatto altro che piangere tutto il giorno. Gli diede un'occhiata e rientr in casa, e Paul la segu mentre lei si lasciava cadere sul divano e scoppiava in lacrime.

"Terri, che  successo? Perch non hai risposto al telefono?"

"L'ho staccato" disse lei.

"Ma perch mai l'hai staccato, dopo avermi lasciato un messaggio cos disperato?"

"Perch s" ribatt lei soffiandosi il naso. "Ti ho lasciato un sacco di messaggi e tu li hai ignorati. Non ce la facevo pi a star qui aspettando che il telefono suonasse... era un tormento. Perch mi hai dato i tuoi numeri di telefono se poi non rispondi alle mie chiamate?"
 
Paul si sedette sul divano vicino a lei, ma non troppo vicino. "Abbiamo pranzato insieme la settimana scorsa, e andava tutto bene" osserv. "Che succede? La gravidanza ti d dei problemi?"

"Puoi ben dirlo! Tanto per dirne una, non ho nessuno con cui parlare e mi sento sola!"

"Ero fuori citt" spieg lui.

"E avevi il cellulare staccato!"

"Sono andato a Virgin River, in montagna, dove non c' campo" spieg lui. "E ho lasciato il cellulare in macchina. Mi dispiace, non credevo che avessi bisogno di me. E non capisco che ti  preso."

"Ero turbata, ecco! Avevo bisogno di parlare con qualcuno! Non hai detto che mi saresti rimasto accanto? Che sarebbe successo se fossi stata male? Quanto ci avresti messo prima di rendertene conto? Forse dovrei liberarmi del bambino, cos non ti darei pi fastidio!"

Lui le sfior un ginocchio. "Non dire cos."

"Allora vuoi che lo abbia? Perch da come ti comporti non si direbbe!"

Paul sent un'onda di collera che gli saliva alla gola. "Se avessi voluto abortire lo avresti fatto da un pezzo e io non ne avrei mai saputo niente" disse bruscamente. "Non tirarlo fuori adesso per tenermi in riga!"

"Dio, mi sentivo cos abbandonata!" gemette lei. Seppell la faccia nel fazzoletto e singhiozz per un minuto, finch lui cedette e l'attir vicino a s. Terri pianse per un po' appoggiata al suo petto. "Che cosa c' di cos importante a Virgin River che ti fa dimenticare della nostra esistenza?" singhiozz.

"Su, non fare cos" disse lui senza rispondere. "Non ti lascer sola, lo sai. Non immaginavo che avessi bisogno di qualcosa in questi giorni."

"E se invece ne avessi avuto bisogno? " rimbecc lei

"Far sempre del mio meglio, lo sai, ma dobbiamo stabilire delle regole. Non puoi farmi questi scherzi."

"Di che diavolo parli?"

"Sai bene di che parlo. Siamo genitori di questo bambino, io sono felice che tu abbia deciso di tenerlo e ti aiuter. Ma non intendo essere manipolato."

"Che farai se decido di darlo in adozione?"

"Se lo darai a qualcuno, quel qualcuno sar io."

"Cos lo porterai a lei?"

"A chi?" domand lui stupito.

"Ci deve per forza essere una donna. Altrimenti mi daresti una possibilit."

Paul sospir. C'era da immaginarlo che non sarebbe stato cos semplice. "Ascoltami bene" disse guardandola dritto in faccia. "La questione  tra te e me. Aspettiamo un bambino e dobbiamo trovare il modo di far funzionare il nostro accordo, ecco tutto."

"Allora una donna c'" insistette lei.

"S, c', ma anche se non ci fosse..."

"Per c'."

Lui sospir. "Pu anche darsi che scompaia quando avr saputo questa storia... ma tra noi non cambia niente. Mi dispiace, Terri. Ti sono affezionato, tengo a te, ma non ti amo. Questa faccenda coinvolge tre persone, te, me e il bambino: ma non sarebbe giusto per nessuno dei tre tentare la strada del matrimonio. Non durerebbe pi di un anno, e il risultato sarebbe molto peggio di quello che abbiamo adesso. Credimi."
 
Lei tacque per un po'. "Mi hai detto che non c'era nessuna donna" sussurr. "Quando ci siamo conosciuti un anno fa e siamo stati insieme... be', hai detto che non c'era nessuno nella tua vita."

" piuttosto complicato" rispose lui .

"Ma tu l'hai tradita. Quando scoprir che l'hai tradita non..."

"Non l'ho tradita, Terri. Ti ho detto la verit, nella mia vita non c'era nessuno."

"Allora non capisco. L'hai appena conosciuta? Dopo che noi..."

"E va bene, ti spiego. Provavo qualcosa di molto profondo per lei, ma quando ti ho conosciuta non eravamo insieme e non avevo ragione di sperare che lo saremmo stati mai. Lei non sapeva nemmeno quello che provavo. Quindi ti ho detto la verit, non avevo impegni sentimentali e non ne volevo. E tu mi hai detto la stessa cosa: non avevi un impegno stabile e ti andava bene cos!"

Terri fece un'altra lunga pausa. "E adesso?"

Paul distolse lo sguardo. "Le cose sono cambiate. Molto cambiate."

"Dio!" gemette lei ricominciando a piangere. " la moglie del tuo amico, quello che  morto!"

 molto peggio di quanto immaginavo, pens lui. Giuro su Dio che non far mai pi sesso con nessuno. "Non fare cos" disse gentilmente. "Ci saranno dei periodi in cui non potr essere con te, dei momenti in cui non potremo parlarci. Ci deve pur essere qualcuno con cui puoi parlare quando hai bisogno di sfogarti e io non ci sono... Magari tua madre?"

"Non direi" disse lei tirando su col naso. "Pensa che io sia una pazza a voler tenere il bambino, ed  convinta che tu non mi darai una mano."

"E va bene, andremo a trovarla insieme e io le spiegher come ho intenzione di aiutarti. Forse questo servir a rassicurarla."

"Davvero lo farai?" domand lei asciugandosi gli occhi.

"Ma certo. Dopo che saremo andati insieme dalla ginecologa."

"Ma perch dobbiamo andarci insieme?"

"Voglio farle qualche domanda... voglio essere sicuro che va tutto bene, capisci?"

"In che senso?"

"Be', voglio sapere della tua salute, della salute del bambino, di come la tua assicurazione pu coprire le spese. Quando avrai superato i primi mesi andremo insieme da tua madre e io le dir come intendo aiutarti. Come si chiama la tua ginecologa?"

"Perch vuoi saperlo?"

"Perch voglio essere certo che tu abbia il meglio. Allora, come si chiama?"

"Charlene Weir."

"E quando hai il prossimo appuntamento?"

"Tra qualche tempo. Ci sono appena andata."

"E allora quando ci torni?"

"Fra due o tre settimane.."
 "Bene, ricordati di dirmi la data esatta della prossima visita. D'accordo?"

"Perch non mi dici quali sono le domande che vuoi farle, cos poi ti dar le risposte?"

"No" disse Paul ravviandole i capelli. "Voglio partecipare anch'io."

Lei lo guard intenerita. "Va bene. Allora perch non ti fermi da me stanotte?"

"Non posso. Ricorda, ci siamo dati delle regole."

"Non  che rischio di rimanere incinta!" ribatt lei.

"Terri, vuoi che stia con te in questa situazione o no? Te l'ho detto, sar presente come padre e ti aiuter meglio che posso. Spero che collaboriamo, ma non siamo una coppia, e non lo saremo mai."

"Dio..." genette lei ricominciando a piangere. "Sono talmente sconvolta che non mangio pi, non dormo pi. Tu sei cambiato nei miei confronti solo perch sono incinta, e non  colpa mia!"

"Non dire cos. Entrambi abbiamo preso precauzioni, perci non  colpa di nessuno - ma  una responsabilit che abbiamo in comune. Devi cercare di calmarti, di essere pi razionale. Agitarti cos non fa bene n a te n al bambino."

"Ma  cos difficile..." sussurr lei. "Non saremo stati insieme cos spesso, ma quando  successo  stato meraviglioso. Andavamo perfettamente d'accordo, ci volevamo bene... credevo che dopo aver saputo del bambino avresti dato alla nostra storia una possibilit, ma tu non vuoi nemmeno parlarne!"

"S,  vero, andavamo d'accordo, ci volevamo bene e ci divertivamo... ma ci siamo visti quattro volte in un anno. Credo ci voglia molto pi di questo perch un matrimonio funzioni. E poi, se ci fosse stata la possibilit che le cose tra noi diventassero pi serie, lo avremmo capito da tempo. Ma sai che cosa vorrei?"

"Che cosa?" domand lei speranzosa.

"Visto che diventeremo genitori - non sotto lo stesso tetto, ma insieme - vorrei che facessimo un buon lavoro di squadra, che fossimo amici. Ci vorr un po' di pratica per fare i genitori, ma possiamo farcela."

"Tu credi?" domand lei. E dopo un attimo di silenzio aggiunse: "Quella donna... hai capito subito che l'amavi?".

"Subito."

"Allora puoi capire come mi sento io."

Forse aveva senso che Terri credesse di amarlo dopo un paio di rapidi incontri, come per lui innamorarsi di Vanni al primo sguardo. E Vanni era stata irraggiungibile come lui lo era per Terri...

"Coraggio, adesso andiamo a distenderci sul letto e vediamo se riesci a calmarti. Rester un po', ma non posso fermarmi per la notte. Lo capisci, vero?"

"S, credo di s. Non mi fa piacere, ma lo capisco. E ti chiedo scusa per la scenata."

" Adesso calmati, cos posso andare a casa pi tranquillo. Ti senti gi un po' meglio?"

"Non c' nessuna speranza per noi, vero?" tent ancora lei.

"Possiamo sperare di essere dei buoni genitori per questo bambino. Secondo me,  gi molto."

Il luned mattina molto presto squill il telefono e Vanessa si precipit a rispondere. Era Cameron, e lei emise un sospiro deluso che si augur non venisse frainteso. Era preoccupata per Paul, che la sera prima non aveva telefonato come promesso. Alle dieci lei gli aveva lasciato un messaggio in ufficio e uno a casa, ma non aveva avuto alcuna risposta.

Naturalmente non aveva chiuso occhio, temendo che Paul avesse avuto un incidente sulla strada del ritorno. E aveva continuato a pensare al problema irrisolto che c'era tra loro.

Si ricompose e disse: "Ciao, Cameron".
 "Come stai?"

"Benissimo, grazie, e tu?" Diavolo, perch non era Paul?

"Sto bene, grazie. Senti, lo so che Virgin River  un luogo perfetto, ma mi domandavo se ti piacerebbe andar via per un weekend."

"Un... weekend?" ripet lei stupefatta.

"A Mendocino c' un bellissimo albergo sulla spiaggia. Un luogo tranquillo e rilassante."

"Cameron, ho un bambino piccolo!"

Lui ridacchi. "Pensavo di portare un pediatra."

"Ma vedi, io non sono pronta per..."

"Non preoccuparti, prenderemo due camere. Consideralo un modo per conoscerci meglio, niente di pi. E sappi che non ne ho fatto parola con Carol."

"Ah. Cameron, ti ringrazio molto dell'invito, ma stai correndo un po' troppo per i miei gusti..."

"Mi comporter come un Boy Scout" rise lui. "Camere separate, buon cibo, riposo, conversazione amichevole, nessuna pressione."

"Apprezzo le buone intenzioni, davvero, sei molto gentile, ma..."

"E va bene, io ci ho provato. Allora credi che potrei strapparti il permesso di venire a Virgin River? Ho il numero di Jack, potrei prenotare lo chalet..."

"S, potrebbe essere un'idea."

"Allora che ne dici di questo weekend, visto che mi ero liberato?"

"Perch no" disse lei senza entusiasmo. "Fammi sapere se decidi di venire."

Pass un'altra ora prima che finalmente Paul telefonasse, e lei lo aggred. "Dove diavolo sei stato?"

"Mi dispiace, Vanni, ma ho sentito i tuoi messaggi solo stamattina."

"Lascia perdere i messaggi... non ti avevo chiesto io di telefonare, sei stato tu a dirmi che lo avresti fatto appena arrivato! Credevo che ti fosse successo qualcosa, non ho chiuso occhio!"

" successo un fatto inaspettato... ho dovuto aiutare una persona a sistemare una faccenda, e quando sono arrivato a casa era troppo tardi per chiamarti. Non ho nemmeno controllato la segreteria."

Lei sospir. Di solito non era tipo da preoccuparsi, ma negli ultimi anni aveva subito troppe perdite e adesso le sembrava di aver perso anche Paul. "Se non mi avessi promesso di telefonare io non..."

"Ti chiedo scusa, Vanni. Non succeder pi."

Ecco che cercava di tener buona la vedova del suo amico, pens lei amara. Era arrivato a casa, era stato distratto dalla donna che aveva a Grants Pass e ovviamente lei era stata l'ultimo dei suoi pensieri. Non avrebbe potuto essere pi chiaro di cos... Ma nonostante ci gli domand: "E qual era il problema che ti ha fatto fare cos tardi?".

"Oh, non era niente di speciale... non cos grave come sembrava a prima vista. Te ne parler, ma preferirei farlo di persona e non al telefono."

"Tu hai una vita privata, come hai cercato di spiegarmi, e non devi giustificarti con me."
 "Non voglio che tu ti faccia un'idea sbagliata..."

"Dubito di sbagliarmi" replic lei, "ma in ogni caso sono contenta che tu stia bene. Ci sentiamo un'altra volta."

"Ti telefoner fra qualche giorno" promise lui. "E questo weekend ci vediamo, perch ci sono alcune cose di cui dobbiamo parlare."

"Certo" disse lei. Poi riappese e and in camera sua. Dal tono nervoso della voce di Paul aveva capito benissimo quello che era successo. Non era tornato a casa troppo tardi, semplicemente non era tornato affatto.

Aveva passato la notte con quella donna.

Ci sono cose di cui dobbiamo parlare, aveva detto lui prima di terminare la conversazione. Non poteva essere che una spiegazione sui suoi rapporti con quella donna - una spiegazione goffa e imbarazzata come l'altra volta. Ma che si aspettava?, pens. Paul aveva una vita privata prima che Matt venisse ucciso, prima che Vanessa avesse bisogno del suo sostegno, e chiaramente quella vita era continuata. Doveva trovare il modo di lasciarlo libero; se non l'avesse fatto questa storia l'avrebbe distrutta - e avrebbe distrutto anche Paul, perch lui era ostinatamente fedele a Matt...

La cosa migliore da fare, per se stessa e per Paul, era cercare di rifarsi una vita.

Ricord i tempi in cui lavorava con Nikki, e insieme avevano superato la sofferenza e la delusione causate da storie d'amore finite male. "Alza la mano e ripeti con me" diceva Nikki. "Non cercher compassione. Non sar patetica!"

Controll che il piccolo Mattie stesse ancora dormendo, poi si asciug rabbiosamente gli occhi. Piangere era ridicolo e inutile, avrebbe dovuto capirlo da tempo. Paul le era affezionato, era legato a lei in modo speciale, era gentile e premuroso e le voleva bene, ma non in modo romantico. Non era mai stato cos, e lei avrebbe fatto meglio a farsene una ragione.

Una cosa che per non avrebbe sopportato era la presenza contemporanea di Paul e Cameron durante il weekend. Cameron che cercava di sedurla, Paul che nel suo modo timido e goffo cercava di spiegarle che aveva una donna a Grants Pass. La pi raffinata tortura cinese sarebbe stata preferibile.

Torn in soggiorno e si sedette accanto al telefono a riflettere per qualche minuto. Poi sollev la cornetta. "Cameron? Ci ho pensato, e in effetti una gita sulla costa  proprio quello che mi ci vuole. Ma verr soltanto se  chiaro che non avrai delle aspettative di nessun genere. Non voglio deluderti."

"S, certo, capisco la tua posizione" la rassicur lui. "Passeremo due giorni tranquilli e niente di pi."

"Bene. Possiamo partire sabato mattina presto e tornare a casa domenica nel pomeriggio, che ne dici?"

"Mi sembra perfetto."

"Bene. Sar pronta alle otto."

Riappese e gett un'occhiata a Walt, che dopo aver deposto il giornale la scrutava al di sopra degli occhiali.

"Vanessa, che diavolo sta succedendo?" le domand il padre. L'aveva sentita parlare al telefono tutt'e tre le volte, e Vanessa lo sapeva.

"Semplice. Vado... vado via per il weekend con Cameron. E mi porto Mattie, naturalmente."

"A me sembra che non sia tanto semplice" osserv Walt. "Hai litigato con Paul e perci vai via con quel dottore?"

"Non  niente di speciale, pap. Non ti dispiace che mi assenti per due giorni, vero?"

"Sei una donna adulta."

"Paul verr qui per il weekend" aggiunse lei alzandosi.

"E tu non ci sarai?"

"No. Credo che adesso far una cavalcata, se non ti dispiace stare attento a Mattie."

"Niente affatto" disse Walt. "Cerca di non far del male al cavallo."
 
Se Cameron aveva sperato di impressionare favorevolmente Vanessa, ci era riuscito. Aveva preso in prestito il SUV del fratello in modo da poter trasportare il seggiolino e il passeggino di Mattie, e la distrasse chiacchierando piacevolmente durante il viaggio. Le raccont di com'era cresciuto con un fratello e una sorella poco pi grandi di lui, degli scherzi fatti e subiti al college, delle difficolt della scuola di specializzazione. Vanessa si trov subito a proprio agio, rise e chiacchier, e pens che dopotutto non era stata una cattiva idea accettare quell'invito, anche se lo aveva fatto soprattutto per evitare Paul.

L'albergo scelto da Cameron sembrava una locanda di campagna. Ogni camera si apriva su un patio privato affacciato sull'oceano, abbellito da vasi di gerani, felci e aiuole di margherite. Nella camera di Vanessa, adiacente a quella di Cameron, c'erano dei fiori freschi e un cesto di frutta.

Dopo aver pranzato in un ristorantino sulla spiaggia, misero Mattie nel passeggino e camminarono lungo la costa, poi Cameron distese un plaid all'ombra di un albero e la loro conversazione riprese. Ognuno dei due parl di s, della propria infanzia, delle esperienze e delle preferenze. "Hai un modo di fare accattivante" osserv lei. "Scommetto che tutte le mamme che ti portano i loro bambini sono innamorate di te."

"Forse, ma io aspetto ancora quella giusta."

"Non sei mai stato tentato dal matrimonio?"

"Ci sono andato vicino un paio di volte."

"Per scommetto che hai avuto un milione di fidanzate."

Lui rise. "Mi dai troppo credito... o non abbastanza, non saprei dire. Ho avuto qualche ragazza, ma ci sono stati molti tentativi che non hanno funzionato."

"Ah, capisco. Sei difficile da accontentare."

Cameron corrug la fronte. "Forse lo erano loro."

"Oh, non credo. Vuoi dirmi che non ti sei innamorato centinaia di volte?"

"Non proprio. Se non conto il liceo e il college, quando mi innamoravo di una ragazza diversa ogni settimana, la prima storia importante l'ho avuta all'universit. Era una collega, ed  stata una storia molto appassionata, molto intensa e molto breve. E dolorosa. Mi ha allontanato dal mercato per un bel po'."

"Davvero? Avrei detto che eri tu il tipo da spezzare i cuori."

"Eh, no" fece lui scrollando il capo. "Fino a quel momento avevo provato attrazione, ma non amore. Avevo avuto qualche flirt, ma di quella ragazza mi innamorai perdutamente. Avevo ventiquattro anni e stavo per chiederle un impegno serio, ma lei pass a un altro prima che me ne rendessi conto... e poi a un altro e un altro ancora. Poi la persi di vista, e dopo qualche tempo seppi che si era messa con il suo capo. Il mio orgoglio ne riport un brutto colpo."

"E poi non ce ne furono altre?" domand lei.

"S" ammise lui. "Vissi con un ragazza, ma non per molto. Credo che non arrivammo a tre mesi, e fu il mio unico tentativo di convivenza. Avevo ventinove anni, e mi sembrava di dover fare almeno uno sforzo per avere una relazione stabile e monogama. Ma fu un disastro."

"Davvero? Che successe?"

"Be', prima di tutto la relazione non era affatto stabile. E poi, lei era pazza."

"Per modo di dire o sul serio?"

"Da non credere. Era una vera mina vagante. Mi buttava gli oggetti addosso, urlava di continuo... divenni quasi sordo per le sue urla."

"E prima non lo sapevi?"

Cameron arross lievemente. "Forse avrei dovuto immaginarlo, ma ero in fase di negazione perch lei era... be', era molto sexy. E io pensavo di poter sopportare tutto di lei, mi bastava averla."

"Gi, tipico degli uomini" rise lei.

"Mi confesso colpevole. Tu hai mai vissuto con qualcuno?"

"No, mai. L'ho fatto in parte solo quando ero fidanzata con mio marito e ogni fine settimana andavo da San Francisco a Camp Pendleton per stare con lui."
 "E di chi eri innamorata al college?"

Vanessa rise. "Di Bret McDougal, capitano della squadra di football, presidente del club dei dibattiti letterari, primo in tutto. Mi aspettavo come minimo che diventasse senatore."

"E che cosa fa?"

"Vende macchine usate in Virginia. Appare in certi squallidi spot pubblicitari la sera tardi, e si pettina i capelli con una specie di riporto. Al college sembrava che dovesse conquistare il mondo... io ero pazza di lui."

"E com' che non ha saputo tenerti stretta?"

"Be', molte altre ragazze erano pazze di lui, e la sua curva di attenzione era alquanto limitata."

"Che idiota" fu il commento di Cameron.

"Io invece penso di essere stata molto fortunata" rise lei.

Cameron si sporse e le carezz brevemente la mano. "Puoi raccontarmi di tuo marito, se non  troppo penoso per te?"

"No, va bene, mi piace parlare di lui" rispose Vanessa. E cerc di non pensare a quello che la legava cos intimamente a Paul: il fatto di condividere i ricordi di Matt. "Era un uomo meraviglioso. Cos pieno di energia, cos divertente... quello che mi conquist immediatamente fu il suo senso dell'umorismo. Sapeva farmi ridere fino alle lacrime. Ma c'era ben altro, per esempio la sua devozione al Corpo dei Marine e ai suoi commilitoni, i suoi ragazzi come li chiamava lui. E la sua assoluta devozione a me" aggiunse a bassa voce. "Quando teneva davvero a qualcosa o a qualcuno aveva quel solo obiettivo in mente. Era un uomo forte, di sentimenti e di carattere. Ma avresti dovuto vedere le sue spalle e le braccia. Era capace di fare piegamenti tutto il giorno."

"Insomma un uomo grande e robusto come tutti quelli di Virgin River" comment Cameron.

"Non proprio come loro. Aveva le spalle ampie, ma non era altissimo. Quando io mettevo i tacchi alti avevamo la stessa statura. Aveva i capelli scuri come te, gli occhi azzurri come i tuoi. Era tenero, sensibile, premuroso." I suoi occhi si inumidirono. "Scusa... mi manca da morire."

Cameron si chin verso di lei e la baci sulla guancia. "Non devi scusarti. Hai avuto qualcosa di speciale, e non credo che avresti voluto il contrario. Specialmente se pensi al piccolo."

"Hai ragione... sto arrivando al punto in cui riesco ad apprezzare il fatto di aver avuto Matt nella mia vita, e di avere suo figlio. Sono grata al destino che mi ha dato tutto questo." Guard per un po' verso il mare, in silenzio. " bello da parte tua non evitare l'argomento. Non fingere che lui non sia stato... non sia ancora parte della mia vita."

"Far parte della tua vita per sempre."

"Gi... non so se questo mi d conforto oppure no." Vanessa riport lo sguardo su di lui e sorrise. "Ma sono grata, capisci. Per Matt, per il bambino... per tutto, tranne la fine."

"Rientriamo" disse Cameron dopo una pausa. "Vorrei fare una doccia prima di cena, e tu vorrai badare a tuo figlio. Magari farai un sonnellino."

"Potrebbe essere un'idea. A che ora si cena?"

"Aperitivo alle sei e mezza, cena alle sette."

"Dove?"

"Ceniamo a casa. Sar qualcosa di speciale."

"Davvero?"

"S, Quando avrai sistemato Mattie ci faremo portare la cena nel patio, cos potrai sentirlo se si sveglia. Non ti spaventare" aggiunse ridendo, "non ho secondi fini e ci sar quasi sempre un cameriere presente. Non voglio tenderti nessun tranello. Impressionarti, questo s..."

Paul non vide Terri durante la settimana, ma le telefon due volte, brevemente, per sapere come stava. Aveva intenzione di andare a Virgin River per il weekend, e poi ricevette una telefonata da Joe che gli illustr i progetti di ampliamento di Preacher e la necessit di sentire l'opinione di un costruttore. Perfetto, pens. Questo avrebbe dato un aspetto professionale alla sua gita. Probabilmente Terri avrebbe capito che lui andava a Virgin River per altre ragioni, oltre a quelle di lavoro; ma Paul le promise di telefonarle durante il weekend per accertarsi che andasse tutto bene. Non le diede il numero del generale, ma si ripromise di controllare i messaggi sulla segreteria di casa.

Terri tuttavia lo stup. "Passa un buon weekend" gli disse. E lui le fu cos grato che sugger di vedersi la settimana dopo, magari a pranzo. "Sarebbe bello" fu la risposta.
 
Quando arriv al ranch, il sabato mattina scopr, che Vanni non c'era - e il generale sembrava molto seccato.

"Non ha detto che sarebbe andata via" osserv Paul.

"Gi, non l'ha detto" rispose il generale, "e mi domando perch. Tu hai qualche idea, figliolo?"

Paul scroll il capo. "No... ma credo ce l'avesse con me perch non le avevo telefonato domenica sera. Per sapeva che avevo intenzione di venire"

"Be',  andata via per il weekend con il pediatra" annunci Walt.

"Dannazione! Mi scusi, signore, volevo dire..."

"So bene quel che volevi dire" ribatt il generale.

"Signore, posso spiegare questo malinteso..."

Il generale lo liquid con un gesto della mano. "Non voglio saperne niente. Ho gi saputo anche troppo, e preferirei non essere ancora pi confuso. Ma mi sembra giunta l'ora che tu ti spieghi con Vanessa."

"S... sissignore. Io... ehm, devo andare in paese a parlare con Jack e Preacher dell'ampliamento sopra il bar. Le andrebbe di venire con me?"

Walt si gir a guardarlo. "In effetti s, mi andrebbe."

Quando Walt e Paul arrivarono, i clienti di Jack stavano finendo di pranzare. Entrambi avevano bisogno di una birra, entrambi per la stessa ragione - anche se non avevano intenzione di discuterne. Walt non sapeva esattamente che cosa stesse succedendo alla figlia, ma la conosceva da trent'anni e sospettava che avesse il cuore spezzato: eppure era andata via con quel dottore. Paul, dal canto suo, era certo che la sua inettitudine gli avesse fatto perdere Vanessa. Questa volta per sempre.

Jack serv loro due birre alla spina e Paul gli disse: "Ho saputo da Joe che state progettando un ampliamento".

"Infatti, vogliamo far spazio per la famiglia di Preacher. Adesso che ha capito come si fa, vuole una grande casa da riempire di bambini." Sorrise e bevve un sorso di caff. "A entrambi piace lavorare qui, e abitare vicino al posto di lavoro. Io sono d'accordo di ingrandire l'appartamento, Joe dice che si pu fare senza difficolt e ci ha lasciato dei progetti, ma gli occorre un costruttore che controlli le fondamenta, i muri portanti e il resto."

"Questo posso farlo io" disse Paul. "Avete in mente qualcuno a cui affidare i lavori?"

"Qui sta il problema. In zona finora non c' stata molta richiesta, perci i costruttori sono pochi. Ricorderai che non ho trovato nessuno quando stavo costruendo casa mia... ma gli operai in cerca di lavoro non mancano. Inoltre c' stato un ulteriore sviluppo."

"E cio?"

"Da mesi Mike e Brie stanno cercando una casa, ma non hanno ancora trovato niente che vada bene. Il mio terreno  piuttosto grande, e ho pensato che potrei dargliene una parte per costruire la casa che vogliono. Hanno intenzione di chiedere un progetto a Joe, ma nel frattempo continuano ad abitare nella casa mobile, in uno spazio ristretto. E avranno lo stesso problema, e cio la mancanza di un costruttore disposto fare i lavori per loro. " Scroll il capo e aggiunse: "A volte mi piacerebbe che tu vivessi a Virgin River!".

"Fammi vedere i progetti" disse Paul cambiando argomento.

Jack prese da sotto il bancone un rotolo di disegni tenuti insieme da un elastico. "Sono solo bozze" disse.

"Oh, sono abituato agli scarabocchi di Joe - anche se ogni tanto inventa nuove abbreviazioni. Per sfidarmi, credo. Preacher  nel retro?"

"S, sta riordinando la cucina."

"Allora comincio subito." Paul sorrise all'amico. "Tu abbi cura del generale."

"Chi ha detto che ho bisogno di cure?" protest Walt. "Sto benissimo cos!"

Paul bevve un lungo sorso di birra sfogliando i progetti, poi si alz e and in cucina.
 
Conosceva il locale come le sue tasche, ma adesso lo guardava con gli occhi del costruttore. Prese appunti sul margine dei progetti di Joe, esamin l'appartamento di Preacher e la camera al piano di sopra, immaginando un soffitto a volte e un grande caminetto. Poi usc per esaminare l'edificio dall'esterno.

Mike lo vide e lo intercett prima che potesse rientrare. "Ehi, Paul. Jack ti ha detto che Brie e io stiamo pensando di costruirci una casa?"

"S, me l'ha detto. Forse  la soluzione migliore, se non trovi niente che ti piaccia."

"Sarebbe fantastico se potessi affidare i lavori a qualcuno che gi conosco."

"Gi, ma io lavoro a Grants Pass" obiett Paul.

"Ci sar pure un incentivo che ti faccia accettare un lavoro qui" sorrise Mike.

"Adoro questo posto, lo sai, ma a Grants Pass ho degli impegni che non posso trascurare. Quand'ero qui l'autunno scorso ho lasciato mio padre e i miei fratelli troppo a lungo." E ora quegli impegni includevano una gravidanza, pens. Forse per Virgin River sarebbe stato un luogo strategico in cui ritirarsi per un po'. Avrebbe potuto mantenersi in contatto con Terri per telefono, evitando di darle false speranze e facendole capire che non poteva essere sempre disponibile. "Ma sai che ti dico? Ci penser. Ci sono tanti fattori da tenere presenti, ma ci penser." E uno dei fattori era Vanessa...

6

A soli due mesi e mezzo Mattie era gi un ottimo compagno di viaggio. Dopo la passeggiata schiacci un pisolino con sua madre, poi fece il bagnetto e gioc per un po'. Infine mangi con gusto, e torn a dormire. Vanni fece la doccia, indoss un leggero prendisole e si prepar con cura. Alle sei sent bussare alla porta che comunicava con la stanza di Cameron. "Si  addormentato?" domand lui affacciandosi.

"S."

In punta di piedi Cameron si avvicin alla culla e guard il piccolo con un sorriso, poi vide lo scialle di Vanessa appoggiato sul letto e glielo drappeggi sulle spalle. "Ero gi pronto a portarlo a cena con noi" rise. "Vuol dire che terremo le orecchie bene aperte. Vieni, gli aperitivi sono pronti."

La prese per mano e la condusse attraverso la propria stanza fin sul patio, dove il tavolo era gi apparecchiato con piatti di porcellana e bicchieri di cristallo. Le porse un calice di vino bianco e lo tocc con il proprio. "A un weekend lontano dai problemi" disse.

"Grazie, Cameron. Avevo proprio bisogno di una pausa come questa."

Lui le scost la sedia girandola in modo che lei potesse ammirare il tramonto. "Sei abbastanza coperta?" domand.

Vanessa si avvolse nello scialle e annu.

"Ti manca il tuo lavoro?" le domand lui dopo una pausa.

"Mi mancano le amiche. Con tre di loro cercavo sempre di avere gli stessi turni di volo, e ogni viaggio era una specie di lungo pigiama-party. Due di noi vivevano a San Francisco, due a Los Angeles. Siamo rimaste in contatto e ci sentiamo spesso, ma  diverso..."

"Hai intenzione di riprendere a volare?"

"No, quella parte della mia vita  finita - non potrei mai lasciare Mattie per tanti giorni di seguito. Il problema per  che non ho idea di che cosa far. Non posso restare a casa di mio padre e fare la madre single..." Scroll il capo. "No, non credo proprio."

Lui rise. "Infatti non ti ci vedo. Carol non ti ha suggerito di lavorare con lei come agente immobiliare?"

Vanessa rise a sua volta. Era fortemente tentata di dirgli che avrebbe preferito farsi strappare tutti i denti anzich lavorare con la suocera; ma sapendo che l'amicizia tra Carol e Cameron precedeva la loro prefer evitare e disse invece: "Le ho detto che quel campo non mi interessa, ma come sempre lei non mi ascoltava e probabilmente sta gi preparando la mia scrivania."

"Una donna formidabile" osserv lui. "Essere la nuora di Carol probabilmente ha i suoi lati difficili, ma bisogna dargliene atto, mi ha venduto la casa a un prezzo irresistibile. Ed  riuscita a ottenere quella cifra dal proprietario senza che io lo sapessi."

"Probabilmente l'ha preso per sfinimento" comment Vanessa. "Lo ha fatto anche con me pi di una volta."

"Lo immagino."

Qualcuno buss alla porta, Cameron and ad aprire e fece entrare un cameriere che reggeva un grande vassoio. L'uomo chiacchier amabilmente con loro mentre preparava i piatti, descrivendo quello che stava per servire, poi vers il vino e si ritir accanto alla porta.
 
Cominciarono con un'insalata mista, seguita da pollo al Marsala, fagiolini al burro con filetti di mandorle, crme brûle. Il tutto accompagnato da Chardonnay.

"Tutto questo dev'esserti costato una fortuna" sussurr lei chinandosi sul tavolo.

"Ne  valsa la pena" disse lui prendendo l'ultimo cucchiaio di crme brûle. "Il direttore dell'albergo mi ha segnalato un buon ristorante e io ho parlato con lo chef. Lui mi ha suggerito il menu, ha detto che avrebbe fatto portare e servire la cena a domicilio, e io ho pensato che era molto meglio stare qui vicino al bambino che non andare fuori."

"Senza contare che avremmo potuto infliggere i pianti di Mattie a tutti gli altri clienti" rise lei. "Se lo sapessero ce ne sarebbero molto grati."

"I bambini che piangono sono ordinaria amministrazione per me" rise lui.

"Anche per me. Hai avuto una magnifica idea... non avresti potuto fare niente di meglio per rendere perfetta questa piccola vacanza."

"Ti  piaciuta?"

"Molto. E per giunta sei stato un perfetto Boy Scout."

"Avevo ordini precisi" sorrise lui.

Il cameriere si avvicin al tavolo e offr loro caff o liquori. "Per fortuna non devo guidare - e non sono una mamma che allatta" ridacchi Cameron. "Perci berr un altro bicchiere di vino. E tu, Vanni?"

"Prender un decaffeinato."

L'uomo sparecchi, port il vino e una caraffa di caff, poi si ritir discretamente, cos loro due rimasero soli.

Ripresero a parlare delle rispettive famiglie, degli amici, delle citt in cui avevano vissuto, delle macchine che avevano comprato, dei viaggi che avevano fatto. Risero e scherzarono e diventarono amici, come Vanni voleva. Dapprima lo aveva detto per evitare che lui la corteggiasse, ma ora capiva di volere davvero un amico come lui.

Finito il caff diede un'occhiata all'orologio e vide che erano passate pi di tre ore. Era stata una giornata perfetta: la compagnia di Cameron l'aveva distolta da tanti pensieri, e inoltre lui si era rivelato un vero gentiluomo.

"Mi stupisce che Mattie non si sia ancora fatto sentire" osserv Vanessa.

"Si sveglia ancora durante la notte?"

"Una o due volte, ma dopo aver mangiato si riaddormenta subito. La gente mi dice che sono fortunata perch  un bambino buonissimo, e per questo ringrazio il cielo.  la sola fortuna che ho avuto ultimamente."

"Meno male che non ti  toccato in sorte un neonato che piange di continuo. Non si sa mai che cosa ti riserva il destino."

Vanessa si alz. "Credo che mi ritirer. So che per te  ancora presto, ma dopo la poppata io me ne vado dritta a letto."

Cameron si alz in piedi a sua volta. "Se hai bisogno di qualcosa, io sono qui" disse. Poi l'accompagn alla porta che separava le loro due camere.

Lei si ferm e lo guard. "Non so davvero come ringraziarti. La giornata  stata bellissima, la serata perfetta. E tu ti sei comportato eccezionalmente bene" aggiunse con un sorriso.

"Oh, non darmi troppo credito. Fa tutto parte di un piano diabolico."

"Davvero?"

"Proprio cos. Se riesco a farti divertire, a farti sentire tranquilla e al sicuro, forse avr una speranza quando verr il momento."

Vanessa gli sorrise. "Sei un uomo eccezionale."
 
Lui si schern abbassando lo sguardo. "Sai, prima d'ora non ero mai stato attratto da una vedova con bambino, e ho scoperto che ci sono alcune complicazioni."

"Ah, s?"

Cameron intrecci le dita fra i capelli di lei. "S. Tanto per dirne una, hai un profumo cos buono... Se la tua situazione fosse diversa avresti gi dovuto cacciarmi via a bastonate. Perch mi sono preso una terribile cotta per te."

"Forse non avrei dovuto accettare il tuo invito" disse lei senza tuttavia scostarsi. "Non vorrei illuderti, capisci."

"Suvvia, non  colpa tua se mi sono preso una cotta e cerco disperatamente di farti una buona impressione. Non hai abbastanza problemi per conto tuo, senza farti carico dei miei?"

"Be', la buona impressione me l'hai fatta" disse lei dandogli un leggero bacio sulla guancia. "Solo che non voglio deluderti."

I loro occhi si incontrarono e per un po' rimasero avvinti. Poi Cameron la trasse lentamente a s. Stava per baciarla, e lei gliel'avrebbe permesso. Poi il piccolo cominci ad agitarsi e piangere, e Vanessa si scost con un sorriso. "Ecco che mi richiamano all'ordine" disse. "Grazie per la bellissima giornata, e grazie di essere stato cos comprensivo."

"Figurati" rispose Cameron lasciandola. "Non avrei potuto agire in altro modo."

"Buonanotte."

Naturalmente Vanessa fatic ad addormentarsi. Le mancava il tocco di un uomo, le mancava il calore di un corpo che premesse contro il suo, che la colmasse d'amore, che la facesse tremare e gridare di piacere. Nessuno l'amava fisicamente da un'eternit. E dopo la morte di Matt e la nascita di suo figlio, quando il suo corpo era tornato alla vita, c'era stato solo un uomo nella sua mente, solo un uomo da cui poteva essere tentata. Il migliore amico di Matt... ma anche il suo.

E il pensiero di Paul la faceva infuriare, tanto da colmare i suoi occhi di lacrime di rabbia. Maledetto! Non era soave e romantico come Cameron, non era bello come lui, e Dio sapeva che non la desiderava quanto Cameron...

Ma poi ricord le lacrime di Paul subito dopo la nascita di Mattie, ricord le sue braccia che la cingevano mentre lei piangeva sulla tomba di Matt, ricord il modo in cui aveva stretto a lungo lei e il piccolo prima di partire. E scoppi a piangere. Come aveva potuto permettere che questo accadesse? Perch non poteva volere l'uomo che la desiderava, invece di quello che non aveva posto per lei nella sua vita?

A un certo punto, nel buio della notte, Cameron fu svegliato dal suono di deboli singhiozzi. Il bambino, pens. Si rizz a sedere sul letto, e poi cap che quello non era il pianto di un neonato. Allora si alz e si avvicin alla porta tra le due camere. Vanni, pens. Vanni stava piangendo.

Spinse la porta e quella si apr, perch lei non l'aveva chiusa a chiave. "Vanessa?" sussurr avanzando piano verso il letto. "Che succede?"

"Niente" rispose lei a bassa voce. "Niente."

Ma lui and a sedersi sul suo letto. "Vanessa, se ti ho fatto piangere non me lo perdoner mai."

"Non  colpa tua... tu sei stato magnifico, non hai fatto niente di male.  che a volte penso troppo, e invece devo imparare a lasciare che certe cose vadano per il loro verso."

"Va tutto bene, cara" disse lui prendendola tra le braccia. "Per certe cose occorre del tempo."

"Mi dispiace..." singhiozz lei.

"Non devi dispiacerti. Sapevo - lo sapevamo entrambi - che avevi tanti pensieri da considerare e da vedere sotto una nuova prospettiva. Va tutto bene. Prenditi il tempo necessario, Vanni. Non c' nessuna fretta."

Si sdrai sul letto accanto a lei, sopra le coperte, e la tenne stretta. E Vanessa appoggi la testa sul suo petto e pianse per un po'.

Cameron la capiva e soffriva con lei. Vanessa aveva seppellito l'amore della sua vita poco prima di dare alla luce suo figlio. Per lei, ricominciare a vivere non sarebbe stato facile.

Ma a lui non importava. Era pi che disposto a superare con lei questi momenti difficili, perch Vanessa era proprio il genere di donna che voleva come compagna di vita. Qualcuno che potesse sentire emozioni tanto profonde e un amore tanto fedele.

Quando si svegli qualche ora dopo, ancora sdraiato sul letto di lei, Cameron la vide seduta in poltrona e intenta ad allattare il figlio. Mentre guardava il piccolo Mattie, sulla guancia di lei brillava una lacrima. Vanessa aveva ancora il marito nel cuore, e ogni volta che guardava il loro bambino lo ricordava con la stessa emozione.

Non era cos che aveva sperato di svegliarsi la mattina dopo, pens Cameron. Torn in camera a fare la doccia, si fece portare la colazione, poi tenne in braccio il piccolo mentre Vanessa piluccava il cibo e beveva il caff. "Ti senti meglio?" le domand
 "Un po' meglio, grazie. Dio, Cameron, tu non meriti questo..."

"Te l'ho detto, ti capisco. Ma credo che dovremmo tornare a casa. Credo che dovresti restare da sola per un po', perch la mia compagnia al momento non ti  d'aiuto."

Vanessa allung la mano per sfiorare la sua al di l del tavolo. " stato un bellissimo weekend" disse. "Per un po' mi sono davvero staccata da tutto, e ne avevo un gran bisogno."

"Ma poi  arrivato il dolore - e questa  l'ultima cosa che volevo."

"Lo so. Avrei dovuto immaginarlo... ci sono cose che non si cancellano facilmente."

"Io voglio credere che d'ora in poi andr meglio" disse lui con forzato ottimismo.

"Pu darsi" fu la risposta. Ma il tono di lei mancava di fiducia.

Il viaggio di ritorno fu silenzioso. Cameron cerc di far conversazione un paio di volte, ma Vanni era assorta e rispondeva a malapena. Si fermarono in una piazzola perch lei potesse allattare e cambiare Mattie, e Cameron scese dalla macchina per darle un po' di privacy, restando per nei paraggi. Di tanto in tanto le stringeva la mano con affetto, ma lei gli sorrideva con una tristezza da spezzargli il cuore. Quel weekend insieme doveva essere l'inizio della loro storia, ma lui temeva che fosse proprio il contrario.

Erano circa le due quando Cameron entr nel vialetto di accesso al ranch. Poco oltre, in fila, erano parcheggiati il SUV del generale, il piccolo pick-up di Tommy e quello pi grande di Paul.

Vanessa fiss i veicoli con le labbra strette in una linea sottile. In piedi sulla veranda, in attesa, c'era Paul. Vedendoli, lui gett via il sassolino con cui stava giocherellando e si mise le mani in tasca.

"Diavolo" disse Cameron. "Mi sento un totale idiota!"

Vanni si volse a guardarlo, e nei suoi occhi lui lesse tutto quanto. Adesso capiva - molto pi di quanto avrebbe voluto.

"Non era il ricordo di tuo marito a farti piangere" comment. "Perch non me l'hai detto?"

"Perch non c' niente da dire."

"Ah, davvero? E allora lui che ci fa qui?" ribatt Cameron indicando Paul con un cenno della testa.

"Non so perch sia qui. A casa ha una donna."

"Non ne sarei cos sicuro."

"Io s."

"Ma lo ami."

Lei emise un breve singhiozzo. "Sono molto confusa. Siamo stati cos vicini... la morte di Matt, il bambino e tutto quanto..."

"Per sull'argomento non sei mai stata sincera" disse Cameron con calma.

"Non c'era niente su cui essere sincera o no! Sto cercando di riprendere la mia vita, ecco tutto."

"E va bene" fece lui in tono rassegnato. "Per non piangere, per favore."

Vanessa alz il mento e ricacci indietro le lacrime. "Ti ho detto che non volevo darti false speranze" disse. "Ma, vedi, io per lui non sono niente... siamo solo amici."

" evidente che ti sbagli." Cameron diede un'occhiata a Paul, sempre fermo sulla veranda. "E infatti lui  venuto qui ad aspettare che io ti riportassi indietro. Avresti dovuto dirmi quello che provavi per lui. Io con te sono stato sincero, ti ho detto ci che speravo di avviare tra noi... avresti dovuto esserlo anche tu. Non sei disponibile, questa  la verit."
 "Non volevo che ti facessi delle idee sbagliate" replic lei. "Per favore, adesso non rendere tutto pi difficile... non pensare che io abbia voluto usarti."

"Questo non l'hai fatto di sicuro. Avresti potuto, e io ne sarei stato pi che felice... ma no, tu non eri pronta." Rise senza allegria. "Adesso capisco perch. Dio, sono stato cos stupido!" Trasse un respiro e continu: "Mi far vivo con te tra qualche tempo... tra molto tempo. Forse sarai libera, forse no. Ma adesso voglio solo uscire da questo triangolo!".

"Non  un ..."

"S che lo " interruppe lui. "Potevo affrontare quello che credevo fosse il problema, ma non sapevo che tu fossi innamorata di un altro. Perci non mi resta altro da fare." Ferm la macchina, scese ad aprirle la portiera, poi apr il bagagliaio per prendere la valigia di lei e il passeggino e li porse a Paul. "Ecco qua, amico" disse. "Renditi utile."

Paul accett il bagaglio in silenzio. Cameron sollev il piccolo dalla culla portatile e prima di darlo a Vanessa gli depose un bacio in fronte, poi baci anche lei sulle labbra, delicatamente. "Mi dispiace che non abbia funzionato" sussurr.

"Non  stata colpa tua" sussurr lei di rimando.

"Eccoti il piccolo" continu Cameron deponendolo fra le braccia di lei.

"Ho passato una giornata bellissima" disse lei. "Grazie di tutto."

Cameron non resistette. Le carezz i capelli, la guard negli occhi e disse a bassa voce: "Spero ancora di poterti dimostrare che sono meglio di lui. Non ti farei mai soffrire, io... non ti lascerei mai nel dubbio, a domandarti che cosa provo per te. Mai. E spero tanto che quel figlio di puttana ti deluda."

Lei rise amaramente. "Credo che succeder proprio questo." Poi strinse il piccolo a s e appoggi per un attimo la mano sulla guancia di Cameron. "Grazie per la tua comprensione. Sei stato un amico prezioso."

"Non era quello che volevo" sorrise lui tristemente. "Ma in caso tu decida di ricominciare a vivere - voglio dire, davvero - il mio numero ce l'hai."

In piedi davanti alla porta d'ingresso, Paul guardava Vanessa e Cameron che si salutavano: ed era una tortura. Il bacio leggero, i sussurri, la mano di lei sulla sua faccia. Tutto cos dolce, cos tenero. Dio, pens, l'ho persa di nuovo. E per sempre.

Quando finalmente Cameron risal in macchina e se ne and, Vanessa si avvicin alla porta a passi rapidi. Paul se ne stava l con un'espressione da cane bastonato che anzich commuoverla la irrit. Sarebbe stato tutto diverso se lui fosse stato sincero fin dall'inizio, si disse lei. Se le avesse detto che aveva una donna, e che lei era solo un'amica!

Paul le apr la porta e lei gli pass accanto senza quasi guardarlo. "Ciao, Paul. Hai passato un bel weekend?"

"Non tanto. E tu?"

"Bellissimo, grazie."

"Devo parlarti" disse lui. " importante."

"Che ci pu essere di tanto importante?" replic lei. Salut il padre al volo e si diresse rapida verso la propria camera. Paul la segu con i bagagli.

"Potresti dedicarmi qualche minuto?" le domand. "Ti ho aspettata proprio per questo."

"Be', non avresti dovuto" ribatt lei deponendo Mattie nella culla. "Bastava che rispondessi alle mie telefonate - o che telefonassi tu per primo. Continui a dire che dobbiamo parlare, poi non ti fai vivo!"

" proprio questo che voglio fare, spiegarti. Per favore, Vanni."

Lei not la sua espressione tormentata e pens che non gliene importava niente. Anzi, sperava che soffrisse come un cane. "E va bene, ti ascolto."

Lui si guard alle spalle. "Non possiamo andare da qualche altra parte?"

"Perch?"

"Perch quello che devo dirti  molto personale."
 "Allora vuoi chiudere la porta?" fece lei sarcastica.

"No, non voglio chiudere la porta!" ribatt lui. Poi si ingiunse di non arrabbiarsi. Vanessa stava semplicemente tentando di ricominciare a vivere dopo tante sofferenze, e lui non poteva biasimarla. Specialmente lui. "Non potremmo uscire a cavallo?" propose.

"Ho fatto un viaggio abbastanza lungo e non me la sento. Dammi il tempo di cambiare Mattie, poi se vuoi usciamo a fare due passi. Va bene?"

"Immagino che dovr accontentarmi" rispose lui. Poi, quasi suo malgrado, si avvicin al piccolo, lo carezz sulla testa e gli sorrise. Vanessa tolse il pannolino e Mattie liber un getto di pip che Paul evit per un soffio. Entrambi risero.

"Allora usciamo, va bene" disse Paul. "Mattie  a posto, non avr fame?"

"No, ha gi mangiato. Lo metter nel seggiolino a dondolo accanto a pap."

"D'accordo." Paul si scost dalla culla e mise le mani in tasca per evitare di toccarla. Non era il momento. A giudicare dalla sua espressione, Vanessa lo avrebbe preso volentieri a schiaffi.

Dieci minuti dopo, avendo sistemato il piccolo accanto al nonno, Vanessa e Paul uscirono e si avviarono verso le stalle. "Quello che devi dirmi  solo per me?" domand lei. "O vuoi parlarne anche con Matt?"

Paul sospir. " solo per te." Cerc di prenderle una mano, ma lei si liber. "Vanessa, forse non sai quali sono i miei sentimenti per te..."

"Certo che lo so, sei stato piuttosto chiaro. Hai una donna a Grants Pass, e per questo non ti fai pi sentire.  abbastanza ovvio."

"Stai scherzando?" esclam lui fermandosi. "Io tengo moltissimo a te!"

"S, ti ringrazio della tua sollecitudine. Sei stato molto gentile con me e Mattie, davvero un amico."

"Non si tratta solo di amicizia. Credevo che fossimo pi di questo."

"Be', s. Siamo come fratello e sorella."

Paul sospir di nuovo. "Vanni, ci sono alcune cose che devo spiegarti..."

"Gi,  quello che continui a dire. Credi che questa volta riuscirai a buttarlo fuori?"

Lui strinse i denti. "C' una ragione per cui mi sono tenuto lontano da te, per cui ti sono sembrato distratto. Volevo capire alcune cose, e non volevo agire troppo presto dopo la morte di Matt. Ma mi sembra di capire che  gi troppo tardi."

Si fermarono accanto al recinto dei cavalli, e Vanessa si appoggi con la schiena contro la staccionata.

"Posso cominciare dal principio?" domand lui. "Mi starai a sentire?"

"Come no" disse lei con una punta di ironia. "Fai pure con calma."

"Prima di venire a Virgin River e di incontrarti per caso da Jack" cominci lui, "e prima di quello che poi  successo a Matt, qualche volta vedevo una donna..."

Vanessa distolse lo sguardo suo malgrado. Ne avevano gi parlato, Paul aveva una donna. Ma non era facile per lei sentirgliela nominare, bench fosse del tutto normale.

"L'ho conosciuta circa un anno fa, e abbiamo passato una notte insieme. Poi l'ho chiamata altre due volte, e ci siamo visti perch... be', cos. Ma sono stati incontri molto casuali. Niente di cui vado fiero."

"Perch? Hai fatto qualcosa di male?"

"Allora non credevo... Sono andato a letto con lei due o tre volte senza impegno, tra noi c'era un accordo, sai com'..."
 "In effetti no, non lo so. Non ho mai preso un accordo di quel genere. Ma si sa che voi uomini..."

"Oh, andiamo! Probabilmente hai fatto pi sesso tu nel weekend di quanto ne abbia fatto io in un anno!"

"Tu credi?" ribatt lei alzando il mento in atteggiamento di sfida. E le dispiaceva davvero di non essere riuscita a farlo. Per gli uomini sembrava facile fare l'amore senza amore, e senza dare alla cosa troppa importanza.

"Non importa!" esclam lui. "Non  questo il punto. Quello che voglio spiegarti non  che ho fatto sesso con lei l'anno scorso, quando tu eri sposata e il mio migliore amico era ancora vivo, ma che l'ho fatto due mesi fa. Dopo la nascita del bambino, quando sono tornato a casa, ero sconvolto. Perdere Matt mi aveva distrutto, non volevo lasciarti, ma starti vicino mi stava uccidendo..."

Paul si interruppe, abbass lo sguardo, poi continu. "Cercai di distrarmi con il lavoro, ma poi commisi l'errore di chiamare questa donna - con cui non c'era mai stato niente al di l del sesso - e le chiesi di cenare insieme e parlare. Avevo bisogno di sfogarmi, di dire a qualcuno che cosa aveva significato per me seppellire il mio migliore amico e aiutare suo figlio a nascere. Ero pieno di dolore, di vuoto, di sensi di colpa. Non avrei dovuto telefonarle, ma l'ho fatto."

"E immagino che non abbiate solo parlato."

"Purtroppo no. E adesso lei mi dice che  incinta, dopo quell'unica sera."

Vanessa si sent trapassare da una lama di ghiaccio. E lei che pensava che non potesse andar peggio di cos... "Mio Dio" sussurr.

"Finalmente ho la tua attenzione" comment lui. "Come vedi non scherzavo quando dicevo che dovevo parlarti di un problema importante - e molto personale."

Lei si scost. Tremava di collera, ma cerc di mantenersi impassibile. "In effetti qualche problema ce l'hai. Dimmi, Paul, che cosa deve avere una donna per meritare questo genere di attenzioni da te?"

Lui abbass di nuovo la testa. "La risposta non ti piacer... era attraente, era disponibile, e a me non importava niente di lei. Lo ripeto, non sono fiero di quello che ho fatto, e le ho anche chiesto scusa... ma le mie scuse non cambiano la realt."

"Allora vi sposerete, immagino?"

"No, non ci sposeremo. Quando, prima di partire, ti ho promesso di telefonarti, la settimana scorsa, poi non l'ho fatto perch appena arrivato a casa ho trovato un suo messaggio isterico e sono dovuto andare da lei."

"Gi, capisco. Oltretutto, ormai non rischiavi alcuna conseguenza..."

"Non sono andato a letto con lei, Vanni. Non ci andr mai pi. Sono andato da lei per assicurarmi che non facesse del male a s o al bambino, e ho dovuto faticare un bel po' per calmarla. Ecco perch non ti ho potuto telefonare. Questa donna e io non abbiamo niente in comune, tranne il bambino. Tra ottobre e febbraio non le ho telefonato nemmeno una volta. Ma se aspetta un figlio, e se il bambino  mio, devo prendermi cura di lei, di loro. Lo devo fare. Questo lo capisci, vero?"

"Se il bambino  tuo?" domand lei.

"Be', lei ha detto che prendeva la pillola, e io ho usato un profilattico... c' ancora una minima possibilit che si tratti di un errore. Temo di no, ma chi pu dirlo? E io volevo essere sicuro prima di parlarne con te, ma..."

"Dio" fece lei disgustata, "voi uomini non sapete proprio tenerlo chiuso nei pantaloni!"

"Be', puoi star sicura che adesso  murato!" ribatt lui. "Credi che non abbia imparato la lezione? Per adesso tocca a te parlare" riprese con maggior calma. "Tu e il dottore...  cosa fatta? Lo ami?"

"Non credo che questo ti riguardi" sbott lei indignata. "Cameron mi  molto affezionato."

"E tu, gli sei molto affezionata?"

"Che ti importa? Tu stai per avere un bambino!"

"Gi,  cos. Ma non avr una moglie, n una fidanzata o un'amante."

"Comunque questo bambino verr al primo posto."

"Il piccolo Mattie non viene forse al primo posto per te? Se metti al mondo un figlio, volontariamente o no, poi devi averne cura.  cos che funziona."
 "Ma questa donna vorr che tu la sposi, no?"

"Non lo far, Vanessa. Sarebbe crudele da parte mia. Lei merita un marito che la ami, non uno che  innamorato di un'altra."

Vanessa aggrott la fronte e tacque. Lui fece un passo nella sua direzione, lei arretr e si trov di nuovo contro lo steccato. "Che stai dicendo?" sussurr.

"Finora ti ho trattato con i guanti" riprese lui. "Temevo di non potermi avvicinare a te perch eri ancora in lutto, temevo di rovinare tutto per troppa fretta. Adesso scopro di non essere stato abbastanza veloce. Ma tutto mi diceva che non eri ancora pronta... la tua irritazione con Carol che cercava di metterti con quell'uomo, i tuoi pianti sulla tomba di Matt..." Si avvicin ancora e lei lo fiss negli occhi. Paul si chin su di lei, e quando parl era cos vicino che lei sentiva il calore del suo alito. "Vanessa, sono innamorato di te da sempre."

"E io come potevo saperlo?" sussurr lei stupefatta.

"Infatti, non dovevi saperlo." Paul la cinse alla vita, e si abbass fino a pochi centimetri dalle labbra di lei. "Eri sposata con il mio migliore amico, e sai bene che non gli avrei mai fatto un torto del genere. Mai. Anche solo lasciarti intuire quello che provavo per te sarebbe stato un tradimento."

"Ma..."

"Quella prima sera fui io a indicarti a Matt. Eri cos bella, cos piena di vita, e io non avrei mai avuto il coraggio di rivolgerti la parola. Non mi ero mai innamorato di nessuna donna, prima, e da allora non ho mai trovato nessuna che mi interessasse. E ci ho provato, sai, non credere. Volevo dimenticarti, perch sapevo che non avrei mai potuto averti." Sospir di nuovo. "Avrei dovuto rivelarti i miei sentimenti dopo la nascita di Mattie, ma temevo che tu avresti reagito con rabbia, con orrore, non so... Che avresti pensato di me le cose peggiori perch amavo la moglie del mio migliore amico, che non mi avresti mai pi accordato la tua fiducia."

Una lacrima scese dagli occhi di lei e rotol lungo la guancia. "E adesso diventerai padre" sussurr.

"Gi, cos pare. Ma se devo diventare padre, sar il migliore che ci sia." Le asciug la lacrima con un dito. "Mi piacerebbe essere un padre anche per Mattie. Sai quanto gli voglio bene. Ma devi credermi, Vanni, non ho mai desiderato che succedesse qualcosa a Matt. Gli volevo bene... era come un fratello."

"Paul, tu dimentichi che a Grants Pass c' una donna che conta su di te, che ha bisogno di te!"

"Forse non puoi capirlo, ma con lei si  trattato solo di sesso. Io far tutto quello che devo per lei, ma non saremo mai una coppia. Tu, invece... Mandalo via, Vanni. Manda via quel dottore."

"E se fossi gi innamorata di lui?"

"Questa volta non si tratta di Matt!" esclam Paul. "Non chiner la testa, non ceder. Lotter per averti."

"Anche se Cameron e io avessimo fatto l'amore per tutto il weekend?"

"Non mi importa. Mi importa soltanto che tu sappia la verit... sono innamorato di te, lo sono sempre stato, e in questi anni amare la moglie del mio migliore amico  stata una tortura."

"Che faresti se ti chiedessi di chiudere la tua storia a Grants Pass, se vuoi sperare di conquistarmi?"

"Sai bene che questo non posso farlo" disse lui. "Non potrei mai abbandonare un bambino in questo modo. Se c' un prezzo da pagare per i miei errori lo pagher, ma non a spese di un bambino innocente."

"Non riesco a credere che stia succedendo tutto questo" mormor lei scuotendo la testa.

"Quello che succede  che io ti amo" disse Paul. "E credo che anche tu provi qualcosa per me, altrimenti non saresti cos in collera. C' un bambino fra di noi, ma quello che dobbiamo fare ..."

"Vanni!" chiam il generale dalla veranda.

Vanessa e Paul si separarono di scatto. Temendo che fosse successo qualcosa al bambino, Vanessa spinse Paul da parte e corse verso casa. Lui la segu. Quando raggiunsero il generale quest'ultimo disse: "Si tratta di zia Midge...  morta, Vanessa. Dobbiamo partire subito per Bodega Bay, bisogner che tu rifaccia i bagagli. Tom sta mettendo insieme le sue cose, e poi ti dar una mano".

E con ci si volt e rientr in casa.

Vanni rimase immobile, come gelata. Paul le prese una mano e disse: "Mi dispiace tanto, Vanni. C' niente che posso fare?".

" Non credo, a parte andar via in fretta cos possiamo partire anche noi."
 "D'accordo, per dimmi che hai capito bene ci che ti ho detto. Non voglio pi lasciare niente in sospeso."

Lei abbass la testa per un momento, poi lo fiss dritto in faccia. "Paul, ascoltami bene. A Grants Pass c' una donna che aspetta un figlio da te, e io voglio che tu vada da lei. Fai un tentativo. Se in lei c'era qualcosa che ti ha attratto tanto da farci un figlio, forse puoi provare anche a viverci."

"No, Vanni, questo non ..."

"Provaci, almeno. Prova a innamorarti della madre di tuo figlio. Se non lo fai, potresti pentirtene per tutta la vita."

"Ma allora non mi sei stata a sentire... non mi vuoi capire!"

"Capisco che mia zia  morta e io devo andare" replic lei. "Fai anche tu quello che devi."

7

Walt aveva sessantadue anni, ma Midge, la sua unica sorella, ne aveva solo quarantaquattro. Era rimasta incinta a diciotto anni, per sei mesi era rimasta sposata con il padre di sua figlia, poi aveva divorziato ed era rimasta per tutta la vita una madre single. Shelby, sua figlia, aveva ormai venticinque anni.

Quando Shelby era ancora al liceo, Midge aveva scoperto di essere affetta da sclerosi laterale amiotrofica. E poich da sempre la loro famiglia era composta da madre e figlia, quando la malattia aveva cominciato a progredire Shelby era diventata automaticamente la sola infermiera di Midge.

Per alcuni anni Shelby aveva ancora trovato modo di curare la madre e frequentare la scuola, e dopo il diploma aveva potuto lavorare part-time. Ma poi l'assistenza a Midge era diventata un vero e proprio lavoro. Da quasi due anni la malattia era in fase terminale, e Midge era pronta a dire addio al mondo: ma Shelby no. Shelby non era disposta a perdere la madre, e lo aveva ripetuto spesso a zio Walt.

La tragedia - o la fortuna - di chi  affetto dalla SLA consiste nel fatto che mentre il corpo si appassisce e perde ogni funzione la mente rimane in perfetta efficienza. Shelby e Midge avevano scelto di considerarla una fortuna, e avevano fatto tesoro di ogni momento passato insieme. Midge era finita su una sedia a rotelle quattro anni prima, due anni dopo si era dovuta ricoverare in ospedale e in breve era rimasta completamente paralizzata. Walt aiutava la nipote il pi possibile, andando a trovarla tutte le settimane, e il servizio sanitario aveva procurato a Midge un'infermiera a domicilio; ma alla fine l'unica soluzione era stato un istituto specializzato.

Le due donne vivevano a Bodega Bay, e Walt aveva pensato di trasferirsi anche lui nella stessa citt dopo essere andato in pensione. Ma era stata proprio Midge a suggerirgli di cercare altrove, perch sapeva che non sarebbe vissuta ancora a lungo e non voleva condizionare le scelte del fratello. In effetti Walt si era trasferito definitivamente a Virgin River soltanto un anno prima della sua fine - e il fatto che Midge fosse vissuta ancora un anno era stato un miracolo.

Il viaggio da Virgin River a Bodega Bay durava circa quattro ore, e per lungo tempo nessuno parl. Tom sonnecchiava sul sedile posteriore, accanto alla culla portatile di Mattie. Vanessa era seduta davanti con Walt e guardava fuori del finestrino, assorta.

"Non ho ancora avuto modo di domandarti com' andata la gita con il dottore" disse finalmente Walt. "Con Paul che aspettava in ansia per sapere la stessa cosa, e poi tutto il resto..."

" andata bene" rispose lei cambiando argomento subito dopo. "Stavo pensando che non ho mai portato il bambino da zia Midge, mentre avrei dovuto farlo per prima cosa. Prima di portarlo a conoscere Carol e Lance. Midge aveva cos poco tempo..."

"Non fartene una colpa" la consol suo padre. "La gestione di un'invalida  complicata, e ne avevamo parlato anche con Midge. Una visita sarebbe stata motivo di tensione per lei ma anche per Mattie - per non parlare di Shelby. Tua zia lo capiva, credimi. E i genitori di Matt avevano la priorit."

"Ma invece di andare a Mendocino sarei dovuta andare da Midge" insistette Vanni.

"Tesoro, sono certo che tua zia sarebbe stata felice di sapere che hai passato un bel weekend. Aveva accettato il suo destino, e questo mi  di conforto. Era pronta ad andarsene."

"Adesso Shelby avr bisogno del nostro aiuto" osserv Vanni dopo una pausa.

"Shelby ha le sue idee" replic Walt. "Ne abbiamo parlato al telefono, e lei mi ha detto che vuole restare tranquilla per un po', continuare a vedere i membri del gruppo di sostegno che frequentava, e cercare di riprendersi. Chi cura un malato cos a lungo ha serie difficolt a riprendere una vita normale dopo la fine, e lei vuole aspettare prima di operare dei cambiamenti radicali nella sua vita. Credo che sia giusto. Non dimentichiamo che era solo una ragazzina quando sua madre si  ammalata, e che non ha avuto una normale vita da adulta. Ormai ha venticinque anni, ed  tempo che cominci a vivere. Adesso la casa le appartiene, e lei non sa ancora se la terr o decider di venderla. In ogni caso occorrono parecchi lavori di ristrutturazione, e in questo io l'aiuter." Trasse un gran respiro e continu: "Midge non ha sofferto. Emotivamente s, certo, sentiva di essere un peso per la famiglia, ma fisicamente non ha sofferto. La mia sorellina... non ha avuto una vita facile".

"Pap, stai bene?" domand Vanni sollecita.

"Sono sollevato. Midge aveva cominciato a morire tanto tempo fa, e adesso ha finalmente finito di soffrire. Adesso pu di nuovo camminare e ridere."

Shelby era nata nella piccola casa appartenuta a sua nonna, e ci aveva vissuto tutta la vita. Suo padre non si era mai fatto vivo e non aveva mai dato un soldo a Midge, ma Walt aveva sempre aiutato madre e figlia. Quando la nonna era morta, Walt aveva rifiutato la sua parte di eredit e aveva continuato ad aiutare la sorella con le spese del mutuo. E poich da bambina Shelby non aveva una figura paterna a cui ispirarsi, aveva sempre passato le vacanze con gli zii, anche durante gli incarichi di Walt all'estero. Con i cugini aveva imparato a cavalcare, a tirare al piattello, a nuotare. Aveva trascorso le estati in Germania e in Danimarca, e grazie alla famiglia Booth la sua era stata un'infanzia felice.

Poi la malattia di Midge si era aggravata, e poich Shelby adorava la madre aveva messo da parte la propria vita per occuparsi di lei. Non avrebbe mai potuto fare altrimenti: Midge non era solo sua madre e la
 sua sola famiglia, ma la sua migliore amica. La vita di chi assiste un invalido  pesante, fisicamente ed emotivamente. Ma Shelby non era sola: il sistema di sostegno per le famiglie come la sua, con un malato grave, era ben organizzato e molto efficiente. I membri dei gruppi di sostegno si aiutavano l'un l'altro in molti modi, e spesso tra loro nascevano forti amicizie. A riprova di questo, al servizio funebre per Midge si presentarono pi di cento persone - un bel numero per una donna che non lasciava il letto da pi di due anni. Quella gente era l anche e soprattutto per Shelby.

Midge non voleva portarsi dietro il suo corpo devastato dalla malattia, e aveva scelto di essere cremata. La casa era stata trascurata durante la sua lunga degenza, perci non era possibile tenere un ricevimento dopo il funerale. Il soggiorno era stato trasformato in una camera d'ospedale, con tutte le attrezzature sanitarie necessarie. Subito dopo la sua morte, tuttavia, gli strumenti e le attrezzature erano state portate via. Le volont di Midge erano state espresse molto chiaramente: niente cerimonie fastose, solo parenti e amici che si consolassero a vicenda. Ma da alcuni mesi Walt e Shelby avevano preso accordi con un'impresa di pompe funebri, e avevano riservato un'ampia sala luminosa in cui offrire un rinfresco ai presenti. Tra i fiori campeggiava una bellissima corbeille mandata da Paul Haggerty.

Il mercoled, pronto a ripartire, Walt propose a Shelby di fare i bagagli e andare a Virgin River con loro; ma lei rifiut. "Ho molte cose a cui pensare" spieg. "In questa casa occorre una quantit di lavoro, e di molti mi posso occupare io stessa; ma a parte questo devo adattarmi alla mia nuova situazione. Voglio continuare a frequentare il mio gruppo di sostegno per un po', e non sono sicura di voler lasciare Bodega Bay. Ho vissuto qui tutta la vita."

"Sai gi che lavoro sceglierai?" le domand Vanni.

"No, anche questo fa parte della transizione - e non ho ancora le idee chiare. I miei amici hanno parlato spesso del pericolo di operare cambiamenti troppo rapidi o troppo radicali. Pu essere un grave errore, e io non voglio commetterlo."

Cos Walt aiut la nipote a compilare un elenco delle riparazioni necessarie a rendere la casa di nuovo presentabile. Il mutuo era stato estinto, perci la casa apparteneva totalmente a Shelby che poteva farne ci che voleva. Quelli elencati da lei erano soprattutto lavori di abbellimento: pulizie a fondo, intonaco nuovo alle pareti, tende da sostituire. Walt dal canto suo aveva sottolineato la necessit di ristrutturazioni vere e proprie, come porte e stipiti nuovi, nuove finestre, nuovi pavimenti, oltre al rinnovo delle tubature e dei cavi elettrici. Quella era la casa di sua madre, piuttosto vecchia e male in arnese, e lui se ne sentiva responsabile. Intendeva prendere personalmente gli accordi con un'impresa che si occupasse di gran parte dei lavori.

Anche Shelby aveva bisogno di rinnovarsi. Assistere la madre era stato un lavoro pesante anche dal punto di vista fisico, ma lo stress e i pasti affrettati le avevano fatto prendere parecchi chili in pi. La sua carnagione era pallida e macchiata, erano anni che non usava alcun tipo di trucco, e aveva lasciato crescere i capelli che per comodit portava raccolti in una treccia avvolta attorno al capo.

Aveva intenzione di migliorare il proprio aspetto, ma non ne fece parola con i parenti perch non sapeva da dove cominciare - e perch non era nemmeno sicura che fosse possibile ottenere dei risultati.

I Booth partirono il venerd mattina, e lasciare Shelby fu doloroso. Ma lei fu irremovibile: voleva del tempo per piangere la madre da sola, e per trovare il modo di riprendere la sua vita. Una vita che non fosse consumata dalla malattia di una persona cara.

Erano circa a met del tragitto verso casa, quando Walt parl. " stata una settimana triste, ma  stata anche la fine di un periodo doloroso. E non sono troppo preoccupato per Shelby anche se  rimasta sola, perch in questi anni passati ha superato con grande coraggio enormi difficolt."

"E poi ha molti amici sinceri" aggiunse Vanni sottovoce.

"Tutto bene, tesoro?" domand suo padre.

"S... solo un po' di malinconia."

"Non so dire che cosa ti rattrista di pi, la fine di Midge o i problemi che hai con Paul." Vanessa lo guard stupita e lui continu: "Ti va di parlarne?".

"Non c' molto da dire, sai" disse lei scrollando le spalle.

"Forse potresti aiutarmi a capire alcune cose."

"Per esempio?"

"Non far finta di non capire. Sei di cattivo umore da quando Paul se n' andato dopo la nascita di Mattie. Sapevi che lui sarebbe venuto a Virgin River per il weekend, e sapevi bene che veniva per te; eppure lo hai mollato per andar via con quel dottore. E io ti conosco abbastanza da capire che Cameron non ti interessava pi di tanto."

"Non ero cos sicura che Paul venisse qui per me."

"Vi ho sentiti parlare al telefono, Vanni. Dimmi, avete litigato?"

"Non proprio..."

Walt sospir. "Senti, non voglio interferire in ci che non mi riguarda, ma quello che provi per Paul  piuttosto chiaro. Come lo  quello che lui prova per te. Eppure..."

"Vedi, pap, quando Paul era qui l'autunno scorso siamo diventati molto amici. Lo eravamo anche prima, ma con tutto quello che abbiamo superato insieme il nostro legame si  fatto pi forte. Per, prima che tutto questo succedesse, lui aveva qualcuno a Grants Pass. E questo qualcuno non si pu eliminare tanto facilmente."

"Paul ti ama" disse Walt con calma. "Ma recentemente  successo qualcosa tra voi."

"Mi ha raccontato che... che a Grants Pass ci sono delle complicazioni. Un problema che sta cercando di risolvere, ma che gli ha impedito di essere sincero riguardo ai suoi sentimenti. " Vanessa tacque per un momento e concluse: "Insomma, ha degli im
 pegni che non pu trascurare".

"Una donna?" domand Walt.

Vanni rise senza allegria. "Non dovremmo stupirci che Paul abbia avuto delle donne, non credi? S, a quanto pare c'era una donna... c' ancora."

"Ges mio" disse Walt sottovoce. "Non sar mica sposato!"

"No. Non ci avrebbe nascosto un fatto cos importante."

"Fidanzato, allora?"

"Be', lui dice che  coinvolto quanto basta per trovarsi in una posizione difficile. Ed  per questo che non si  pi visto dopo la nascita di Mattie."

Walt guid in silenzio per un po', e Vanni riprese a guardare fuori. "Che mi dici di te?" domand il generale dopo un po'. "So che tieni molto a lui..."

"Pap, Matt  morto da poco. Non so nemmeno se dovrei provare questi sentimenti, se invece non dovrei vergognarmene. Sentir sempre la mancanza di mio marito, ma..."

"Non punirti cos, tesoro" disse Walt. "Ormai dovremmo averlo imparato, la vita  troppo breve per soffrire inutilmente."

"Ma la gente dir che io..."

"Non me ne importa un accidente di quello che dice la gente" ringhi lui. "Tutti hanno diritto a un po' di felicit, ovunque la si trovi. E io credo che per te la felicit sia con Paul."

Vanessa sospir. "Gi, ma chiss perch pensavo di avere dei diritti su di lui. Paul  stato molto generoso con noi, e io gliene sono grata... ma come mai non ho capito che un uomo come lui non avrebbe avuto difficolt ad attirare l'attenzione... l'amore di una donna? Mi sono infuriata con lui perch non me l'ha detto. Ma perch non ho mai pensato di chiederglielo?"

"E adesso che succede?" replic Walt. "Sta cercando di scegliere tra voi due,  cos?"

"Domenica stavamo discutendo - e non era affatto piacevole - quand' arrivata la telefonata di Shelby. Il discorso  rimasto sospeso a met. Ma c' una cosa che non posso e non voglio fare, non posso chiedere a Paul di scegliere me a scapito di una donna verso cui ha degli obblighi. Ho cercato di dirglielo chiaramente, i suoi doveri verso di me in qualit di vedova del suo migliore amico ormai sono finiti. Non occorre pi che si prenda cura di me."

"Ho la sensazione che non si trattasse di dovere" disse Walt. "Credo che sia sempre stato molto di pi."

"Ma adesso deve agire nel modo giusto" riprese lei, "e io non voglio mettermi in mezzo. Un uomo come lui potrebbe rimpiangere una decisione sbagliata per tutta la vita . E francamente non voglio essere quella costretta a convivere con i suoi rimorsi."

"Dio santo... bisogna che ne parliate a lungo!"

"No. Paul ha i suoi problemi da risolvere, e io non ho pi niente da dire al riguardo."

Paul arriv a Virgin River nel pomeriggio del sabato e lasci la sacca da viaggio in macchina perch non sapeva se sarebbe stato bene accolto. Non aveva pi parlato con Vanni dopo la sua partenza improvvisa, perch la sapeva occupata a Bodega Bay; e quello che voleva dirle non si poteva dire al telefono. Ma il modo in cui si erano lasciati gli dava la sensazione di trovarsi davanti a un muro.

Non poteva perderla di nuovo. Non se lo sarebbe perdonato. Vanessa poteva respingerlo, arrabbiarsi per il guaio che aveva combinato, rifiutarsi di parlargli, ma lui sarebbe tornato da lei finch non l'avesse costretta a prestargli attenzione. Doveva dirgli in modo convincente che non lo amava, che non lo voleva nella sua vita. Solo allora avrebbe rinunciato a lei. E nel frattempo avrebbe abbandonato ogni stupida cautela e avrebbe affrontato l'argomento di petto.

Fu molto sollevato quando vide che la macchina di Cameron non era parcheggiata davanti al ranch. Suon alla porta e fu Tom ad aprirgli. "Vanni  in casa?" domand Paul.

" uscita a cavallo, ma torner fra un'ora, due al massimo."

"Ti dispiace se l'aspetto qui?"

"Certo che no" disse il ragazzo. "Sembri un po' agitato."
 "Ho solo bisogno di parlarle."

"Be', buona fortuna. Ultimamente il suo umore non  dei migliori. Ti va un caff?"

"S, grazie. Lo prendo io."

Dunque sapevano, pens. Non c'era da stupirsi: quando si erano lasciati la settimana prima Vanni era furibonda, e doveva essersi sfogata con il padre e il fratello parlando dei suoi problemi. Dei loro problemi.

Paul si diresse verso la cucina, e passando vide il generale fuori sulla veranda, appoggiato allo steccato. Uno dei suoi timori era affrontare Walt prima di vedere Vanni, ma questa volta non avrebbe esitato. Avrebbe detto chiaramente come stavano le cose, si sarebbe comportato da uomo. E poi avrebbe supplicato Vanni di perdonarlo. Per questo ci sarebbe voluto del tempo, ma lui era disposto ad aspettare.

Prese la tazza di caff e usc sulla veranda.

"Allora sei arrivato" disse Walt. "Lo avevo previsto."

"Sa com', signore. Sono un temerario" rispose lui deglutendo nervosamente.

"Buon per te, perch questa volta Vanni  arrabbiata sul serio.  nelle stalle e sta per uscire a cavallo, ma prima che tu la insegua vorrei dirti due parole, se non ti dispiace."

Mi dispiace eccome, pens Paul, ma ho forse un'alternativa? "Certo" disse a voce alta.

"Sai, posso perdonare molte cose, ma che un uomo giochi con i sentimenti di mia figlia dopo tutto quello che ha gi sopportato, questo no. Credo che non accetterei, anche se siamo in debito con te per tutto quello che hai fatto."

"Non ho mai giocato con lei, e ho comunque intenzione di riscattarmi in qualche modo. Non avevo le idee chiare dopo la morte di Matt e dopo la nascita del piccolo Mattie. La mia capacit di giudizio si era appannata... e ho combinato un vero guaio."

"Be', non sar io a giudicare. Nessuno aveva le proprie capacit intatte in quel momento.  stato un periodo doloroso e difficile."

"Grazie per quello che ha detto, signore. Molti altri non sarebbero cos comprensivi."

"Ma al momento la mia sola preoccupazione  Vanessa. Ti dispiace dirmi quali sono le tue intenzioni?"

"Niente affatto, signore. Ne ha tutti i diritti, date le circostanze. Vede, io sono innamorato di sua figlia e..."

"Questo l'ho capito" replic Walt appoggiandosi di nuovo allo steccato. "Ma non mi pare che al momento siate sulla stessa lunghezza d'onda."

Paul lo guard e deglut. Con quella testa di capelli argentei, la pelle abbronzata e le sopracciglia folte, il generale Booth appariva alquanto minaccioso. "Le ha parlato della situazione a Grants Pass?" domand.

"S. E si preoccupa che tu agisca nel modo giusto."

"Oh, lo far, non deve preoccuparsi. Ho cercato di spiegarle che la mia relazione con quella donna non era una cosa seria. Non vado fiero del mio comportamento, mi creda... Non ci siamo frequentati molto, tre o quattro volte in un anno. Ma non posso negare che una relazione c'era."

"E adesso?"

"Be', adesso non ho intenzione di proseguire il rapporto con quest'altra donna. Non potrebbe funzionare - anche se Vanessa non dovesse darmi alcuna speranza."

Walt aggrott la fronte. "Forse mia figlia ha frainteso" disse. "Credevo che tu avessi una specie di obbligo con questa persona."

"Infatti  cos, signore. Mi occuper di lei e del bambino che sta per nascere, dar loro tutto il sostegno finanziario e intendo essere un vero padre. Ma per quanto riguarda la madre, le auguro di trovare un uomo giusto, un uomo che non sia innamorato di un'altra. Ho intenzione di crescere mio figlio perch  la sola cosa da fare, ed  quello che far. Ma nient'altro."

Walt rimase in silenzio per un poco. "Buon Dio" comment poi, "certo che hai una vita complicata."
 "Direi quasi surreale, signore."

"E quando pensavi di gettare questa bomba?"

"A dire il vero, signore, volevo accertarmi di un paio di cose prima di ammettere quanto sono stato idiota. Conosco questa donna forse un decimo di quanto conosco Vanni... Devo essere sicuro che ci sia davvero un bambino in arrivo, e che sia mio. Dato che ho preso tutte le precauzioni possibili per evitare una gravidanza, qualche dubbio ce l'ho... ma non posso nemmeno negare che sia possibile. E poi volevo essere certo che Vanni capisse il mio affetto per il piccolo Mattie, che per me  come un figlio. Sempre che lei voglia accettarmi con tutte le mie complicazioni, naturalmente."

Il generale incroci le braccia sul petto. "Sembra che tu abbia donne e bambini sparsi un po' dappertutto. Un po' costoso, non trovi?"

"Il denaro non  il problema principale. Ho un'impresa avviata, una famiglia disposta ad aiutarmi. La custodia condivisa di un bambino non sar un impegno facile, ma non intendo ignorare le mie responsabilit."

"Questo ti fa onore" comment Walt. "Immagino che verificherai tutto quanto molto presto, no?"

"Naturalmente. Accompagner la madre di mio figlio al prossimo appuntamento con la ginecologa. Voglio essere comprensivo, lei  ovviamente molto turbata e io non voglio insinuare che menta, ma devo essere sicuro. Gi adesso, nel modo in cui stanno le cose, molte persone sono destinate a soffrire per le mie azioni. Ma una volta che i fatti saranno accertati senza l'ombra di un dubbio, posso solo sperare che Vanni mi perdoni e mi accetti con tutto il mio bagaglio."

In quel momento entrambi udirono un rumore di passi e si voltarono a guardare Vanni che usciva dalla stalla, montava in groppa a Chico e partiva al galoppo lungo il fiume.

"Se ne sta andando" osserv il generale. "Se vuoi perorare la tua causa e non vuoi farlo di fronte agli altri, penso che dovresti andarle dietro."

Paul depose sul tavolo la tazza ancora piena. "Posso prendere in prestito uno dei suoi cavalli?" domand.

"Certo, e fai alla svelta."

"Grazie, signore" fece Paul partendo di corsa verso le stalle.

Walt lo segu con gli occhi. "Dio benedetto" sospir scuotendo la testa.

Paul sell Liberty, lo stallone del generale - il pi capriccioso ma il pi veloce della scuderia. Lo aveva montato gi una volta e ricordava quanto fosse difficile da governare, ma voleva raggiungere Vanni al pi presto e poteva solo augurarsi che il cavallo non lo disarcionasse spezzandogli l'osso del collo.

Galopp lungo il fiume per almeno dieci minuti prima di avvistare Vanessa. Quando fu abbastanza vicino emise un fischio penetrante. Lei si gir, lo vide e spron Chico perch galoppasse ancora pi veloce.

"Maledizione!" ringhi Paul. Allora era cos... a questo punto doveva abbandonare ogni cautela. Frust Liberty con le redini e lo stallone si impenn. Lui si aggrapp alla sella mentre Liberty scattava in avanti e annullava la distanza tra loro. Adesso l'avrebbe costretta ad ascoltarlo, pens Paul. Non c'era nessuno nei dintorni, nessuno che potesse sentirli. Per una volta nella vita avrebbe portato a termine la sua missione - anche se avesse dovuto imbavagliare Vanessa per impedirle di protestare!

Finalmente la raggiunse, afferr le redini di Chico e lo costrinse a fermarsi. Lei si volt a guardarlo con espressione truce.

"Che cosa vuoi?" esclam.

"Voglio parlarti. E tu devi ascoltarmi."

"Allora fai alla svelta!"

"Bene, ecco qua. Ti amo. Ti ho sempre amata, prima ancora che Matt venisse a parlarti quella prima sera. Purtroppo non avevo la sua grinta e mi sono tenuto in disparte. L'ho rimpianto per anni, ma adesso ho..."

"Un figlio in arrivo" fin lei.

"Non interrompermi! Non so come fare il padre, so soltanto quello che ho visto da bambino. E sai che cos'ho visto? I miei genitori che si tenevano sempre abbracciati, che si guardavano con amore e fiducia. Devo dire la verit, Vanni, se davvero ho generato un figlio non ne sono pentito. Non  stata una mia scelta, ma non ne sono dispiaciuto. Far del mio meglio con lui, e mi dispiace tanto di non essere innamorato di sua madre... ma avr cura di loro, e non solo staccando un assegno ogni tanto. Il bambino non vedr mai i suoi genitori che si guardano con rancore, come se metterlo al mondo fosse stato un terribile errore. Voglio invece che possa vedere suo padre felice con la donna che ama e..."

"Ma almeno hai provato?" domand lei. "Hai dato una possibilit alla donna che porta in grembo tuo figlio?"

" questo che le auguri?" replic lui. " una brava ragazza, non  rimasta incinta di proposito. Vuoi che rimanga incastrata con un uomo che pensa a un'altra? Non ho intenzione di affibbiarle un marito a met. Si merita qualcuno che possa amarla sul serio."
 "Ma lei ama te, no? Voleva sposarti!"

" sola e spaventata, Vanessa, e probabilmente il matrimonio le sembrava la soluzione migliore. Ma cambier idea quando si render conto che non ho intenzione di abbandonarla."

"E tutto questo  successo perch non sei stato capace di aprir bocca per dirmi quello che provavi!" esclam lei. "Non ti chiedevo tanto, soltanto una parola o un gesto, qualcosa che mio facesse capire i tuoi sentimenti! Invece hai aperto il tuo cuore ferito a un'altra donna e..."

Poi si interruppe, perch Paul era smontato da cavallo senza lasciare le redini di Chico, e stava portando entrambi gli animali verso un folto di alberi. "Che cosa stai facendo?" domand aggrappandosi al pomo della sella.

Senza rispondere, lui assicur le redini dei due cavalli a un albero, afferr Vanni alla vita e la fece scendere senza troppi complimenti. Poi la fece appoggiare contro un tronco, imprigionandole i polsi. "Nemmeno tu hai aperto bocca" sibil con la faccia a pochi centimetri da quella di lei.

Vanessa era senza parole. Non ricordava di averlo mai visto agire cos, imperioso, quasi aggressivo.

"Prova ad aprirla adesso" continu lui. E poi copr la bocca di lei con la propria.

Lei dischiuse le labbra e rispose al bacio con lo stesso calore. Il suo Paul, cos timido e gentile, non solo si dimostrava pieno di passione ma era chiaramente eccitato. E la stava stringendo a s, incollando il corpo al suo... Con un sospiro, Vanessa gli mise le braccia intorno al collo. Cedevole, invitante.

Sentendo la sua reazione Paul la strinse ancora di pi e continu a baciarla, esplorando la bocca morbida di lei con la lingua. Dovevano ancora discutere di molti problemi, pensava intanto. Dovevano mettere in chiaro tutto quanto. Ma per un momento era bello dimenticare... Quando infine la lasci, sussurr sulle labbra di lei: "Certo che hai un carattere d'inferno".

"Ma io..."

"E sei la persona pi tirannica che io conosca. Ma adesso stammi a sentire. Non posso cambiare quello che provo per te, e che ho provato per anni. Ho tentato, perch non credevo di avere la minima possibilit - e certo non immaginavo che avremmo perso Matt. Anche adesso che finalmente ti stringo fra le braccia, darei qualsiasi cosa per riaverlo con noi. Ma non  possibile... perci d'ora in poi staremo insieme tu e io, Vanni. Non pu essere altrimenti. E smettila di fare tante storie, perch ti desidero talmente da sentirmi male."

"Non ho mai capito quello che sentivi per me..."

"Lo so. Non dovevi capirlo."

"Amavo Matt, sai."

"Lo so" ripet lui. "Lui amava te... e io amavo entrambi."

"Ma fosti tu ad attirare la mia attenzione la sera che ci conoscemmo. Tu. Eppure non mi rivolgesti nemmeno la parola. Forse, se ne avessi avuto il coraggio..."

"Matt mi batt sul tempo. E poi fu troppo tardi."

"Che cos'ha fatto quella donna a Grants Pass, Paul? Com' riuscita ad attirare la tua attenzione?"

"Te l'ho detto, era carina, seducente, disponibile... e io mi sentivo solo. Ho lasciato che accadesse perch non avevo alcuna ragione di impedirlo. Tu appartenevi a un altro - e non a uno qualunque, a Matt."

"Ma dopo, quando... quando non appartenevo pi a nessuno?"

"Credevo che fossi ancora fedele al ricordo di lui" sospir Paul. "Ed ero fuori di me. Te l'ho detto, con le donne non ci so fare. Non ne sono mai stato capace, altrimenti saresti stata la mia donna e non quella del mio migliore amico."

"Non ho rimpianti, sai. Matt  stato perfetto per me. Mi ha amata, mi ha resa felice e mi ha dato un magnifico bambino. Non rimpiango nemmeno un giorno."

Lui le carezz i magnifici capelli rossi. "Vanni, per quanto io ti ami, per quanto rimpianga di non aver avuto il coraggio di conquistarti, alla fine volevo solo che tu fossi felice - e che lo fosse lui. Ma adesso..." la baci di nuovo, "adesso  come deve essere. Voglio che noi stiamo insieme, voglio prendermi cura di te e di Mattie. E probabilmente di un altro bambino."

"Non ne sei ancora sicuro?" domand lei.

Paul scroll il capo. "Devi essere preparata... non credo che riuscir a risolvere questo problema in altro modo. Se sono responsabile della sua nascita, ne avr cura anche in seguito."
 "Lo so" disse lei con un sospiro. "Alla fine, la nostra potrebbe diventare una famigli allargata."

"E tu mi aiuterai in tutto questo?"

"Tu sei pronto ad aiutarmi con Mattie, no? Noi siamo fatti cos. Non possiamo lasciare dei bambini da soli, senza genitori che li amino."

"Sei meravigliosa, lo sai? Anche se  difficile farti tacere..." La strinse di nuovo e la baci con passione. "Dio..." sussurr, "sai da quanto tempo sognavo di baciarti cos?"

"Da quello che mi dici, so esattamente da quanto tempo" rise lei. "Ma voglio che tu sappia una cosa. Mentre ero sposata con Matt non ho mai avuto un solo attimo di dubbio o di tentazione. Non uno. Lo amavo con tutta me stessa."

"Lo so, Vanni."

"Ho capito di amare te solo pi tardi, dopo la nascita del piccolo, mesi dopo la morte di Matt. E pensavo che non mi avresti mai vista se non come la moglie del tuo migliore amico. Ho parlato di te con Matt, sai. Andavo sulla sua tomba e gli dicevo che lo avrei sempre amato, ma che mi stavo innamorando di nuovo, e che se lui approvava avrebbe dovuto darti una piccola spinta. Tu per me eri molto pi che un amico, ma non mi consideravi una donna. Credevo che non riuscissi a staccare me dal ricordo del tuo amico - e della sua morte."

"Oh, ti vedevo come una donna eccome" sospir lui sfiorandole i capelli. "Anche troppo donna per me. E mi sentivo in colpa per quello che provavo da anni. Non sapevo che fare, se non darti il tempo di elaborare il tuo lutto e intanto programmare il modo di avvicinarmi a te; ma quel maledetto dottore mi ha battuto sul tempo. Il fatto che tu fossi vedova da poco non lo ha certo trattenuto!"

"Lei sa di me?" domand Vanni.

"S. E spero tanto che lei e io possiamo collaborare senza problemi. Ma soprattutto spero che tu non debba sacrificarti troppo a causa del mio stupido errore."

"Non potrei abbandonare un figlio tuo pi di quanto non possa tu."

"Vanni, io voglio sposarti. E voglio aver cura di te e di Mattie."

Lei aggrott la fronte. "Aspetta un momento... non c' nient'altro che devi dirmi prima di farmi questa proposta? Altri piccoli segreti sepolti in fondo al cassetto?"

"Giuro su Dio, non c' altro. Fino a poco tempo fa la mia era una vita molto noiosa."

"Ne sei sicuro? Perch vedi, fino alla settimana scorsa io credevo di sapere tutto di te. Ci conosciamo da anni, abbiamo vissuto nella stessa casa per tanto tempo. E abbiamo passato ore e ore a parlare..."

"Appunto. Questo non ti basta? Voglio sposarti. E vorrei avere altri bambini - almeno uno che facciamo davvero insieme, tu e io. Darei qualsiasi cosa per questo, sai."

Vanessa sorrise. "Vediamo quanti ne hai davvero prima di fare progetti, che ne dici?"

"Allora mi sposerai?" insist lui.

"Certo che sei un tipo particolare" osserv lei. "Ci metti anni a dirmi che mi ami - e cinque minuti a chiedere la mia mano!"

"Aspetter il tempo necessario, ma voglio che stiamo insieme per sempre."

Vanessa inarc un sopracciglio con aria maliziosa. "Non pensi che dovremmo controllare come funzioniamo sessualmente?" domand. "Per vedere se siamo compatibili?"

"Sono sicuro che lo saremo. Tu sei perfetta, e io cercher di essere alla tua altezza." La baci ancora e domand: "Allora, hai intenzione di dirmi di s o vuoi che ti supplichi?".

"Non crederai che io voglia vivere con mio padre per sempre e avere un ragazzo solo nei weekend" rise lei. "S, credo che ti sposer."

"Dio, ti ringrazio" sospir lui. "Domani credi sia troppo presto?"

"Un pochino. Prima dobbiamo aspettare che nasca il bambino a Grants Pass, ti pare? Non far una gran differenza, ma credo che dovremmo sapere quante persone aggiungiamo alla famiglia."
 "S,  assolutamente ragionevole" sorrise lui. Poi scroll la testa. "Sei stata magnifica in questa circostanza. Non mi aspettavo di riuscire a convincerti, credevo che mi avresti fatto vedere i sorci verdi..."

"Vedi, ci ho pensato parecchio. Quand' successo non sapevamo a che punto eravamo, tu e io. Non  che ci fossimo detti ti amo e tutto quanto, e che tu poi fossi andato a letto con un'altra."

"Per hai insistito perch io cercassi di amare lei e non te..."

"Dovevo essere ben sicura. Non voglio l'uomo di un'altra, anche se quell'uomo sei tu."

"Sei davvero notevole, sai? Tutta la tua famiglia lo . Tuo padre, per esempio,  stato molto comprensivo."

"Mio padre?" esclam lei stupefatta.

"Gi. Voleva essere sicuro che non stessi giocando con i tuoi sentimenti, e sembrava interessato soprattutto al modo in cui avrei gestito tutto quanto dal punto di vista finanziario. Gli ho detto che la nostra impresa  ben avviata, e che il denaro non sar un..."

"Lo hai detto a mio padre?" domand lei interrompendolo di nuovo.

Paul la guard perplesso. "No, gliel'hai detto tu. Lui mi ha solo domandato se avevo intenzione di... Oh, accidenti, cos' che mi ha domandato? Qualcosa riguardo agli obblighi che avevo a Grants Pass..." Si chin in avanti e sbatt la testa contro il tronco dell'albero. "E io ho risposto: Infatti  cos, signore. Mi occuper di quella donna e del bambino che sta per nascere."

Vanessa scoppi a ridere. "E cos gliel'hai detto!"

Paul fece una smorfia. "Tu non gli avevi rivelato i dettagli, eh?"

"Ovviamente no. Era una cosa troppo personale, ti pare? E poi avevi detto che dovevi ancora essere sicuro che il bambino fosse tuo."

"Oh, Dio..."

"Ci sei cascato" rise lei.

"Credevo che gliel'avessi detto tu! Che cosa gli hai raccontato?"

Vanessa gli mise le braccia attorno al collo, ma rideva talmente che per un po' non fu in grado di parlare. "Gli ho detto soltanto che non dovevamo sorprenderci se avevi avuto delle donne prima di venire qui... e che in effetti ce n'era una in particolare." E ricominci a ridere di gusto.

Lui la guard scuotendo la testa. "Non mi sembra cos divertente."

"Stai scherzando?  da rotolarsi!" Rise ancora un po' e finalmente disse: "Paul, mio padre  addestrato a condurre gli interrogatori. E tu ci sei cascato in pieno!"

"Non vedo che ci sia di tanto buffo."

"Be', se non hai il senso dell'umorismo non posso certo..."

Lui la zitt con un bacio, e per un bel po' lei non ebbe modo di ridere o di parlare. Si tennero stretti, si baciarono ancora e ancora, e finalmente lui la lasci. "Adesso non ridi pi?" domand.

"No. Mi hai fatto smettere tu."

Paul le sfior con un dito le labbra gonfie di baci. "Credi che tuo padre mi sparer?"

"Forse no" sorrise lei. "Ma se senti lo scatto di una sicura meglio che ti scansi."

"Molto divertente" fece lui baciandola di nuovo.
 "Credo di avere le guance irritate dalla tua barba" osserv lei.

"Gi, e ti donano moltissimo."

"Sar meglio che rientriamo. Ho un beb a cui pensare."

"Non ne ho molta voglia... tuo padre mi star aspettando e chiss che cosa mi dir, adesso!"

"Tanto vale che tu lo affronti subito" ridacchi lei. " un'eternit che siamo lontani da casa."

"Non abbastanza" replic lui premendola di nuovo contro l'albero.

Vanessa mosse i fianchi contro di lui. "Una cosa  sicura, incollarmi a un albero ti fa un certo effetto."

"Lo so" sospir Paul. "Abbiamo bisogno di stare un po' da soli."

"Eh, s... ne ho bisogno anch'io, pi di quanto tu creda. Prima  meglio ."

Vanni lasci che Paul si occupasse dei cavalli e si affrett a rientrare in casa per prendersi cura di suo figlio. Lui ci mise quasi un'ora a strigliare, sistemare e abbeverare le loro cavalcature - forse perch non aveva alcuna fretta di rientrare. Ma alla fine non pot rimandare oltre ed entr in casa.

Walt era in soggiorno e si stava preparando un whisky. Paul lo conosceva bene, e anche nel terribile periodo seguito alla morte del genero non lo aveva mai visto bere di giorno. Se le tragedie o le difficolt non avevano spinto il generale ad attaccarsi alla bottiglia, quel drink doveva essere celebrativo.

Poi Walt si volt e inarc un sopracciglio in direzione di Paul. "Ti preparo qualcosa, figliolo?"

"Grazie, signore." E fra s Paul aggiunse: Brutto mascalzone.

"Bourbon, scotch, whisky canadese?"

"S, un Crown Royal."

"Arriva subito." Il generale prese la bottiglia e vers un po' di liquore su due cubetti di ghiaccio, poi gli pass il bicchiere. "Non hai lavorato sotto copertura quand'eri nei Marine, immagino?"

"No, signore."

"Gi,  ovvio." Walt lev il bicchiere. "Alla mia salute, per aver vinto un gioco a cui non sapevo nemmeno di partecipare."

"Alla sua, signore" disse Paul a malincuore.

Dopo un sorso Walt disse: "Ti conosco piuttosto bene, Paul, e prima di oggi non avevo mai dubitato di te. Perci te lo domander una volta sola: intendi trattar bene mia figlia?"

"Come se fosse fatta di cristallo, signore. Nonostante tutto."

"Se per lei va bene, va bene anche per me."

"Grazie, signore."

"Ma devo dirtelo" ridacchi Walt, "ci sei cascato in pieno!"

Vanni e suo padre erano talmente simili da far paura, pens lui. E come se non bastasse lei aveva un caratteraccio. Voglio davvero un generale come moglie?, si domand ancora. La risposta venne subito. S. Dio mio, s!
 8

Sapendo che Vanni e Paul avevano risolto le loro controversie, il generale spar subito dopo cena e lasci i due piccioncini soli a rigovernare. Tom - che non sapeva ancora niente - li sorprese in cucina, avvinghiati in un lungo bacio anzich impegnati a lavare e asciugare i piatti. Vanni stava con la schiena contro il lavello, e chino su di lei Paul divorava le sue labbra.

"Questo significa che avete risolto i vostri problemi?" ridacchi Tom.

"Mandalo via, per favore" sussurr Paul all'orecchio di Vanni.

"Vattene, Tom" disse lei.

"Era ora, amico" continu il ragazzo. "Cominciavo a credere che fossi un po' ritardato... me ne vado da Brenda."

"Niente coprifuoco per stasera" disse Paul senza voltarsi. "Stai pure fuori tutta la notte."

Tom rise, chiuse la porta e Paul riprese da dove si era interrotto. "Tesoro" sussurr, "fai le valigie per te e Mattie e vieni via con me domani mattina. Staremo nell'Oregon per qualche giorno, che ne dici?"

"Buona idea."

"Possiamo partire molto presto... magari tra un'ora."

Lei rise. "Partiremo alle nove domani. Ho bisogno di tempo per preparare Mattie." Gli diede un leggero bacio e scivol via per mettere a posto l'ultimo piatto. "Adesso devo andare a fargli il bagno e sistemarlo per la notte."

Paul pass due interminabili ore davanti al televisore, senza capire una parola del notiziario della CNN. A un certo punto si alz per prepararsi qualcosa da bere e domand al generale se ne voleva anche lui, ma Walt disse di no - probabilmente perch non soffriva del suo stesso nervosismo e non aveva gli stessi dubbi.

Tanto per cominciare, Paul continuava a domandarsi se era un buon amante o no. Aveva sempre pensato di cavarsela piuttosto bene, sapeva rispettare le esigenze della donna con cui era prima di pensare a se stesso: ma non era stato con molte donne. Non aveva l'esperienza di alcuni suoi amici - e certamente non era mai stato con una donna come Vanessa. Non voleva solo soddisfarla fisicamente, voleva legarla a s dandole il piacere pi intenso della sua vita. Voleva che l'amore con lui fosse indimenticabile. Voleva farle capire che sarebbe stato un buon amante e un buon marito.

Ud il pianto del piccolo, poi lo sent gorgogliare mentre faceva il bagno. Poco dopo ud il suono dell'acqua che riempiva di nuovo la vasca. Vanni si concedeva un bagno rilassante.

Lei avrebbe pianto per Matt mentre facevano l'amore?, pens ancora. Avrebbe pensato al marito, avrebbe fatto paragoni? E lui, come avrebbe dovuto reagire? Gli dispiaceva di non averne parlato pi a fondo con Jack. Jack aveva sposato una vedova, sapeva quali erano le sfide da affrontare. Ma Paul aveva tenuto Vanni fra le braccia mentre piangeva migliaia di lacrime. Posso fare altrettanto per tutto il tempo e per tutte le lacrime che ancora ci vorranno, si disse.

Infine si alz e and a fare una doccia, pi che altro per distrarsi. Quando usc dal bagno con indosso solo i jeans, tutte le luci erano spente tranne un abat-jour in soggiorno, probabilmente lasciato acceso per Tom. Da sotto la porta di Walt filtrava una lama di luce e si sentivano le voci della TV.

A piedi nudi e con l'asciugamano attorno al collo, Paul usc sulla veranda e rimase in piedi a fissare il cielo trapunto di migliaia di stelle. Era cos limpido che gli sembrava di poter vedere al di l dell'universo. Guard verso la tomba di Matt, poi di nuovo verso il cielo. Far del mio meglio, amico mio, pens. Far del mio meglio per lei e il bambino. Avrebbe dato un braccio per sentire Matt che gli rispondeva con una delle sue battute spiritose.

Finalmente rientr, and in camera a rovistare nel ncessaire per la barba e si avvicin alla porta di Vanni. Gir con cautela la maniglia e la porta si apr. "Posso entrare?" bisbigli Paul.

Vanessa si rizz a sedere e accese la lampada sul tavolino da notte. "Sei impazzito?" sussurr.

"Completamente" rispose lui. Entr e richiuse la porta, poi diede un'occhiata al piccolo per accertarsi che dormisse. "Devo stare un po' con te."

"Con mio padre nella stanza in fondo al corridoio?" esclam lei a voce pi alta.

"Non mi importa se in fondo al corridoio c' tutto l'esercito. Tu non vuoi venir via con me stanotte, e io non resisto pi. Sei... vestita?"

Lei alz gli occhi al cielo e abbass il lenzuolo con un sorrisetto. Indossava una maglietta grigia con la scritta ESERCITO stampata sul petto. Una vecchia maglietta, che su di lei sembrava sexy da morire. E quel sorriso... Dio, quel sorriso era tutto! Era una donna forte, sicura di s, ed era chiaro che era pronta ad accoglierlo: altrimenti gli avrebbe detto di no, perch era fatta cos. Non prendeva tempo, conosceva i propri sentimenti e sapeva quello che voleva.

Paul ricambi il sorriso. "Cerca di parlare a bassa voce" le disse. Per tutta risposta lei rise. "Vanessa! Per una volta, puoi cercare di non far rumore?"

"Non lo so... dipende. Tu che cos'hai intenzione di farmi?"
 Lui la guard negli occhi. "Di arrivare sotto quella maglietta - a meno che tu non me lo proibisca."

"Non dire sciocchezze, certo che ti voglio sotto la maglietta. Ma che ti succede? Sei molto pi audace del solito..."

"Ho deciso di voltar pagina. Non aspetter pi un tuo cenno, non aspetter il momento giusto. Ho bisogno di te."

Si chin a baciarla, la sua mano si insinu sotto la maglia fino ad accarezzarle i seni, e poi lui emise un gemito. "Buon Dio, Vanni... dalla vita in gi sei nuda!"

"Gi, e tu no" ridacchi lei.

"Solo perch ho cercato di non essere precipitoso" bisbigli Paul. "E non volevo correre rischi."

"Non credo che mio padre butter gi la porta e ti sparer alla nuca" disse lei. " molto pi diretto, lui. E poi non mi sopporta quando sono di cattivo umore. Tu per aguzza le orecchie, casomai scattasse la famosa sicura..."

"Ho cercato di non pensare a te per anni" sospir lui sollevando la maglia per baciarla. "Adesso spegni la luce."

"No, finch non ti togli i jeans."

"Sei pi pazza di me" fece lui scuotendo la testa. "Cercherai di non far rumore?"

"Ci prover, lo prometto. Ma... e se Walt viene a bussare alla porta?"

Paul ridacchi. "Chiunque si avvicini a quella porta dovr vedersela con me." Gett l'asciugamano su una sedia, tolse dalla tasca alcuni profilattici e li depose sul comodino.

"Sei ottimista, vedo" sorrise Vanni sollevando un sopracciglio.

"Di' pure delirante" replic lui. Le sfil la maglia e rimase senza fiato, ad ammirare quel corpo stupendo. Poi si alz in piedi, slacci i jeans e se ne liber rapidamente.

"Mio Dio" sussurr lei fissandolo a bocca aperta. Aveva un corpo magnifico: spalle ampie, fianchi stretti, gambe lunghe. Ed era completamente eretto.

Paul si sedette di nuovo sul letto. "Ti sei rimessa del tutto dopo il bambino?" domand con premura. "Fare sesso ti preoccupa?"

"Quello che mi preoccupa in questo momento  se riuscir a stare zitta" replic lei ammiccando.

Paul spense la luce e si infil nel letto accanto a lei. Prese ad accarezzarla dappertutto, i seni, le natiche tonde, i fianchi morbidi; e lei fece altrettanto ed esplor il corpo di lui con le dita e il palmo delle mani, sfiorandolo dolcemente.

"Ti desidero da morire" sussurr lui scendendo con la mano fino alla parte pi segreta di lei. "Apriti per me, amore..." Lei esegu subito, e Paul insinu un dito in lei, che era umida e calda. "Non ci hai messo molto... sei gi pronta per me" disse baciandola di nuovo.

"Senti chi parla" rise lei. "Proprio tu che esplodevi dai jeans."

"Ero pronto da ore. Ho cercato di calmarmi bevendo un whisky, facendo la doccia, una passeggiata fuori..."

Vanni prese un profilattico dal tavolino e cominci ad aprire l'involucro, ma le mani di lui su di lei e dentro di lei, la sua bocca sul collo e sui seni, erano troppo. Gli afferr il polso. "Fermati" sussurr. "Sono gi vicina alla meta... aspetta."

"No" rispose lui, "non voglio aspettare. Lasciati andare, dammi tutto."E continu ad accarezzarla, muovendosi contro di lei e baciandola.

Lei arriv all'orgasmo quasi subito, dimenticando il profilattico accartocciato nel pugno. Emise un gemito rauco che Paul zitt subito con un bacio, continuando a toccarla pi lentamente finch lei non si abbandon fra le sue braccia, senza respiro e senza forze. Il suo unico timore era di non saperle dare piacere - ma non aveva nemmeno cominciato e lei era gi esplosa. Una sensazione elettrizzante.

"Piccola" sussurr, " stato magnifico. E tu sei bravissima."
 "Be', volevo aspettare anche te" rispose lei debolmente.

Paul prese il profilattico dalla mano di lei e lo infil. "Avrei dovuto immaginarlo" disse. "Sei un vulcano. Ma non abbiamo ancora finito... lasciami entrare."

Con un sospiro pieno di passione Vanni sollev le ginocchia e lui la penetr lentamente, finch lei non lo sent fino in fondo. "Ah, Paul..." sospir stringendolo a s. "Paul!"

E lui cominci a muoversi, con spinte lente e profonde, strappandole dei gemiti rochi che dovette soffocare con i baci. "Sei una che grida, vero, tesoro?" sussurr. "Adesso fallo di nuovo... coraggio, lasciati andare." Le copr la bocca con la propria e lei raggiunse di nuovo vette inaspettate di piacere, rimanendo poi completamente svuotata.

"Sei molto brava." sorrise lui. "E io sono l'uomo pi fortunato del mondo."

"Paul" ansim lei, "non posso continuare a farlo senza di te. Che aspetti?"

Lui la baci e Vanni cap che sorrideva. "Ancora una volta, tesoro.  cos bello!"

"Non posso" sospir lei. "Non ce la faccio pi."

"Staremo a vedere..." E Paul scivol verso il basso, tracciando un sentiero di piccoli baci sul corpo di lei, finch non arriv al centro e la lecc alcune volte, con forza. Lei arrovesci il capo e gemette forte, e la mano di lui le tapp la bocca. Poi si sollev, entr di nuovo in lei e mosse un po' le anche, adattando i loro corpi l'uno all'altro. Nella semioscurit lei lo fissava con gli occhi sgranati e le labbra dischiuse, pregustando il momento. "Coraggio, ancora una volta" sussurr lui. "Un altro, per me." Vanni inarc i fianchi verso di lui, affond i talloni nel materasso, e Paul dovette di nuovo coprire la sua bocca con la propria mentre gemeva. "Ti amo" le disse. "Ti amo da morire." E lei esplose, avvolgendolo ancora una volta nel suo calore pulsante.

Incapace di trattenersi oltre, lui finalmente la segu. Non aveva mai provato niente di paragonabile a questo. Stava facendola sua fino alla fine del tempo: la sua donna, l'amore della sua vita. La colm di s, e con quell'atto le diede per sempre il suo cuore, la sua vita e la sua anima.

Poi la tenne stretta, le accarezz i capelli, le diede dei piccoli teneri baci. "Non ho mai avuto un'esperienza come questa, in tutta la vita" le disse all'orecchio. "Sei una donna straordinaria, e io sono l'uomo pi fortunato della terra."

"Direi che stai recuperando" sorrise lei.

Paul ridacchi. " merito tuo. Con te  tutto cos facile!"

"Andiamo, Paul" rise lei, "non fingere di non saperlo... sei un amante eccezionale. E qualche donna l'hai avuta."

"Non cos tante. E molte cose sono completamente nuove per me." Si puntell sul gomito per guardarla. " la prima volta che faccio l'amore con una donna che voglio accanto a me per tutta la vita. La donna che voglio come compagna, amica, amante, fino alla fine. E come madre dei miei figli. Tu sei tutto quello che mi  mancato finora."

Vanessa tacque per un po'. "Quello che dici  molto dolce" disse. I suoi occhi sembravano ancora pi grandi, e brillavano di lacrime.

"Ed  molto vero." Paul la baci con tenerezza, poi domand: "Adesso non  meglio che vada?".

"No, resta con me. Per favore."

"D'accordo, piccola. Finch mi vuoi accanto a te, rester."

"Ti voglio per sempre" rispose lei in un bisbiglio. " troppo?"

"Potrebbe non essere abbastanza" rispose lui con un altro bacio. "Dammi due minuti in bagno e poi torno da te."

Prese l'asciugamano che aveva gettato sulla sedia e si avventur in corridoio. Fu fortunato perch non c'era nessuno in giro, e pot tornare rapidamente in camera da Vanessa. Si mise sotto le coperte, la strinse a s, e rest sveglio per ore ad ascoltare il suo respiro. Tenerla fra le braccia era un miracolo: e non ci si addormenta quando accadono i miracoli. Li si assapora, si ringrazia chi ce li manda.

Solo all'alba, quando sent il generale che si avviava verso le stalle per nutrire i cavalli, Paul lasci Vanessa e torn di soppiatto in camera propria.

Quando Walt rientr dalla stalla, Vanessa era in cucina con una tazza di caff fumante e Mattie era nel seggiolino a dondolo, accanto a lei. "Buongiorno, pap!" esclam lei allegramente. "Ti sei alzato prestissimo, stamattina."

"Pi o meno come sempre" rispose lui versandosi una tazza di caff. "Tuo fratello mi mancher da morire... comincio adesso a capire come dev'essere stata dura per lui alzarsi all'alba e fare tutto il lavoro nella stalla prima di andare a scuola." Bevve un sorso di caff e aggiunse: "Non mi mancher solo per questo, ovviamente".
 "Per non vorresti che facesse niente di diverso" osserv Vanessa. "Siamo tutti orgogliosi di Tom, e io sono sicura che si far onore."

"Anche questo  difficile. Mandarlo via sapendo che  la cosa migliore per lui, ma sentendo che per me  la peggiore. E adesso perder anche te."

Vanessa lo guard commossa. Non dubitava che il generale avesse saputo incutere un sacro terrore ai suoi soldati; ma quella mattina, seduto al tavolo della cucina accanto al nipotino, era tenero come un cucciolo.

Gli batt un colpetto sulla mano. "Non mi perderai, pap. Non succeder mai."

"Ma va bene cos, sai. Sei una donna giovane e sana, e Paul  un bravo ragazzo - anche se sta cercando di ripopolare il paese..."

"Ma pap!"

"Davvero,  un bravo ragazzo - incidente a parte."

Vanessa si chin verso di lui. "Non mi perderai" ripet. "Ma stamattina ho fatto la valigia, perch vado a casa con lui. Solo per pochi giorni. Saremo di ritorno prima di sabato."

"Non mi sorprende. Piuttosto, mi sorprende che non siate andati via ieri sera."

Lei sorrise, poi domand timidamente: "Ti abbiamo disturbato?"

Walt fece segno di no. "Siamo una strana famiglia" disse. "Certo non la famiglia rigida e puritana che credevamo di essere. Ma i fatti della vita ci hanno cambiati, e hanno modificato le nostre aspettative - almeno le mie." Abbass brevemente gli occhi. "S, ti ho sentita, ma non mi hai disturbato. Erano suoni felici. Ci sono state notti in cui ho sentito te e tuo fratello piangere per le persone care che avevate perduto, tua madre, tuo marito. E sono certo che ci sono state notti in cui Tom, a soli quattordici anni, si domandava che cosa fare con un vecchio generale che piangeva nel suo letto per la moglie morta."

"Oh, pap..."

"La vita  dura, Vanni. Non pu che essere cos, specialmente per le famiglie di militari come la nostra. Ma noi dobbiamo essere forti e fare del nostro meglio per affrontare le difficolt. Se tu sei felice con Paul..."

"Lo amo, pap. Lo amavo gi prima di innamorarmi di lui, se capisci quello che voglio dire. E lui ama me - e anche te."

"Anch'io gli voglio bene. Chiunque faccia quello che ha fatto lui dopo la morte del suo migliore amico merita tutto il mio rispetto."

"Grazie, pap. E ricorda, abbiamo ancora tanto tempo prima che Tom prenda il diploma e parta per la scuola d'addestramento. Anche se io passo qualche giorno a Grants Pass." Vanni rise. "Tom, piuttosto, avr difficolt a trovare tempo per noi. So che Brenda viene al primo posto."

"Partire sar dura anche per lui, ma in breve verr assorbito dalla nuova vita. Gli piacer far parte di una squadra, competere con i compagni e cercare di dimostrare il suo valore... non avr il tempo di sentire la nostalgia." Walt rise. "Certo, la sua ragazza gli mancher. Dopotutto  un uomo!"

Vanessa sorrise. Suo padre aveva visto tanti giovani nel corso della sua carriera: era un buon giudice di caratteri.

"Paul spera di lavorare qui" disse cambiando argomento. "Sembra che il lavoro non manchi, potremo vivere bene."

"Sei stata tu a insistere?" domand suo padre.

"No, non  stato necessario. Virgin River gli piace, qui ha dei buoni amici e gli piace prendere parte alle loro riunioni. Dice che sarebbe bello costruire qui la nostra casa."

"Sarebbe magnifico, tesoro" disse Walt commosso. "Naturalmente non ti impedirei di andare via, se  quello che vuoi, ma egoisticamente sarei molto pi felice di averti vicina."

"Prima dovr sistemare alcune cose. E c' quella famosa questione, sai..."

Non pot finire la frase perch Paul era entrato in cucina. "Buongiorno, signore" salut dirigendosi verso la caffettiera.

Walt si alz in piedi. "Vanni mi dice che stai pensando di venire a lavorare qui."
 "S, infatti, ma prima devo parlarne con la mia famiglia. Quando saremo nell'Oregon, Vanni potr passare un po' di tempo con Carol e Lance, poi conoscer i miei e io far la proposta a mio padre e ai miei fratelli. Spero che non le dispiaccia se porto Vanni con me per qualche giorno" aggiunse. "Torneremo entro sabato."

"Fate bene ad andar via insieme" disse il generale porgendogli la mano. "Cos io potr dormire un po'." E usc dalla cucina.

Dopo solo ventiquattr'ore, gi Paul avvertiva in s dei cambiamenti. Il momento della verit con Vanessa, seguito da una notte fra le sue braccia, gli avevano insegnato parecchie cose. Vanessa era una donna forte, e doveva avere accanto un uomo dotato della stessa forza: un uomo risoluto, determinato, non un indeciso che delegasse ad altri le proprie responsabilit. A lei piaceva il potere, ma non lo voleva per s. Voleva piuttosto sentirlo in chi le stava accanto, in modo da potervisi conformare. Era una compagna formidabile, e voleva un uomo che non ne avesse paura. Se si fosse sentita sopraffatta da una volont pi forte, avrebbe lottato: ma se avesse capito di essere pi volitiva del suo compagno, avrebbe lottato ancora di pi per renderlo suo eguale. Le occorrevano fiducia, passione e sicurezza di s. L'educazione ricevuta le faceva apprezzare la forza fisica unita al coraggio morale, ma amava anche il lato dolce di Paul, come il giusto contrasto a troppa forza. I lutti e i dolori sofferti avevano rafforzato il suo carattere, ma non avrebbe sopportato un compagno che dava per scontata questa forza. Le occorreva un uomo a cui appoggiarsi di tanto in tanto. Poteva essere imperiosa, un po' troppo autoritaria, a volte francamente difficile. Ma era leale, sincera, capace di amare con tutta se stessa. Sapeva ringhiare o fare le fusa, e Paul era ben deciso a portare in superficie entrambi questi lati. E ad adorarli.

In breve, era la compagna perfetta per lui; adesso Paul capiva di essere alla sua altezza, e questo gli dava una gioia indescrivibile. L'orgoglio che risvegliava in lui aumentava la sua autostima e approfondiva il suo amore per lei.

Durante il viaggio verso casa, Vanni dorm profondamente come il piccolo Mattie nella sua culla portatile. Paul la guardava di tanto in tanto, con il cuore gonfio d'amore. Il timore che gli aveva impedito di dirle la verit - e che anni prima, in quel bar affollato, non gli aveva permesso di avvicinarsi a lei e di rivolgerle la parola, era svanito. Adesso era tranquillo, sicuro, sereno. E non riusciva a starle lontano: le accarezzava un ginocchio, le cingeva brevemente le spalle, le sfiorava il viso. Era stato con lei, in lei, le aveva dato piacere, l'aveva fatta sua per sempre. Non aveva pi paura di niente.

Quando stavano per arrivare a destinazione, Vanni si svegli e gli domand se dovevano andare prima dai suoi o a casa Rutledge. "Non chiameremo nessuno fino a domani pomeriggio" disse lui. "Adesso ci fermiamo in un supermercato, compriamo quello che ci serve e passiamo la serata in pace, noi tre da soli. Ci faremo vivi luned, non prima."

Al supermercato Vanni propose di preparargli una cena speciale per esibire la propria abilit di cuoca, ma lui la ferm. "Non perderemo la serata in cucina" disse. "Per questo c' tempo." Cos misero nel carrello pannolini e latte in polvere per Mattie, cereali, uova e latte, il necessario per una sostanziosa insalata, e un pollo arrosto gi pronto.

Vanessa aveva gi visto alcuni lavori eseguiti da Paul, tra cui la casa di Jack e Mel. Ma la sua casa a Grants Pass era un capolavoro di cui lui andava molto fiero. Una massiccia porta di quercia a due battenti si apriva su un atrio spazioso dal pavimento in marmo bianco. Scendendo tre scalini si arrivava a un ampio soggiorno dal pavimento rivestito di folta moquette beige, illuminato da grandi porte finestre che guardavano su un prato verdissimo. Su una parete c'era uno splendido caminetto di pietra, e il soffitto era sostenuto da travi a vista. C'erano due spaziose camere da letto, e lungo tutte le pareti Paul aveva inserito armadi a muro e scaffali per i libri. Nella sala da pranzo, un'intera parete era occupata da un passavivande che comunicava con la cucina. Cucina e sala da pranzo erano collegate all'esterno da una lunga veranda arredata con mobili in legno di sequoia. In un angolo c'era un barbecue.

La cucina era splendida: pavimenti di legno, tavolo e piani di lavoro in granito bianco venato d'oro, pensili con gli sportelli di vetro smerigliato, elettrodomestici da professionista. E un ordine immacolato.

" magnifica" disse Vanessa piena di ammirazione. "Darei qualsiasi cosa per una casa come questa."

"Ti costruir tutto quel che vorrai" sorrise lui.

Poi, mentre Vanessa allattava il piccolo in soggiorno, sistem la culla portatile nella seconda camera da letto. Prepar un vassoio con degli snack, aggiunse un bicchiere di vino per Vanni e una birra per s, e quando Mattie ebbe finito di mangiare tutti e due giocarono un po' con lui. In breve il piccolo cominci a sbadigliare e Paul lo port a fare un sonnellino. Quando torn, Vanni era in cucina a sciacquare i piatti che avevano usato.

Paul avrebbe voluto dirle com'era cambiata la sua vita nel breve volgere di un giorno, ma non trovava le parole adatte. Avrebbe voluto dirle che era stato con altre donne prima di lei, ma che non aveva mai provato quello che provava adesso. Con le altre era stato solo sesso, bench buono e soddisfacente; ma nessuna donna lo aveva accolto con l'intimit e la passione di Vanni. Nessuna gli aveva mai dato quello che lei sapeva dargli. Bastava che le labbra di lui la sfiorassero, che una mano le accarezzasse la spalla, e lei si accendeva. La sua passione era incredibile, il modo in cui rispondeva alle sue carezze era miracoloso, e il solo pensarci gli faceva cedere le ginocchia. Vanessa risvegliava in lui capacit che non sapeva di avere: fra le sue braccia diventava l'amante pi esperto del mondo. Niente inorgogliva un uomo quanto accendere la propria donna con tanta facilit, quanto darle piacere con tanta completezza. Amare Vanessa gli faceva esplodere il cuore di gioia. Ed era meraviglioso sapere senza ombra di dubbio che lei era sua, completamente e totalmente sua.

Ma non avrebbe saputo spiegarle tutto questo. E cos le si accost da dietro, la cinse con le braccia e le baci il collo, la fece indietreggiare verso di s. "Non riesco ancora a crederci" disse baciandola sulle labbra. "Non riesco a credere che adesso posso portarti nel mio letto e amare ogni centimetro di te."

Lei trem fra le sue braccia. "Io non riesco a credere che tu non mi ci abbia ancora portata..."

E poi, tutto ricominci.

La domenica pomeriggio era il momento ideale per darsi un'occhiata intorno, pens Muriel St. Claire. Le strade di Virgin River erano deserte, e lei avrebbe potuto curiosare in giro senza creare troppo subbuglio. La casa che aveva comprato era poco fuori del paese, ma fino ad allora non aveva mai trovato il tempo di vedere com'era il centro. Sembrava un luogo piccolo e tranquillo: lungo la strada principale c'era soltanto un ristorante piuttosto rustico e nient'altro, a parte le case.

Il cartello affisso alla finestra diceva APERTO, cos Muriel parcheggi ed entr. Grazioso, pens. Il classico bar di campagna, legno lucido di cera dovunque, un caminetto acceso, trofei di caccia e pesca alle pareti e due dolci vecchiette sedute a un tavolo di fronte al fuoco. Dietro il bancone del bar, un bell'uomo asciugava dei bicchieri.

Muriel si sentiva un po' troppo elegante nei suoi pantaloni firmati, con una blusa di seta color crema e un blazer di pelle. Bene, la prossima volta avrebbe saputo come vestirsi.

Dopo una prima occhiata le due donne cominciarono a bisbigliare, agitarsi, guardarla in tralice e bisbigliare ancora di pi. Ci avevano messo poco, pens lei. Vivevano in quel posto sperduto, ma sapevano chi era. Il barista le sorrise.

"Bel posticino" disse lei avvicinandosi al bar.

"Grazie, anche a noi piace. Che cosa le servo?"

"Una Coca dietetica."

"Arriva subito." Le porse il bicchiere e domand: " qui di passaggio?".

"No, mi sono appena trasferita." Poi rise e aggiunse: "A dire la verit sono nata poco lontano da qui e ho sempre desiderato tornarci."
 "Lei ha un viso familiare" disse Jack. "Quando  entrata ho avuto una specie di dj-vu... per un secondo mi ha ricordato mia moglie. La prima volta che Mel  entrata qui ho pensato che si fosse persa. Una bionda di classe nel mio locale? Non poteva essere..."

"Mi lasci indovinare. Ha fatto una mossa intelligente e l'ha sposata subito."

"Che altro potevo fare?" disse lui con una risata. "Ormai ero cotto..." Poi le porse la mano. "Sono Jack Sheridan."

"Muriel" disse lei stringendola.

" stata da queste parti ultimamente?" domand ancora lui.

"Ultimamente no. Venivo a trovare i miei quand'erano ancora vivi, ma negli ultimi anni ho fatto solo delle puntatine veloci per cercare una propriet da comprare.

"E immagino che poi l'abbia trovata."

"S, un ranch in fondo a Silverton Road."

Jack aggrott la fronte. "La casa del vecchio Weatherby? Non  mica morto?"

"No, ma finalmente si  deciso a trasferirsi vicino ai suoi figli."

"Non sapevo nemmeno che il ranch fosse in vendita" osserv Jack.

"Probabilmente non lo era. Ma credo che la mia agente immobiliare sia andata parecchio in giro da queste parti, dicendo a tutti che cercava il posto giusto per un compratore che non aveva fretta... E cos alla fine il posto giusto  saltato fuori. Lei conosceva il proprietario?"

"Non proprio" disse Jack passando lo straccio sul bancone. "Era gi in pensione quando sono arrivato qui, qualche anno fa, e aveva gi venduto buona parte del bestiame, tenendo solo due cavalli e un cane. Ogni tanto veniva al bar. Aveva parecchi figli, ma nessuno era rimasto in paese. Sa com', ci si adopera per dare ai figli una buona istruzione e alla fine nessuno vuole il ranch." Gett un'occhiata alle due donne. "Madge e Beatrice" spieg a voce bassa. "Sono tutte agitate perch da queste parti i nuovi venuti attirano l'attenzione."

"Gi, lo immagino."

"Il ranch di Weatherby non ha bisogno di un po' di restauri?" domand Jack.

"Oh, di parecchi restauri" disse Muriel sorseggiando la sua Coca. "Ma  una costruzione solida, ha un bel fienile, e c' un piccolo chalet indipendente. Che diavolo se ne faceva Weatherby?"

"So che la moglie amava dipingere e si era costruita uno studio. Quand' morta, molti anni fa, lui l'ha trasformato in un piccolo appartamento che affittava ai lavoratori stagionali o ai taglialegna. "

"Ah, questo spiega molte cose."

"Per esempio, se non sono indiscreto?"

" una bella camera luminosa con molte finestre, ma era in condizioni pietose, come se fosse stata abitata solo da uomini che non pulivano mai." Muriel bevve un altro sorso di Coca. "La mia agente immobiliare ha assunto una squadra che l'ha ripulita a fondo. Io ho dato una mano di intonaco alle pareti, l'ho arredata con il minimo indispensabile, e posso abitarci mentre restauro la casa vera e propria."

"Non le serve un costruttore?"

"Non ancora. Ne avr sicuramente bisogno, ma ho sognato questa casa per tanto tempo e ho intenzione di fare parecchi lavori da sola. Non sono pazza, so bene che dovr rivolgermi a un esperto per le linee elettriche e le tubature, per posare il pavimento o mettere il tetto. Ma sono bravissima con il pennello, e che ci creda o no ho imparato a giuntare perfettamente la carta da parati."

"E per quanto riguarda armadietti, credenze, rivestimenti e piastrelle?"

"Oh, me la cavo piuttosto bene. Voglio restaurare la casa, non renderla pi elegante. Ha molta personalit e mi piace com'. Certe donne ricamano a piccolo punto, altre amano verniciare e scartavetrare."

Jack scoppi a ridere.
 Proprio in quel momento entr Mel, con David appoggiato al fianco e il pancione prominente. Jack le fece un cenno di saluto, ma senza darle il tempo di accostarsi al bancone Madge e Beatrice la convocarono al loro tavolo e ricominciarono a bisbigliare, dando occhiate a Jack e a Muriel.

Muriel guard la giovane donna con il bambino e cap che si trattava della bionda di classe che Jack aveva sposato.

Pochi minuti dopo Mel si avvicin, pass il piccolo al marito al di sopra del bancone e sorrise alla nuova arrivata. "Muriel St. Claire" disse porgendole la mano. "Che avvenimento. Io sono Mel Sheridan."

Muriel strinse la sua piccola mano forte. "Come sta? Immagino conosca questo tizio."

"Be', s, lo conosco piuttosto bene" rise Mel. "Ha messo quelle due in agitazione, sa? Non riescono a credere che sia proprio lei!"

"Sono proprio io. Mi sono appena trasferita qui."

"Ha affittato una casa per le vacanze?"

"No, ho comprato una casa per la pensione."

"Davvero?" fece Mel corrugando la fronte. "Un po' presto, no?"

"Non direi. Sono pi che pronta per un cambiamento di vita. Sono quarant'anni che faccio film!"

"Ehi, ehi, un momento" intervenne Jack. "Non vi seguo pi."

"Ovvio, tesoro" rise Mel. "Muriel St. Claire  un'attrice molto famosa, che ha cominciato a recitare quando aveva circa..."

"Quindici anni" disse l'altra.

Jack fece un rapido calcolo. "Lei ha cinquantacinque anni?" esclam stupefatto. "Accidenti!"

"Questione di buona manutenzione" minimizz Muriel. "Ne ho cinquantasei e sono stufa di recitare. Be', non proprio di recitare, ma dello stile di vita che ne consegue. Era da qualche anno che cercavo un ranch da queste parti, perch i miei vivevano tra queste montagne. Ho due cavalli, e non vedo l'ora che mi consegnino i miei due cani. Una Labrador marrone, una vera bellezza, che sta seguendo un corso di addestramento nel Kentucky. E un cucciolo che sar svezzato tra due settimane. Spero che siano entrambi buoni cani da caccia."

"Lei va a caccia?" domand Mel cercando di non mostrarsi troppo inorridita.

"Una cacciatrice, eh?" ridacchi Jack.

"Caccio anatre e oche selvatiche" conferm Muriel.

"Jack caccia i cervi" la inform Mel.

"Mi piacerebbe provarci... ma non si possono usare i cani per la caccia al cervo, e io amo cacciare con loro." Poi guard attentamente Mel e soggiunse: "Lei ha un viso familiare".

"Infatti ci siamo gi viste. Forse non se ne ricorda perch  passato qualche anno... Ma prima di venire a Virgin River io vivevo a Los Angeles, e lei frequentava il mio stesso istituto di bellezza. Ci siamo incontrate quattro o cinque volte, e credo che avessimo la stessa estetista." Jack sembrava ancora pi confuso. "Pulizia del viso" gli spieg lei.

"Fantastico" disse Muriel. "E da chi va, qui?"

"A Eureka e a Fortuna ci sono due o tre istituti possibili, ma certo non del genere a cui  abituata... Qui a Virgin River non c' niente." Mel guard le unghie ben curate di Muriel e osserv: "Per una manicure bisogna andare piuttosto lontano".

"Oh, a queste posso dire addio. Avr il mio daffare con il restauro."

"Davvero? Ha intenzione di fare personalmente qualche lavoro?"
 "Ne far la maggior parte" rispose Muriel orgogliosamente. "Che cosa l'ha portata qui da Los Angeles?" domand poi.

" una lunga storia... Volevo cambiare vita dopo aver lavorato per anni come caposala ostetrica in un ospedale di Los Angeles, cos ho accettato un'offerta di lavoro qui, perch era un posto tranquillo con poco pi di seicento abitanti. Doveva durare solo un anno, ma poi Jack mi ha messa incinta e..."

"Guardi che siamo sposati" protest Jack. "Melinda, di' alla nostra ospite che sei felice."

"Felicissima. Jack si  rivelato un'ottima scelta" sorrise lei.

"Muriel ha comprato il ranch oltre i pascoli dei Booth" spieg Jack. "Da qui sono circa quindici chilometri in macchina, ma andando a cavallo lungo il fiume  molto pi vicino."

"Magnifico" disse Mel. "I Booth le piaceranno, vedr... Walt  un generale in pensione, ha due figli adulti e un nipotino nato da poco. Gente deliziosa. In effetti tutti gli abitanti di Virgin River sono molto simpatici, e non vedo l'ora di presentarla un po' in giro."

"Molto gentile da parte sua" sorrise Muriel.

"A pensarci bene, una volta che Madge e Beatrice si saranno attaccate al telefono non ci sar bisogno di presentazioni formali. Forse dovremmo dar loro soddisfazione... che ne dice di andare a salutarle prima che gli vengano le convulsioni?"

"Ma certo, perch no?"

"Aspettate un momento" disse di nuovo Jack. "Avremo in giro un sacco di fotografi e giornalisti?"

"Vuol dire i paparazzi?" rise Muriel. "Ne dubito. Ormai io non faccio pi notizia... e le nuove leve di belle ragazze semisvestite li tengono piuttosto occupati." Gli scocc un sorriso smagliante e si allontan.

Tom era da Brenda, Vanni era partita per Grants Pass con Paul, e per cena Walt aveva due possibilit: arrostirsi una bistecca sul barbecue o andare da Jack. Sal in macchina.

Da Jack c'erano una decina di persone, tutte sedute ai tavoli, eccetto Doc che era al bar. Walt lo raggiunse ma lasci uno sgabello tra loro. Con Doc scambi un cenno di saluto e basta, perch il vecchio dottore non era tipo da lunghe conversazioni. Jack si avvicin con un sorriso e domand: "Che cosa le servo, signore?".

Walt accenn al marsupio vuoto che Jack portava a tracolla. "Hai perso un passeggero?"

"David si sta facendo dare una rinfrescatina" spieg lui con una risata.

"Prender una birra mentre tu mi illustri che cos'ha cucinato Preacher per stasera."

Jack spill la birra e gliela mise davanti. "Ha preparato il suo speciale stufato della domenica. Non so che cosa usa per insaporirlo, ma  una meraviglia... e la salsa sembra catrame da quanto  spessa. Lo stufato  cotto con delle verdure, ma Preacher ci aggiunge un pur di patate morbido e leggero come la seta."

"Mi sembra perfetto" fece Walt bevendo un sorso.

"Vuole che le prepari un piatto da portare a casa?"

"No, stasera ci sono solo io. Vanni  andata nell'Oregon per qualche giorno, con Paul, e Tom non lo vedo molto perch preferisce stare con Brenda."

"Oregon?" fece Jack inarcando un sopracciglio. "Ma non mi dica. Che troveranno mai da fare nell'Oregon?"

"Gi" ridacchi Walt.

"Si direbbe che alcune cose si siano sistemate" osserv Jack. "Questo significa che non vedremo pi in giro quel simpatico dottor Michaels?"

"Credo che il simpatico dottor Michaels sia proprio quel che ha dato una mossa a Paul" rispose Walt. "Un bravo ragazzo, Haggerty. Magari un po' lento."

Jack scoppi a ridere. "Non sia troppo duro con lui, generale. Credo che Vanessa lo abbia spaventato a morte... troppo bella, e troppo intelligente."
 Walt sorrise, chiaramente lusingato dal complimento. "Diavolo, a volte mia figlia spaventa anche me."

"Trasmetto la sua ordinazione a Preacher e torno subito" disse Jack.

Walt era a met della birra quando Mel usc dal retro e si sedette sullo sgabello accanto al suo. "Ehi, salve" disse allegramente. "Jack mi ha detto che era qui."

"Come ti senti, ragazza mia?"

"Pronta a esplodere, ma cerco di resistere." Ammicc a Jack, che aveva rimesso David nel marsupio e usciva dalla cucina con due piatti fumanti. "Le dispiace se mi unisco a lei per cena?" domand al generale.

"Ne sar felice. Jack non mangia?"

"Sono stato in cucina ad aiutare Preacher tutto il pomeriggio, e tra un assaggio e l'altro ho cenato circa tre volte" spieg l'interessato. "Ha mancato di poco la sua nuova vicina, che era qui mezz'ora fa."

"Davvero?" fece Walt attaccando lo stufato. "E chi ?"

Mel si chin verso di lui. "Il nome Muriel St. Claire le dice niente?"

"Mi pare proprio di no." Walt assapor un boccone di stufato che si scioglieva in bocca. "Diavolo, quel Preacher ha proprio un dono" disse.

" un'attrice, Walt" spieg Mel. "E anche piuttosto famosa. Ho visto molti dei suoi film."

Per tutta risposta il generale emise un mormorio e continu a mangiare. "E che  venuta a fare da queste parti?" domand dopo qualche minuto.

"Dice che  nata su queste montagne e ha deciso di comprare un ranch per ritirarsi qui."

"Proprio quel che ci mancava" osserv Walt. "Un'altra dolce vecchietta. Almeno  ricca?"

"A me  sembrata piuttosto benestante" disse Jack. "E non proprio vecchia."

"Che diavolo se ne fa di un ranch una ricca star del cinema in disarmo?" borbott il generale. "Ci alleva galline esotiche?"

Mel ridacchi. "Sa, generale, potrebbe avere qualche sorpresa. Muriel ha comprato il ranch del vecchio Weatherby, dall'altro lato del suo pascolo. Lei dovrebbe preparare una torta e andare a darle il benvenuto. Le ho detto che voi Booth siete molto simpatici."

"Dir a Vanni di pensarci lei, appena torna."

Mel drizz le orecchie. "Vanni  partita?"

" andata per qualche giorno a Grants Pass con Paul" disse Walt senza smettere di mangiare. "Tornano sabato."

"Ma guarda" sorrise Mel. "Lei se lo aspettava?"

Il generale si forb le labbra. "Mia cara ragazza, il dito era sul grilletto da mesi. Quel che non mi aspettavo  che Haggerty ci mettesse tanto a premerlo."

Quando Walt torn a casa la trov fastidiosamente silenziosa. Accese la TV per sentire un po' di rumore, e prese un libro. Gli sarebbe piaciuto che Tom arrivasse con Brenda, e che requisissero la TV per vedere un film romantico; ma era molto improbabile che si facessero vedere. Se riuscivano a fuggire da casa di Brenda si rifugiavano nei boschi, in macchina. Sentiva la mancanza del nipotino, dei suoi pianti e della voce di Vanni che lo calmava. Anche Paul sarebbe stato una compagnia piacevole, con i suoi commenti al notiziario della CNN.

Finalmente, pi per noia che per altro, Walt accese il computer e cominci una ricerca sulla sua nuova vicina. Trov parecchi siti web e una biografia su Wikipedia: Muriel St. Claire, cinquantasei anni, nata a Brother Creek. Cerc la cittadina e scopr che si trovava nella contea di Trinity, al confine con Humboldt. Poi torn a Wikipedia e lesse un elenco dei film girati da Muriel, quasi cinquanta, per non parlare delle serie televisive.

Riconobbe Muriel da una foto, ma solo perch l'aveva vista di recente in Law and Order e in CSI. Il nome in s non gli avrebbe detto niente. Poi esamin attentamente un'altra serie di foto, alcune recenti e altre meno. Muriel era bionda, raffinata, con grandi occhi azzurri. Troppo magra, pens, anche se in abito da sera senza spalline faceva la sua figura. Le foto la ritraevano in pose sensuali, con lo sguardo seducente da star. Ce n'era una scattata a letto, in cui era coperta solo da un lenzuolo di raso. E altre scattate durante la cerimonia degli Oscar o al Festival di Cannes. Con un sacco di gioielli vistosi.
 A sua moglie non erano mai piaciuti i gioielli.

Era una tipica star di Hollywood, pens ancora. Vuota e superficiale, una che sarebbe stata molto pi a suo agio in una lussuosa villa con piscina. Che diavolo faceva in quel vecchio ranch? Se ne sarebbe stancata presto, poco ma sicuro.

"Galline esotiche" borbott. "Ridicolo." Spense il computer e and a dormire.

9

La mattina dopo, molto presto, Vanessa sent che Paul si alzava dal letto e poco dopo le portava Mattie, cambiato, pulito e affamato.

"Buongiorno, angelo mio" sussurr lei dandogli un bacio sulla testolina. Mattie ulul per protesta sentendosi negare la colazione, e lei lo strinse tra le braccia e cominci subito ad allattarlo.

Paul si distese sul letto accanto a loro e li contempl rapito. Quella mattina il piccolo protestava tra un sorso e l'altro, e lui ridacchi: "Si direbbe che stesse morendo di fame!".

"Muore sempre di fame" disse lei. " ora che provi a dargli qualcosa di solido."

"Pensavo che dovessi allattarlo fino ai sei mesi, e lui ne ha solo tre" osserv Paul.

"Gi, ma guardalo... non mangia mai abbastanza. Potrei cominciare con un po' di farina di cereali."

" una meraviglia, e sta crescendo a vista d'occhio" sorrise lui. "Oggi dovresti telefonare ai tuoi suoceri e scoprire quando vogliono che tu li vada a trovare" continu. "Poi io mi metter d'accordo con mia madre per una riunione di famiglia. E mentre sono qui potrei cercare di scoprire qualcosa di pi sulla gravidanza di Terri."

"Forse dovrei conoscere subito la tua famiglia... e accertarmi che non siano tutti pazzi come te" rise lei. "Hai intenzione di dire loro del bambino?"

"No, finch non sono sicuro di come stanno veramente le cose. Ma intendo dir loro di noi due, e informarli che ci sposeremo appena possibile. Non ti dispiace, vero? Perch voglio che lo sappiano tutti!"

"S, anch'io vorrei gridarlo al mondo intero" sorrise Vanni. "Vedi, questo  un aspetto del matrimonio che mi piace. Stare a letto vicini..."

"Con un bambino tra noi..."

Lei rise di nuovo. "Ha le sue esigenze, sai. E se vuoi altri figli sar meglio che ti ci abitui."

Paul accarezz la testolina di Mattie. "Non chiedo di meglio."

"Strano che tu non ti sia sposato secoli fa. Sei cos bravo come padre, e hai questa passione per le donne incinte e i bambini piccoli..."

"Per un certo periodo mi pareva che tutti avessero una moglie incinta o un bambino appena nato, tranne me. Tra i miei fratelli e gli amici, in giro non vedevo che pancioni o pannolini... Di' un po'" riprese dopo un momento, "c' qualche regola per cui bisogna aspettare un po' di tempo tra il dirsi ti amo e sposarsi?"

Vanessa lo guard ridendo. "Se c', non credo che per noi valga. Ci conosciamo da anni, e insieme abbiamo affrontato difficolt che a certe coppie non capiteranno mai."

"Che direbbe tuo padre se ci sposassimo subito?"

"Pap fa paura a tutti tranne che a me" disse lei scrollando le spalle. "Qualsiasi decisione prendiamo a lui andr benissimo."

"La persona a cui penso soprattutto  Tom" osserv Paul.

"Tommy? Perch?"

"Siamo molto affezionati l'uno all'altro, per me  come un fratellino. E quello che prova per te... lui cerca di nasconderlo, ma ti adora. Non possiamo sposarci senza di lui. Voglio che sia presente, e voglio che sia il mio testimone."
 "E la tua famiglia che cosa penser di un matrimonio cos affrettato?"

"Saranno sollevati" rise Paul. "Il terrore di mia madre  che io invecchi e muoia completamente solo."

"Capisco... per non puoi dire alla tua famiglia che una donna aspetta un bambino da te e che ne sposi un'altra, il tutto nella stessa frase."

"Lo so. Cercher di appurare la verit al pi presto, ma la sostanza rimane la stessa. Avr cura di loro, ma tu diventerai mia moglie. Punto e basta."

"Ci hai pensato bene, a quanto vedo."

"Ho avuto tutta la notte per pensarci. Il fatto di stare sdraiato accanto a te nello stesso letto disturba il mio sonno."

"Strano che tu non abbia disturbato il mio..."

"Ho pensato di concederti una pausa, ma adesso la pausa  finita."

Mattie sospir e ricadde all'indietro, sazio e quasi addormentato. Paul si chin oltre la sua testolina per dare un leggero bacio a Vanessa, poi domand: "Vuoi tenerlo in braccio ancora un po'?".

"No, lo metto a dormire" disse lei facendo per alzarsi.

"Resta l, ci penso io." Paul prese il piccolo fra le braccia, Mattie gli appoggi la testa sulla spalla ed emise un sonoro ruttino.

Ridacchiando, Vanni si distese di nuovo e chiuse gli occhi, felice. E poi il suo uomo torn, la prese fra le braccia e copr le sue labbra in un bacio che era tutto tranne che leggero.

Pi tardi, Vanessa telefon a Carol. "Sono in citt per due o tre giorni e ho pensato di portarvi Mattie per una visitina" disse.

"Sei in citt?" domand Carol. "Vuoi stare da noi?"

"No, ti ringrazio. Sto a casa di Paul, perch ho deciso di partire con lui all'ultimo momento. Lui era a Virgin River e ci torner alla fine della settimana."

"Certo che passa parecchio tempo a Virgin River" osserv Carol.

"E ne passer sempre di pi, perch ha ricevuto due offerte di lavoro piuttosto interessanti. Il fatto che venisse a Grants Pass sembrava una buona occasione per portare il piccolo dai nonni."

"Capisco" fece Carol. "Allora vieni a cena da noi stasera."

"Grazie, con piacere."

"Magnifico, ti aspetto alle sei. Hai bisogno che Lance ti venga a prendere?"

"No, mi accompagner Paul."

"Bene. Faremo una grigliata."

Vanni pass la giornata da sola con Mattie, mentre Paul andava in ufficio, controllava i suoi operai, vedeva i fratelli. Alle cinque torn a casa in tempo per fare una doccia e cambiarsi d'abito in previsione della serata dai Rutledge.

Quando Carol apr la porta lo guard stupita. "Paul!" esclam.

"Salve, Carol. Come sta?" domand lui.
 "Benissimo, grazie. Vieni, entra... ehm... ti fermi a cena con noi?"

"Ma certo che Paul si ferma" disse Vanni. "Quando ti ho detto che mi avrebbe accompagnata credevi che mi lasciasse sulla porta? Non pensavi che sarebbe rimasto?"

"S, certo, naturale... aggiungo un posto." Tese le braccia per prendere il nipotino e Vanni glielo porse, perplessa. C'erano delle regole da rispettare, loro erano i nonni di Mattie e Vanni aveva promesso a Matt che il piccolo li avrebbe visti spesso. Ma Carol non mancava mai di metterla a disagio. Entrando in casa Vanni gett un'occhiata alla sala da pranzo e vide la tavola apparecchiata per quattro, il che la meravigli ancora di pi. Poi entrarono in soggiorno - e Cameron si alz dalla poltrona per salutarli.

Cos Carol ci aveva riprovato, pens lei furiosa. E due uomini degni di rispetto e considerazione si trovavano in una situazione insostenibile. Con un sorrisetto di scusa si avvicin a Cameron e gli permise di darle un bacetto sulla guancia. "Ciao, come stai?" gli domand.

"Bene, e tu?"

"Anch'io, grazie." Paul si avvicin e le mise una mano sulla spalla, in un gesto che dichiarava i suoi diritti. A lei dispiaceva per Cameron, ma la sensazione era elettrizzante e non le dispiaceva affatto. Dopo tanto patire, era felice di far sapere al mondo intero che si amavano.

"Cameron" lo salut Paul tendendo la mano. "Come va?"

L'altro la strinse. "Siete in citt per qualche giorno?" domand.

"Gi" rispose lei. "Paul era a Virgin River per il weekend e io ho deciso di tornare qui con lui per conoscere i suoi. Sto a casa sua."

"Ah" fece Cameron che aveva capito benissimo.

In quel momento arriv Lance, che vedendo Paul lo salut con calore. "Paul, ragazzo mio, come va?"

"Magnificamente. E lei?"

"Molto bene anch'io. Dov' mio nipote?"

"Carol lo ha portato in cucina" rispose Vanni.

"Be', ragazzi, non voglio essere scortese ma devo assolutamente vederlo. Torno subito!" E scapp via.

Loro tre rimasero soli, e dopo una pausa fu Cameron a rompere il silenzio. "Bene, a quanto pare c' stato un malinteso" disse con una risata.

Vanni scroll la testa. "Proprio non capisco. E ti chiedo scusa..."

"Oh, io capisco benissimo" intervenne Paul. "Carol ha un piano preciso, e ovviamente si  ben guardata dal consultare gli interessati."

"Non ci lasceremo rovinare la serata, vero?" disse Vanni coraggiosamente.

Cameron le scocc un sorrisetto. Carol usc dalla cucina reggendo in mano due piatti, un tovagliolo e delle posate, ma lui la intercett. "Aspetta, Carol... devo andare via, mi hanno appena chiamato sul cercapersone" ment. "Scusa, ma non posso proprio restare. Mi dispiace."

"Oh, che peccato... sei sicuro?"

"Purtroppo s" disse lui. Si chin verso Vanni e le diede un bacio sulla guancia. "Hai un aspetto magnifico" le disse sottovoce. "Sono contento di sapere che sei felice." Diede un colpetto sulla spalla a Paul e si diresse verso la porta.

Paul sfior il braccio di Vanni. "Torno subito" le disse all'orecchio. E segu Cameron.

Lui era gi quasi arrivato alla macchina quando Paul lo chiam. "Ehi, amico... mi dai un minuto?"

Cameron si volt. "Va tutto bene, Paul, non occorre che tu dica niente. Non preoccuparti."
 "Non sono preoccupato" replic Paul facendo altri due passi verso di lui. Cos facendo not la differenza tra loro: lui in jeans e stivali, l'altro in pantaloni di lino, camicia di seta e scarpe italiane - probabilmente l'uomo pi elegante di Grants Pass. "Ma hai diritto a una spiegazione su me e Vanessa. Vedi, quella di stasera  stata una sgradevole trappola."

Cameron si mise le mani in tasca ed emise una risatina. "In effetti  stato piuttosto spiacevole, ma forse pi per voi due che per me."

"Non so che cosa ti abbia detto Carol - e che cosa l'abbia spinta a invitarti a cena - ma la verit  che io sono innamorato di Vanessa da anni. Naturalmente non gliel'ho mai detto, dato che era sposata con il mio migliore amico. Non avrei mai fatto un torto a Matt! Ma dopo la sua morte e tutto quello che abbiamo passato insieme, il mio sentimento si  fatto ancora pi forte. Mi ci  voluto un bel po' per confessarglielo... e mi dispiace davvero se tu hai avuto un'impressione sbagliata."

"La conosco da poche settimane, sai. Non mi ha mai confidato granch."

"Abbiamo intenzione di sposarci" continu Paul.

L'altro si irrigid, ma riusc a sorridere. "Congratulazioni. Sono certo che sarete molto felici."

"Senti, Cameron " riprese Paul, "capisco bene che tu ti sia preso una cotta per lei. Quale uomo non lo farebbe? Ma voglio che tu lo sappia,  solo colpa mia. Avrei dovuto parlarle subito, prima che Carol organizzasse quel primo incontro tra voi. Non ho scuse. Sapevo benissimo di amarla. Ma il mio amico Matt era morto da poco e io... be', non volevo turbarla."

"Be', avrebbe potuto parlare lei..."

"C' una spiegazione anche per questo. Dopo la nascita del bambino non mi sono fatto vivo per un po', perch cercavo di darle tempo e di chiarirmi le idee. Per me era molto difficile invadere il territorio di Matt, anche se lui non c'era pi. E cos le ho dato l'impressione di non provare alcun interesse per lei." Scroll la testa. "Vedi, io con le donne non ci so fare... diciamo pure che sono molto goffo. Ma alla fine ci siamo spiegati, e ci siamo detti quello che proviamo l'uno per l'altra. E adesso possiamo andare avanti insieme. Mi dispiace molto, amico" continu tendendo la mano. "Tu sei una brava persona e hai tutte le virt. Non c' ragione per cui io debba avere la meglio."

Cameron rise e accett la mano di Paul. "Forse ci sono un sacco di ragioni. Senza rancore, Paul."

"Grazie. E, detto tra noi, vorrei che Vanni non ne soffrisse.  cos sensibile... e io so che ha un'altissima opinione di te."

"Lo so. Ma non devi preoccuparti, sai."

"Non la merito, ne sono consapevole. Ma far tutto il possibile per renderla felice... e spero che anche a te tocchi la mia stessa fortuna."

"Potresti gongolare" osserv Cameron con un sogghigno. "Hai avuto la ragazza pi bella."

"Gi. Chiss che cos'ha trovato in me." Paul rise a sua volta. "Ma uno come te non avr difficolt. La donna giusta arriver molto presto."

"Guarda che tra noi non c' mai stato niente" riprese Cameron. "Sono un po' deluso,  vero, ma Vanni e io eravamo soltanto amici. Te lo dico per rassicurarti, non ti creer alcun problema."

"Non ne dubitavo. Non ci ho messo molto a capire che sei una persona come si deve."

Cameron sorrise. "Davvero? Be', non sono il solo."

Il piccolo Mattie era con Lance, Carol era probabilmente in cucina, e Vanessa, seduta sulla poltroncina che Cameron aveva lasciato da poco, ribolliva di rabbia. Prese il bicchiere che lui aveva abbandonato sul tavolino, bevve un sorso di whisky e fece una smorfia per il sapore forte; e aspett. Qualche minuto dopo Carol finalmente ricomparve.

"Be', devo dire che  stato un po' imbarazzante" disse. "Non avevo capito che avevi invitato anche Paul."

"Ma davvero? E io non ho capito perch non l'hai invitato tu. Era il migliore amico di Matt, e sai bene quanto sia importante per me."

L'altra si irrigid, indignata. "Non sono sicura di saperlo" ribatt.

Vanni si alz per guardare la suocera negli occhi. "Allora permettimi di essere molto chiara. Per me Paul  la persona pi importante del mondo. Era a Virgin River quando Matt  stato ucciso, e io gli ho chiesto di restare fino alla nascita del bambino - anzi, gli ho chiesto di restarmi accanto durante il parto. Lo conosco da anni, gli ero affezionata, avevo la pi completa fiducia in lui.  una persona meravigliosa - tanto che Matt gli aveva chiesto di aver cura di noi se gli fosse successo qualcosa. Perch  tanto difficile per te capire che sono arrivata ad amarlo?"

"Non potevo davvero immaginarlo" ribatt Carol in tono denso di collera. "Matt  morto da cos poco!"

"Non cos poco, visto che hai cercato di accoppiarmi con un dottore."
 Carol la guard furibonda, con le labbra strette. "Come osi... questo  davvero troppo!"

"No, no, come osi tu a trattare Paul come se fosse un essere inferiore? Vergognati! Era il migliore amico di Matt."

"Non era mia intenzione! Non volevo certo..." Carol deglut. "Pensavo solo che Cameron fosse perfetto per te!"

"Cameron sapeva di me e Paul. Che cosa diavolo gli hai detto per farlo venire qui stasera?"

"Gli ho detto... be', che Paul ti avrebbe dato un passaggio, e che tu avevi piacere di vederlo. Non credevo di aver frainteso. Tu hai detto che Paul stava tornando da Virgin River, che questa ti era sembrata una buona occasione per farci visita e..."

"Perch non mi hai semplicemente domandato se mi faceva piacere che Cameron venisse a cena? Perch non ascolti mai quello che dicono gli altri?"

"Io ascolto sempre gli altri!" ribatt lei indignata.

"No, non lo fai. Io ti dico che non mi piace il color corallo per gli abiti delle damigelle d'onore, e tu fai confezionare gli abiti e li imponi alle mie amiche. Io ti dico che non voglio che tu mi organizzi un appuntamento, e tu inviti quel poveretto a cena non una ma due volte. Io ti dico che sto a casa di Paul e che lui mi accompagner qui, e tu organizzi la tua cena privata senza chiedere niente a nessuno. Cameron  una brava persona e non merita quello che  successo stasera! Ed  inaudito che tu umili Paul in quel modo, un uomo che conosci da anni e che amava tuo figlio come un fratello... che tu lo tratti come il mio autista aggiungendo il suo posto all'ultimo momento, come si fa con un ospite indesiderato!"

"Non potevo immaginarlo" ripet Carol. "Non Paul!"

In quel momento Lance, con il nipotino appoggiato alla spalla, entr in soggiorno e guard la moglie corrugando la fronte.

"Stavo solo cercando di aiutarti" riprese Carol. "Per Mattie poteva essere un bene essere cresciuto da un dottore anzich da un..." Non fin la frase e distolse lo sguardo, a disagio.

Vanessa rise senza alcun allegria. Sua suocera lavorava nell'ambiente immobiliare, eppure non aveva idea di quanto fosse stimato e considerato l'uomo che aveva costruito alcune tra le case pi belle della zona. E il successo di Paul nel lavoro non contava quanto il fatto che fosse una persona meravigliosa, e che sarebbe stato un padre eccezionale. "Paul  un partito talmente buono che tu non lo immagini neanche, ma non perder il mio tempo a fartelo capire. Sono stufa marcia del tuo modo di fare, e non intendo sopportarlo ancora." Prese il bambino dalle braccia di Lance mentre Paul rientrava. "Mi dispiace, Lance, ma noi ce ne andiamo.  stata un'esperienza orribile, e non voglio subirla un'altra volta."

Poi guard verso Paul, che stava in piedi sulla soglia, e nei suoi occhi vide calore, comprensione, pazienza. Con lui non avrebbe mai avuto brutte sorprese.

Lo raggiunse e si volse ancora una volta a guardare la suocera. "Impara a tener conto dei sentimenti degli altri, Carol. Quello che hai fatto stasera  stato cos meschino e di cattivo gusto che non me lo aspettavo nemmeno da te." Detto questo, lei e Paul se ne andarono.

La sera dopo dovevano andare a cena dagli Haggerty, e Vanessa era un po' preoccupata. Dopo quello che aveva dovuto sopportare da Carol Rutledge, temeva di trovarsi in un'altra situazione difficile - e il fatto che Paul fosse cos tranquillo e gentile non bastava a rassicurarla. Anche Matt era stato affascinante e divertente, eppure sua madre era un incubo...

Quando Paul ferm la macchina davanti alla grande villa, lei deglut. Un'altra casa imponente, pens. Sapeva che l'impresa degli Haggerty era molto ben avviata, ma la loro evidente ricchezza la innervosiva non poco. Il denaro sembrava il fulcro su cui poggiava l'opinione che molti si facevano dei propri simili, anche se queste opinioni avevano assai poco a che vedere con le vere qualit della vita.

Ma lo scenario era del tutto diverso. Marianne Haggerty corse ad aprire la porta non appena sent la loro macchina, asciugandosi le mani in uno strofinaccio da cucina che poi si gett sulla spalla. Era una donna piccola e tonda, con i capelli grigi, un sorriso accattivante e un viso pieno di graziose fossette. Dietro di lei stava un uomo alto come Paul, con i suoi stessi capelli color sabbia striati per di grigio.

Marianne diede a Paul un rapido bacio sulla guancia, poi concentr la propria attenzione sul piccolo Mattie. "Mio Dio... il bambino di Matt, che meraviglia... E che gioia conoscerti, Vanessa. Posso prenderlo in braccio?"

"Ma certo" sorrise lei porgendole il bambino.

Marianne e Stan coccolarono il piccolo come due veri nonni, sorridendogli e dicendogli paroline affettuose - e quasi ignorando Vanni e Paul. Poi, d'improvviso, Marianne scoppi in lacrime. Stan cinse le sue spalle e le sussurr dolcemente: "Su, tesoro, non fare cos..." Poi anche i suoi occhi si inumidirono e una lacrima gli scese lungo la guancia.

"Adesso basta, voi due" disse Paul. "Smettetela... non turbate Vanessa."

"Mi dispiace" disse Marianne. Si asciug gli occhi e guard Vanni con un sorrisino tremulo. "Non hai idea di quanto sono felice di poter vedere questo bambino, di tenerlo fra le braccia. Adoravamo Matt... io l'ho sempre considerato come uno dei miei figli."

"Mamma, se non smetti di piangere mi riprendo il bambino" disse Paul.

Vanessa gli mise una mano sul braccio e scroll leggermente il capo, con un sorriso. Era bello vedere qualcuno che si emozionava in quel modo. I Rutledge non lo avevano mai fatto. Era chiaro che amavano l'unico nipote, ma a volte il loro autocontrollo era esagerato.

"Birra" decise Paul. "Ci vuole una birra, cos ci calmiamo tutti."
 Stan rise, bench un po' a fatica. "Giusto. La birra  quello che ci vuole. Coraggio, entrate." Prese Vanni per mano e la condusse in casa, asciugandosi le guance con il dorso dell'altra mano.

Vanni attravers l'ingresso, un bellissimo, grande soggiorno con un enorme caminetto di pietra, una sala da pranzo, un'ampia cucina, e giunse infine su una veranda di legno arredata con raffinati mobili di giunco che sarebbero stati perfetti anche in un salotto.

"Avete una casa straordinaria" disse.

"Se vuole pi tardi le faccio fare un giro" sorrise Stan. "La casa di un costruttore deve essere bella per forza, perch la gente la prende a esempio.  molto pi grande di quanto ci servirebbe, ma Marianne vuole avere spazio per i figli. Allora, che cosa beviamo?"

"La birra per me va benissimo" disse Vanessa.

"Anche per me" disse Marianne tenendo il piccolo appoggiato alla spalla. Si sedette su una sedia accanto a Vanessa e aggiunse: " un bambino bellissimo... e cos tenero!  buono?".

"Oh, s. Dorme tutta la notte e non  mai di cattivo umore. Ma naturalmente  viziatissimo, e quando sar un po' pi grande temo che ce la far pagare."

"I bambini non si viziano mai abbastanza" sorrise la donna.

"So da Paul che lei ha cinque nipoti."

"S, tre maschi e due bambine. Sono tutti molto in gamba, ma questo piccolo... oh, lo mangerei di baci!" Marianne guard Vanessa e le mise una mano affettuosa sul braccio. "Siamo tutti cos dispiaciuti per il tuo lutto, cara. Matt ci manca molto."

"Grazie. E grazie anche dei bellissimi fiori che ha mandato."

" stato bello che Paul fosse presente alla nascita di questo tesorino. Lui ne parla spesso."

Vanni rise. "Le ha anche detto quanto si  dato da fare per evitarlo?" domand mentre Paul ritornava sulla veranda. Lui le porse una birra e si mise in piedi dietro la sua sedia, con una mano appoggiata alla sua spalla.

"Questo non lo ha mai ammesso, ma non mi stupisce" ridacchi Marianne.

Vanni sollev la mano ad accarezzare quella di lui, e notando il loro gesto Marianne scambi un'occhiata con il marito.

"Proprio cos, mamma" disse Paul. "Quando ho detto a Vanni che voi siete dei nonni meravigliosi, lei ha accettato di sposarmi - e di avere altri bambini. Perci vedi, non diventer un vecchio scapolo." Vanni si gir a guardarlo e vide che sorrideva con affetto alla madre.

"Oh" sorrise Marianne con una certa sorpresa. "E da quanto va avanti questa storia?"

"Per me, da parecchio" disse Paul. "Lei ha ceduto solo qualche giorno fa. Ma credo possa confermare che  felice."

"Oh, s" sorrise Vanni. "Sono molto felice."

Stan tese la mano al figlio. "Congratulazioni, ragazzo mio. Una bellissima notizia." Poi si chin a deporre un bacio sulla guancia di Vanessa. "Benvenuta, figliola.  un onore averti nella nostra famiglia."

"Magnifico" esclam Marianne. "Posso continuare a tenermi in braccio questo piccolo!" Poi guard Vanessa. "Ti prego di scusarmi, cara. Anch'io sono felice di accoglierti in famiglia. Te e Mattie!"

Poco dopo arriv il resto della famiglia, Mitch con la moglie Jenny e i tre bambini, North con Susan e le due bimbe. Le due giovani donne avevano dei contenitori di cibo per contribuire alla cena. Vanni fu accolta con calore, il piccolo fu passato da uno all'altro e coccolato, e finalmente Paul si impadron di lui mentre Vanessa andava in cucina con le altre per aiutare a preparare la cena.

La tavolata di otto adulti, cinque bambini e un neonato risult animata e alquanto rumorosa, ma Vanni si sent molto pi a proprio agio in quell'allegro caos di quanto si fosse mai sentita a casa Rutledge. Marianne aveva una vita ideale, pens. Circondata da una famiglia amorevole, con tanta vita attorno a lei.  questo che voglio, si disse. Una famiglia come questa.

Prima di cominciare la cena, Stan si alz con il bicchiere in mano e brind al fidanzamento di Vanessa e Paul. L'annuncio fu accolto con grida di gioia, abbracci, una ridda di domande sulla data delle nozze. "Ci sposeremo il pi presto possibile" risposero Paul e Vanessa. "Perch aspettare? In fondo ci conosciamo da anni!"

Quando la cena fin tutti continuarono a chiacchierare mentre sparecchiavano, poi Vanessa aiut Marianne e le due cognate a sistemare i piatti nella lavastoviglie. Sulla veranda, Paul cercava di tener buono Mattie che cominciava a reclamare la sua poppata. Il piccolo si agitava e frignava, ma Paul teneva tutto sotto controllo e sembrava perfettamente a proprio agio.
 Quando l'ultimo piatto fu sistemato Vanessa chiese a Marianne il permesso di allattare suo figlio in una delle camere da letto. "Ma certo, tesoro" disse la donna, "Per guarda che da noi nessuno si sente a disagio in presenza di una mamma che allatta. Nemmeno i bambini. Vai in una delle camere se preferisci, oppure stai qui con noi. Non ci facciamo problemi, sai."

"Ma gli uomini?" domand lei perplessa.

La moglie di North ridacchi. "Si fanno ancora meno problemi" disse. "La prima volta che dovevo allattare Angie mi coprii pudicamente con una copertina... e Stan si avvicin, sollev la coperta e grid: "Ehi, Marianne, tesoro, vieni a vedere com' affamata questa piccolina!."

"Oh, cielo" disse Vanni. "Credi che gli uomini resteranno fuori ancora un po'?"

"Credo che Stan aspetter che tu ti sia abituata a noi prima di esibirsi nelle sue marachelle" rise Marianne. "Ma bada bene, non ci metter molto."

Alla fine Vanni decise di restare in soggiorno. And a prendere il piccolo e si sedette sul divano per allattarlo, mentre le altre la tempestavano di domande su Paul e su com'era cominciato il loro amore.

Sulla veranda, Paul parlava con i suoi soci in affari - che erano anche la sua famiglia. "Credo che Virgin River e le cittadine della zona siano una buona fonte di guadagno. Quando Jack cercava un costruttore per finire la sua casa non  riuscito a trovare nessuno, e questa  la ragione per cui sono finito l. Questa, e tutti gli straordinari che era disposto a pagarmi" aggiunse con un sogghigno.

"E come pensi di fare?" domand Mitch.

"Potrei aprire una filiale della ditta e tutti noi potremmo dividerci i profitti, o potrei usare la mia quota di questa casa per aprire una societ mia. Lascio decidere a voi."

" Tu hai molte azioni della ditta" disse Stan. "Se vuoi convertirle in denaro liquido non hai che da dirlo."

"Ma pap, io non voglio sottrarre del denaro alla tua societ!"

"Non  la mia societ, figliolo. Ci abbiamo messo tutti impegno e sudore,  nostra. Noi ci sosteniamo l'un l'altro, no?"

"Vanni si trasferirebbe qui se glielo chiedessi, ma a Virgin River io ho parecchi interessi" continu Paul. "C' del lavoro sicuro, c' il padre di Vanni che adesso  solo... e poi c' Matt. Voglio che Mattie abbia un legame con suo padre, che a poco a poco impari a conoscerlo per l'uomo eccezionale che era. Grants Pass non  lontano" aggiunse, "e se tengo la casa e a Virgin River non ho dei contratti potrei tornare a lavorare qui di tanto in tanto. Sai bene che non sar mai troppo lontano, pap. Ma lass  cos bello... mi piacerebbe davvero vivere l con mia moglie e i miei figli."

"E allora ti aiuteremo" disse Stan. "Virgin River sembra un posto ricco di opportunit."

"Oh, lo , e inoltre potremmo dar lavoro a molte persone. Il paese  un po' isolato, ma nella zona ci sono decine di cittadine in fase di crescita. Non credo che lo rimpiangerai, pap, ma preferirei che non ti assumessi tutti i rischi. Posso permettermelo."

Stan sorrise. "Vuoi dire che ti abbiamo permesso di arricchirti al punto da aprire una tua ditta?"

Paul ricambi il sorriso. "Proprio cos..."

"E allora dovrai darci una fetta della torta."

"Sono d'accordo" disse Mitch.

"Mi dispiace perderti" intervenne North. "Se apri una nuova filiale, qui dovremo mettere qualcun altro a dirigere le operazioni. E tu sei il migliore sulla piazza."

"Per sono stato parecchio assente a partire dall'autunno scorso" gli fece notare Paul.

"Questo  vero" ammise Stan, "ma direi che  stato un buon investimento dal punto di vista professionale e personale. Qualcuno di voi ha dei sigari? Dobbiamo festeggiare."

"Tu hai dei sigari" disse North.

"Gi,  vero" rise Stan alzandosi.

Paul guard i fratelli con affetto. "Sapete, ragazzi, dovete proprio venire a Virgin River. Vi piacer."
 10

Vanessa e Paul continuavano ad andare a Grants Pass durante la settimana, per poi rientrare al sabato. Walt era molto felice di vederli, ma poich sapeva bene che avevano bisogno della loro privacy cercava di restare fuori casa il pi possibile. Lavorava pi a lungo nella stalla, e spesso usciva per delle lunghe cavalcate la mattina presto o nel tardo pomeriggio. Come risultato, dormiva sonni tranquilli.

Quel venerd sera, dopo aver cenato piuttosto presto senza Tom che era come sempre a casa di Brenda, Walt lasci i due colombi a rigovernare e usc per una cavalcata. Stava procedendo al piccolo trotto lungo il fiume quando un animale non meglio identificato saett davanti a lui tagliandogli la strada. Walt tir le redini per fermare Patriot, poi sent gli zoccoli di un altro cavallo e un fischio lacerante. La palla di pelo marrone si ferm di schianto e si sedette, ansimando.

Un cavallo arriv al galoppo, con una bella donna in sella. L'amazzone portava un cappello da cowboy, ma l'ampia tesa non nascondeva del tutto la carnagione perfetta, le guance rosee e la bocca color corallo. "Buona, Luce" disse la donna. "Ferma."

Il cane si alz da terra e si avvicin alla padrona scodinzolando.

"Le chiedo scusa" disse la donna a Walt. "Spero che non abbiamo spaventato il suo cavallo."

"No, va tutto bene. Bello, il suo cane."

"Si chiama Luce.  una Labrador per la caccia alla selvaggina da piuma, ma non  ancora perfettamente addestrata. E io mi chiamo Muriel. Siamo vicini, vero?"

"Gi. Io sono Walt Booth, e devo dire che sono un po' imbarazzato perch avevo intenzione di cuocere un dolce e portarglielo per darle il benvenuto... ma poi non l'ho fatto."

Lei rise. "Scommetto che in realt voleva incaricarne sua moglie."

"Sono vedovo" la inform lui. Si tolse il cappello per salutarla, da vero gentleman, e si domand che aspetto avevano i suoi capelli. Questo avrebbe dovuto metterlo in allarme.

"Oh, mi dispiace tanto" disse Muriel.

" successo anni fa" rispose Walt lisciandosi i capelli. "E lei  sposata?"

"Parecchie volte" rise Muriel. "Ma sto cercando di smettere."

"Non le sar difficile, qui... a Virgin River non c' molta vita mondana. A che cosa le serve un Labrador?"

"Mi piace cacciare, ma non so quanto potr farlo quest'anno con la casa da ristrutturare. Luce per ha bisogno di muoversi, e penso di metterla in acqua tra non molto in modo che non perda la sua abilit. Tra un paio d'anni le far fare una cucciolata, perch ha un pedigree molto buono."

Walt diede un'occhiata alle mani di lei. Unghie corte, niente smalto e niente anelli.

"Lei va a caccia?" domand Muriel.

"Non lo faccio da qualche anno, ma ho intenzione di ricominciare molto presto." Muriel gli sorrise, riconoscendo il tentativo di flirtare. "Sa" riprese lui, "credevo che in quel ranch lei si mettesse ad allevare pavoni o cose del genere. Non che ci lavorasse e addestrasse un cane da caccia."

Muriel chin la testa da un lato. "E perch mai pensava questo?"

"Mel mi ha detto che la mia nuova vicina era una star del cinema, cos ho cercato su Internet e ho visto un bel po' di sue foto. Belle foto" disse arrossendo suo malgrado.

"Benedetto Internet" rise lei. "C' altro che vuol sapere?"

Walt pens che probabilmente avrebbe cercato di scoprire chi erano tutti quei mariti - ma non subito. "Non me ne intendo di film... non ne ho visti molti. E mi intendo ancora meno di star del cinema."

"Io sono una ex star" disse lei. "E al momento scartavetro pavimenti, vernicio, porto fuori mucchi di spazzatura e addestro il mio cane. Tra poco ne avr un altro. Ho scelto i genitori e la cagna ha appena figliato, perci aspetto soltanto che il cucciolo sia svezzato. Non sono una gran cuoca, sono negata per i dolci, ma si d il caso che metta lo zucchero nel caff... in caso lei ne volesse prendere in prestito una tazza per la torta che vuole prepararmi."

"Mia figlia trentenne ha un uomo" si sorprese a spiegare lui. "Una bravissima persona. Viene a trovarla tutti i weekend, perci io cerco di stare parecchio fuori casa. Quanto zucchero ha in dispensa?"
 "Oh, un bel po'" sorrise lei.

"Potrei averne bisogno domani sera" disse Walt. "Sa, il fidanzato di mia figlia si ferma qui fino a domenica."

"Ah, davvero?" Poi Muriel fece voltare il cavallo nella direzione da cui era venuta e chiam: "Luce!" con due brevi fischi. La Labrador arriv a grandi balzi. La donna si volt a mezzo e da sopra la spalla e disse: "Allora porti una bottiglia di vino rosso." Poi mise il cavallo al piccolo trotto e segu il cane.

Walt rimase fermo a seguirla con gli occhi finch non fu sparita. "Diavolo!" esclam.

La sera dopo, Vanessa e Paul decisero di andare a cena da Jack, e ovviamente pregarono Walt di unirsi a loro. "No, grazie" disse lui. "Vedo Jack anche troppo durante la settimana, perch Tom cena da Brenda e io non ho voglia di cucinare per me solo. Anzi" aggiunse, "magari me ne vado a Clear River. C' un piccolo bar dove non mi conosce nessuno... potrebbe essere un'idea."

"Sei sicuro, pap?" domand Vanni.

"Sicurissimo. Voi andate a cena e divertitevi. Ci vediamo pi tardi - o domani mattina."

Quando i due se ne furono andati Walt fece la doccia, mise un po' di dopobarba e and a scegliere una buona bottiglia di rosso nella cantinetta. Poi prese le chiavi della macchina e usc.

Parcheggiando davanti al ranch, poco dopo, si domand se non stesse facendo la figura del vecchio idiota che d la caccia alla famosa star. In effetti la caccia non era nemmeno cominciata, loro erano solo due vicini che bevevano un bicchiere di vino insieme... Ma in quel momento Walt si sentiva addosso tutti i suoi sessantadue anni, e anche se secondo Wikipedia Muriel non era tanto pi giovane di lui sembrava una ragazzina al suo confronto. Ed era molto pi sicura di s!

La propriet era costituita da una vecchia casa a due piani con un'ampia veranda, uno chalet staccato, un fienile e un recinto. Walt non sapeva dove cercare la nuova vicina, ma si avvicin alla porta principale e buss. "Sono qui" grid lei. "Entri!"

Nell'ingresso venne accolto da una Luce scodinzolante e molto affettuosa. Muriel era in cima a una scala, con in mano una cazzuola sporca di cemento. Vedendolo appoggi l'utensile in un vassoio e disse: "Ah, bene. Ora della pausa." Si ripul le mani in uno straccio che poi ricacci nella tasca della tuta macchiata di vernice.

Ecco, pens lui. Si era messo in ghingheri, dopobarba compreso, e lei non si era nemmeno pettinata o truccata. E stava benissimo cos. "Cos' che sta facendo?" le domand.

"Stucco le pareti. Dopo di che dar una mano di intonaco, incoller i battiscopa e i listelli alla base del soffitto."

Walt si guard intorno. La casa era tutta sottosopra, in fase di restauro intensivo. Le mostr la bottiglia mentre lei scendeva dalla scala e domand: "Questa va bene?" .

"Benissimo. Mi dia il tempo di ripulire i miei attrezzi." Prese la bottiglia, il vassoio di cemento e la cazzuola e si allontan, presumibilmente verso la cucina. Walt sent l'acqua scorrere. Due minuti dopo Muriel torn. "Venga con me. Andiamo, Luce!"

Walt la segu fuori casa e attraverso il cortile fino allo chalet, dove lo attendeva un'altra sorpresa. L'interno era un unico, grande locale, che in tempi andati doveva aver ospitato almeno sei letti per i lavoranti stagionali. Adesso c'era un letto in un angolo, un divanetto e una poltroncina poco lontano, un tavolino quadrato con due sedie, e lungo una parete alcuni elettrodomestici di dimensioni ridotte: un frigobar, un forno a microonde, un fornello a gas, un lavello, un pensile e un mobiletto con un'anta e due cassetti. Il bagno occupava l'angolo opposto, e aveva un WC, un lavabo e una piccola doccia, il tutto all'aperto e senza porta.

La stanza era stata sistemata con un certo gusto. Le pareti erano state ridipinte, divanetti e poltrone erano rivestiti di un tessuto nei toni del rosso, arancio e verde pallido. Il copriletto riprendeva i colori principali.

Mentre Walt osservava tutto quanto, Muriel prese il cavatappi da uno dei cassetti e glielo porse con la bottiglia, poi apr lo stipo e prese due bicchieri.

"Un posto grazioso" disse lui stappando il vino. "Spero di non aver bisogno del bagno mentre sono qui. E soprattutto spero che non ne abbia bisogno lei."

Muriel scoppi a ridere, poi sollev con una mano sola un'asse di legno che stava appoggiata al mobile della cucina e la poggi tra la poltrona e una estremit del divanetto. "Tavolino istantaneo" spieg. "La prego, versi il vino."

Dal frigorifero estrasse un piatto da portata coperto dalla pellicola, poi prese una scatola di cracker dallo stipo e depose il tutto sul tavolino improvvisato. Il vassoio conteneva prosciutto e salame a fette, formaggio, olive, verdure crude e hummus. "Ah" disse lui, "dunque mi stava aspettando."

Lei rise. "Walt, questa  la mia cena."

"Invitarla a cena non mi manderebbe certo in rovina" comment lui.

"Ne ho preparato il doppio in caso lei fosse venuto a prendere la famosa tazza di zucchero."

"Davvero non sa cucinare?" domand Walt. "Mangia solo cose come queste?"
 "Mi sa che non le baster" rise lei intingendo un gambo di sedano nell'hummus. "Pu sempre cucinarsi uno stufato quando torna a casa."

Se cominciamo a frequentarci, al cibo dovr pensare io, pens Walt.

E lei pens: Se cominciamo a frequentarci metter su qualche chilo.

"Dall'esterno questa sembra pi una foresteria" osserv lui.

"Lo era. Cio, prima era uno studio per la moglie del proprietario, che amava dipingere" spieg Muriel indicando i due lucernari sul soffitto, "poi  diventata un dormitorio per i lavoranti stagionali. Credo che la cucina e il bagno siano stati aggiunti in un secondo tempo. La mia agente immobiliare ha fatto portar via tutti gli ingombri che erano rimasti, io ho dipinto le pareti e l'ho arredata alla bell'e meglio. Vivr qui mentre restauro la casa. E se deve proprio usare il bagno, quello di casa funziona benissimo. Con una porta che si chiude e tutto quanto."

Bevve un sorso di vino e chiuse gli occhi un istante, in segno di apprezzamento. "Mmh" disse. Poi tocc il bicchiere di lui con il proprio. "Al buon vicinato."

"Lei non  esattamente quello che mi aspettavo da una star del cinema. Stucca e dipinge le pareti, vive in un monolocale..."

"Interessante" fece Muriel appoggiandosi alla spalliera. "Lei invece  esattamente quello che mi aspettavo da un generale."

Lui corrug le sopracciglia. "Ah, davvero?"

"Gi. Sicuramente pensa che chiunque non sappia maneggiare un M16  una mammoletta, e che una donna che indossa abiti da sera sia negata per i lavori manuali.  ora che se ne faccia una ragione, Walt, le star del cinema sono persone come le altre. Quasi tutte, per lo meno. E inoltre io non sono pi una star, mi sono ritirata."

"Com', essere una star?" domand lui.

" vivere una vita irreale. Ma recitare  il lavoro pi duro che si possa immaginare. Mi guardi in faccia" disse fissandolo negli occhi. "Pi da vicino. Ecco, cos. Adesso si arrabbi." Lui aggrott la fronte. "Non male. Adesso, un'espressione vulnerabile." Lui la guard confuso. "Non facile, eh? A questo aggiunga che bisogna imparare a memoria centoventi pagine di dialogo, essere sul set alle sei del mattino e non cominciare prima delle dieci, morire di freddo o soffocare per il caldo, stare in piedi per tante di quelle ore che le ossa delle anche si saldano insieme... e l'attore che devi baciare ha un alito che farebbe vomitare un topo di fogna, o la promettente giovane attrice che recita il ruolo di tua figlia  una stronzetta alle prime armi che non vale niente e blocca tutta la produzione facendo lievitare i costi e perdere tempo a tutti." Sogghign. "Non  una passeggiata, lo giuro."

"Allora non mi stupisco che si sia ritirata."

"E lei perch l'ha fatto?"

"Be', trentacinque anni di servizio sono parecchi per un ufficiale dell'esercito" cominci lui.

Cos chiacchierarono, mangiando e bevendo vino: Walt scopr i segreti della vita di un'attrice, Muriel impar tutto sull'esercito e la famiglia di Walt, compresa la morte del genero, la nascita del nipotino e l'avvento di Paul. La bottiglia fin e si fecero le dieci.

Tra loro non ci fu un bacio della buonanotte n niente del genere, ma sulla porta Walt disse: "Se mi avanza del tempo, le serve una mano per dipingere o altro?"

"Non dico mai di no a un'offerta di aiuto. Ma lei come se la cava?"

"Non male.  vero che ho assunto degli operai per finire casa mia, ma solo perch ero ancora a Washington e volevo che il ranch fosse pronto per quando avessi smesso di lavorare. Ma non voglio esserle d'impiccio, in caso stia addestrando il cane o sia fuori per acquisti. Che ne dice se le telefono?"

"Buona idea." Muriel scrisse il numero su un foglietto e glielo porse. "Se vuole per pu venire a prendere in prestito lo zucchero." Gli sorrise e aggiunse: "Grazie per il vino. Era eccellente".

"Ne ho molte altre bottiglie."

"E io ho moltissimo zucchero."

"Bene" disse lui. "Affare fatto."

Dopo il weekend a Virgin River, Vanni e Paul tornarono a Grants Pass e il marted mattina Paul telefon a Terri.

"Ciao, Terri" disse. "Come stai?"
 "Bene, grazie, e tu?"

"Benissimo. Sono stato fuori citt e volevo..."

"Vediamo se indovino" disse lei. "Eri a Virgin River?"

"In effetti s. Ho due o tre contratti potenziali, e ho buttato gi dei preventivi da sottoporre ai clienti."

"Non mi stupisce" comment lei con una risatina amara. "Strano posto in cui cercare lavoro quando hai un bambino in arrivo qui... un bambino che dici di voler seguire."

"Questi due contratti saranno completati in tempo per la data del parto" spieg lui. "E Virgin River non  lontano, posso arrivare a Grants Pass in breve tempo se necessario." Fece una pausa e riprese: "Senti, preferivo dirtelo faccia a faccia ma non ha senso rimandare... mi sposer molto presto".

All'altro capo del filo ci fu un suono che poteva essere un singhiozzo o una risata.

"Ma non cambier niente" continu Paul. "Lei sa tutto della mia situazione, anche lei ha un bambino e..."

"Lo so, lo so" interruppe Terri. "Il figlio del tuo migliore amico."

"E sa che tu e io avremo la custodia congiunta di questo."

" Non so se quest'idea mi piace" disse lei seccamente.

"Be', dovremo adattarci" replic Paul. "E a proposito, ho dato un'occhiata al calendario e ho visto che dev'essere arrivato il momento del tuo appuntamento con il dottore."

"Quale appuntamento?"

"Quello dalla ginecologa. La visita a cui voglio essere presente."

"Ah, quella... Ci sono stata venerd scorso, e va tutto bene."

Lui inspir per calmare l'irritazione. "Sai bene che volevo andarci con te."

"S, mi dispiace, ma mi hanno telefonato che la dottoressa si era liberata - e tu non eri raggiungibile." Il tono era pi secco che mai.

"Avrei cercato di essere in citt, se solo lo avessi saputo" ribatt lui. Sentiva montare la collera e si sforz di restare calmo. Non voleva dare a Terri altre occasioni di recriminare.

" evidente che tu hai altre cose pi importanti a cui pensare" riprese lei. "Non ti fai vivo neanche una volta la settimana."

Paul inspir di nuovo. "Sei libera oggi a pranzo?" domand.

Terri tacque per un momento. "Lascia perdere, Paul. Non sei obbligato a vedermi, per pranzo o per altri motivi.  chiaro che tra noi non c' niente... e tu stai per sposarti. Vivi pure la tua vita. Io me la caver benissimo da sola."

"Una cosa tra noi c'... a quanto mi hai detto."

Lei riagganci senza rispondere.

"Maledizione!" esclam lui sbattendo il ricevitore sulla forcella.

"Oh-oh" disse Vanni dalla soglia, reggendo Mattie appoggiato alla spalla.
 Lui si volt. "Mi ha giocato un bel tiro" disse stancamente. "Praticamente mi ha dato il benservito."

"Accidenti. Immagino che non sia stato piacevole."

"Proprio no." Paul cerc sull'agenda la pagina su cui aveva annotato il nome della ginecologa, poi sfogli la guida telefonica - ma non trov nessuna dottoressa Charlene Weir. "Diavolo" brontol. "Non capisco a che gioco stia giocando!"

"In che modo ti ha dato il benservito?" domand Vanni avvicinandosi alla scrivania.

"Mi ha detto di vivere la mia vita, che lei se la sarebbe cavata. Poi mi ha sbattuto il telefono in faccia."

"Oh, cielo."

"Capisci bene che problema sia per me" disse Paul.

"Certo che lo capisco. Non puoi lasciare un figlio tuo abbandonato chiss dove, senza che sappia chi sei e senza che abbia il tuo sostegno e la tua protezione."

" cos. Proprio non posso." Paul cinse le spalle di lei e depose un bacio sulla testolina di Mattie. "Mi dispiace tanto di metterti in questa posizione..."

"Non preoccuparti per me, Paul. Risolvi il problema come meglio puoi... io sono qui."

Due ore dopo, Paul si trovava nel luogo pi improbabile della citt - lo studio del dottor Michaels.

Cameron lo fece passare subito, forse sperando che la sua visita avesse a che fare con Vanessa. E quando Paul gli spieg quello che sperava di ottenere non pot trattenere una risatina.

"So che tutto questo ti sembra divertente" disse lui cupo, "ma non so a chi altri chiedere aiuto."

"Devo dartene atto, Paul, con le donne non sei goffo come credi. E devo dire che sei anche fortunato."

"In che senso?"

"Be', nonostante tutto questo pasticcio Vanni ti vuole ancora!"

"Gi, ma non credere che sia facile per lei. Per vedi, se il bambino  mio voglio averne cura. Se sar padre, lo sar come si deve."

Cameron scroll il capo. "Forse non lo sai, ma sei capitato nel posto giusto. Sarei tentato di dirti che non posso far niente, ma sono un pediatra... e ti assicuro che non  facile accettare che tanti bambini vengano messi al mondo da genitori a cui non importa niente di loro, o che addirittura non li vogliono. Tu se non altro ci tieni. Ti posso prenotare un'ecografia che ti dar qualche risposta in pi - sempre che la donna sia disposta a collaborare. E in caso contrario puoi ottenere che il tribunale emetta un ordine per eseguire un'amniocentesi, se sar necessario un esame del DNA per confermare la tua paternit. Non lo faccio per te e nemmeno per lei, ma per il bambino che lei porta in grembo." Sfogli l'agenda sul BlackBerry per cercare un numero telefonico. "E quando sar nato, puoi dirle che se ha bisogno di un pediatra tu ne conosci uno molto bravo."

Appena uscito Paul and subito a cercare Terri presso lo studio legale dov'era impiegata - e per la prima volta gli venne in mente che lavorando con un avvocato lei conosceva sicuramente i propri diritti.

Terri fu chiaramente stupita di vederlo. Sgran gli occhi e domand brusca: "Che ci fai qui?"

"Voglio parlarti, e subito" disse Paul. "Hai gi pranzato?"

"S, ho gi pranzato e non voglio parlare con te. Tu stai per sposarti, e in futuro sarai troppo impegnato per pensare a me.  ora che tu lasci perdere tutto quanto - e che mi lasci in pace." Si alz per congedarlo, e lui not un leggero arrotondamento del suo ventre; ma non cap se era effetto dei tre mesi di gravidanza o di un semplice aumento di peso. I seni sembravano pi colmi e tendevano la camicetta.

"Sar meglio che tu accetti di parlarmi" disse severo. "Non ho intenzione di andarmene, e se sar necessario mi rivolger al tribunale."

Lei impallid e sussurr: "Ma che dir al mio capo?".

"Digli che si tratta di una questione familiare urgente. In effetti lo ."
 Terri sospir ed entr nell'ufficio del suo datore di lavoro, ne usc dopo pochi minuti e prese la borsa dall'ultimo cassetto della scrivania. Mentre si avviava verso la porta, Paul la prese gentilmente sotto braccio.

Terri era pi piccola di Vanni, aveva lucidi capelli scuri che le arrivavano fino alle spalle e magnifici occhi azzurri dalle lunghe ciglia folte. Chiunque sarebbe stato attratto da una donna come lei. Adesso Paul poteva vedere meglio i cambiamenti nel suo corpo: era pi tonda, il viso era pi pieno, non aveva mentito riguardo alla gravidanza. Le mancava per quell'aura luminosa che hanno di solito le donne incinte - forse per la mancanza di un compagno stabile a cui appoggiarsi.

Non erano nemmeno arrivati al parcheggio quando Terri smise di camminare e lo guard. "Senti, Paul, lascia perdere. Il bambino non  tuo."

"Cosa?! E come faccio a sapere che mi stai dicendo la verit?"

"Che ti importa?" ribatt lei. "Non ti addosso alcuna responsabilit!"

"Lo so, ma sono io che me l'assumo!" Paul si guard intorno e vide un piccolo parco pubblico al di l della strada. "Andiamo a sederci un momento" disse conducendola verso una panchina. Non c'era molta gente, il posto sembrava tranquillo. "Adesso chiariamo le cose una volta per tutte" disse quando furono seduti.

"Non capisco perch ti agiti tanto" fece lei scrollando la testa.

"Lo capisci eccome. Non so pi dove finiscono le tue menzogne e dove comincia la verit!"

"E allora?"

"E allora, se c' la minima probabilit che questo bambino sia mio voglio fargli da padre!  tanto difficile da capire?"

"Anche se non vuoi avere niente a che fare con la madre del bambino?" ribatt lei.

"Questo non  vero. Se sei la madre di mio figlio ti dar aiuto e assistenza. Non potrei mai ignorare le tue esigenze."

"Ma guarda. E che ne pensa la donna che stai per sposare?"

"Da me non si aspetta niente di diverso."

Terri rise amaramente. "Ges. Quanto siete perbene tutti quanti!"

Lui strinse i denti. "Per devo esserne sicuro" continu, "e non ho intenzione di andarmene senza avere una conferma da parte tua."

Terri sospir. "Era quasi vero" disse dopo una pausa. "Io non avevo nessuno, e tu e io... be', mi sembrava che stessimo bene insieme. Credevo di riuscire nel mio inganno, ma mi  andata male... Sapevo di essere incinta prima della notte che abbiamo passato insieme, e avevo anche pensato di abortire ma poi non me la sono sentita. Ho commesso tanti errori nella mia vita, e non voglio commettere anche questo."

"Puoi provare la verit di quello che dici?" disse Paul. "Con un'ecografia si capir se sei incinta da pi di tre mesi."

"Non puoi obbligarmi" ribatt lei.

"S che posso. Mi rivolger a un avvocato, ti denuncer perch vuoi negarmi i diritti di padre. E per liberarti di me dovrai accettare di sottoporti a un esame."

Lei sgran gli occhi. "Che genere di esame?"

"Un'amniocentesi, per stabilire il DNA."

Terri impallid. "Questo comporta l'uso di una siringa?" domand.

"S. A meno che non otteniamo la risposta che ci serve dall'ecografia."

"Be', la mia prossima visita dal ginecologo  fra tre settimane. Posso farmi prescrivere l'ecografia e..."
 "Hai detto che la tua ginecologa si chiama Charlene Weir" la interruppe lui. "Che per sull'elenco telefonico non risulta."

"Dio santo, ti ricordavi anche questo?" esclam lei. "E va bene, Charlene  una mia amica. Ho buttato l il suo nome perch non volevo che tu venissi dal ginecologo con me."

"Non ho intenzione di aspettare tre settimane. Ho preso appuntamento per un'ecografia oggi pomeriggio. Ci vieni, o devo rivolgermi al tribunale?"

"Perch vuoi sprecare il tuo denaro per questo?" domand lei scrollando il capo.

"Non  uno spreco. Devo sapere la verit."

" la tua fidanzata che ti ha chiesto di farlo?"

Paul si alz e le tese la mano. "Assolutamente no. Andiamo?"

Terri sospir ma si lasci condurre fino alla macchina. Nello studio della dottoressa Mary Jensen riempirono un bel po' di moduli, Paul pag la visita con la sua carta di credito e poi la dottoressa, avvertita da Cameron, esegu rapidamente l'ecografia appurando che Terri era incinta da circa quattro mesi. Probabilmente da tre settimane prima della loro notte insieme, si disse Paul.

Tuttavia, mentre guardava sullo schermo dell'ecografo l'esserino che si muoveva dentro di lei, Paul sent un'emozione inconsueta. Non era molto bravo con le donne, ma aveva sempre sognato una famiglia e dei figli: e sapere che il bambino non era suo non gli aveva dato il sollievo che si aspettava. D'altronde, se si fosse stabilito che invece era suo non ne sarebbe stato felicissimo. I suoi sentimenti erano ambivalenti, ma nonostante tutto provava una profonda compassione per Terri e per la sua situazione - anche se lei aveva cercato di ingannarlo. Era molto triste anche per il bambino, che non avrebbe avuto l'amore e la protezione che lui poteva dargli. Garantire la sicurezza dei pi deboli e dar loro protezione era un sentimento naturale per Paul, che rimpiangeva di non poterlo applicare in questo caso.

Terri non disse nulla, lasci l'ambulatorio in gran fretta e sal sul pick-up, tenendo la testa bassa e le mani in grembo. Ecco, sembrava dire il suo atteggiamento.  finita.

Anche Paul rimase in silenzio mentre la riaccompagnava in ufficio, ma invece di fermarsi davanti all'ingresso prosegu fino al parco dove si erano seduti circa un'ora prima, scese e le apr la portiera.

"Che fai?" domand Terri stancamente. "Che cosa vuoi ancora?"

"Parliamo un po'."

"Per favore, Paul" sussurr lei con gli occhi colmi di lacrime. "Basta. Ti chiedo scusa... ma basta."

Senza darle retta Paul la aiut a scendere e la guid di nuovo fino alla panchina, e lei si accasci contro il suo petto scoppiando in lacrime.

"Su, non fare cos e siediti" la invit lui. "Dimmi una cosa... il bambino ha un padre?"

" ovvio" singhiozz lei cercando un kleenex nella borsa.

Lui prese un fazzoletto pulito dalla tasca e glielo porse. "Voglio dire, un padre che ti stia vicino e ti sostenga. Che sia pronto ad assumere la sua responsabilit..."

Terri si asciug gli occhi. "Ho paura di no."

" per questo che mi hai detto che era mio?"

Lei lo guard con gli occhi lucidi di pianto. "In parte. Ma c'erano altre ragioni."

"Era per via del denaro?" domand Paul.

Terri emise una risatina amara. "No" disse. "Era perch nessuno dei due aveva una persona speciale - o almeno cos mi avevi detto. Era per quello che mi avevi raccontato, di essere stato presente quando nacque il bambino del tuo migliore amico, e di come ti spezz il cuore pur essendo la cosa pi bella che ti fosse mai capitata. Era per quello che provavo quand'ero con te. Pensavo che saresti stato un buon padre e... be', non importa."

"Ma ci conoscevamo cos poco" disse lui a bassa voce.

"Lo so,  stata una sciocchezza da parte mia. Ma credevo che tu potessi imparare ad amarmi..." Si appoggi alla spalla di lui e ricominci a piangere. "Se avessi pensato che aspettassi un bambino da te, ci saremmo visti pi spesso. E allora, forse..." Si asciug gli occhi. "Pensavo che con te saremmo stati al sicuro, tutti e due. I miei sentimenti per te erano molto pi forti dei tuoi, e cos mi sono illusa. Ma quello che ho fatto  stato molto grave, e ti chiedo scusa."
 "Dovevi immaginare che prima o poi lo avrei scoperto, no?" osserv lui gentilmente.

Lei tir su col naso. "Forse non subito, e intanto avremmo passato pi tempo insieme. E se ti fossi innamorato di me, e se fossero arrivati altri bambini, chiss... Ho corso un rischio, non so proprio che cosa mi sia preso." Lo guard e continu: "Non sono una persona disonesta. Probabilmente avrei finito col dirtelo, ma continuavo a sperare. Mi ci  voluto un po' per accettare il fatto che non ti importava niente di me. Non telefonavi, eri spesso fuori citt... hai ragione, tra noi non c'era mai stato niente, ma questo non mi impediva di sperare che le cose potessero cambiare."

Paul le appoggi una mano sul ventre appena arrotondato. "E il padre di questo piccolino?"

"Nemmeno lui  interessato."

"Ma almeno lo sa?"

"Gliel'ho detto, ma non avrebbe potuto importargliene di meno. Mi ha detto che avrei dovuto denunciarlo per ottenere il suo aiuto... insomma, non ci  voluto molto per capire che sarei stata molto meglio senza di lui."

"Che bastardo" disse Paul a denti stretti. "Ma com' successo?"

"Sono sempre stata poco attenta con le pillole. Saltavo un giorno o due, me ne dimenticavo - e lui non ha usato alcuna protezione. Ma  stata colpa mia, ed  una fortuna che mi abbia appioppato solo un bambino e non una malattia." Lo guard con espressione contrita. "Il tuo profilattico non era danneggiato, Paul, e quando mi sono sottoposta alla prima visita dal ginecologo ho anche eseguito tutti gli esami. Non ti ho trasmesso niente di brutto."

Lui evit di dirle che lo sapeva gi, perch dietro consiglio di Jack si era fatto controllare. "Te la caverai?" domand invece.

"Far il possibile" disse lei asciugandosi altre lacrime.

Paul le sfior la guancia. "C' qualcosa che posso fare per te?"

"Sei libero, Paul. Non sei obbligato a fare niente."

"Hai sempre il biglietto da visita che ti ho dato, con i miei numeri di telefono?"

"S, dev'essere da qualche parte."

"Puoi rintracciarmi facilmente. La mia  una ditta familiare con base a Grants Pass, e se sono fuori citt i miei fratelli possono avvertirmi. Nel caso tu abbia bisogno di qualcosa..."

"Paul" disse lei con una risatina triste, "io ti ho ingannato. Non hai nessun obbligo nei miei confronti."

" vero che non siamo una coppia e che non lo siamo mai stati" rispose lui gentilmente. "Ma io non vado a letto con una donna per cui non provo niente, non sono cos insensibile. Anche se non eravamo innamorati, mi piaceva pensare che fossimo amici. Tu sei stata molto buona con me, e io ho cercato di fare altrettanto."

"Dio, sei proprio incredibile. Dopo quello che ti ho fatto!"

"Vedi" riprese lui con un breve sorriso, " il mio errore  stato quello di telefonarti appena tornato a Grants Pass. Quella telefonata ha scatenato una serie di eventi che alla fine ti hanno coinvolta negativamente. Ma ricordo bene quanto stavo male. Era un periodo orrendo per me, ero turbato e infelice, e quella sera tu mi hai aiutato. Sei stata gentile, comprensiva e affettuosa, e io te ne sono grato. Non sarebbe giusto da parte mia negarlo."

Terri si appoggi alla sua spalla, e lui la strinse brevemente a s. "Credevo che se ne avessi avuto la possibilit avrei potuto renderti felice" disse lei. "Ti amavo... su questo non ho mentito.  facile innamorarsi di te."

Adesso capiva molto di pi sull'amore, pens lui. Il solo fatto di avere Vanessa lo faceva sentire l'uomo pi fortunato dell'universo. Avrebbe fatto qualsiasi cosa per lei. Se Vanessa gli avesse chiesto di accettarla con in grembo il bambino di un altro, lui non avrebbe avuto esitazioni.

"Sicura che non hai bisogno di niente?" domand ancora.

"S" disse Terri con un'altra risatina. "Ho bisogno di trovare un uomo come te. Allora sar a posto."

Rimasero seduti ancora un po', e lui cerc di darle un po' di conforto con la sua vicinanza. Poi le diede un bacio in fronte e disse: "Troverai l'uomo giusto, e sarai un'ottima madre. Vedrai che tutto si sistemer."

"Mi dispiace tanto di averti mentito, e di averti complicato la vita. Sono stata egoista."
 "Non ci pensiamo pi. A volte la disperazione ci fa compiere dei passi disperati... ma non sono in collera con te. E se per caso cerchi un pediatra, io ne conosco uno molto bravo."

11

Vanessa aveva appena finito di allattare Mattie quando sent squillare il campanello. Tenendo il piccolo in braccio and a guardare dalla finestra dell'ingresso, e vide Carol davanti alla porta, con il solito aspetto da elegante donna d'affari che era la sua caratteristica. Apr la porta con una certa riluttanza.

"Non ero sicura di trovarti" esord Carol. "E non volevo telefonare... preferivo vederti di persona, e non sapevo se avresti acconsentito."

Vanessa rimase in piedi sulla soglia della casa di Paul. "Non mi sono pi fatta sentire perch pensavo che a entrambe servisse un po' di tempo per riflettere" disse dopo una pausa. "Ma visto che sei qui, entra." E si scost per farla passare.

"Paul  in casa?" domand Carol.

"Al momento no, ma dovrebbe arrivare tra poco" rispose Vanni con un'occhiata all'orologio.

"Volevo chiederti scusa" disse Carol in tono esitante. "Lance  furioso con me, e teme che non ci farai pi vedere il bambino a causa di quello che ho fatto."

"Vieni a sederti" decise Vanessa. Fece strada fino al soggiorno, depose Mattie nel suo seggiolino a dondolo e poi indic alla suocera una sedia. "Allora" domand, "a Lance non  piaciuto l'incontro che hai cercato di organizzarmi?"

Carol non rispose subito perch stava ammirando la casa di Paul. Dall'espressione di sorpresa sulla sua faccia era chiaro che non si aspettava un ambiente bello e di gusto come quello. Forse pensava che Paul vivesse in una roulotte? pens Vanni con sarcasmo.

"Carol?" la sollecit.

"No" disse l'altra. "Ha brontolato fin dall'inizio, ma io non credevo di fare niente di male... Tu sai che siamo molto affezionati a Paul, ma dopo aver conosciuto Cameron lo consideravo un uomo cos interessante e... Oh, al diavolo" concluse imbarazzata. "Non sapevo di te e Paul."

"E proprio per questo avresti dovuto chiedermi se i tuoi progetti mi andavano bene" replic Vanessa. "Se mi avessi domandato subito che cosa pensavo della tua idea di invitare uno scapolo a cena, ti avrei detto di lasciar perdere. Allora sentivo molto la mancanza di Paul e aspettavo solo di vederlo. Cameron  molto simpatico, ma non mi interessa dal lato sentimentale. E come risultato, ne hanno sofferto tutti e due. Devi smetterla di agire in questo modo!"

"Ma io voglio solo rendermi utile... " protest Carol. "Mi sembra sempre di avere la soluzione perfetta, ma non penso mai di..." La sua voce si spense a poco a poco, e dopo una pausa domand: "Cos, tu e Paul siete...?".

"Esatto. Siamo fidanzati e stiamo per sposarci. Io lo amo, e sono certa che sar un padre fantastico per Mattie. Non hai idea di quanto gli voglia bene, e di quanto sia felice che una parte del suo amico fraterno si sia perpetuata in Mattie."

"E tu, sei felice?" domand Carol con la fronte aggrottata. " davvero quello che vuoi?"

Vanni le sfior una mano. "Quando abbiamo perso Matt il dolore  stato cos atroce, per me e Paul, come per tutti quanti... che non credevo di poter mai pi essere felice. Immagino che tu ti sia sentita cos molto spesso."

"S" ammise Carol con gli occhi lucidi. "A volte mio figlio mi manca da morire." Tese le braccia verso il piccolo e domand: "Posso prenderlo in braccio?".

"Ma certo."

Carol sollev Mattie e lo strinse a s. "Non hai idea di quanto il tempo scorra veloce - e di quante cose si porti via" disse sottovoce.

"Quando Matt ci chiam in videoconferenza poco prima della sua morte, Paul era con noi. E Matt fu talmente contento di vederlo e di parlargli... tanto quanto lo era di parlare con me. Credo che adesso sarebbe felice di saperci insieme."

Carol sorrise asciugandosi una lacrima. "S, lo credo anch'io. Matt e Paul passavano molto pi tempo a casa Haggerty che da noi, perch una folla di ragazzi rumorosi con grosse scarpe puzzolenti non ha mai spaventato Marianne. Lei sapeva sempre come nutrirli e intrattenerli, mentre casa nostra era troppo sterile. Io ero severissima in fatto di ordine."

"Be', immagino che se hai gi tre figli un ragazzo in pi non faccia differenza" osserv Vanni.

"Erano solo ragazzi, come biasimarli?" continu Carol. "Non gli interessava quanto avevo dovuto lavorare per permettermi una certa lampada, o quant'era difficile tenere in ordine il giardino. Quando i ragazzi erano adolescenti, prima di costruire la grande casa in cui stanno adesso, gli Haggerty non riuscivano nemmeno a far crescere l'erba... perch tutti giocavano a calcio."

Accidenti, pens Vanni. Carol non solo pensava che Cameron fosse molto meglio di Paul, ma non voleva competere con Marianne e le sue qualit di madre perfetta. "Scommetto che Marianne aveva sempre pronti dei biscotti appena sfornati per quando loro tornavano da scuola" disse per controllare la sua teoria.
 "Oh, sicuro. E avevano un trampolino per la piscina, una batteria completa, ogni sorta di attrezzi. Permisero ai ragazzi di metter su un complesso, con tastiera elettrica, chitarre e tutto quanto. Suonavano nel garage, e pi che suonare facevano un rumore da spaccare i timpani..." Rise. "Grazie a Dio nessuno di loro aveva un minimo di talento, altrimenti adesso sarebbero delle rock star coperte di tatuaggi."

Con il suo perfetto tempismo, Mattie scelse quel momento per rigurgitare un po' di latte sulla spalla di Carol, e com'era prevedibile lei emise un gridolino disgustato.

"Oh, santo cielo!" Vanni scatt in piedi stringendo un strofinaccio pulito che usava per proteggersi i vestiti, e fece per prendere il bambino.

"No, lasciamelo, per favore. Mettimi solo quel panno sulla spalla."

"Ma Carol, la tua blusa  di seta!"

" Oh, che importa. La porter in tintoria."

Vanni la ripul come poteva, poi prese un altro panno pulito e glielo poggi sulla spalla. E con sua sorpresa Carol continu a tenere il piccolo in braccio.

Ha paura che un'altra generazione di suoi discendenti preferisca la famiglia Haggerty a lei, pens Vanni mordendosi un labbro. Perch lei  rigida, fredda e poco affettuosa, e lo sa bene.

"Ognuno dei ragazzi Haggerty  diventato un gran lavoratore, e per questo si  affermato" disse ad alta voce. "Qualcuno della famiglia deve aver insistito perch studiassero sul serio."

"Probabilmente Stan" disse Carol. " sempre stato un tipo pratico." Sembrava aver dimenticato la macchia umida sulla camicetta di seta, e teneva il piccolo stretto a s. Era chiaro che la prospettiva di essere separata dall'unico nipote aveva aperto una breccia nella sua severit. Forse non si trattava di un mutamento radicale, ma era pur sempre un miglioramento.

"C' qualcosa di cui volevo parlarti" disse Vanessa. " ancora presto, lo so, ma quando Mattie sar un po' pi grande Paul ed io vorremmo altri figli. E a me piacerebbe che tu li accogliessi come hai fatto con lui. So che Mattie  speciale,  il tuo nipote biologico, ma sarebbe bello se tu e Lance apriste il vostro cuore ai fratellini che verranno."

Carol la guard stupita.

"Non preoccuparti, non ti chiedo di trasformare la tua bella casa in un campeggio estivo. Non intendo vivere nel disordine, e non importa quanti maschietti avr. Ma ci potranno essere delle bambine, e io lo spero... perch tu saresti perfetta con una nipotina."

"Dici sul serio?" domand Carol, sempre pi stupefatta.

"Ci saranno delle regole, ovviamente" continu lei. "Dovrai chiedere la mia approvazione prima di fare progetti che incidano sulla mia vita e su quella dei miei figli."

" naturale."

"Per esempio, se mai facessi i buchi alle orecchie di una nipotina senza dirmelo, te la farei pagare..." continu Vanessa con un sorrisetto.

"Santo cielo,  chiaro che non farei mai..."

"E sar meglio che dimostri a Paul l'affetto e la gratitudine che si merita.  sempre il migliore amico di Matt."

"Mi dispiace di aver pensato che un dottore sarebbe stato un padre pi adatto per il mio nipotino" mormor Carol. "Davvero."

Vanni scoppi a ridere. "Non sei certo la prima madre o suocera che cerca di sistemare una ragazza con un tipo prestigioso come un dottore. E Cameron  magnifico: intelligente, sensibile, premuroso. Ma vorrei tu capissi che Paul  altrettanto meraviglioso, e che averlo come patrigno di Mattie  un grande dono del destino. Paul era cos leale nei confronti di Matt, e gli voleva talmente bene, che far di tutto per mantenere viva la sua memoria. E questo non pu darcelo nessun altro uomo."

"S, lo capisco" disse l'altra. "Sei ancora in collera con me?"

Vanni scroll il capo. "Io no, ma dovresti scusarti con Paul."

" molto arrabbiato?" domand Carol dando un bacio sulla testolina del nipote.

"Non ha detto niente, ma si merita maggior considerazione di quella che ha avuto finora.  stato un amico prezioso per me e per Mattie, prima ancora che io mi innamorassi di lui. E tu dovresti proprio chiedergli scusa."
 "Hai ragione. Sar molto dura, ma glielo devo." E proprio in quel momento la porta che dal garage portava in cucina si apr, e due minuti dopo Paul comparve sulla soglia del soggiorno.

"Bene, che sorpresa" disse vedendo Carol. "Come stai?" Poi si avvicin a Vanni, la baci sulla guancia e le mise una mano protettiva sulla spalla.

"Sono pentita" rispose Carol. "E ti chiedo scusa, Paul. Non mi sono resa conto di quello che stava succedendo tra voi, e sono stata inopportuna."

Paul strinse affettuosamente le spalle di Vanni. "Ormai  acqua passata, Carol. Guardiamo avanti."

" molto generoso da parte tua, date le circostanze... pensi che potrei invitarvi di nuovo a cena prima che partiate?"

"Temo che non sia possibile, perch abbiamo gi degli impegni che preferirei non rimandare. Ma saremo di nuovo a Grants Pass la settimana prossima, e possiamo vederci allora. Naturalmente tu e Lance siete i benvenuti a Virgin River. Il generale sar felice di ospitarvi."

Vanessa aggrott la fronte, perch non sapeva che avessero degli impegni in citt. Forse Paul era pi arrabbiato di quanto dimostrava.

"E va bene, rimandiamo" acconsent Carol accarezzando la schiena del piccolo.

"Vi lascio alla vostra conversazione" disse Paul, "e vado a fare una doccia."

Le due donne continuarono a chiacchierare per altri dieci minuti, e per la prima volta Vanni sent di aver raggiunto una sorta di intesa con la suocera. Poi, accampando la scusa di un invito per cui doveva prepararsi - una bugia inventata l per l - accompagn Carol alla porta e la salut.

Entr in camera da letto, depose Mattie nella culla e and in bagno. Paul aveva finito la doccia e si stava lavando i denti.

"Tu hai qualcosa che non va" disse lei.

Paul si sciacqu la bocca. "Dipende dai punti di vista" disse con un sorriso. "E come hai fatto a conoscermi cos bene in poco tempo?"

"A me sembra di essere con te da una vita. Allora, che cosa c'?"

"Il bambino non  mio. Terri  incinta da quattro mesi, non tre."

"Ne sei sicuro?"

Paul annu. "Si  sottoposta a un'ecografia.  stato il tuo amico Cameron a prenotarla - e per la cronaca ha trovato la situazione molto divertente."

"Accidenti" disse lei. "Sperava che scoprissi che il bambino era tuo, e che per questo io ti cacciassi in malo modo?"

"No, Cameron  molto pi corretto di cos - e ha un debole per i genitori responsabili. Non lo ha fatto per lei o per me, ma per il bambino. Un bambino si merita dei genitori che gli vogliano bene, ha detto." Poi apr le braccia. "Vieni qui, abbracciami."

Lei lo accontent.

" stato molto triste" disse Paul stringendola a s. "E naturalmente Terri era dispiaciuta. L'ho costretta a fare l'ecografia perch volevo una prova, anche se lei aveva gi ammesso che il bambino non era mio. L'ho minacciata di rivolgermi al tribunale, perch volevo essere sicuro al cento per cento."

"Ma non sembri sollevato" osserv Vanessa.

"No, lo sono. Non sarebbe stato facile essere un padre decente, non essendo il compagno stabile della madre... ma il fatto  che quel bambino un padre non ce l'avr. Non la conosco abbastanza per sapere che genere di sostegno avr dalla famiglia e dagli amici, ma so che il padre del bambino non ci sar. Terri  sola, e per lei dev'essere molto difficile."

"Oh, lo " disse Vanni che lo sapeva anche troppo bene. "Ma forse sar fortunata come me, e anche lei trover qualcuno."

"Lo spero. Una cosa  certa, ha migliori probabilit che le succeda in futuro senza che ci sia di mezzo io." Paul la baci dolcemente. "Io non potr mai amare nessuna tranne te. Sono tuo e basta."
 "Per eri dispiaciuto per lei - anche se ha cercato di ingannarti."

"Questo  vero" ammise lui tenendola stretta.

"All'esterno sei tutto muscoli e pelle bruciata dal sole" rise lei carezzandogli il petto e le spalle possenti, "ma in realt sei un tenerone."

"Gelatina" conferm lui. "Solo gelatina."

"Sai che far?" riprese Vanni. "Non appena Mattie sar un po' pi grande mi far togliere la spirale, cos avvieremo un piccolo gregge tutto nostro."

Finalmente lui sorrise. "Sarebbe bellissimo."

"Sei un po' pi sollevato? Niente rimpianti?"

"Uno solo" fece lui con una risatina. "Vorrei tanto non aver detto niente a tuo padre. Adesso me lo rinfaccer per tutta la vita."

"Be', ti ha teso una trappola" ridacchi lei. "In questo  bravissimo. Tom e io abbiamo imparato ben presto a non farci incastrare, ma tu non sei allenato." Fece una pausa e domand: "Non ti andava di cenare con Carol e Lance mentre siamo ancora in citt?".

"No. Sono stanco morto. Preferisco passare tutta la giornata in un cantiere sotto il sole d'agosto che fare quello che ho fatto oggi... mi ha prosciugato. Ma adesso che ho fatto la doccia mi sento meglio, perci se vuoi andare da loro puoi telefonare a Carol e dirle che c' stato un cambiamento di programma. Decidi tu."

Vanni pens per un momento di spiegargli che lei e la suocera avevano voltato pagina, e che l'atteggiamento di Carol era causato in gran parte dalla paura di perdere un altro membro della famiglia a favore di Marianne, molto pi affettuosa e materna. Poi ci ripens. Forse un giorno lo avrebbe detto a Paul, ma per ora era meglio dimostrare a Carol che non poteva controllare tutto e tutti.

"No. Carol deve capire che non pu gestire la vita degli altri a suo piacimento. La vedremo la settimana prossima. Non voglio rinunciare a una serata sola con te..." In quel momento sent uno strillo provenire dalla camera da letto. "Per nella mia vita c' un altro uomo, e credo che voglia essere cambiato."

Il venerd Vanni e Paul tornarono a Virgin River per il weekend, e quella sera Walt arrost degli hamburger sul barbecue. Sembrava di umore particolarmente gioviale, e per la prima volta da mesi Vanessa si domand se suo padre si sentisse mai solo. La settimana doveva essere stata lunga, con loro a Grants Pass e Tom che passava ogni minuto con Brenda. Walt sembrava felice di avere compagnia.

Dopo che ebbero finito di cenare e di riporre i piatti, Vanni and a mettere a letto Mattie e Paul trov che la TV era accesa in soggiorno, ma Walt era sulla veranda con la sua tazza di caff. Si affacci alla vetrata e disse: "Se pu abbandonare per un momento il tramonto, signore, vorrei parlarle".

"Ma certo" disse il generale. Gli fece segno di precederlo, rientr e spense la TV, poi si sedette sulla poltrona di fronte a quella di Paul. "Allora, figliolo, che cosa devi dirmi?"

Paul si spost in avanti. "Bene, signore, non  un segreto che sono innamorato di sua figlia, e vorrei sposarla. Ho il suo permesso e la sua benedizione?"

Walt ridacchi. "Haggerty, ogni sera dopo che io sono andato a dormire tu ti intrufoli in camera sua... sar meglio davvero che tu ti decida a sposarla! Anzi, sarebbe pi sensato che metteste il bambino nella camera che tu non usi. Ti risparmieresti un po' di andirivieni e lui avrebbe il suo spazio."

Paul si sent diventare di fiamma e pens, Ho trentacinque anni compiuti, come diavolo si spiega che quest'uomo riesca a farmi arrossire? "S, certo, signore,  una buona idea... Il fatto  che Vanni e io abbiamo parlato e..."

"E quella piccola questione a Grants Pass?" domand Walt.

Paul si sedette un po' pi in avanti. "Vanni non gliel'ha detto, signore? Era un malinteso..."

L'altro scoppi a ridere. "Dev'essere stato un bel sollievo."

"A dire il vero  una situazione piuttosto triste e io sono molto dispiaciuto... Per sono sollevato che Vanni non sia stata coinvolta pi di tanto."

In quel momento Vanni rientr in soggiorno a and a sederglisi in grembo. "Ne abbiamo parlato, e vorremmo sposarci nel weekend precedente la partenza di Tom" riprese Paul. " un po' presto, ma nessuno dei due vuole un matrimonio sontuoso - solo una cerimonia semplice con pochi amici." Strinse Vanni a s. "Siamo ansiosi di legalizzare la nostra unione, e vogliamo che Tom sia presente. Ha delle obiezioni?"

"Vi rendete conto che mancano solo tre settimane, vero?" disse Walt. "Riuscirete a organizzare tutto cos in fretta?"

"Ce la faremo, pap" disse Vanni. "Abbiamo parlato anche dei dettagli, e se per te va bene vorremmo sposarci qui, in casa."
 "E che ne dicono i tuoi?" si inform il generale.

"Possiamo contare su di loro, signore. Anzi c' un'altra cosa riguardo alla mia famiglia: mio padre e i miei fratelli approvano la mia idea di aprire una filiale della Haggerty Costruzioni qui a Virgin River, per servire le citt della zona. Credo che ci sia lavoro sufficiente, e in questo caso vivremo a Virgin River in pianta stabile. Non lo sapr con certezza finch non provo, ma nel frattempo ho due contratti che mi terranno occupato per un po' di tempo."

"E se in zona non ci fosse lavoro?" domand Walt.

"Io credo che ce ne sar. Ma finch non lo stabilir con certezza terr la casa a Grants Pass, e se fosse necessario torner a lavorare l. Ma vede, signore, la gente di questa zona ha tali difficolt a trovare dei costruttori che mi ritrover anche troppo occupato. A Grants Pass siamo ben conosciuti, e quando mi sar fatto un nome anche qui i contratti fioccheranno."

"Mmh... e dimmi, quanti cantieri puoi seguire contemporaneamente?"

"La nostra impresa  piuttosto grande" spieg Paul. "Ci  capitato di avere fino a una dozzina di cantieri aperti allo stesso tempo, ma molto dipende dalle dimensioni e dal tipo di edificio, cio se si tratta di un complesso di uffici, di ville unifamiliari o di un blocco di appartamenti. La nostra specialit  sempre stata quella di costruire case su ordinazione, ma seguiamo anche molti lavori di ristrutturazione. Quanto tempo ci ha messo lei per ristrutturare questa casa?"

"Quasi due anni" rispose Walt.

"Vede, noi avremmo potuto farlo in sei mesi, anche se avessimo dovuto vivere sul posto in un prefabbricato. Credo che qui il mercato sia molto promettente."

"E puoi guadagnare a sufficienza con alcuni contratti all'anno?" domand ancora Walt. "Che si tratti di costruire dalle fondamenta o di ristrutturare?"

"Posso guadagnare pi che bene" conferm Paul.

Il generale si schiar nuovamente la gola. "Datemi un minuto" disse. E lasci il soggiorno, mentre Vanni e Paul si scambiavano un'occhiata perplessa. Walt torn poco dopo tenendo in mano uno spesso documento ripiegato che porse a Paul. "Ho agito d'impulso, ma se la cosa non vi interessa non vi serber alcun rancore" disse. "Se invece vi piace, consideratelo un regalo di nozze anticipato."

Paul apr il documento e vide stampate sulla prima pagina, in lettere maiuscole, le parole ATTO DI DONAZIONE.

"Qui possiedo una discreta estensione di terreno" spieg Walt. "Ne volevo parecchio per cavalcare - e anche per venderne una parte se il valore fosse cresciuto negli anni. Ma penso che un paio di acri al di l delle stalle potrebbero andar bene per voi. Sempre che vi interessi, naturalmente. Se invece preferite cercarvi un terreno altrove..."

"Oh, pap!" disse Vanni portandosi una mano alla gola. Era cos commossa che i suoi occhi si riempirono di lacrime.

"Un giorno tutto quanto apparterr a te e Tommy, in ogni caso" disse il generale. "A Shelby ho provveduto in altro modo. E se volete tenere dei cavalli anche voi, possiamo sempre far ingrandire le stalle e il recinto." Fece l'occhiolino alla figlia. "Conosco un bravo costruttore."

Paul fece alzare Vanni dal proprio grembo e si rizz in piedi. "Questo  molto generoso da parte sua, signore" disse commosso.

" molto egoista, Paul. Sar felice di avere vicini mia figlia e i miei nipoti - e francamente, un anno fa non credevo che questo fosse possibile." Poi Walt guard la figlia. "E tu, tesoro, sarai felice in un piccolo centro come questo? Con tuo marito spesso assente per lavoro e niente da fare se non occuparti dei cavalli e dei figli?"

Vanni rise. "Stai scherzando! Non molti hanno la fortuna di vivere in questo modo... l'unico dubbio  se Paul trover lavoro sufficiente." Gli prese la mano e continu: "Lui ama il suo lavoro, e lo sa fare molto bene. Dobbiamo adoperarci perch possa continuare a farlo".

"Bene, Vanni, devi sapere che prima di sottoporre l'idea a mio padre e ai miei fratelli ho fatto un giro di telefonate" spieg Paul. "Ho detto che progettavo di stabilirmi da queste parti, in una casa di propriet, e che mi occorreva un'impresa di costruzioni. Nessuno era libero prima di un anno. Perci c' parecchio lavoro, anche condividendolo con altri." Guard Walt e concluse: "Se lei  sicuro di volerci fare questo regalo, signore, posso cercare Joe Benson domani stesso e dirgli di cominciare a buttar gi un progetto."

"Il regalo ce l'hai in mano, figliolo. La vostra futura propriet. E io sono sicurissimo."

12

Arriv maggio, e a Virgin River l'amore era nell'aria pi che mai. Vanni e Paul continuavano ad andare avanti e indietro da Grants Pass, perch non volevano star lontani nemmeno pochi giorni. Paul stava lavorando con Joe Benson all'ampliamento della casa di Preacher e a quella di Mike e Brie. Tom e Brenda, pi innamorati che mai, passavano insieme ogni momento libero perch la partenza di Tom per la scuola di addestramento si stava avvicinando. Prima di quella data, per, c'era ancora il ballo del diploma, e Vanni era tornata da Grants Pass per aiutare la giovane coppia nei preparativi.

Mel era arrivata fino al mese di maggio senza che la bimba accennasse a voler nascere in anticipo - il che era un grande sollievo. Una mattina si svegli alle cinque, molto prima di Jack, cosa piuttosto insolita, perch la gravidanza accentuava la sua voglia di dormire. Quella mattina per si sentiva piena di energia, e cominci la giornata preparando il caff e poi mettendosi a pulire il frigorifero. Era un lavoro quanto mai necessario perch Mel continuava a far la spesa e poi a lasciarla marcire, dato che spesso lei e Jack mangiavano al bar o si portavano a casa uno dei deliziosi piatti cucinati da Preacher.

Liberarsi del cibo inutilizzato non sembrava sufficiente, cos riemp il lavello di acqua calda e detersivo e cominci a lavare a fondo l'interno del frigo.

"Che stai facendo?" domand Jack entrando in cucina.
 "Pulisco il frigo. Smetter di comprare del cibo, visto che poi marcisce e lo dobbiamo buttare via."

In quel momento David si svegli frignando e lei alz la testa come un cane da punta che annusa la selvaggina. "Lo prendo io" disse Jack, "per te  un po' troppo pesante."

"D'accordo, gli preparo la colazione. Vuoi che prepari qualcosa anche a te, magari un'omelette?"

"Quanti anni hanno le uova?"

"Mmh" disse lei scrutandole. "Forse non sono ancora velenose."

"Ne far a meno, grazie."

"Codardo!"

David mangi la sua ciotola di cereali e poi venne sistemato in soggiorno con i giocattoli, mentre Mel attaccava la lavatrice e Jack usciva a spaccare un po' di legna. Molti degli alberi che erano stati abbattuti per ampliare il viale d'ingresso erano ancora ammonticchiati da un lato, e lui si era assunto il compito di trasformarli in legna per il caminetto.

Mel lucid i pensili con cera al limone, apprezzando la bellezza della cucina e l'arredamento che lei aveva scelto e Paul e Jack avevano installato. I mobili di quercia, i piani di lavoro in granito scuro e gli elettrodomestici d'acciaio satinato ne facevano un locale da esposizione. Tutta la casa era magnifica - molto pi di quanto lei avesse mai sognato - e a paragone dello chalet in cui aveva vissuto quasi due anni era una specie di reggia. Trovare i mobili per arredarla era stato un vero divertimento.

Una volta finiti i mobiletti della cucina Mel lav un altro carico di biancheria, poi cambi il pannolino a Davie, e infine si mise a incerare le persiane. Ma questo non le bastava ancora: ripass divano e poltrone di pelle con un detergente speciale, poi ritir la biancheria lavata e asciugata e caric la lavatrice per la terza volta.

Quando Jack rientr in casa poco prima di pranzo, lei stava staccando le etichette da una quantit di minuscoli indumenti rosa, regalati dalle sorelle di Jack e dalla sua per la bimba in arrivo. Lav anche quelli, e una volta asciutti li ripieg e li sistem nei cassetti - un lavoro che avrebbe dovuto portare a termine da settimane.

Due bambini con un solo anno di differenza necessitavano di due camere separate, perci una delle stanze in pi era stata adibita a nursery. Mel ripul la cameretta di David e poi sistem anche la nursery, mettendo a portata di mano pannolini e teli di spugna da neonato.

Nel pomeriggio Jack la trov a quattro zampe in bagno, intenta a sfregare il pavimento attorno alla vasca e al WC. "Per l'amor del cielo!" esclam.

"Che c'?"

"Che diavolo stai combinando? Se vuoi che il bagno sia pulito perch non me lo dici? Posso farlo io, che diamine!"

"Non era poi cos sporco, ma dato che mi sono messa a fare le pulizie ho pensato di sistemare anche il bagno."

"David  pronto per il sonnellino. Perch non vai a riposarti anche tu?"

"Non ho sonno per niente. Adesso passo l'aspirapolvere sui tappeti."

"Ma nemmeno per sogno! Ci penso io, se dev'essere fatto proprio adesso."

"Va bene" sorrise lei.

"Mi sa che sono stato incastrato."

"Da te stesso, tesoro" replic lei andando a prendere la cera per mobili e il detergente per i vetri. Finito di lucidare le superfici di legno vetro e acciaio - e ce n'erano parecchie - Mel cominci a spazzare il pavimento della veranda; e poi Jack la sorprese mentre trascinava la culla nella loro camera da letto.

"Melinda!" url facendola sobbalzare.

"Non fare cos" rimbecc lei. "Mi hai spaventata..."

Lui la spinse da parte e afferr il bordo della culla. "Dove vuoi metterla?" domand.
 " L" disse Mel. Lui la spinse accanto al letto. "No... un po' pi in l, cos non d fastidio." Lui la spost. "No... meglio contro la parete. La metteremo dove ci serve quando la bambina sar nata." Jack spinse la culla contro la parete. "Grazie." Mel sorrise.

In quel momento squill il telefono. "Rispondo io" fece Jack. Poi prese una matita e gliela mise sotto il naso. "Se ti azzardi a sollevare un oggetto che pesi pi di questa, ti prendo a schiaffi" disse. E and a rispondere al telefono.

 claustrofobico, pens lei. Passa troppo tempo a casa con me, per assicurarsi che non sollevi niente di pi pesante di una matita... ha bisogno di uscire e di veder gente, cos non mi sta fra i piedi.

Quando Jack ebbe finito di telefonare e torn in soggiorno trov Mel inginocchiata a spazzare il caminetto che finora avevano usato pochissimo. "Cristo santo!" esclam. "Non potevi aspettare l'inverno?"

Lei si sedette sui talloni. "Mi stai veramente dando sui nervi. Non hai un altro posto dove andare?"

"Io no, ma noi due s. Vai a fare una doccia, poi vestiti e fatti bella. Vanessa e Paul sono tornati da Grants Pass, e quando Tom e Brenda saranno pronti per il ballo del liceo loro verranno a cena al bar. Ci troveremo tutti l a guardare le foto."

"Ottima idea" sorrise lei. "Ho proprio voglia di una birra."

"Come vuoi, Melinda" sospir lui stancamente. "Basta che la pianti con queste maledette pulizie."

"Sai bene che non potr fare molto dopo che sar nata la bambina" spieg Mel pazientemente. "Perci preferisco che sia tutto a posto - e come piace a me."

"Sei sempre stata bravissima nelle pulizie" ammise lui. "Peccato che tu non sappia cucinare."

"Ma lo sai fare tu" sorrise lei. "Quanti cuochi servono in una famiglia?"

"Vai a fare la doccia. Hai della cenere sul naso."

"Rompiscatole" sbuff lei alzandosi goffamente in piedi.

"Altrettanto."

Un'ora dopo erano in macchina tutti e tre, diretti in paese. "Alla fine ce l'hai fatta" osserv Mel. "Hai convinto Paul a tornare e a marcare il territorio, e adesso lui e Vanessa stanno insieme."

"Riconoscimi almeno il merito di aver cercato di metterli insieme, invece di tentare in tutti i modi di tenerli separati." Scroll il capo e aggiunse a voce bassa: "Come nel caso di Preacher e Paige, o Brie e Mike."

Mel si massaggi il ventre rotondo. "Hai ragione, a quanto pare  andata a finire benissimo..." disse in tono sognante.

"Stai bene?" domand Jack dandole un'occhiata. "Sei un po' rossa in faccia."

"Sto divinamente. Dev'essere la calma prima della tempesta."

"Gi. Domani azzardati a rifare quello che hai fatto oggi e ti lego al letto. Certe volte mi fai impazzire!"

"Jack" rise lei, "quand' che sei diventato cos noioso?"

Quando arrivarono al bar trovarono Brie e Mike - e naturalmente Preacher, Paige e Christopher. Poco dopo arriv Doc, ma non si era ancora seduto che il suo cercapersone squill e lui and in cucina per telefonare. Dopo di che usc in tutta fretta per una visita a domicilio. Poi arrivarono Vanessa, Paul e il piccolo Mattie, munito del suo seggiolino a dondolo. Adesso che il gruppo era riunito, Paul estrasse la fotocamera con le foto digitali di Tom, Brenda e un'altra giovane coppia, bellissimi nei loro abiti da sera.

"Ma guarda quanto sono belli" disse Mel premendo il pulsante per passare da un'inquadratura all'altra. "Non sono una meraviglia? E sembrano talmente innamorati..."

"Innamorati pazzi" conferm Vanni. "Non avrei mai pensato di vedere il mio fratellino ridotto cos."

"E dov' il generale?" domand Mel.
 Vanni corrug la fronte. "Dice che lo vedete gi abbastanza durante la settimana, quando noi siamo a Grants Pass. E perci stasera ha deciso di restare a casa."

"Davvero? Io non l'ho visto molto, ultimamente, e anzi mi sono domandata che stesse combinando. Ho pensato che Tom e Brenda cenassero con lui tutte le sere."

"Poco probabile" rise Vanni. "Se riescono a scappare da casa di lei hanno cose pi importanti a cui pensare. Credo che vogliano farsi una scorta di baci e carezze prima che Tom parta."

"Gi, lo immagino."

Quella sera nel locale c'erano pochi clienti, cos Jack divideva il suo tempo fra la tavolata di amici e il suo solito posto dietro il bancone. A un certo punto Paul si avvicin e disse: "Non sembri di buon umore stasera.  perch tua moglie sembra sul punto di esplodere?".

"Non  solo questo. Ho ricevuto una telefonata da Rick oggi pomeriggio. Viene qui in licenza per dieci giorni - dopo di che lo mandano in Iraq."

"Oh, diavolo. E tu che ne pensi?"

"Cerco di non preoccuparmi. In fondo ci siamo stati anche noi... solo che Rick ..."

" come un figlio, per questo il suo caso  diverso" annu Paul.

"Gi, immagino di s." Jack aveva sempre saputo che Rick non si sarebbe tirato indietro, e che avrebbe voluto combattere come tutti gli altri: ma questo non serviva a tranquillizzarlo. "Se non altro star qui per un po'" disse. "Credo che inviter qualcuno dei ragazzi."

"Quattro di noi ci saranno di sicuro" sorrise Paul. "Come sta Mel?"

"Sta preparando il nido" spieg Jack. "Ha lavorato come una matta tutto il giorno. Mi ricordo di averla sentita parlare delle sue pazienti e dei loro improvvisi scoppi di energia, e oggi l'ho visto di persona. Perci credo che manchi pochissimo."

"Sar magnifico. Mi piacerebbe esserci anch'io..."

"Ti stai davvero facendo coinvolgere da questa faccenda dei bambini, eh?"

"Non tanto come prima" spieg Paul. "Ho seguito il consiglio di Mel e ho convinto quella donna a sottoporsi a un'ecografia. Il bambino non  mio." Scroll la testa e riprese: "Per devo avere qualcosa che non va. Sono sollevato, ma da un lato quasi mi dispiace... questo bambino sta per venire al mondo e non ci sar un padre che abbia cura di lui e di sua madre. Sarebbe stato meglio che fosse stato mio! Vedi, sono fuori di testa. Dovresti cercarti degli amici pi razionali."

Jack lo guard serissimo. "Posso immaginare almeno venti ragioni per non sposarsi se la persona non  quella giusta, ma non posso immaginarne nemmeno una per abbandonare il proprio figlio" disse.

"Io mi sono offerto di aiutarla in ogni caso" disse Paul. " una brava ragazza, e per lei sar dura allevare un bambino da sola."

Jack gli sorrise. "Non mi stupisce affatto, Paul. E lei ha accettato?"

"No. Come ho detto,  una persona come si deve, e mi dispiace che debba sopportare tutto questo. Sono felice che non debba sopportarlo Vanni, ma d'altra parte..."

Ma Jack non lo ascoltava pi e fissava Mel con gli occhi socchiusi. Era come se tutti i suoi istinti si fossero risvegliati. Lei si alz per andare nel bagno del retrocucina, e mentre passava accanto all'estremit del bancone vi si aggrapp per non perdere l'equilibrio. Emise un suono che solo Jack ud, si pieg in due reggendosi il ventre e liber un flusso di liquido amniotico che allag il pavimento.

"Lo sapevo" esclam Jack precipitandosi da lei.

Nel silenzio che segu, Paul torn al tavolo e si sedette accanto a Vanessa. "Jack mi ha detto che ha passato tutto il giorno a preparare il nido" spieg.

"La bambina sta arrivando?"

"Oh, s... "

Intanto Jack sosteneva Mel da dietro, con le mani sotto le sue braccia. "Una contrazione?" domand.
 "Ragazzi!" ansim lei.

"L'ho capito quando ti sei messa a pulire il bagno oggi pomeriggio."

"Gi, pensavo che accadesse oggi ma non volevo farmi troppe illusioni. Per adesso non credo che ci sia tempo da perdere. La bambina sta arrivando."

Jack la fece voltare per guardarla in faccia. "Hai avuto le contrazioni tutto il giorno?"

"Be', non proprio. Qualcuna. Non tante." Inspir a fondo. "Come questa..."

Lui la sollev tra le braccia e cominci ad abbaiare ordini. "Qualcuno porti Davie al mio pick-up e ci accompagni a casa. Preach, tu chiama John Stone e digli che ci siamo e che sar una faccenda molto rapida. Che si precipiti!" Poi si diresse verso la porta e port fuori Mel.

Brie prese il nipote e la borsa dei pannolini e li segu. Preacher and in cucina a telefonare. Gli altri rimasero ansiosamente in attesa. Poco dopo, Preacher torn in sala e annunci: "John sta arrivando".

Segu un altro minuto di silenzio, poi Mike disse: "Che stiamo aspettando? Ripuliamo il pavimento, impacchettiamo un po' di cibo e andiamo alla festa!"

Tutti si misero in moto, chi a lavare a terra, chi a raccogliere cibo e bevande e perfino sigari per andare a casa Sheridan ad aspettare la nascita della piccola.

Prima di arrivare a casa Mel cominci ad avere forti contrazioni, a due soli minuti una dall'altra. "Respira" continuava a dire Jack. "E che non ti venga in mente di spingere!"

"Sto benissimo" insistette lei.

"Sar meglio per te! Avrei dovuto saperlo. Avrei dovuto tenerti a casa, avrei dovuto portarmi dietro Doc!"

"Non agitarti, sono solo dieci minuti in macchina. E Doc  fuori per una visita. Ahhh..." disse poi piegandosi in due.

"Dio, Melinda... coraggio, piccola, respira. Respira e non preoccuparti."

"Non sono preoccupata" fece lei in un sussurro.

Quando arrivarono a casa Jack la sollev di nuovo fra le braccia per portarla dentro - e le fece sbattere la testa contro lo stipite.

"Ahi!"

"Scusa!" esclam lui.

"Lo hai gi fatto un'altra volta!" lo accus lei.

"Lo so... sono sempre stato un gentleman." Jack ricordava bene quell'altra occasione. Non erano ancora sposati e lui l'aveva portata in casa fra le braccia, pensando solo al sesso... e le aveva quasi procurato una commozione cerebrale, il che naturalmente aveva eliminato ogni possibilit romantica. Ma al momento il sesso era l'ultimo dei suoi pensieri.

Mentre Brie si occupava del nipote, Jack port Mel in camera da letto e l'aiut a spogliarsi. Il materasso era gi protetto da un telo impermeabile, perci Jack aggiunse solo due spugne morbide sotto di lei e poi and in cucina a cercare una torcia.

"A che ti serve?" domand Brie.

"Devo controllare a che punto  la dilatazione" spieg lui.

"Oh, mio Dio... qui ci serve un dottore!"

"Prova a chiamare Doc Mullins. Il numero del suo cercapersone  su un biglietto incollato alla porta di quel pensile. E prepara una bottiglia."
 "Vuoi metterti a bere?" domand lei stupefatta.

Non sarebbe stata una cattiva idea, ma Jack specific: "Volevo dire un biberon, per Davie. Preparalo per la nanna e dagli un biberon."

"Ah. S, certo."

"Adesso diamo un'occhiata, tesoro" disse a Mel quando fu tornato in camera da letto.

Lei sollev le ginocchia e Jack accese la torcia illuminando il canale del parto. "Bene. Non si vede ancora niente." Lev la testa per guardarla e aggiunse: "Questa volta aspetterai John, vero?".

"Lo spero" rispose lei respirando a piccoli tratti.

Lui alz gli occhi a cielo. "Dov' la tua valigetta?"

"In macchina."

"Bene. Vado a prenderla e poi mi lavo per bene. Tu continua a respirare."

Attravers la casa di corsa, usc, e quando torn con la valigetta di Mel not che Brie aveva gli occhi sbarrati e l'espressione spaventata. In camera si diede da fare a estrarre dalla valigetta gli strumenti di Mel, forbici, pinza, ventosa ostetrica, poi distese ai piedi del letto altri teli di spugna e una copertina, e controll di nuovo il canale del parto con la torcia. "Respira!" ordin. E corse in bagno a lavarsi. Arrotol le maniche della camicia fino al gomito e cominci a insaponarsi mani e braccia, sfregando bene con lo spazzolino. Si era gi trovato in quella situazione e non era affatto contento di ripeterla. I bambini dovevano nascere con l'assistenza di un dottore o di un'ostetrica, pens, non di un uomo che non ne capiva niente. La prima volta aveva avuto fortuna, ma nessuno poteva garantire che andasse bene anche adesso...

Si lav con cura per alcuni minuti, poi torn accanto a Mel e la controll di nuovo con la torcia. "Oh, Dio..." esclam.

"Si vede la testa" disse lei. "Lo so."

"Sei proprio incredibile. Com' che li scodelli cos in fretta?"

"Non ne ho idea. Doc dice che sono una vera fattrice."

"Respira" ordin lui. "E non spingere. Se cominci a spingere non so che far."

"Sai, a volte diventi cos antipatico..."

" che cerco sempre di evitare quest'ultima parte. Tutto il resto mi va benissimo, ma questa la odio. Bisognerebbe poter eseguire degli esami particolari per capire come mai una donna metta al mondo i suoi figli cos come niente... Dio buono, Melinda, e se io facessi qualche pasticcio? Eh? Ci hai pensato?"

"Non farai nessun pasticcio" protest lei debolmente. Poi arriv un'altra contrazione.

Pieno di vergogna, Jack si rese conto che stava pensando solo a se stesso e si inginocchi accanto al letto. Prese una mano di lei fra le proprie e disse: "Ti amo, tesoro. Pi della mia vita. Lo sai, vero?".

"Non adesso, Jack" ribatt lei. "Ho da fare."

"Andr tutto bene."

"Certo che andr tutto bene. Forse sei tu che dovresti respirare."

"Non avrei dovuto lasciarti pulire tutta la casa in quel modo."

"Ssh. Respira."

Dietro la porta della camera da letto si sentivano delle voci. Brie si affacci e domand: "Serve qualcosa?".
 "Un catino o una grossa ciotola. Il bagnetto da neonato pieno di acqua tiepida. E John Stone non mi dispiacerebbe."

"Oh, lui  arrivato. Si sta lavando nel lavello della cucina."

"Digli di venire subito qua. Digli che la bambina sta nascendo!"

"Non proprio, ma manca poco" disse Mel. Poi accarezz Jack sulla tempia. "Qui stai diventando un po' grigio..."

"E ti stupisci? Non avevo idea che la vita con te fosse cos complicata."

"Sono la cosa migliore che ti sia mai capitata."

"S" sussurr lui. Si chin e le depose un bacio sulla fronte. "S, tesoro. E in fatto di riproduzione sei un genio."

John entr in camera con un gran sorriso. "L fuori c' una piccola festa" annunci. "E qui che cos'abbiamo?"

"Siamo pronti" disse Jack alzandosi in piedi.

John sollev la torcia con l'aiuto di un asciugamano pulito e illumin il canale del parto. "S, la piccola  pronta" conferm. "E voi due? Tutto bene?"

"Tutto bene. Sono felice di vederti!" disse Jack.

"Anch'io sono felice di essere arrivato in tempo. Jack, perch non ti metti un paio di guanti e mi assisti?"

"S, certo. S, questo lo posso fare" annu lui. "Come va, piccola?"

"Sono pronta" disse Mel.

"Jack, fallo tu" disse John. "Io resto qui, ma portala tu alla luce."

"Nemmeno per sogno" protest lui facendo un passo indietro.

"Coraggio... so che lo vuoi fare. Tanto vale che tu vada fino in fondo, no? Hai superato la parte pi difficile, nove lunghi mesi..."

"Ehi" protest Mel. "Che diavolo dici?"

Jack guard tutti e due con un'espressione sognante. "S... s, la faccio nascere io. Dal momento che sei qui, John..." Per mesi aveva detto e ripetuto che non voleva saperne, e all'improvviso non voleva altro. Aveva praticamente estratto David dal corpo di Mel e si era sentito in paradiso, una sensazione inebriante e indescrivibile. Mise in fretta i guanti, poi disse: "Ma non ci sar nessuno a sostenerle la schiena..."

"Alla sua schiena penso io, e intanto ti dar istruzioni" lo rassicur John, "ma tu sai benissimo che cosa fare. Vai, amico.  la tua bambina."

"D'accordo." Jack si inginocchi ai piedi del letto e aspett altre tre o quattro contrazioni, poi vide comparire la testa della bambina. Senza che nessuno glielo dicesse lui controll che il cordone ombelicale non fosse attorcigliato attorno al collo, e John lasci Mel per un istante e controll anche lui. Poi Jack mise la sua grande mano sotto la testa della neonata, e John disse a Mel di dare una piccola spinta. La bimba venne fuori rapidamente, e cominci a strillare.

Jack teneva fra le mani un'altra vita prodotta da lui. Nessuno dovrebbe avere tanta fortuna, pens in un lampo. A nessun uomo dovrebbe toccare in sorte tutto questo...

John distese un telo sul ventre di Mel e Jack ci appoggi la piccola, ripulendola e asciugandola in modo da poterla poi avvolgere in una copertina. Poi strinse il cordone con una pinza e lo tagli.

"Io mi occupo della placenta" disse John. "Tu dai la bimba a sua madre perch l'attacchi al seno."

Adesso Jack era su un terreno conosciuto, perch aveva fatto gli stessi gesti con David appena nato. Avvolse la bimba in una coperta, la mise tra le braccia di Mel e si inginocchi accanto a loro. La piccola strofin il faccino contro la pelle tiepida della madre, poi trov il capezzolo, vi si attacc e cominci a succhiare. "Ah" sorrise lui. "Un altro genio."
 Sfil i guanti e accarezz con le nocche la guancia di Mel, poi la testolina di sua figlia. Mel lo guard con gli occhi lucidi. "Stai diventando proprio bravo a far nascere i nostri figli" sussurr debolmente.

"Gi... ma lo sei anche tu. Mel,  bellissima... una meraviglia. Diventer uguale a te." Si chin oltre la piccola e pos le labbra su quelle di Mel, in un bacio leggero. "Dio, quanto ti amo."

" pi piccola di David" disse lei.

" grande abbastanza" replic lui come se se ne intendesse. "Ed  splendida."

"Jack?"

"S, amore?"

"Fammi ancora uno scherzo del genere senza il mio permesso e sei un uomo morto."

"Certo, tesoro. Star molto attento."

"E tutta quella gente di l..."

"S?"

"Vai da loro e di' che se mettono in disordine la mia casa cos pulita la pagheranno cara. Cara. Hai capito?"

Lui ridacchi. "S, Mel, ho capito."

Walt Booth stava disponendo la cena nei piatti - due filetti di branzino cotti al cartoccio, accompagnati da riso integrale e broccoli al burro - quando squill il telefono. Lui decise di lasciar scattare la segreteria telefonica prima di rispondere e sent la voce di Vanessa. "Pap, sei a casa?"

Sollev il ricevitore e disse: "S, sono qui. Va tutto bene?".

"Siamo a casa Sheridan. Mel  entrata in travaglio, e secondo lei alla nascita non manca molto. Vuoi venire qui anche tu?"

"Mmh" disse lui. "Stavo per mangiare il pesce che ho appena cucinato. Arrivo tra un po'."

"Bene. Dir a Paul di tenerti da parte un sigaro." E Vanessa riagganci.

Walt gett un'occhiata a Muriel, che stava seduta su uno sgabello da bar con un bicchiere di vino in mano. Lei gli sorrise mentre lui deponeva i piatti sul tavolo. "Credo che tu stia per debuttare ufficialmente" disse Walt.

"Ah, s?"

"Mel, l'ostetrica del paese,  in travaglio, e qui c' una specie di tradizione per cui gli amici si riuniscono a casa dei genitori, conoscono il neonato appena arrivato, bevono e fumano un sigaro alla sua salute. Mi dicono che questa  una bambina. Io penso che dovremmo andare, tu che ne dici?"

"Ma s, andiamo" rispose lei. "Proprio come immaginavo... non hai detto a tua figlia che mi avevi invitata a cena."

Walt si sedette di fronte a lei. "Certo che no. Vanesse sarebbe rimasta a casa, e questo non rientrava nei miei piani."

Muriel rise e attacc il suo branzino, ne mangi un boccone e sospir deliziata per l'ottimo sapore.

"Vedi?" sorrise lui. "Potresti farlo anche tu... potrei insegnarti a cucinare."

"Credo che ne far a meno."
 "Adesso ci godiamo la nostra cena, poi lasciamo i piatti nel lavello e ce ne andiamo a casa Sheridan. Va bene?"

"S. Mi piacerebbe vedere la nuova bambina, e conoscere tua figlia e tuo nipote. In fondo, a Luce io ti ho presentato subito."

"Il fatto  che conoscerti elettrizzer Vanessa molto di pi di quanto  successo a Luce quando ha conosciuto me."

"Non credo sia possibile" replic Muriel pensando alla reazione esagerata del Labrador ogni volta che vedeva Walt.

Mezz'ora dopo erano nel SUV di Walt, diretti a casa Sheridan. Il loro tempismo fu perfetto, perch la nuova arrivata stava appunto facendo la sua prima comparsa in pubblico. E quando Walt entr in soggiorno con Muriel, la bocca di Vanessa si spalanc e rimase spalancata. "Vanni, ti presento la nostra nuova vicina, Muriel St. Claire. Muriel, lei  mia figlia. E questa" disse Walt girandosi verso Jack che teneva un fagottino rosa tra le braccia, "dev'essere la nuova signorina Sheridan."

"Oh Dio" esclam Muriel, "ma guardatela... non ho mai visto un bambino cos nuovo...  straordinaria!"

"Vuol tenerla in braccio?" domand Jack.

"Non so nemmeno come si fa" rispose Muriel con una risatina. Walt not quella sua espressione vulnerabile e pens che non l'avrebbe dimenticata. "Con i cuccioli e i puledri non ho problemi, ma un neonato... forse non dovrei, potrei farle male!"

"Oh, andr tutto benissimo" rise Jack. "Basta che le sostenga la testa." Le mise la bimba fra le braccia. "Ecco, vede? Non  difficile."

Vanni continuava a fissare suo padre a bocca aperta, ma Walt, ignaro, guardava Muriel con un sorriso sognante. Sapeva che lei non aveva mai avuto figli, ma che aveva sempre sognato un matrimonio lungo e felice come quello di lui, con una famiglia numerosa. Non le aveva mai fatto troppe domande sui suoi vari matrimoni perch era un po' intimorito dalle risposte che avrebbe avuto, ma sapeva che in fatto di neonati era una principiante. E lo commuoveva vederla alle prese con quella nuova esperienza.

Infine Vanni si avvicin "Pap?" sussurr. "Stavi passando la serata con Muriel?"

"Le stavo preparando la cena" rispose lui. "Dovresti vedere quello che mangia... non terrebbe in vita nemmeno un coniglio."

"Ma non ne hai mai fatto parola..."

"Ovviamente no. Muriel  una nuova vicina, sta in quella casa solo da un paio di mesi, e io non sapevo nemmeno della sua esistenza finch non mi sono imbattuto in lei mentre andavo a cavallo. Ha due cavalli anche lei.  una donna molto simpatica, ti piacer."

"Ma, pap!"

Lui si volt a guardarla. "S?"

"Ti rendi conto che lei  Muriel St. Claire, la famosa attrice?"

"S, me lo ha accennato. Ma  davvero simpatica, sai. Ti piacer di sicuro."

Vanni scroll la testa, sempre pi perplessa, ma ben presto la sua attenzione torn a Jack e alla piccola Emma che veniva orgogliosamente presentata agli ospiti.

"Le chiedo scusa, Vanessa" disse Muriel. "Avrei dovuto dirle quant'ero felice di conoscerla... ma sono stata distratta da quella piccolina." Le tese la mano. "Lieta di fare la sua conoscenza."

Vanessa strinse la mano dell'altra, ma invece di ricambiare con una frase di benvenuto disse: "Lei e mio padre...?"

Muriel sorrise. "Siamo buoni vicini."

Poi Jack riport la bimba dalla madre e invit le donne presenti a seguirlo. Ci andarono tutte, compresa Muriel, che si avvicin al letto e si chin sulla neo mamma con un sorriso. "Congratulazioni" disse. "Ha fatto un ottimo lavoro, la bimba  magnifica."

"Muriel!" esclam Mel sorpresa.

"Quando  arrivata la telefonata di Vanessa stavo cenando con Walt. Sono cos felice di aver preso parte a questa riunione... Ho anche tenuto la piccola in braccio" aggiunse con aria cospiratoria.
 "Bene" disse Mel. "Sono felice di rivederla, ma spero che d'ora in poi ci incontreremo in circostanze molto diverse. Non ho intenzione di continuare a fare bambini. Jack ha ordini tassativi di non mettermi pi incinta senza il mio permesso."

"Molto giusto" concord Muriel.

In soggiorno, Jack cominci a riempire i bicchieri e Doc arriv proprio in quel momento come se avesse annusato l'aroma del whisky. John Stone rifiut il bicchiere perch aveva un'altra paziente in travaglio, e accett solo il sigaro. Le donne rimasero con Mel, ma Muriel usc sulla veranda con gli uomini - che la guardarono con espressione colma di stupore.

"Ho sentito dire che ci sarebbero stati del whisky e dei sigari" disse lei tranquillamente. " cos?"

Gli altri continuarono a guardarla sbigottiti, eccetto Walt che in fondo se l'aspettava. "Ci penso io" disse. Rientr in soggiorno, riemp un bicchiere e glielo port. Intanto Mike Valenzuela aveva tagliato la punta di un grosso sigaro. Muriel lo accese, tir qualche boccata per assicurarsi che non si spegnesse, poi lev il bicchiere. "A lei, Jack, alla sua fantastica moglie e alla nuova signorina Sheridan. Congratulazioni!"

Verso mezzanotte il cercapersone di John Stone ronz e lui lo estrasse dalla tasca. "Ho un altro bimbo in arrivo" disse. "Arrivano a scaglioni, dev'essere per via della luna piena." Si diresse verso l'ambulanza, accese le luci rotanti sul tetto e se ne and nella notte.

Poco dopo la festa si concluse e tutti se ne andarono, lasciando i Sheridan a coccolare la nuova arrivata. Quando Walt e Muriel arrivarono al ranch lui si volt a guardarla prima di aprirle la portiera. "Devo dire una cosa, Muriel. Credevo che stare in tua compagnia sarebbe stata una bella sfida, con quella tua mania di mangiare solo gambi di sedano e yogurt e fettine invisibili di formaggio. Ma che io sia dannato se non sei un vero spasso."

Lei rise. "Be', grazie, Walt. Non sei cos noioso neanche tu. Tua figlia avr un sacco di domande da farti."

Walt ridacchi. "Pu fare tutte le domande che vuole... Non ho intenzione di dirle molto."

"Walt, non c' niente da dire!" gli ricord lei.

"Gi. Non ancora."

13

Quando Brie arriv a casa di Jack la mattina dopo, piuttosto presto, trov il fratello e il nipote seduti sulla veranda - David con la sua ciotola di cereali e Jack con una tazza di caff. "Buongiorno" disse scendendo dalla macchina. "Hai dormito, stanotte?"

"Non riesco a dormire le prime ventiquattr'ore dopo che mi  nato un bambino" sorrise lui. "Mel  crollata, e naturalmente David vuole la sua mamma.  per questo che siamo qui fuori."

"Be', io sono venuta a dare una mano" disse Brie, che intendeva fermarsi tutto il giorno per badare a David e riordinare un po' la casa. "Quando sono andata via ieri sera c'era un mucchio di biancheria da lavare."

" quasi tutta lavata. Ma oggi pomeriggio mi sa che avr bisogno di un sonnellino."

Lei rise. "Ti copro io, stai tranquillo. Come stanno madre e figlia?"

"Benissimo.  quasi ora di un'altra poppata... puoi pensare tu a Davie, fargli il bagno eccetera?"

"Ma certo."

Jack si port la tazza in camera e spost la sedia a dondolo accanto al letto.

Mel gli sembrava un po' pallida. Di solito il secondo parto era pi facile e lei ci aveva messo pochissimo, ma quando si era svegliata durante la notte per allattare Emma era debole e molto provata. Nella culla accanto al letto la bimba cominci a frignare. Doveva avere fame, ma la madre non si muoveva. Jack avrebbe voluto prendere Emma in braccio, ma era meglio che Mel la sentisse piangere perch questo aiutava la montata lattea. Per Jack era tuttora stupefacente che il corpo di una donna reagisse in questo modo, che il pianto del proprio bambino facesse fluire il latte come da un rubinetto appena aperto.

Tocc la fronte di Mel e la sent madida di sudore. "Mel" disse dolcemente. Forse aveva troppe coperte?

Emma strill un po' pi forte, ma sua madre non si mosse. "Mel" chiam Jack a voce pi alta. La scroll gentilmente per la spalla, ma lei non si svegli. "Mel!" Niente.

Jack sent una mano gelida stringergli il cuore. Scost le coperte e vide che sul lenzuolo sotto di lei si allargava una pozza di sangue. " Brie!" url. "Mio Dio, Brie!"

Poi prese il telefono e chiam John Stone a casa. Mentre aspettava una risposta, Brie si affacci sulla soglia della camera con David in braccio. Vide il sangue, vide la cognata immobile e pallida, e corse a mettere David nel suo lettino.
 Fu Susan Stone a rispondere al telefono. "Susan, Mel ha un'emorragia e ha perso conoscenza!" grid Jack disperato.

"Oh, Dio... Devi massaggiare l'utero come hai visto fare a John dopo il parto. Comincia dall'alto e premi scendendo fino all'osso pelvico... resta in linea." Jack la sent prendere l'altra linea e chiedere l'intervento di un elicottero, poi torn da lui e disse: "Puoi darmi le coordinate di casa tua?".

Jack aveva costruito personalmente la casa e sapeva a memoria latitudine e longitudine. Le comunic a Susan, tenendo il telefono tra l'orecchio e la spalla per continuare a massaggiare Mel. "Il sangue continua a sgorgare" disse. "Che altro posso fare?"

Ma Susan stava parlando con qualcuno sull'altra linea e non rispose subito. Due secondi dopo gli disse: "Siamo stati fortunati. Due ore fa John  stato chiamato per un'emergenza ed  andato in elicottero a Redding, e adesso l'elicottero sta tornando a Eureka. Faranno una deviazione di rotta per venire fin l. Stai continuando il massaggio?"

"S, ma non migliora..."

"C' polso?"

Jack poggi due dita sul collo di Mel, lasciandole sulla pelle una traccia di sangue. "S, ma  molto debole."

"L'elicottero sar l tra cinque minuti. Sei solo?"

"No, c' Brie."

"Mel ha bisogno di un'iniezione di pitocina, e poi di metergina. Dov' la sua valigetta?"

"Qui accanto al letto."

"Oh, grazie a Dio. Mostra a Brie come praticare il massaggio e prepara una siringa di pitocina. Jack? Ci sei?"

"S..." borbott lui. In quel momento Brie entr di corsa in camera. "Brie, massaggiale l'utero in questo modo... io devo farle un'iniezione." Scroll la testa per fugare il panico e disse nella cornetta: "Susan? Che devo fare?".

"Te lo spiego passo a passo. Trova la fiala di pitocina e una siringa. Prima di tutto le serve quella, ma siccome la sua pressione del sangue  sempre stata piuttosto bassa subito dopo le dobbiamo dare della metergina. Se vogliamo fermare l'emorragia l'utero deve contrarsi."

Jack tenne d'occhio Brie che massaggiava il ventre di Mel. "Il sangue continua a uscire" esclam nella cornetta. "Adesso  a coaguli."

"Lo so, Jack... tu cerca il medicinale."

Lui frug nella valigetta di Mel e trov la fiala, poi ne aspir il contenuto in una siringa. "Non so se sar capace di trovare una vena..." disse ansiosamente.

"Puoi iniettarla nel muscolo, Jack. Spostala leggermente su un fianco e..."

"S, so qual  il punto" disse lui.

"Aspira un po' con la siringa per vedere se hai preso un capillare" spieg Susan, "ma non perdere tempo. I paramedici sull'elicottero avranno delle scorte, ma adesso a Mel ne occorrono alcune dosi."

"Fatto" disse Jack. "Due fiale."

"Bene, adesso la metergina" continu Susan. "Non perdiamo tempo. Quando arriver l'elicottero i paramedici potranno inserire una flebo, ma per ora dobbiamo pensarci noi. Fai quello che ti ho detto."

"Lo sto facendo."

"Adesso controlla l'utero. Ti sembra che si stia contraendo un poco?"

Jack spost la mano di Brie e riprese a massaggiare. "S... s, forse un pochino. Ma i coaguli di sangue non si fermano!"
 "Tu continua a massaggiare, Stai facendo un ottimo lavoro."

Lui frug di nuovo nella valigetta di Mel alla ricerca di altre fiale, e Brie prese il suo posto. "Susan... non c' pi niente, abbiamo usato tutto quanto!" esclam.

"L'elicottero sar l a momenti. Non smettere il massaggio, e intanto prova a metterle la bambina al seno."

Jack lasci il telefono. Prese dalla culla Emma, che strillava a pi non posso, e la mise al seno di Mel sostenendole la schiena. Stuzzic la guancia della piccola con il capezzolo come aveva visto fare a Mel. "Coraggio, piccolina. Succhia. Devi aiutare la tua mamma..." Emma trov il capezzolo e prov a succhiare, ma era debole dopo tanto piangere e non esercitava forza sufficiente.

"L'emorragia sta rallentando?" domand Jack a Brie.

"Mi pare di no..."

"Mel" disse lui. "Mel... apri gli occhi. Tesoro, non farmi scherzi... coraggio!"

Lei apr debolmente gli occhi, guard Jack e sussurr: "Che succede?"

"Tesoro, resisti. L'elicottero sta arrivando, sar qui tra due minuti. Resisti, ti prego..." Poi guard la bimba. "Emma, succhia per favore. Su, forza..." Ma la bimba non succhiava pi e piangeva disperata, turbata da tanto trambusto. Jack la rimise nella culla e cominci a massaggiare il seno di Mel. Ricordava di averglielo visto fare con David appena nato. Andiamo, piccolino, aveva detto Mel, aiutami a espellere la placenta e a fermare l'emorragia...

Poi si chin su di lei, prese il capezzolo tra le labbra e cominci a succhiare piano, accecato dalle lacrime. Un fiotto di latte tiepido gli riemp la bocca.

Sent la mano di lei carezzargli debolmente i capelli e continu a succhiare, disperato, pregando che servisse.

"L'emorragia sta rallentando" disse Brie. "Ma c' ancora tanto di quel sangue..."

Jack sollev la testa e vide che gli occhi di Mel erano semiaperti e che sulle sue labbra c'era un debole, impercettibile sorriso. "Resisti, tesoro, Non abbandonarmi..." supplic lui. Riprese a succhiare mentre Brie continuava con il massaggio, poi gli venne in mente qualcosa e corse fuori. Apr il bagagliaio del pick-up, prese un razzo e lo accese, gettandolo nel vialetto perch servisse da guida per l'elicottero: poi torn di corsa accanto alla moglie e riprese a succhiare.

Emma piangeva, David urlava e Mel aveva perso di nuovo i sensi.

Jack appoggi le labbra sulla sua fronte e preg in silenzio. Dio, far qualsiasi cosa. Qualsiasi cosa... ma non portarmela via!

Continu cos per qualche minuto, controllando il polso di Mel, succhiando, pregando. Furono i minuti pi lunghi della sua vita. Finalmente sent i rotori dell'elicottero, e per un istante fu trasportato in un altro mondo. Era nel deserto in una nuvola di polvere e fumo, e un elicottero stava atterrando fra le rocce per portar via i suoi uomini feriti. Era di nuovo in Iraq...

Scroll il capo e si costrinse a uscire da quel labirinto mentale. "Non smettere il massaggio" disse a Brie correndo fuori. L'elicottero stava atterrando nella radura davanti alla casa. Pens in un lampo alla battaglia pi difficile della sua vita, quella che aveva interrotto da poco e che avrebbe combattuto un altro milione di volte per salvare la vita di sua moglie. C'era un detto che tutti i paramedici conoscevano: Se riusciamo a metterti sull'elicottero te la cavi di sicuro.

Vide due infermieri saltar gi dal portellone e correre verso la casa con una lettiga. "Da questa parte" grid. "Le ho iniettato due dosi di pitocina e una di metergina..." Li precedette correndo e spieg: "Credo che l'emorragia abbia rallentato un po', ma  ancora molto forte."

I due entrarono in camera da letto e si misero all'opera inserendo per prima cosa una flebo nel braccio di Mel. Jack l'aveva visto fare tante volte, ma questa era l'operazione pi veloce che gli fosse capitato di osservare. Seguirono alcune istruzioni: soluzione isotonica, altra pitocina, com' la pressione del sangue? Settanta su quaranta, polso centosessanta... serve un diaforetico, il respiro  debole... "Diamoci una mossa" disse uno dei due. Sistem un telo di spugna tra le gambe di Mel e con l'aiuto dell'altro la sollev sulla lettiga. "Andiamo!"

Jack afferr la valigetta di Mel e li segu. "Brie, chiama Doc e fatti portare del latte in polvere per Emma" grid da sopra la spalla. Poi balz sull'elicottero e il mezzo decoll immediatamente.

Jack si sedette al lato della lettiga stringendo la mano di Mel, mentre dall'altro lato un'infermiera controllava la pressione sanguigna e il flusso della flebo. "Abbiamo usato tutto quello che c'era nella sua valigetta" le spieg Jack. "Due dosi di pitocina e una di metergina."

"La sua valigetta?" domand la donna.

"Mia moglie  ostetrica. Ho lasciato da parte le siringhe ma ho tenuto le fiale. La moglie del suo ginecologo, che  infermiera, mi ha spiegato al telefono come fare."

L'infermiera lo rifer al pilota, e due minuti dopo il pilota disse che per radio gli avevano ordinato un'altra iniezione di metergina per la paziente. L'infermiera trov la fiala nell'armadietto dei medicinali, iniett il contenuto nel flacone della flebo, e pochi minuti dopo Mel apr gli occhi. "Ti amo, Jack" sussurr.

Lui accost le labbra al suo orecchio. "Melinda, tesoro, tu sei tutta la mia vita. Resisti ancora un po'... Stiamo andando all'ospedale, l c' John che ci aspetta. Resisti. Vedrai che andr tutto bene."
 Poi il pilota comunic per radio che stavano per atterrare, e rifer a Jack che il personale della sala operatoria e l'anestesista li stavano aspettando. L'infermiera scost le coperte e controll l'emorragia. "Ce la faremo" disse in tono incoraggiante. Poi abbass la voce. "Dio, lo spero proprio..."

Se non fosse stato cos terrorizzato, Jack avrebbe ammirato l'efficienza e la rapidit con cui la squadra operava. Dopo l'atterraggio il personale dell'elicottero scaric la lettiga con tale velocit che lui rischi di essere gettato a terra. Ad attenderli sul piazzale c'erano due infermiere e un dottore, mentre una terza teneva aperte le porte dell'ascensore. Jack li segu, ma poi venne fermato all'ingresso della sala operatoria.

Rimase in corridoio senza sapere che cosa fare. Non aveva idea di quello che stava succedendo ma non aveva intenzione di lasciare Mel, perci cominci a camminare avanti e indietro, con il cuore che batteva forte e le mani sudate, talmente agitato che non poteva restare seduto. Aveva affrontato i pericoli della guerra e il rischio di morire con molta pi calma.

Passarono circa dieci minuti, poi un'infermiera usc dalle doppie porte e si avvicin. "Signor Sheridan, sua moglie ha avuto un'emorragia uterina e ha perso molto sangue. Il dottor Stone sta cercando di fermare l'emorragia, ma pu darsi che debba effettuare un'isterectomia. Ci vorr un po' di tempo prima che possiamo darle altre notizie."

"Ma ce la far, vero?"

"La situazione  critica, ma il dottor Stone  molto bravo ed  assistito da uno dei nostri migliori chirurghi, il dottor Larson."

"Dio..." disse Jack passandosi una mano fra i capelli. "Dio mio!" Gir su se stesso, confuso, poi disse all'infermiera: "Vado nella cappella, ma torno fra pochi minuti".

Fece un'unica telefonata, a Brie, poi trov la cappella e bench non fosse sicuro dell'utilit di quel gesto accese una decina di candele. La mano gli tremava talmente che per qualche minuto non riusc a far attecchire la fiammella da una candela all'altra. Non aveva nemmeno il portafoglio e non poteva lasciare del denaro nella cassetta delle offerte, ma pens: Se Mel sopravvive far una donazione di un milione di dollari all'ospedale.

Poi si inginocchi nella seconda fila di banchi, abbass la testa fra le mani e preg.

Dio, so che sei stufo delle mie preghiere, ma lei  la mia donna, la mia migliore amica, la mia vita... no,  molto pi di questo,  met del mio cuore. L'ho aspettata tutta la vita, e darei la mia vita cento volte, mille volte, per salvarla. Lei  ogni mio respiro, ogni battito del mio cuore. Non posso vivere senza di lei, non adesso. Per favore, Dio. Per favore. Salvala...

Mezz'ora dopo era di nuovo fuori della sala operatoria. Fiss la lancetta dell'orologio passare da un minuto all'altro per due ore, e finalmente John usc. "Abbiamo fatto appena in tempo, Jack" disse. "Siamo stati fortunati... un elicottero in volo non lontano da casa tua era gi un miracolo, e poi lei ha preso le medicine essenziali grazie a te che hai guardato nella sua valigetta. Ma non ho potuto salvare l'utero, Jack... mi dispiace tanto. So che volevate altri bambini."

Jack si lasci cadere su una sedia con la testa fra le mani. Cedette al sollievo, e per pochi minuti singhiozz in silenzio, poi alz la testa a guardare l'amico. Sulle sue guance ruvide di barba non rasata cadevano le lacrime. "L'utero non ha alcuna importanza. Ma io non potrei vivere senza di lei."

John mise una mano sulla sua spalla. "Avrai ancora moltissimi anni con lei, amico mio."

"Dio, ti ringrazio... e ringrazio soprattutto te, John."

"Tu e Susan avete lavorato bene insieme, e mettere la bimba al seno  stata un'ottima idea."

"Non  stata la bimba" disse Jack sottovoce. Pensava al suo terrore, quando si era detto che l'ultimo ricordo di sua moglie poteva essere quello: lui che succhiava il suo latte nel disperato tentativo di tenerla in vita. "Emma era troppo debole... sono stato io."

"Ben fatto" comment John. "Pu darsi che tu le abbia dato i due minuti necessari a salvarsi la vita."

Jack chiam Brie per dirle che Mel era uscita dalla sala operatoria, poi rimase per altre due ore davanti alla porta della sala di rianimazione finch non gli permisero di entrare. Dal trespolo accanto al letto pendeva una sacca di sangue collegata alla fleboclisi nel braccio di Mel, ma la sua faccia era ancora grigiastra, le occhiaie livide, le labbra secche e tagliate. Sembrava cos piccola e magra che faceva paura. Lui si chin sul letto e pass un braccio attorno alle sue spalle per sollevarla un po', poi poggi le labbra sulla sua fronte. Lei apr gli occhi. "Jack..." sussurr.

"Mel, mi hai fatto prendere un bello spavento!"

"Non avremo pi bambini, Jack."

"Abbiamo tutti quelli che vogliamo. Due magnifici bambini, belli e sani."

"So che avresti cercato di farmene fare un altro..."

"Non l'avrei mai fatto" protest lui. "Adesso avrai tutto il tempo di goderti questi due, e quanto a me sappi che con loro e con te ho avuto dalla vita molto pi di quanto avessi mai osato sperare."

"Be'" disse lei con una debole risatina, "grazie a te sono destinata a non avere mai pi un ciclo."

Tipico di Mel scherzarci su quando era stata a un passo dalla morte. "Adesso chiudi gli occhi e riposati, tesoro. Io resto qui con te."
 "Vorrei tanto vedere i miei bambini..." bisbigli lei.

"Li vedrai presto, tesoro. Presto ti porter a casa."

Continu a tenerla fra le braccia, scomodamente chinato sul letto, per un'ora. Un'infermiera cerc di allontanarlo per controllare un'eventuale perdita di sangue e cambiare la paziente, ma lui rifiut di muoversi. John si avvicin al letto in quel momento e disse alla donna: "Lasci pure, ci penso io." Poi tir la tenda attorno al letto e disse: "Non sanno di che cosa sei capace. Se hai potuto mettere al mondo i tuoi figli non avrai problemi con pannolini e assorbenti."

"Nessun problema" conferm lui deponendo un altro bacio sulla fronte di Mel. "Resti qui tutto il giorno?" domand poi all'amico.

"Non ho ancora trovato un passaggio per tornare a Grace Valley" spieg John, "e poi voglio somministrarle un'altra unit di sangue. Rester qui almeno finch quella non  finita."

"Non  che rimani perch lei  in pericolo, vero?"

"No. Resto per impedire che ti buttino fuori." Sollev le coperte e controll Mel. Mentre lui le scostava delicatamente le gambe Mel si svegli. "Va molto meglio" disse John.

"Stai meglio" ripet Jack alla moglie.

"Dovresti tornare dai tuoi bambini" sugger John. "Appena ho trovato un passaggio posso accompagnare anche te."

"Non mi muovo finch lei non ha ripreso del tutto conoscenza. Non voglio che si svegli e si spaventi non vedendomi... Pu venire Preacher a prendermi, gli telefoner tra poco."

"Va bene, come vuoi. Andando via l'affider a Larson, e lui la terr in ospedale per qualche giorno."

"Dovrai procurarle una pompetta tiralatte. Sai quanto ci tiene ad allattare i suoi bambini, e poi Emma sar l'ultima... sai bene lei com' fatta."

"Avr il tiralatte, non preoccuparti."

Pass un'altra ora. Mel si svegliava di tanto in tanto e Jack continuava a tenerla abbracciata. John veniva a controllarla ogni tanto, e alla fine disse: "Adesso la portiamo nella sua camera, la numero trecentosei. Qui fuori c' una visita per te. Ci vediamo al terzo piano?".

"Va bene" disse Jack appoggiando Mel delicatamente ai cuscini. "Amore, adesso ti spostano nella tua camera" le sussurr. "Ci vediamo tra poco."

Uscendo in corridoio trov Doc, che si appoggiava pesantemente al bastone e sembrava esausto, come se fosse invecchiato di dieci anni in un giorno. Doveva aver guidato per ore su e gi per le strade di montagna, superando il passo che portava a Redding, ed era ridotto peggio di uno straccio.

Jack si avvicin e gli strinse la mano. "C' mancato poco" disse.

"Grazie a Dio  andato tutto bene" disse il vecchio dottore. "Non possiamo fare a meno di lei."

"No, non possiamo" conferm Jack.

"Quando posso vederla?"

"Vieni con me, Doc. L'hanno appena trasferita nella sua camera."

"John dice che si rimetter presto" comment Doc.

"Torner come nuova. Niente pi bambini, per."

"E come credi che la prender?"

Jack pens a quanto Mel si era arrabbiata quando aveva scoperto di essere incinta di Emma. In seguito per gli aveva confessato, Adoro portare in giro un pezzetto di te. "Oh, la prender bene. Abbiamo l'un l'altra e abbiamo David ed Emma, due figli in pi di quanto pensavamo. Ti ha telefonato Brie?"
 "Gi. Tutto il paese sta con il fiato sospeso."

Entrarono in camera e trovarono Mel sollevata sui cuscini e intenta a bere un sorso d'acqua con una cannuccia. Doc sembrava camminare con maggior difficolt del solito, ma si avvicin al letto e fece un gesto che non aveva mai fatto prima: si chin su di lei e la baci sulla fronte. "Sei un vero guaio, Melinda. L'ho capito fin dall'inizio e avevo ragione."

"Ma se ti mantengo giovane" fece lei stancamente.

"Questo  vero. Ma credo che Jack sia distrutto."

Aver cura della famiglia Sheridan divent affare di tutta la comunit. Brie e la sorella di Mel, Joey, si occupavano dei bambini in modo che Jack potesse andare in ospedale tutti i giorni. Paige e Preacher preparavano cibo per tutti. Alla fine della giornata Mike andava a raggiungere la moglie e aspettava che Jack tornasse con le notizie. Jack si alzava la mattina molto presto e tornava a Virgin River la sera tardi.

La quarta sera Brie sedeva in una delle poltrone di cuoio e dava il biberon a Emma, mentre Mike stava sulla sedia a dondolo con David. La porta si apr ed entr Jack, esausto, con la borsa termica in cui portava il latte di Mel per la piccola. Brie gli fece un cenno di saluto con la testa, lui rispose alzando la mano e and in cucina. Guidava per almeno sei ore ogni giorno, ma non si sognava nemmeno di lasciare Mel da sola in ospedale. Brie era molto preoccupata che la mancanza di sonno gli causasse una disattenzione al volante, mentre attraversava il passo.

Quando Mike e Brie ebbero sistemato i piccoli, raggiunsero Jack in cucina, dove Preacher aveva finito di preparare la cena e stava versando un dito di whisky per s, Mike e Jack.

"Come va la nostra paziente?"

" nervosa e irritabile, e sta facendo impazzire tutti.  proprio vero che le infermiere e i dottori sono i pazienti peggiori... infatti domani la cacciano via."

"Scusa se te lo dico, ma sei proprio uno straccio" osserv Brie.

"Grazie, tesoro" fece lui levando il bicchiere in un brindisi. Bevve un sorso. "Ah, mi ci voleva proprio. Grazie, Preacher." Poi depose il bicchiere. "Vado a dare la buonanotte ai bambini e torno subito."

In cucina cadde il silenzio. Poi Preacher disse: "Incredibile quanto siamo stati vicini a perderla".

" molto insolito che succeda" disse Brie cercando di rassicurarlo, visto che Paige era incinta.

"Gi, per ti fa considerare quanto  seria la faccenda" replic lui cingendo le spalle di Paige. "Dobbiamo fare molta attenzione."

"Non voglio che tu ti preoccupi. John" disse Paige. "Con Mel ce la siamo vista brutta, ma adesso va tutto bene e non dobbiamo lasciarci prendere dal panico. Ci godremo questa gravidanza - visto che abbiamo faticato cos tanto per arrivarci." Poi si rivolse al figlio: "Finito la cena, tesoro? Sei pronto per il film?".

"S, mamma" rispose Christopher con un sorriso.

"Ci penso io" intervenne Preacher. Prese la manina di Christopher e disse: "Andiamo, cowboy. Che film guardiamo stasera?"

"Gli incredibili" disse Chris.

"Ma non lo vediamo quasi tutte le sere?"

"Quasi."

Joey guard Paige con un sorriso. " un padre magnifico" disse.

"Straordinario. Stento ancora a credere alla mia fortuna."

Quando Jack torn in cucina Joey gli si avvicin. "C' una domanda che volevo farti... come ha reagito Mel all'isterectomia? "

" molto delusa" ammise lui. "Anche se brontolava sul fatto di essere sempre incinta. Continuava a protestare che Emma era arrivata troppo presto, mi minacciava di morte se le avessi giocato un altro tiro del genere, eppure avrebbe voluto altri figli.  difficile da capire, lo so..."

Ci fu un momento di silenzio.
 "Essere in grado di riprodursi  una faccenda strana" osserv Brie. "Noi donne vogliamo poterla controllare."

"E secondo la mia esperienza  una di quelle forze naturali dotate di volont propria" aggiunse Jack. "Quando vuoi un figlio quello non arriva, e quando vorresti prenderti una pausa la gravidanza ti coglie alla sprovvista."

"Ma tu come l'hai presa?" insistette Joey.

"Stai scherzando? Sono cos felice che Mel se la sia cavata che il pensiero non mi ha nemmeno sfiorato." Sollev il bicchiere. "E poi ho due bambini belli e sani, perci mi considero un uomo fortunato e ricco. Molto ricco."

"Beviamo alla salute degli uomini ricchi come te" disse Mike unendosi al brindisi.

Dopo una sola settimana dall'operazione Mel si stava riprendendo molto bene. Aveva ancora qualche dolore e si stancava facilmente, perci cercava di non strafare. La mattina indossava una morbida tuta di felpa e restava sdraiata sul grande letto, con la culla a portata di mano in modo da allattare spesso Emma per farle recuperare il tempo perduto. Spesso anche David si arrampicava sul letto per restarle accanto.

Brie e Joey si occupavano della casa e facevano in modo che Mel potesse riposarsi, perci Jack riusciva a passare il pomeriggio al bar e la sera portava a casa uno dei meravigliosi piatti di Preacher per cenare con sua moglie.

Non osava ancora allontanarsi troppo dal paese, per esempio per fare acquisti, ma controllava le ricevute e si occupava dell'inventario. E come prevedeva, aveva scoperto che grazie a Preacher e Paige il locale andava benissimo.

Un pomeriggio, nell'intervallo tranquillo tra il pranzo e l'inizio dell'ora di cena, quando il bar era deserto, una sagoma familiare con un cappello di feltro a tesa larga entr e si avvicin al bancone. In passato Jack aveva avuto dei contatti con quell'uomo, alcuni buoni e altri meno. Sapeva che era uno dei coltivatori illegali accampati fra le montagne, e una volta aveva rifiutato di accettare il suo denaro perch puzzava di marijuana appena tagliata. Ma una sera, quando Paige era in pericolo, lo stesso uomo si era materializzato dal nulla e le aveva salvato la vita.

Il tizio guard Jack negli occhi - la prima volta che accadeva - e domand: "Come va la famiglia?".

"Tiriamo avanti" rispose lui.

"Birra Heineken e whisky Jim Beam" continu l'altro. "Se non  troppo disturbo."

Da sopra la spalla dell'uomo Jack vide Mike entrare nel locale e fermarsi un istante, ovviamente perch aveva riconosciuto l'uomo dal cappello. "Ne abbiamo gi discusso" disse al cliente. "Sai benissimo che tipo di denaro  accettato in questo locale, e io non ho intenzione di cambiare idea. Non sono proprio dell'umore adatto."

Mike si sedette al bancone, lasciando uno sgabello tra il suo e quello dell'uomo. "Una birra, Jack. E servi pure il mio amico, offro io." Estrasse qualche banconota dalla tasca e aggiunse: "Lo faccio con piacere".

"Sei sicuro?" domand Jack.

"Sicurissimo."

Jack serv i due e torn all'estremit del bancone, dove lo aspettava il blocco a molla con i fogli dell'inventario. Non ci fu conversazione tra Mike e l'uomo dal cappello. Solo una bevuta silenziosa.

Paige entr dal retro con una pila di tovaglioli puliti, vide l'uomo e si ferm interdetta, poi gli fece un leggerissimo cenno di saluto con la testa e torn in cucina. Jack si aspettava di veder comparire Preacher, ma non accadde nulla. Poco dopo venne il commento dell'uomo, espresso a voce bassa e roca. "Allora le cose sono andate a buon fine" disse avendo notato la gravidanza avanzata di Paige.

Mike ridacchi suo malgrado. "Oh, direi proprio di s." Poi accenn al bicchiere vuoto del suo vicino. "Un altro giro?"

"Nooo... non vorrei approfittare."

"Jack" disse Mike, "rabbocca il bicchiere al mio amico."

Inarcando un sopracciglio, Jack serv all'uomo un altro whisky e aggiunse della birra nel boccale. Si trovava in una strana situazione: era grato all'uomo per l'aiuto che gli aveva dato in un caso di emergenza, ma non voleva avere niente a che fare con i coltivatori di erba. E non voleva il loro denaro in cassa. Torn al suo inventario e lasci che Mike e l'altro finissero i loro drink.

Poco dopo l'uomo respinse lo sgabello e si alz in piedi per andarsene, poi guard Mike e si tocc la tesa del cappello con due dita.

Mike mise la mano in tasca, poggi un oggetto sul bancone e lo fece scivolare verso l'uomo, guardandolo con intenzione. Poi ritir la mano, rivelando un lucchetto.

L'uomo dal cappello gett un'occhiata verso Jack, che era impegnato a contare le bottiglie sotto il banco. Prese il lucchetto e se lo cacci in tasca, poi disse: "Grazie per il whisky".
 "Oh, non c' di che. Anche un tipo riservato come te ogni tanto deve prendersi una pausa." Poi Mike accenn con il mento a Jack. "Lui  un po' meno elastico" disse.

Per la prima volta da che lo conoscevano, l'uomo dal cappello emise una bassa risata, si sfior di nuovo la tesa del cappello e se ne and.

Mike abbass gli occhi sul suo boccale, sorridendo tra s. Ecco fatto, pens. Lui sapeva, e l'uomo dal cappello sapeva che lui sapeva. Era un tipo bizzarro, ma non interamente cattivo. E l'affare tra loro era concluso - almeno per ora.

14

Dopo aver avvertito la sua famiglia del matrimonio imminente, Paul telefon a Joe. "Come vanno i progetti per le case di Preacher e Mike?"

"Sono quasi pronti, tra non molto potrai cominciare i lavori."

"Forse potresti progettarne un'altra... vorrei discuterne con te" disse Paul.

"Davvero? Hai un altro cliente?" domand Joe.

Paul trasse un gran respiro. "Non ci crederai... ma le cose non sono andate come temevo. Vanni non si  rassegnata e non ha rinunciato a me... Io sono stato un po' lento a capire - cosa che non ti sorprender. Ma in sostanza, stiamo per sposarci."

"Dici sul serio?"

"S. Perch aspettare? Non abbiamo certo bisogno di tempo per conoscerci meglio!"

"E quel piccolo problema di cui mi avevi parlato?"

"Alla fine si  scoperto che non era un problema mio... e Vanni  stata meravigliosa, credimi. Io che ci mettevo cos tanto a dichiararmi, e poi quella complicazione cos grave da risolvere... ma lei  stata fantastica. Vogliamo sposarci prima che Tom parta per il corso di addestramento, tra due settimane. E io pensavo che se non hai altri impegni potresti fare un viaggetto fin qui. E sei tuoi progetti piacciono ai clienti, io potrei fermarmi qui e cominciare a costruire."

"Il terzo progetto per chi sarebbe?"

"Per Vanni e per me" disse lui. "Il generale ci ha regalato un bel pezzo di terreno al di l delle stalle, e l'idea di avere casa nostra qui  sempre pi allettante. Forse  meglio che io cominci a costruirla prima di ritrovarmi troppo occupato..."

Joe ridacchi. "Sono davvero felice per te, amico mio. Hai gi un'idea di quello che vorresti?"

"Be', s... a Vanni piace molto la mia casa di Grants Pass. Ma quella  una casa progettata per uno scapolo o una coppia senza figli, perci bisognerebbe alzare il livello del soggiorno, aggiungere una camera o due, ingrandire la cucina. Insomma, tu sai che cosa fare, no?"

"S, so che cosa fare" conferm Joe allegramente.

"E mi raccomando, vieni a Virgin River per il matrimonio. Sar una cerimonia molto intima e con poche persone, ma Jack ha intenzione di avvertire i ragazzi e ci potrebbe anche scappare una partita di poker..."

"Conta pure su di me."

Nel mese di giugno gli avvenimenti erano tali e tanti che tutta Virgin River era in agitazione. Prima c'era la consegna dei diplomi del liceo, poi c'era il matrimonio di Vanni e Paul; e fra i due eventi c'era l'arrivo di Rick per una breve licenza, prima di essere mandato in missione in Iraq. Per salutare Rick e per presenziare al matrimonio, il gruppo degli ex Marine sarebbe giunto in paese al completo.

Vanni aveva passato il sabato in cucina a preparare hors d'oeuvre per la festa di diploma di Tom. I ragazzi sarebbero passati da un party all'altro ed era probabile che in casa Booth facessero solo una breve apparizione, ma Walt voleva che Tom avesse una festa personale, e non una specie di appendice del ricevimento di nozze della settimana successiva. E aveva ragione, perch Tom non si era solo diplomato con onore, ma era stato ammesso a West Point. Anche se suo padre era un generale a tre stelle, per raggiungere questo importante risultato Tom aveva dovuto esibire il massimo dei voti e ottenere la segnalazione di un membro del congresso; perci l'ammissione era per lui una grande conquista.

Vanni prese una piccola pausa, si asciug le mani con uno strofinaccio e usc a respirare un po' d'aria sulla veranda, dove vide una scena sorprendente: Paul era in piedi sulla tomba di Matt, come aveva fatto lei stessa tante volte. Scese i gradini, travers il tratto di prato e lo raggiunse. "Paul?" chiam.

Lui si volse a mezzo e le fece un piccolo, triste sorriso. "Ah, Vanni..."

"Tutto bene?" domand lei.
 Paul le carezz una spalla. "S, certo."

"Sai, se cominciamo tutti e due a mugugnare su questa tomba mio padre impazzir" osserv lei.

"Cercher di non farne un'abitudine... ma posso dirti una cosa? Solo una volta, e poi non lo ripeter mai pi?"

"Puoi dirmi qualsiasi cosa. Senti la sua mancanza, vero?"

"Tesoro, la sentir per tutta la vita. A volte penso a quand'eravamo ragazzi, e ci vedo cos chiaramente che  come se tornassi indietro nel tempo. Quand'eravamo al liceo non parlavamo mai dei Marine. Parlavamo di ragazze, di sport, di ragazze, di tatuaggi, di ragazze, di macchine... Le ragazze erano tutte sue, io non avevo abbastanza coraggio. Non avrei nemmeno avuto una dama per il ballo del diploma se non ci avesse pensato Matt. Chi immaginava che proprio lui diventasse un Marine di carriera?" Paul la prese fra le braccia. "Hai idea di quanto ti ami?" domand poi.

"Credo di s" sorrise lei.

"Darei la mia vita per te, ecco quanto ti amo. Non sono mai stato felice come in queste ultime settimane. Ma stavo dicendo a Matt che sarei disposto a rinunciare a tutto, e a vivere infelice e divorato dalla gelosia fino alla fine dei miei giorni, se potessi riaverlo con noi. Era un uomo straordinario, un amico prezioso... Rinunciare a te probabilmente mi ucciderebbe, ma lo farei se potessi riportarlo in vita."

Vanni poggi la mano sulla guancia di lui. "Lui questo lo sa, Paul. Lo ha sempre saputo."

"So che a volte sei molto triste, amore. Probabilmente lo sei anche adesso. Be', non devi mai nascondermelo. Ti terr fra le braccia mentre piangi, come ho fatto altre volte, e non mi sentir tradito. Affatto."

"Non potrei mai nasconderti niente" disse lei dolcemente. "Poco dopo aver conosciuto Matt ho perso mia madre - e lei era anche la mia migliore amica. Poi ho perso mio marito in guerra. Hai idea di quale dono del destino sia avere te?  stato come essere salvata da un disastro. Non credevo di poter provare ancora quello che provo, credevo che avrei sofferto tutta la vita e che ogni giorno sarebbe stato peggio del precedente. Forse il mio amore per te non  pi forte di quello che sentivo per Matt, ma dopo tanto dolore e tanta disperazione  come un miracolo. Matt mi mancher sempre, non posso evitarlo. Ma sono cos felice di averti nella mia vita. E non rinuncer mai a te."

"Vorrei tanto che ci fosse un modo... vorrei poter sapere che lui  d'accordo. Sul fatto che tu e io siamo insieme."

"Te l'ho detto, ricordi?" sorrise lei. "Gliel'ho gi chiesto, e parecchie volte. Prima ancora che tu mi dicessi quello che provavi per me."

"S, ma io vorrei sapere se mi ha perdonato per... per averti amata tanti anni, quando tu appartenevi a lui."

Lei rise piano. "Non essere sciocco. Gli hai sempre dimostrato un tale rispetto, non hai mai lasciato trapelare nulla... Non c' niente da perdonare."

"La notte in cui  nato Mattie ero venuto qui a parlargli" riprese Paul. "Poi  arrivato Jack, e mi ha detto che Matt aveva ripreso la sua strada. Che tutti noi abbiamo il nostro destino, e che quello di Matt lo aveva portato altrove."

"Ne sono sicura. E dovunque sia adesso sta mettendo tutto a soqquadro con i suoi scherzi, fa ridere la gente, si diverte. Saperci insieme lo renderebbe felice. So che tu gli volevi bene, e lui te ne voleva altrettanto se non di pi. Non credo che vorrebbe affidare suo figlio a nessun altro che a te."

"Cercher di fare del mio meglio, amore. Voglio che Matt sia fiero di me, e cercher di essere un marito degno di lui."

Vanessa gli sorrise di nuovo. "Non dovrai sforzarti molto. Credo tu abbia una dote naturale."

Una mattina, in piedi sulla veranda con la sua prima tazza di caff, Jack vide in lontananza qualcosa che lo allarm. Aguzz la vista volgendo lo sguardo verso nordest ed ebbe la conferma di quello che temeva: una sottile colonna di fumo grigio che si levava nel cielo. Al di l di ogni ragionevole speranza si augur che non fosse niente di preoccupante, ma la primavera era stata insolitamente arida.

Mel usc di casa e lui cinse le sue spalle continuando a scrutare l'orizzonte. "Che cos'?" domand lei.

"Un fuoco. Potrebbe essere un fal acceso di proposito, ma potrebbe essere un incendio. La stagione  stata molto secca finora."

"Virgin River  mai stato minacciato da un incendio?"

"Il paese vero e proprio no, ma anni fa ce n' stato uno molto grave verso nord, poco dopo l'arrivo di Preacher. Tutti hanno dato una mano. Abbiamo scavato trincee, portato acqua, guidato camion... e poi molti di noi hanno seguito un corso di addestramento in modo da essere preparati se mai fosse accaduto di nuovo."

"Che succederebbe se un incendio si avvicinasse alla casa?" domand lei.

Lui la strinse a s. "Be', siamo in mezzo ai boschi, e gli alberi sono come fiammiferi... questo posto potrebbe diventare arido come la superficie della luna. Ci serve la pioggia, un bel po'. E per ora non  prevista. Speriamo bene."
 Il generale e Vanessa aprirono la casa ai loro amici e agli amici di Tom. I giovani neo diplomati erano impegnatissimi, e avrebbero passato tutto il weekend andando da una festa all'altra. Tom, Brenda e alcuni dei loro amici passarono circa un'ora a casa Booth prima di puntare verso un altro ricevimento, ma agli adulti non dispiacque di essere lasciati a loro stessi.

Tra gli ospiti venuti a congratularsi con Tom c'era anche Muriel St. Claire.

"Possiamo contare sulla sua presenza sabato prossimo al nostro matrimonio?" domand Vanessa.

"Oh, tesoro, grazie dell'invito, ma devo andare a Sebastopol a prendere un cane, un cucciolo di nome Buff.  un altro Labrador, biondo questa volta. Ne ho gi uno, una cagnetta di un anno e mezzo che si chiama Luce ed  bravissima per la caccia. I cani devono aver compagnia, secondo me." Muriel sorrise. "Ma spero di vederla dopo il matrimonio... mi piacerebbe cenare con lei e Paul. Ne parler con Walt, visto che dovr pensarci lui. Io non so cucinare."

"Per niente?"

"Per niente" conferm Muriel. "Per tenga presente che ho molti altri talenti: so intonacare le pareti, posare la carta da parati, scartavetrare e dipingere i mobili, coltivare verdure, cacciare le anatre e raccontare barzellette. E poi mi dicono che da Jack si possono ordinare ottimi piatti da portar via."

" vero" sorrise Vanessa. "E so che lei va anche a cavallo."

"Infatti, ne possiedo due. Dovremmo uscire insieme qualche volta. Ci possiamo incontrare a met strada, lungo il fiume."

"Oh, mi piacerebbe molto. Abbiamo tante cose di cui parlare..."

Muriel le fece l'occhiolino. "Davvero tante" disse.

Prima di lasciare la festa Tom prese Paul da parte e lo precedette sulla veranda, chiudendo la porta dietro di loro. "Allora, sei pronto a occuparti di Vanessa per tutta la vita?" domand con un sorriso.

"Mai stato pi pronto."

"Fantastico. Le cose non avrebbero potuto andar meglio nemmeno se le avessi organizzate io."

"Sono felice di sentirtelo dire."

Tom prese dalla tasca una scatoletta di fiammiferi e la rigir fra le dita. "Senti, Paul, c' una festa di diploma che durer tutta la notte, e cui Brenda e io siamo stati invitati." Mise i fiammiferi nella mano di Paul. "Solo che noi non ci andremo... ma qualcuno deve sapere dove siamo, nel caso che ci fosse un'emergenza. Qualcuno che sappia tenere la bocca chiusa."

Paul guard i fiammiferi. Brookstone Inn, c'era scritto sulla scatola. Poi fiss Tom negli occhi.

"Qualcuno che non mi domandi per l'ennesima volta se ho un profilattico in tasca" continu il ragazzo.

"Perch mai dovrei farti questa domanda? Ormai sei un adulto, amico mio."

"Sai, te lo dico nel caso che qualcuno abbia un attacco di cuore o cose del genere..."

"Grazie" disse Paul mettendosi i fiammiferi in tasca. "Fai bene a essere previdente. Divertiti."

"Ci vediamo domani" lo salut Tom. E se ne and.

Quando Paul rientr in casa, Vanessa domand: "Che vi siete detti?".

Lui le sussurr all'orecchio: "Gli ho solo chiesto il permesso di diventare suo cognato. Adesso  ufficiale, sono stato accolto in famiglia."

Tom si registr nella locanda mentre Brenda aspettava in macchina, poi salirono entrambi in camera. Tom sapeva quello che sarebbe successo: avrebbero fatto l'amore, poi Brenda avrebbe pianto pensando alla sua prossima partenza, poi avrebbero fatto di nuovo l'amore, poi sarebbero seguite altre lacrime. Non avevano pi passato la notte insieme dopo la loro prima volta a casa Booth, ma c'erano state alcune serate molto piacevoli, specialmente a casa di Tom quando Vanni era a Grants Pass e il generale andava a Bodega Bay a trovare la nipote.

"Prima che tu cominci a piangere, devo darti una cosa" disse Tom."
 "Davvero?"

"S." Tom si sporse dal bordo del letto e recuper i pantaloni abbandonati sul pavimento, poi prese un astuccio dalla tasca e lo diede a Brenda. "Questo  per dirti quello che provo per te."

Lei apr la scatola. Dentro, appoggiato sul velluto blu, c'era un braccialetto di diamanti. Brenda lo fiss senza parole, poi ritrov un filo di voce. "Mio Dio" sussurr. "Mio Dio..."

"Ti dico quello che penso. Se riusciamo a conservare il nostro rapporto nonostante la lontananza e la scuola e tutto quanto, io voglio stare con te per sempre. Non volevo regalarti un anello, sarebbe stato troppo. Una ragazza all'ultimo anno di liceo con un anello di fidanzamento... una come te, poi, che ha superato con il massimo dei voti i test attitudinali e che andr all'universit, non pu portare un anello che costituirebbe un legame, e le impedirebbe di pensare a se stessa e al suo futuro." Prese il braccialetto e glielo mise al polso. "Ma puoi portare questo, cos saprai sempre quanto ti amo. E ricorderai che non parto per stare lontano da te, ma per costruire il nostro futuro insieme."

"Mio Dio" ripet lei. "Sono veri?"

Tom rise. "S, lo sono."

"Ma te li puoi permettere?"

"Avevo un po' di risparmi, e il college me lo paga l'esercito. Non  il braccialetto pi bello del mondo e le pietre sono molto piccole, ma per adesso va bene cos. Pi tardi te ne regaler uno con dei diamanti pi belli, te lo prometto. Ti amo tanto, tesoro... e voglio che tu smetta di piangere. Partire  gi abbastanza difficile. Torner in agosto per un breve periodo, prima di cominciare a West Point. Ce la farai fino ad allora, vero?"

"Ce la far per tutto il tempo che sar necessario."

"Non sar facile, lo sai... Anche se andrai all'universit a New York saremo separati per quattro anni, forse cinque se tu non finisci subito il college..."

"No" disse lei, "saranno quattro. Finir il college in tre anni." Ammir per un attimo il braccialetto, poi guard Tom inarcando un sopracciglio. "Dubiti forse che ci riesca?" sorrise.

Lui ricambi il sorriso. "Nemmeno per sogno."

"E poi andr dovunque ti manderanno."

"L'esercito non mi permetter di sposarmi finch sono a West Point" disse lui. "E in questi quattro anni vedremo davvero di che stoffa siamo fatti, perch la vita nell'esercito non  facile.  interessante, appagante, ma non facile. Mio padre dice sempre che le mogli dei militari sono pi forti di qualsiasi soldato - mia madre, per esempio,  rimasta un milione di volte da sola a occuparsi di noi. So che si sentiva sola, a volte anche spaventata e quasi sempre era arrabbiata con mio padre, ma non gliel'ha mai fatto capire perch era orgogliosa del lavoro che lui faceva. Nessuno ha mai capito quanto fosse difficile per lei. Devi saperlo anche tu, capisci. Non sar una vita facile. E io capir se cambierai idea, se troverai qualcuno che ti offrir qualcosa di m..."

Brenda lo zitt con una carezza sulla guancia. "E se invece sarai tu a trovare un'altra?" domand.

"Tesoro, tutto quello che trover nell'esercito saranno muscoli indolenziti e un cervello logorato dalla fatica" replic lui.

"Non si pu mai dire... magari il tuo sergente istruttore sar una donna molto sexy."

"Come no" ribatt lui. "Ma adesso stammi a sentire. Io ho gi deciso, ma voglio che tu mi faccia una promessa. Tieni aperte tutte le possibilit, considerati priva di legami, divertiti. E guardati intorno, guarda com' fatto il mondo. Quando questi quattro anni saranno passati, dovrai essere sicura. Dovrai pensare che io sono la scelta migliore - non l'unica scelta che hai. E non voglio che tu finisca col pensare che scommettendo su di me hai commesso un errore. Perch se dopo quattro anni sarai ancora la mia ragazza ti sposer appena possibile, e non ti lascer mai pi andare."

"S, Tommy, terr gli occhi aperti" disse lei dolcemente. "Ma sono certa che il mio cuore vedr solo te. Mi mancherai da morire, ma sono orgogliosa di te. So che siamo ancora tanto giovani... ma non sono cos giovane da non sapere che potr sposare soltanto un uomo del quale sono fiera."

Questo gli strapp un sorriso. "Mi dar da fare perch tu la pensi sempre in questo modo."

"Oh, ne sono sicura..."

"Sai" disse lui con una risatina, "ce l'avevo a morte con mio padre perch aveva deciso di trasferirsi a Virgin River. "Ma adesso credo che lo nominer nel mio testamento."

Il mercoled successivo Jack and a Garberville per accogliere Rick alla fermata dell'autobus. La telefonata ricevuta dal ragazzo qualche settimana prima lo aveva turbato, eppure lungo il percorso Jack si ripeteva che avrebbe dovuto aspettarsi la notizia che gli aveva dato.

Rick scese dall'autobus in jeans e stivali da lavoro, ma il taglio di capelli lo definiva chiaramente per quello che era, un Marine in licenza. Jack si sent riempire di orgoglio. Quello non era pi un ragazzo, ma un uomo fatto, un combattente, che era maturato nei pochi mesi di assenza: eppure il sorriso era rimasto lo stesso di tanti anni prima, quando si era presentato al bar sulla sua bicicletta, in cerca di un lavoro.

Jack fece appello a tutta la sua forza d'animo per non precipitarsi ad abbracciarlo. Rimase fermo dov'era, aspettando che Rick si avvicinasse, e poi i due si strinsero la mano e si abbracciarono brevemente. Rick era ancora cresciuto, e ormai aveva raggiunto il metro e novanta di Jack.
 "Ehi, ciao" disse Rick.

"Diavolo, ragazzo mio. Sei quasi vecchio quanto me."

L'altro rise. "Non direi... tu invece hai dei capelli bianchi, come mai?"

"Colpa di Melinda, ovvio. Mi sta distruggendo. Fai attenzione, Rick, le donne forti e sexy ti uccidono a poco a poco."

"Che bella morte, no?"

"Gi, non posso lamentarmi. A proposito, il prossimo weekend sar particolarmente interessante..."

"Ah, s?"

"Paul si sposa. Ti aggiorner pi tardi sulla faccenda, ma i due avvenimenti, la tua licenza e il matrimonio di Paul, porteranno i ragazzi in paese. Dovrebbero arrivare tra un paio di giorni, e ci divertiremo da matti."

"Bene! Come sta Mel?"

"Si sta riprendendo un po' lentamente, ma non preoccuparti, mi comanda a bacchetta, il che vuol dire che sta bene. E non vede l'ora di abbracciarti."

"E Preacher?"

"Sta per diventare padre. Manca circa un mese."

"Diavolo. Quando l'ho visto la prima volta non ci avrei scommesso un centesimo."

"Dillo a me... Ah, tra l'altro, tua nonna sta benissimo. E da quello che mi dice zia Connie, la tua ragazza non sta pi nella pelle all'idea di rivederti."

"S, le ho telefonato.  un po' spaventata perch vado in Iraq, ma almeno avr modo di concentrarsi sulla scuola e di finirla.  stata una vera impresa spingerla a continuare gli studi."

"Cerca sempre di convincerti a sposarla?"

"S, ma io non mollo. Abbiamo detto di aspettare quattro anni - e ormai sono solo tre. Ma la amo da impazzire e non vedo l'ora di riabbracciarla."

"Dici che avrai tempo per noi?" sorrise Jack.

"Vedr di ritagliarvi qualche minuto" fece Rick con il suo sorriso fanciullesco. "Ma cercate di non tenermi troppo occupato, va bene? Le sono stato rigorosamente fedele per nove lunghi mesi, e adesso sto male. Malissimo."

Jack scoppi in una risata e cinse le spalle del ragazzo. E non pot fare a meno di immaginare come sarebbe stata diversa la sua vita se avesse conosciuto Mel a sedici anni. Adesso sarebbero stati poveri in canna, pens, e con una settantina di figli... Poi disse ad alta voce: "Iraq, eh? Che schifezza  questa?".

"Oh, non sar cos brutto. Me la caver."

"Ma certo che te la caverai! Senti, ci sono alcune persone che voglio farti conoscere. La moglie di Paul, che  davvero fantastica. E suo fratello, che  stato accettato a West Point. Il padre  un generale dell'esercito in pensione, e Tom ha un anno meno di te. Un bravo ragazzo, molto in gamba. Per tutto quest'anno ha fatto coppia fissa con Brenda Carpenter."

"Brenda? Ma dai."

"Dovreste conoscervi, voi due ragazzi, e fare amicizia. Virgin River sar sempre la vostra base, no?"

"S, finch ci sei tu."
 "Ti ho trovato un mezzo di trasporto" riprese Jack.

"Ah, s?"

"Mel non pu ancora lavorare, perci Doc guida l'Hummer e il suo pick-up resta inutilizzato. Ha detto che se lo vuoi  tutto tuo."

"Perfetto! Adesso faccio un salutino veloce alla nonna, e poi me ne vado a Eureka dalla mia ragazza. Le cose importanti vanno al primo posto, non credi?"

Il primo ex Marine ad arrivare, venerd a mezzogiorno, fu Joe Benson. Aveva preso in prestito il camper di Paul per il weekend, e si present da Jack con una serie di progetti sotto il braccio e un gran sorriso stampato in faccia. Aveva i disegni per la casa di Paige e Preacher e quella di Mike e Brie, oltre ad alcune proposte per Vanni e Paul. Qualcuno avvicin i tavoli, qualcun altro riemp di caff le tazze, e i progetti vennero srotolati.

Al momento erano presenti solo Preacher e Mike, perch Brie era a casa di Mel per darle una mano con i bambini, e Paige stava facendo un sonnellino con Christopher.

"Come sta Mel?" domand Joe.

"Bene, ma non sopporta di essere confinata in casa tutto il giorno" spieg Jack. "Pi tardi Brie l'accompagner qui con i bambini."

"Per si sente meglio, vero?"

"Si stanca facilmente, e puoi immaginare quanto questo la irriti. Ma aspetta di vederla... non sembra per niente una che ha rischiato di lasciarci la pelle tre settimane fa. Sai che ti dico, amico mio? Una cosa che ha quasi ucciso anche me."

" stato brutto, eh?"

"Ragazzi! come direbbe lei."

Verso le due arriv Paul. Joe, che non lo vedeva da alcune settimane, lo abbracci con affetto e gli fece le congratulazioni. "Credevo che non ti avrei visto fino a stasera" disse.

"A casa  arrivata la damigella d'onore, e mi hanno detto di togliermi di mezzo perch ero d'impiccio - il che mi va benissimo. Credo che anche il generale e Tommy verranno cacciati via quanto prima."

Poco dopo arrivarono da Reno Josh Phillips e Tom Stephens, con al seguito una spaziosa casa mobile che era l'ultimo acquisto di Tom. E infine arriv Zeke, completando il gruppo. "Corny non verr" annunci Jack. "Ha un beb in arrivo tra un paio di mesi e vuole tenersi i giorni liberi per quell'occasione.  il terzo... e lui spera sempre che sia un maschio."

Cominciarono a circolare le birre, e verso le quattro comparve Paige. Preacher cinse le sue spalle con fare protettivo. Zeke fu il primo a vederla e le si avvicin con un gran sorriso. "Diavolo, ragazza mia, sei uno splendore... e stai per scodellare un bel campione!" Pass la mano sul pancione di lei e ammicc: "Preacher, furbacchione, hai fatto un ottimo lavoro!".

"Gi, cos pare."

"Sei quasi al dunque, Paige."

"S, manca poco" rispose lei con un sorriso. "E come sta tua moglie?"

"Sta benissimo. Speravo di riuscire a farle fare un altro bambino, ma lei dice che adesso basta. Non capisco che le prende, ne abbiamo solo quattro. Tu diresti che quattro bastano?"

"Direi che sono sicuramente pi di quelli che avr io" rise Paige. "Non so proprio come hai fatto a convincerla ad averne cos tanti."

"Che vuoi che ti dica... quella donna mi accende da quasi vent'anni, fin dalla prima volta che l'ho vista nel costumino da cheerleader. Quei pom pom mi hanno tramortito."

"Per non parlare della minigonna" disse qualcuno.

"E di quelle minuscole mutandine " aggiunse qualcun altro.

"E pensare che io mi sono perso tutto quanto" brontol Preacher.
 "John..." lo ammon Paige con una risata.

Poi fu la volta di Joe, che l'abbracci e le tast il pancione, e subito dopo di Josh. "Va bene, va bene, ragazzi, fate con calma" disse Paige divertita. Quel gruppo di ex combattenti cos virili, cos dediti ad attivit mascoline come la caccia, la pesca e il poker, andavano pazzi per le donne incinte e per i bambini. Era inspiegabile, ma molto divertente.

Dopo un po' arriv Doc per il solito whisky, e infine entrarono il generale e Tom. Jack diede una birra al ragazzo.

"Dov' la polizia?" esclam il generale. "Mio figlio  minorenne!"

"Aggiro l'ostacolo non facendolo pagare" spieg Jack. "Anzi, quando i Marine sono qui finisco per non far pagare niente a nessuno."

"A proposito, dov' Rick?" domand uno di loro.

" andato a Eureka a prendere Liz" disse Jack con una risatina. "Mercoled."

Dopo un po', con il locale che risuonava di chiacchiere e risate, Paige si ritir munita dei progetti di Joe, per esaminarli pi tranquillamente. Jack accese il barbecue e la festa si spost sulla veranda. E mezz'ora dopo arriv il vecchio pick-up di Doc e si ferm davanti all'emporio di Connie e Ron, al di l della strada. La piccola folla tacque e si radun lungo la balconata a osservare Rick che scendeva dalla macchina per accompagnare la sua ragazza dagli zii. Ma prima di lasciarla l'attir di nuovo a s per un ultimo bacio - e in quel momento i Marine eruppero in un grido corale.

La coppia si separ di scatto, poi Rick si volt, li vide e sorrise divertito. Mentre le urla e gli applausi continuavano, abbracci di nuovo Liz e fin quello che aveva iniziato. Poi la lasci andare con una piccola pacca sul didietro e lei entr nel negozio.

Tom si chin verso Paul. "Spero che Brenda resti defilata finch questi buffoni non avranno lasciato il paese" sussurr.

"Oh, non preoccuparti. Con te non lo farebbero mai."

"Sicuro?"

"Eccome. Tu sei nell'esercito, Tom,  tutta un'altra cosa."

Rick attravers la strada e si ferm ai piedi della veranda. "Voi ragazzi siete proprio senza speranza" disse ridendo.

"Di' un po', marmittone" grid uno degli uomini, "l'ultima volta che ho controllato Eureka era a sole due ore di distanza da qui!"

"Cos', hai fatto un paio di fermate?"

"A guardarlo sembra parecchio rilassato, no?"

"Sbrigati, ragazzo, non abbiamo molto tempo prima che le donne invadano il campo... E vogliamo sapere tutto del tuo addestramento. Com' andata con la ricognizione? Ti hanno spaventato per bene?"

"Eccome" rispose Rick. "Dapprima le missioni di ricognizione e aviolancio sembravano un suicidio, ma poi mi sono piaciute talmente che non riuscivo a smettere.  una tale emozione! E quando mi sono lanciato col paracadute  stato da brivido."

"Ah, non saprei" disse Zeke scrollando la testa. "Gli aerei mi fanno vomitare. Non quelli civili, bada bene. Ma quando sono su uno di quei cosi coperti di vernice mimetica e ho sulle spalle uno zaino da ottanta chili, lo stomaco mi si rivolta."

"Perch sei una mammoletta" fece Rick ridendo.

Successivamente arrivarono Brie, Mel e i bambini, che diedero il benvenuto a Rick con un grande abbraccio affettuoso. Jack prese in braccio il figlioletto, che per venne passato da uno all'altro, ammirato e coccolato. Poi giunsero Vanni e la sua amica Nikki. "Ehi" sorrise Vanni, "cos' questo, un raduno di scapoli?"

Joe Benson era seduto al bar, e balz subito in piedi. Aveva gi conosciuto Nikki un paio di mesi prima, e la sua bellezza lo aveva lasciato senza fiato. Adesso la fissava di nuovo a bocca aperta, ammirandone la figura snella, i lunghi capelli scuri, gli occhioni neri e la bocca rosea.

Paul prese in carico il piccolo Mattie in modo che Vanessa potesse presentare agli altri la sua damigella d'onore. Le bistecche cominciarono ad arrostire sulla griglia, l'insalata fu condita, le patate messe a cuocere nella brace, le pannocchie di granoturco rivoltate e rosolate per bene, e le torte di Preacher vennero tolte dal frigo e disposte sui tavoli. Le chiacchiere e le risate continuarono. I bicchieri si levarono in un brindisi a Rick, a Tom, ai futuri sposi. Le donne sparirono per allattare i bambini e poi ricomparvero, mentre il sole tramontava.

Il generale si avvicin a Paul. "Allora, figliolo, sei pronto al grande passo?"
 "Lo sono da tempo, signore. E le prometto che tratter sua figlia come una regina."

"Non ne ho mai dubitato. Bello, il gruppo di amici che avete."

"Sono gli uomini migliori del mondo, signore. La ringrazio di averli accolti con amicizia, e di aver condiviso con noi la festa per la partenza di Tom."

" stato un piacere e un onore, Paul.  un bene che Tom veda quello che fra poco avr anche lui, un gruppo di fratelli pronti ad affiancarlo in ogni circostanza. Dio, quel ragazzo mi mancher."

"Mancher a tutti, signore."

"Credi che riuscirai mai a chiamarmi Walt - o magari pap?" domand il generale.

Paul sorrise. "Non lo so, signore. Credo che mi mancherebbe un po' del sacro timore..."

Dopo cena Joe usc sulla veranda, tolse un sigaro dalla tasca e ne tagli la punta. Stava per accenderlo quando sent un lieve rumore e vide che Nikki stava appoggiata alla staccionata, poco lontano. "Chiedo scusa" disse spegnendo il fiammifero. "Non sapevo che ci fosse qualcun altro."

Lei gli fece un piccolo sorriso che a Joe parve triste. "Vanni sta allattando il piccolo" disse guardando verso l'alto. "Non capivo che cos'avesse trovato in un paesino sperduto come questo... poi ho guardato il cielo."

Joe si avvicin. " incantevole, in effetti. Ti chiami Nikki, giusto?"

"S... e tu sei Joe, l'amico di Paul che vive nell'Oregon."

"Esatto" sorrise Joe. Dunque si ricordava di lui. Si ricordava?! "Tu invece devi essere una ragazza abituata alla citt."

"Vivo a san Francisco" conferm lei. "Com' Grants Pass? Piccola o grande?"

"Piccola, ma non cos tanto. Ha ventitremila abitanti. E vanta alcuni tra i pi bei tramonti del mondo."

"Ci vivi da molto?"

"Praticamente da tutta la vita. Ho una famiglia numerosa."

"Con tanti bambini?"

"Niente bambini" disse lui scrollando la testa. "E niente moglie."

Nikki lo guard stupita. "Sei ancora single?"

"Sono divorziato."

"Oh. Mi dispiace."

"Non ti preoccupare,  passato tanto tempo. E tu?"

Lei distolse lo sguardo. "Sono single. Anzi, ho rotto una relazione da poco."

"Allora sono io a essere dispiaciuto. Quell'uomo dev'essere un idiota."

Lei rise. "In effetti lo ... Puoi fumare il tuo sigaro, se vuoi. Non mi d fastidio."
 "Lo terr per dopo" replic Joe mettendolo in tasca. "Da quanto conosci Vanni?"

"Abbiamo cominciato a volare insieme otto anni fa. Lei ha smesso quand' rimasta incinta, perci non ci vediamo pi cos spesso." Poi torn a guardare il cielo. "Questa  la seconda volta che sono la sua damigella d'onore... ma ha promesso che sar l'ultima."

"Credo che manterr la parola. E la prossima volta lo far lei per te."

"Dubito che succeder mai" disse Nikki abbassando lo sguardo.

"Non dire sciocchezze. Sei giovane - probabilmente non hai nemmeno trent'anni. E sei bellissima. Succeder molto presto, questione di giorni."

Lei sospir. "Immagina la fortuna di Vanni, che ha trovato due uomini meravigliosi in cos poco tempo. Tu conoscevi Matt?"

"Molto poco. Siamo cresciuti nella stessa citt ma abbiamo frequentato scuole diverse, e non abbiamo prestato servizio nella stessa squadra. L'ho conosciuto pi tardi tramite Paul, quando ho cominciato a progettare case per la sua impresa di costruzioni. Se Matt era in licenza ci incontravamo di tanto in tanto per bere qualcosa insieme. Era un tipo simpatico, una bravissima persona."

"Sembrano tutti simpatici... succede spesso che vi ritroviate in questo modo?"

"Anni fa ci trovavamo soprattutto per andare a caccia e a pesca, ma poi qualcuno ha cominciato a metter su famiglia. Il primo  stato Jack, due anni fa, Preacher si  sposato l'anno scorso, Mike pochi mesi fa e adesso Paul. Erano scapoli impenitenti, non trovavano mai la donna giusta, e poi d'improvviso c' stata come un'epidemia. L'unico che ha trovato l'anima gemella molto presto  Zeke, che  sposato da quando aveva circa sette anni e ha quattro bambini. Adesso pare che io sia il solo scapolo rimasto..."

"Sono tutti cos attraenti... voglio dire, siete tutti cos attraenti.  stupefacente che nessuna ti abbia pi messo il cappio al collo."

"Be', quell'errore l'ho gi commesso" rise lui.

"Da quanto tempo sei divorziato?"

"Pi di dieci anni."

"Ormai avrai recuperato le vecchie abitudini da single."

"Penso di s. Posso portarti qualcosa da bere?" domand Joe.

"No, grazie. Me ne star ad ammirare le stelle."

"Ti dispiace se le ammiro con te per un po'?"

Nikki lo guard con la testa inclinata da un lato, e finalmente sorrise - un sorriso autentico, questa volta. Diavolo, questa donna  bellissima, pens lui. "No, Joe. Anzi, mi far molto piacere."

Jack fu il primo ad andarsene, perch Mel gli sembrava stanca. Presero i figli, salutarono tutti e uscirono; passando videro Joe e Nikki sulla veranda e diedero la buonanotte anche a loro. Poi fu Brie ad andarsene. Diede un bacio al marito che invece rimaneva con i ragazzi e attravers la strada diretta alla loro casa mobile. Paige scomparve per mettere a letto Christopher ma non torn, perch date le sue condizioni aveva bisogno di riposo. E dopo un po' Vanessa usc sulla veranda in cerca di Nikki. "Puoi restare finch vuoi" disse vedendola in compagnia. "Ci sono molte persone che possono darti un passaggio."

"Ti accompagno io" si offr Joe. "Mi farebbe molto piacere."

"No" disse Nikki a Vanessa, "verr con te. I doveri di una damigella d'onore non finiscono mai."

Finalmente il generale e Tom si diressero verso casa, e Rick usc sulla veranda con loro. "Vieni a casa nostra domani" disse Tom stringendogli la mano. "E porta la tua ragazza."

"Grazie, verr volentieri, ma dopo la cerimonia. Non posso permettere che Lizzie assista a un matrimonio e si faccia venire delle idee..."

Quando Rick rientr nel locale i tavoli erano stati accostati, i mazzi di carte erano usciti dai cassetti e giravano i sigari. "Vieni, ragazzo" disse Zeke. "E tira fuori i soldi."

Rick ridacchi e guard il sigaro che qualcuno gli aveva messo in mano. "Devo proprio fumare questa schifezza?" domand.
 "Fai come vuoi - purch tiri fuori il grano."

"Non  che ne abbia cos tanto" avvert lui sedendosi.

"Non ti preoccupare. Tanto te lo porteremo via subito."

15

Quel sabato casa Booth era in fermento. Il matrimonio era fissato per le quattro del pomeriggio, e poi ci sarebbe stato il ricevimento. La domenica era dedicata a Tom, alla famiglia e a Brenda, perch lui doveva partire il luned.

Sabato mattina arrivarono gli incaricati ed eressero nel prato dietro la casa un gazebo decorato da nastri bianchi. Disposero di fronte al gazebo cinquanta sedie pieghevoli, misero lo champagne in frigorifero, decorarono la casa con tralci di fiori. La famiglia di Paul arriv verso mezzogiorno, e Marianne fu ben felice di dedicarsi al piccolo in modo che la sposa potesse prepararsi. Il generale pilot gli uomini sulla veranda posteriore per toglierli di mezzo, mentre nel resto della casa fervevano le attivit.

Poco dopo arriv Shelby, che era venuta in macchina da Bodega Bay. Non era passato molto tempo dalla morte di sua madre, ma in lei c'erano gi dei sensibili cambiamenti. Aveva perso qualche chilo, portava i capelli biondo miele sciolti sulle spalle, e per la prima volta da anni aveva applicato un po' di trucco. Era talmente carina che Tom la sollev da terra e la fece roteare con entusiasmo. "Ma guardati" esclam. "Che hai fatto?"

"Niente di speciale" rise lei. "Ho solo un po' pi di tempo, tutto qui."

"Oh, non  solo questo. Sei uno schianto!"

"Grazie, tesoro. Sei gentile... non sono mai stata uno schianto in vita mia."

Anche Paul l'abbracci facendole dei complimenti, e infine Shelby venne accolta nel cerchio delle donne - dove Vanni sottoline ancora una volta che era diventata uno splendore. L'unico a non mostrarsi sorpreso fu Walt, che era andato spesso a trovare la nipote. Mentre rimettevano in sesto la casa Walt aveva osservato la lenta ma costante trasformazione di Shelby, a mano a mano che si rimetteva dalle sofferenze degli ultimi anni e si rifaceva una vita.

Paul aveva fatto la doccia prima di mezzogiorno in modo da lasciare il bagno libero, e alle tre indoss il completo elegante imitato da Walt e dal testimone. Quando gli ospiti cominciarono ad arrivare ricevettero una coppa di champagne ghiacciato e furono invitati a prendere posto sulle sedie sistemate davanti al gazebo. Anche il pastore arrivato appositamente da Grace Valley, Harry Shipton, accett pi che volentieri la sua coppa di champagne.

Alle quattro Vanessa e Nikki uscirono sulla veranda e si diressero verso il gazebo dove la cerimonia avrebbe avuto luogo: e vedendo la futura moglie Paul si sent mancare le ginocchia.

Vanessa era una splendida donna, e dato che Paul era stato il testimone di Matt non era la prima volta che la vedeva in abiti eleganti. Di solito lei portava jeans e camicia o un semplice prendisole, e anche cos era splendida: ma quel giorno era una visione. Portava un abito in seta leggera, di un verde cos pallido da sembrare bianco. I capelli rossi erano sciolti sulle spalle in morbide onde lucenti, gli occhi color turchese scintillavano d'amore, le labbra color pesca erano curve in un dolce sorriso.

"Porca miseria" sussurr Tom. "Guarda mia sorella!"

"La vedo" disse Paul con voce roca. "Dio santo, la vedo..."

Tom ridacchi e gli diede una gomitata nelle costole. "Be', vai da lei! Spero proprio di essere meno imbranato di te quando mi sposer."

"S..." sussurr Paul debolmente. Finalmente riusc a muovere i piedi che sembravano radicati nel terreno, si avvicin a Vanessa e la scort in mezzo agli ospiti. Furono accolti da abbracci, sorrisi, auguri. Qualcuno mise una coppa di champagne nella mano di Vanessa, e lui si sent gonfiare di orgoglio all'idea che quella splendida donna amata da tutti fosse sua. Un'occhiata adorante di lei glielo conferm.

"Vogliamo cominciare?" disse il pastore prendendo posto sotto il gazebo.

Paul e Vanni si misero di fronte a lui, seguiti da Nikki e Tom.

Gli occhi di Paul erano fissi sulla sua sposa, ma Vanni non era la sola bella donna presente. Mel era di nuovo lei, le sue guance erano tornate rosee, gli occhi brillavano. Come molte donne incinte Paige era raggiante, quasi circondata da un alone di luce, e teneva stretta la mano del marito. Brie era magnifica nel suo abito color lavanda, e Mike aveva occhi solo per lei. Shelby era graziosissima in un tailleur pantalone, e i tacchi alti aumentavano la sua piccola statura in modo molto lusinghiero.

E poi c'era Nikki. Portava un abito aderente, rosa pallido, con uno spacco malandrino che si notava soltanto quando la brezza sollevava la gonna leggera. I capelli neri sciolti sulle spalle fornivano un gradevole contrasto con il color pastello dell'abito. Sorrideva in onore dell'amica - e non aveva idea che qualcuno la tenesse costantemente d'occhio.

Gli sposi si scambiarono le promesse rapidamente, senza errori o esitazioni, e finalmente per Paul venne il momento di stringere la moglie fra le braccia e coprire la sua bocca in un bacio appassionato. Gli ospiti risero e applaudirono, finch i due non furono costretti a separarsi.

Mentre la coppia precedeva gli invitati verso il soggiorno, dov'era apparecchiato il buffet, Joe vide la sua occasione e decise di non lasciarsela sfuggire. Prese un bicchiere di champagne dal vassoio che un cameriere portava in giro e si diresse verso Nikki. Glielo offr e disse: "Oggi sei bellissima".

"Grazie" sorrise lei accettando lo champagne.
 "In questa festa ci dovrebbe essere della musica da ballo" continu lui. "Altrimenti come far a prenderti fra le braccia?"

Nikki lo guard con un sorrisetto. " Per caso stai flirtando con me?"

"Oh, s. Colpa del tuo vestito."

Lei rise.

" un vestito stupefacente" continu Joe.

"Sei un esperto di moda?"

"Non lo ero, prima di oggi" confess lui. Poi la prese sotto braccio. "Vieni, ti accompagno al buffet."

Mentre gli invitati si affollavano attorno al buffet, Walt si rese conto che aveva perso di vista Shelby. La cerc nelle altre stanze e in giardino e poi, d'impulso, si diresse verso le stalle. E la trov intenta ad accarezzare il collo di Plenty, incurante dell'abito elegante e delle scarpe con il tacco alto.

Shelby guard lo zio con un sorriso e disse: "Erano anni che non vedevo questa signorina".

"Sembra che ti abbia riconosciuta" osserv lui avvicinandosi.

"Non ne sono sicura... ma Liberty  ombroso e bizzarro come sempre. E mi piace molto il nuovo arrivato, Chico. Non vedo l'ora di salire di nuovo in sella!"

"Sai dove trovarli" disse Walt. "Vieni quando vuoi, vai a cavallo, goditi l'estate. Qui  magnifica."

"Tutto il posto  magnifico, zio Walt.  ancora meglio delle foto che mi hai mostrato."

"S, sono un uomo fortunato."

Shelby si appoggi alla parete del box e Plenty le mordicchi i capelli, facendola ridere. "Avrai una stanza vuota quando Tom sar partito" disse. "Potrei occuparla io durante i weekend, che ne dici?"

"Mi piacerebbe molto" rispose Walt.

"Vanni dice che Paul vuole cominciare subito a costruire la loro nuova casa. Dice che cercher di renderla abitabile per Natale, anche se ci saranno ancora delle rifiniture da completare."

"Gi, pare che questo sia il suo piano." Walt ridacchi. "Credo sia ansioso di portare la sua nuova moglie fuori dalla mia giurisdizione..."

Shelby fece un passo verso di lui. "Non so ancora che cosa voglio fare nei prossimi mesi... forse torner a scuola, ma  troppo tardi per iscrivermi al semestre che comincia in autunno. Inoltre mi occorre un po' di tempo per rilassarmi, e per capire quali progetti voglio portare a termine."

"Per fortuna hai tutto il tempo per farlo."

"Questo tempo mi piacerebbe trascorrerlo qui."

Walt la guard incredulo. "Tesoro, dici sul serio?" disse in tono speranzoso.

"Ti sentirai solo senza Tom. E io potrei aiutarti a badare ai cavalli."

Lui le accarezz i capelli. "E che farai con la casa di Bodega Bay?" domand.

"Ho deciso di lasciarla" disse la ragazza. "Porter a termine i lavori, ma ho gi preso contatti con un agente immobiliare. Voglio venderla, zio. Voglio andare avanti. E non credo che ci vorr molto a trovare un acquirente, perch  una bella casa comoda."
 "Sei sicura di non volerla affittare per un certo periodo? Cos rimarrebbe tua, nel caso tu decidessi che in fondo  quello il posto a cui appartieni. Hai vissuto in quella casa tutta la vita..."

"Lo so, ma credo sia giunto il momento di pensare a una vita nuova. E mentre rifletto su dove vivr questa nuova vita, mi piacerebbe restare qui con te e con la mia famiglia. Se per te va bene."

"Shelby, niente mi renderebbe pi felice. Non osavo nemmeno sperare che volessi fermarti per una visita un po' pi lunga!"

"Spero che la penserai ancora cos quando ti sar stata intorno per un po'" rise lei. "Parto domani mattina, zio, e mentre torno a Bodega Bay far un po' di spese. Non ho avuto la possibilit di comprarmi dei vestiti per anni..." I suoi occhi si riempirono di lacrime. "Pensa a come ne sarebbe felice la mamma."

Walt la prese tra le braccia e la strinse a s. "Shelby, tesoro, ho molte cose di cui essere orgoglioso. Ma in questo momento sono particolarmente orgoglioso di te. Sei una giovane donna straordinaria."

Joe cerc di non perdere d'occhio Nikki, anche se lei circolava parecchio tra gli ospiti chiacchierando con uno e con l'altro. Nei momenti in cui non gli sembrava impegnata, Joe le si avvicinava e le domandava se si stesse divertendo, quanto si sarebbe trattenuta a Virgin River, quando doveva tornare al lavoro. Cercava di attirare la sua attenzione, di conversare con lei in modo interessante, e non doveva aver perso il suo tocco, perch Nikki sembrava apprezzare la sua compagnia e la sua corte.

Lui stesso si domandava che cosa gli stesse succedendo. Nikki non era il genere di donna che di solito lo interessava: a lui piacevano le bionde con le gambe lunghe, e questa donna era piccola, minuta, con i capelli neri come la notte. La sua vita era cos sottile che probabilmente avrebbe potuto circondarla con le mani. E quella bocca rosa, dello stesso colore del vestito... e quelle caviglie sottili, quei piedi piccoli con le unghie rosate! Da quando badava alle caviglie o alle unghie dei piedi? La guardava ridere gettando indietro la testa, guardava i capelli che ondeggiavano come una cortina di raso lucido, ed era sempre pi confuso.

Quando gli accadeva di provare un'attrazione puramente fisica, non poteva staccare gli occhi dai seni di una donna, o dal suo sedere. Ma questa era una cosa completamente diversa: guardava il modo in cui Nikki rideva, le guardava i piedi. Era una follia. Era una vera e propria cotta da adolescente!

Ma continu a tenerla d'occhio, cercando il momento buono per portarla fuori sotto le stelle e magari rubarle un bacio, mentre si domandava perch si desse tanta pena. La mattina dopo sarebbe tornato a Grants Pass, e lei sarebbe tornata a San Francisco. Era improbabile che si rivedessero. Eppure sorvegli ogni sua mossa, e solo quando la vide avviarsi lungo il corridoio ed entrare nella stanza che le era stata data per la notte abbandon la sua missione e and a bere qualcosa.

Era ancora presto quando i primi ospiti cominciarono ad andarsene. Anche Joe salut un po' di amici, accingendosi a lasciare la festa. Preacher gli disse: "Vado ad aprire il bar per i ragazzi che si fermano anche domani", ma lui spieg che sarebbe andato a dormire nel camper per partire molto presto. "Ho del lavoro da finire per luned mattina, capisci."

I Marine si diressero in paese, forse con l'idea di qualche partita a poker, e la famiglia di Paul, genitori, fratelli e rispettive mogli, partirono alla volta di Fortuna dove avrebbero passato la notte in un motel prima di ripartire per l'Oregon. Vanni e Paul invece avrebbero trascorso la loro prima notte da sposati a casa, per restare con Tom il pi a lungo possibile.

Nikki se n'era andata, pens Joe. La casa si stava svuotando, la notte era piena di stelle, e la ragazza che aveva inseguito tutto il giorno era sparita. Joe la cerc in soggiorno, in cucina, e poi, sfidando la sorte, and fino alla camera di lei. Buss leggermente alla porta, ma non ebbe risposta. E allora, pur sapendo che non era un comportamento da gentiluomo, entr in camera sperando di trovarla. Ma lei non c'era. Come aveva fatto ad andarsene senza che lui se ne accorgesse?, pens. Prov nel bagno del corridoio, ma lo trov vuoto e con la porta aperta. Diavolo, doveva almeno procurarsi il suo numero di telefono! Altrimenti avrebbe dovuto fare un viaggetto a San Francisco...

"Hai visto Nikki?" domand a Vanessa.

"No. Forse  andata a dormire."

"Gi, pu darsi" ment lui. "Volevo solo dirle buonanotte, visto che domani mattina me ne andr molto presto."

No, pensava intanto, non era disposto a rinunciare a lei. Era da tempo che non provava tanto interesse per una donna, ma Nikki lo aveva stregato. Era come se gli avesse agganciato il cuore con dei ramponi da ghiaccio. Non capiva perch, ma era cos.

La festa era ormai per pochi intimi: Rick, Tom e le loro ragazze, gli sposi, il generale, Mike e Brie, Shelby. Gli addetti al rinfresco stavano riordinando la cucina e imballando le loro cose. Joe usc sulla veranda ormai buia, prese un sigaro, ne tagli la punta, accese un fiammifero - e la fiammella illumin Nikki. Era in piedi all'estremit della veranda, lontana dalle luci che filtravano dall'interno, e gli voltava la schiena.

Elettrizzato per averla trovata, Joe dimentic il fiammifero finch quello non gli bruci le dita. Lo spense con un'esclamazione soffocata e le si avvicin.

"Guardi di nuovo le stelle?" domand sottovoce.

"Qualcosa del genere." Nella voce di Nikki si sentivano le lacrime.

Lui mise il sigaro in tasca e la prese gentilmente per un braccio. "Che ti succede?"

"Niente. Va tutto bene." E tir su col naso.

"Tutto bene a parte le lacrime?" fece lui. "Ti prego, non piangere. Non sopporto di veder piangere una donna,  una cosa che mi distrugge."

"Torna dentro" sussurr lei senza voltarsi. "Per favore."

"Non posso" disse Joe chinandosi in avanti a respirare il profumo di lei. "Sono costretto a restare."
 "Vattene" insistette Nikki. " imbarazzante..."

Lui la costrinse a voltarsi e fiss i suoi occhi lucidi. Sulle guance c'erano tracce di pianto. " tutta questa faccenda del matrimonio, eh?"

"Non voglio far pensare a Vanni che non sono felice per lei."

"Oh, lei capirebbe."

"Qualcuno ti ha spiegato i dettagli, vero?"

"Ho solo detto a Paul che mi sembravi particolarmente triste, e lui mi ha spiegato che la separazione  stata molto dolorosa per te. Non conosco i dettagli, ma mi dispiace davvero. E comunque l'uomo che ti ha lasciata andare  da ricovero." Pos delicatamente le labbra sui segni delle lacrime, prima una guancia e poi l'altra.

"Che stai facendo?"

"L'unica cosa che mi viene in mente, e cio ti asciugo le lacrime con un bacio. Non voglio che tu pianga, ma se ricominci rimedio io..."

"Non farlo. Ci conosciamo appena."

"Sai, oggi pensavo appunto che dovremmo conoscerci meglio." Cinse la vita di lei con le due mani. "E ho pensato anche a questo... mi domandavo se fosse possibile, e in effetti la tua vita  cos sottile che mi sta nelle mani." Poi abbass le labbra su quelle di lei, sfiorandole appena. "C'era una piccola lacrima" sussurr.

"Non  vero."

"Oh s, c'era" insistette lui. Le diede un altro bacio lievissimo, passando la punta della lingua sul labbro superiore. "Un'altra" disse. "Ne sono sicuro."

Nikki chiuse gli occhi e una vera lacrima scese lungo la sua guancia. Di nuovo, lui l'asciug con un bacio, e poi un altro. "Nessuno dovrebbe farti piangere cos" disse. "Dimmi chi , e lo uccido."

"Ho sprecato tanto di quel tempo con quell'uomo" disse lei con un singhiozzo.

" uno stronzo" sentenzi Joe baciandola sugli occhi. "Un vero stronzo."

Lei rispose con una risatina tremula, mentre Joe la prendeva tra le braccia e le poggiava le labbra sul collo.

"L non c'erano lacrime" sussurr lei.

"Dovevo esserne sicuro. Hai un buonissimo profumo, lo sai?"

"Certo che lo so. L'ho messo apposta." Adesso le mani di lei erano sulle braccia di Joe. Non lo stava abbracciando, ma non lo respingeva. "Fai spesso cos?" domand.

"Non l'ho mai fatto in vita mia."

"Ma che bugiardo. Scommetto che rimorchi le ragazze di continuo."

Joe alz la testa. "Ci provo" ammise, "ma non sempre funziona. E giuro, non mi  mai capitato di trovare una bella donna che piangeva per via di un bastardo e di asciugarle le lacrime a furia di baci. Ma mi piace, e sto diventando piuttosto bravo."

"Non male, per un principiante" disse lei appoggiandogli la testa sulla spalla.

"Nikki, tu sei bella, sexy e divertente. Nessuno dovrebbe trattarti male, e nessuno dovrebbe mai farti piangere. Mai."

"Vorrei tanto che tu avessi ragione..."
 "Ce l'ho, credimi." Joe la baci di nuovo, un po' pi a lungo. "Direi che cominci a sentirti un po' meglio" osserv.

"Non ancora..." Nikki chiuse gli occhi e si lasci baciare di nuovo.

Qualcosa accadde nella mente di Joe: un senso di completamento, ma allo stesso tempo una sorta di inebriante leggerezza. Le dischiuse le labbra e assapor la bocca di lei, trovandola deliziosa. Il suo sapore era ancora meglio del profumo, lo stava attirando in un vortice, e lui si sentiva perso... Accidenti, pens. Desidero questa donna.  la damigella d'onore di Vanni, e io la desidero da morire.

Nikki dischiuse ancora di pi le labbra, gli permise di entrare, e questo gli strapp un gemito roco. Mentre esplorava la bocca di lei con la lingua, Joe la strinse forte a s, pensando che non l'avrebbe mai pi lasciata andare. E poi lei gli cinse il collo con le braccia, emettendo piccoli gemiti di piacere. Paul mi uccider, pens lui. Ho dei pensieri lascivi su questa ragazza, non vedo l'ora di farle togliere questo vestito rosa... Paul mi uccider di sicuro.

Si scost appena da lei, parlando sulle sue labbra. "Ecco di che cosa avevi bisogno" sussurr. "Di essere baciata."

"Pu darsi..." sussurr lei di rimando.

"Dobbiamo esserne sicuri" continu lui baciandola di nuovo. Le loro labbra si accarezzarono, le lingue si intrecciarono in una danza. Lui le accarezz i capelli e scopr che erano morbidi come pensava, lisci e morbidi come la seta. Ne afferr una ciocca e la strofin tra le dita, affascinato. "Dio" sussurr. "Che meraviglia."

"Ci conosciamo appena" ripet lei. Ma rimase tra le sue braccia.

"Lo so, ma  un problema che risolveremo subito. Tra poco ci conosceremo molto, molto meglio."

E allora, come in risposta alle sue preghiere, lei lo baci con forza insinuandogli la lingua tra le labbra. Joe la accarezz lungo la schiena, poi la strinse di nuovo a s e divor le sue labbra per due, tre minuti. La luce del soggiorno si spense, la veranda divent ancora pi buia, e nel buio Joe non sent pi nient'altro, solo il sapore di quella bocca e quel corpo minuto incollato al proprio. Le carezz un seno, e il bacio di lei si fece pi profondo. Il capezzolo era eretto sotto la seta leggera dell'abito, e lui lo sfior di nuovo strappandole un sospiro. Poi le sue labbra le scivolarono sul collo. "Ecco. Cominci a sentirti meglio."

Lei non lo scost. "Forse... un pochino."

Joe non poteva pi negarlo. Era eccitato, in modo molto visibile, e questo lo metteva in una situazione difficile perch in quei casi non riusciva pi a ragionare n a usare il buon senso. Il pensiero di Paul che l'avrebbe ucciso se lui avesse fatto l'amore con la damigella di Vanni svan dalla sua mente, sostituito dal desiderio ossessivo di prendere quel capezzolo tra le labbra. Abbass la testa - e scopr che la sensazione era perfetta, proprio come pensava, anche attraverso la seta.

"Forse non dovremmo andare oltre" disse lei in un bisbiglio.

"Come vuoi" rispose lui. Ma non riusciva ad alzare la testa, era troppo occupato a deporre piccoli baci sul seno di lei, sul collo, sulla spalla nuda. Fece scorrere la mano lungo la sua schiena, la natica, la coscia... e trov lo spacco del vestito. Chiss come, la sua mano si insinu sotto la stoffa. "Dio, Nikki... sono morto."

"Non te la cavi troppo male per essere un cadavere" disse lei.

"Nikki... ma tu non porti le mutandine! Sono morto per davvero."

"Allora togli la mano di l" disse lei, quasi senza fiato.

"Non posso."

Joe la baci di nuovo, con calore e passione, un bacio che dur un'eternit. Ma riusc a trattenere la mano, a non farla sconfinare oltre la piccola natica rotonda dove si era posata. Ne andava fiero, pens in un lampo. Era riuscito a proiettarsi un'immagine mentale della mano incollata dov'era con la colla epossidica - perch se l'avesse lasciata vagare un po' pi gi il sangue si sarebbe ritirato completamente dal suo cervello e lui avrebbe perso i sensi.

Ma poi lei si strofin contro di lui, ondulando le anche e gemendo piano, sentendo la sua erezione e sapendo che stava per esplodere. E lui seppe che lei sapeva. Alz la testa e disse. "Nikki. Facciamolo."

"Dio... non possiamo..."

"Facciamo l'amore."

"Quant' banale e volgare che la damigella d'onore faccia sesso con uno degli invitati? Sulla veranda, per giunta..."

Lui rise suo malgrado. "Possiamo andare da un'altra parte."

"Il che mi far ricuperare il buonsenso."
 "Non  lontano. La camera da letto me la sono portata dietro."

"Questo si chiama essere previdenti..."

Joe la baci di nuovo, un altro bacio che dur parecchio. "Non  mia... l'ho presa in prestito da Paul. Qui attorno non  facile trovare un albergo."

"Vuoi dire quel piccolo camper?" domand lei.

"Gi. La porta ha una serratura solida, e l'interno  molto comodo."

Lei lo respinse un poco. "Senti... Non ho mai fatto questo... voglio dire, non sono una suora di clausura, ma non ho mai fatto niente del genere. L'avventura di una notte... mai."

"Non lo , credo" protest lui.

"Cio?" domand Nikki accostandosi di nuovo alle sue labbra.

Joe non voleva dirle qualcosa che suonasse come una frase a effetto, anche se era la verit. Provava qualcosa di molto profondo per lei, fin dalla prima volta che l'aveva vista in compagnia di Vanni qualche mese prima. Lo aveva provato di nuovo quando l'aveva rivista, e per tutto quel giorno. Non sapeva bene che cosa fosse, ma non aveva l'aria di un sentimento da cui si potesse guarire in una sola notte. " solo la prima di molte altre notti" disse infine.

"Convincimi" disse lei.

Fu lui a scostarsi. "Nemmeno per sogno. Dipende da te: se vuoi, faremo l'amore, ma se non vuoi me ne vado subito." La baci ancora. "Non sar facile, ma posso lasciarti andare."

"Ma che cosa penser la gente se..."

"La gente non lo sapr, se tu non vuoi. Quello che accade  solo tra te e me, e l'unica cosa che conta  quello che pensi e quello che vuoi. Perci non fare niente che non ti vada di fare" Emise una risatina forzata. "Tra l'altro, darti quest'ultimo consiglio  stato davvero difficile."

Per tutta risposta lei lo baci di nuovo stringendoglisi contro, e questo lo indebol ancora di pi; ma da un lato rafforz la sua convinzione, perch ormai era sicuro di volerla accanto, per tutta la vita. In quel luogo incantevole aleggiava una specie di terribile maledizione, che trasformava scapoli convinti e felici del loro stato in esseri tremebondi e ridicoli, che appena vedevano una bella ragazza si ritrovavano a pensare che la loro vita si sarebbe fermata se non l'avessero avuta per sempre. Lui e Nikki non si erano ancora spinti fino a un rapporto intimo, e gi lui non poteva immaginare di non vederla pi. Cerc di convincersi che la mattina dopo quella sensazione, quell'ansia sarebbero scomparse. Ma ne dubitava. Aveva desiderato una donna molte altre volte, ma non ricordava di aver mai desiderato nessuna in quel modo. Era come drogato: come se qualcuno lo avesse bendato e fatto girare su se stesso fino a fargli perdere i sensi.

Nikki interruppe il bacio. "S, facciamolo" disse.

"Sicura?"

"S" disse lei inspirando a fondo. "Sicura."

Joe le sorrise, la prese per mano e la condusse gi per gli scalini e poi attorno alla casa. Si fermarono un paio di volte per baciarsi, poi lui apr la porta del piccolo camper.

Dapprima ci fu un momento di imbarazzo, perch Joe cominci a rovistare dappertutto alla ricerca di un profilattico. Non ne aveva portati?, domand lei. E lui rispose che non si aspettava che gli succedesse qualcosa del genere proprio a Virgin River. "Di solito andiamo a caccia, giochiamo a poker, beviamo un po' troppo. E basta." Finalmente trov una confezione di profilattici nel cassetto sotto il microonde. "Ah! Dio benedica Paul!" esclam.

Dopo quella scoperta l'imbarazzo pass, Joe sedusse Nikki e ne fu sedotto. Sotto il bellissimo abito rosa non c'era niente, solo Nikki e il suo corpicino squisito, sodo, bello, sensuale. Nonostante la sua eccitazione - che minacciava di fargli fare una magra figura - Joe riusc a non metterle fretta e a fare l'amore a lungo, lentamente, deliziosamente. Assicurandosi che fosse appagante per lei come per lui.

Poi giacquero uno fra le braccia dell'altro, e parlarono. "Non dirmi niente di lui" disse Joe. "Non voglio sapere. Invece parlami di te. Da dove vieni, che cosa ti piace, che cosa vuoi fare per il resto della tua vita."

E scopr che Nikki era nata e cresciuta in citt, aveva frequentato buone scuole private, e aveva deluso i genitori scegliendo la carriera di assistente di volo anzich quella di neurochirurgo o astronauta o qualcosa di altrettanto prestigioso. Amava viaggiare, andare a cavallo, leggere. Era un'ottima cuoca. E voleva una famiglia, ragion per cui aveva rotto con quel tale che alla fine si era deciso a confessarsi del tutto contrario all'idea. Non immaginava che il loro rapporto stesse per finire in quel modo e... "Oops" disse. "Alla fine ho parlato di lui..."

"Oh, non fa niente" la perdon Joe. "Ma per ora mettiamolo da parte." E fecero di nuovo l'amore.

Nikki era leggera come una piuma, lui poteva farle assumere tutte le posizioni - e lo fece; ma nell'amore con lei c'era qualcosa che andava ben oltre il sesso. Ormai non contava pi il solo desiderio, la curiosit, la smania di conquista: l'unica cosa importante era lei, il suo piacere e il modo migliore di darglielo. Eccitarla, dapprima, farla impazzire fino al punto di supplicarlo. Amarla con lunghe, lente spinte che la facevano gemere. E infine, quand'era il momento, colmarla di s e portarla fino in cima, stretta spasmodicamente a lui.

Joe si sent orgoglioso, sapendo che aveva avuto cura di lei e che l'aveva resa felice. Lo capiva dal modo in cui si era abbandonata, e adesso era esausta, senza respiro, completa. Se fosse dipeso da lui sarebbero andati avanti cos per sempre, e lei non sarebbe mai rimasta delusa.
 Ma non era preparato al suo atteggiamento amorevole, premuroso, sensuale. Nikki gli fece capire che il piacere di lui era altrettanto importante del proprio. Non rimase immobile a ricevere le sue carezze: lo baci, percorse con le labbra ogni centimetro del suo corpo, lo torment fino a farlo quasi piangere di piacere. Gli diede tutta se stessa, oltre a prendere, e lo riemp di un'emozione cos forte e intensa da lasciarlo senza fiato.

E poi parlarono di nuovo, questa volta di lui e della cittadina dov'era nato, delle case che progettava, dei Marine e degli uomini che aveva conosciuto e che adesso erano amici per la vita. Joe le raccont delle sue esperienze a Virgin River, dalla prima volta che Jack aveva chiamato a raccolta gli amici per liberare i boschi dalla presenza di criminali pericolosi, fino all'ultima riunione, quando si erano trovati per dare l'ultimo saluto a Matt Rutledge.

E infine fecero l'amore una terza volta, a lungo, con gioia e tenerezza e soddisfazione. Joe non avrebbe saputo dire se d'improvviso fosse diventato bravissimo, o se questa donna fosse cos stupefacente, cos dolce e appassionata da farlo apparire tale. Ma in fondo non importava: lui le era grato per ogni orgasmo che riusciva a regalarle, e felice di poterle dare pi di quanto riceveva.

"Nikki" le sussurr, "oggi  stato il giorno pi fortunato della mia vita..."

E poi parlarono degli altri, ma non dell'uomo che l'aveva fatta piangere. Da quando erano entrati nel piccolo camper non c'erano state lacrime, solo risatine e sospiri e parole tenere, ma niente lacrime. Parlarono degli altri amori che non avevano funzionato, come il matrimonio di Joe, contratto quando lui aveva venticinque anni e durato un anno solo.

"Fu lei a lasciarti?" domand Nikki stupita.

"S. E fu orribile, quasi mi uccise."

Joe le spieg che era stato praticamente addestrato alle gioie del matrimonio e della famiglia, data l'unione lunga e felice dei suoi e i matrimoni riusciti dei due fratelli e della sorella. E che era stato talmente scottato da quell'esperienza che non si era pi innamorato. Era quasi sorpreso di ritrovarsi a quell'et ancora scapolo, perch ormai avrebbe dovuto avere una moglie e due figli come minimo. Ma quando alcuni degli amici avevano trovato la donna giusta pur essendo gi un po' avanti negli anni si era detto che forse non era impossibile nemmeno per lui.

Nikki aveva avuto due o tre relazioni finite male prima di quella che l'aveva fatta piangere. Era stata con un comandante di linea per alcuni mesi senza sapere che era sposato, e poi, pur vergognandosi, aveva continuato a vederlo anche in seguito. "Ero molto giovane" spieg. "Ma poi me ne sono pentita amaramente. E lui ha continuato a frequentare altre donne, pur restando sposato."

Dopo tanto amore e tante conversazioni intime, mentre il sole faceva gi capolino al di l delle montagne, Joe si addorment con Nikki fra le braccia. E si svegli molto pi tardi, con il sole alto, sentendo un motore che si avviava. La parte del letto accanto a lui era vuota. Non era possibile che Nikki fosse sgusciata via senza salutarlo! Poi gli venne in mente che forse era tornata di soppiatto nella sua camera, per non rivelare nulla della sua vita privata.

Si vest, si fece la barba, si pettin in fretta ed entr in casa Booth sperando di trovare Nikki in cucina. Doveva vederla ancora una volta per concordare un incontro successivo, per dirle che voleva telefonarle e rivederla a San Francisco. Sentiva gi la mancanza della sua voce e del suo profumo.

Trov Vanni in cucina, con il piccolo Mattie nel seggiolino appoggiato sul tavolo. "Buongiorno" disse andando a versarsi una tazza di caff. Poi si sedette al tavolo e fu accolto dall'occhiataccia di Vanni. "Che succede?" domand perplesso.

"Non posso credere che tu abbia fatto una cosa del genere!" disse lei.,

"Che cos'ho fatto?"

"Con la mia migliore amica. E sapevi che sta passando un brutto periodo!"

Lui si guard intorno, allarmato. "Dov' Nikki?"

"Se n' andata."

Lui balz in piedi. "Andata? Come, andata?"

"Che cosa credevi?" ribatt Vanni.

Lui emise una risatina priva di allegria. "Credevo di aver trovato la donna dei miei sogni" disse. "E cos  andata?"

"In lacrime" specific Vanni con aria truce.

"Come, in lacrime? Credimi, Vanni, non sono stato io farla piangere!"

"Non hai fatto sesso con lei tutta la notte, nel camper?" domand lei incollerita.

Diavolo, pens lui. Di solito una donna non ne parla, specie se  stato importante. "Ti giuro, non le ho fatto del male..."

"Non l'hai trovata sulla veranda a piangere, non l'hai sedotta e convinta a seguirti nel camper?"
 "Be', s, questo l'ho fatto..." Intanto Joe pensava,  forse un crimine? Perch durante quella lunga notte aveva solo cercato di mostrarle quanto poteva essere amata, ed era stato meraviglioso. Lei era stata meravigliosa: spontanea, appassionata, e infine soddisfatta. E felice. L'aveva sentita sospirare, gemere, ridere. E non aveva pianto!

"E visto che qualcuno le ha appena spezzato il cuore, non hai pensato che sedurla non era una grande idea?"

A quel punto Joe si arrabbi. Appoggi le mani sul tavolo, si chin verso di lei e disse. "No. Ho pensato che fosse un'idea magnifica, e l'ha pensato anche lei. Volevo fare qualcosa di buono per lei, e l'ho fatto. L'ho trattata con il massimo rispetto, e lei era consenziente al cento per cento. Adesso dammi il suo numero di telefono, perch devo assolutamente parlarle."

"Nikki me l'ha proibito."

"Cosa? Io devo mettermi in contatto con lei. Questo non  uno scherzo!"

"Infatti. Non so proprio che cosa ti  venuto in mente."

"Aspetta un momento. Non l'ho mica costretta! Sono stato un perfetto gentiluomo!"

"Non capisci proprio niente delle donne, vero?" domand Vanni sarcastica.

"A quanto pare no!" url lui.

"Ha appena sprecato cinque anni della sua vita per un uomo che non ha mai saputo decidersi. Cosa credi che si aspettasse da te dopo una sola notte?"

"Mi aspettavo che mi desse una maledetta possibilit!" ribatt lui.

Vanni strinse ancora di pi le labbra. "Lei ha detto assolutamente no."

"Oh, per l'amor di Dio. Questa  una crudelt. Io provo qualcosa per lei. Davvero!"

"Dopo una sola notte?" domand Vanni con aria di superiorit.

"Prima di questa notte! Non puoi pregarla di telefonarmi, per favore?"

"La conoscevi da quanto, dieci minuti?"

"Al diavolo" ringhi lui. "E va bene,  stata una cosa rapida, lo ammetto. Ma dopo aver passato una notte insieme  stato come..." Come se fosse stato con lei per anni! Ges, gli tremava la voce, stava perdendo il senno. Avrebbe dovuto dire, Bene, se  questo ci che lei vuole va bene. Ma si sentiva disperato. Non poteva perderla!

Eppure la voce del buonsenso gli diceva di lasciar perdere. Quella donna era una pazza. Un'intera notte di amore appassionato, di conversazioni intime e profonde, la nascita di un sentimento importante, e poi lei se ne andava cos? E non voleva mai pi sapere niente di lui? Lascia perdere, diceva quella voce. Vai per la tua strada.  una squilibrata. Joe aveva avuto un paio di donne fuori di testa, fortunatamente per brevissimi periodi, e non ne voleva un'altra.

Eppure disse: "Vanni, io devo parlarle. Non le far mai del male come quell'altro. Non far promesse che non intendo mantenere, e non ho mai detto o fatto niente che non fosse del tutto sincero."

"Ah-ha" disse lei.

"Cristo... dov' tuo marito?"

"Parlare con Paul non ti servir a niente" ribatt lei. "Ha degli ordini precisi."

"Dov'?" esclam lui.

Vanni accenn con la testa verso le stalle.

Joe moll la tazza sul tavolo, usc e si diresse verso le stalle. Non era stato un bellissimo matrimonio, con un magnifico ricevimento?, pensava intanto. Non capiva che cosa fosse andato storto... L'incontro con Nikki era stato il pi gran colpo di fortuna della sua vita... quella donna bella, sexy, dolce, che si era aperta a lui in modo totale facendogli pensare che anche per lei conoscerlo fosse stata una fortuna... Secondo Joe era andato tutto bene e poteva preludere a molti altri giorni felici, settimane, mesi, anni di vita insieme! Sapeva di dover impiegare del tempo prima di avere un quadro esauriente del loro futuro: era stato accecato dal desiderio esattamente come lei. Ma non si fugge in quel modo quando le cose vanno bene! Lui non voleva altro che passare pi tempo con lei. Non vedeva l'ora!
 Trov Paul e Tom intenti strigliare i cavalli. Trasse un paio di respiri profondi per schiarirsi le idee, poi disse: "Ehi, salve, ragazzi. Tom, ti dispiace se parlo un minuto con Paul in privato? Posso prendere il tuo posto con la striglia, se vuoi."

Il ragazzo lo guard torvo, ma con una traccia di divertimento nello sguardo. "Ho saputo che ti sei fatto la damigella d'onore" disse.

"Sai" ribatt lui irritato, "stavo cercando di mantenere una certa privacy su tutta la faccenda. Credo che lei lo avrebbe apprezzato."

Tommy sogghign. "Ti farei le congratulazioni, ma mi sa che hai mandato tutto all'aria."

"Gi, cos pare, ma se tu fossi stato presente..."

"Sarebbe stato bizzarro" ridacchi lui. "Sicuro che non posso restare? Potrebbe essere istruttivo..."

"Sparisci" fece Paul.

"Che guastafeste!" Tom pass la spazzola a Joe e se ne and.

"Devi aiutarmi, Paul" disse Joe. "Non le ho fatto niente... voglio dire, ho fatto solo quello che lei... Giuro, non pensavo che se ne andasse in lacrime!"

"Davvero? Eppure lo ha fatto. Era fuori di s, tanto che Vanni era preoccupata all'idea che guidasse in quello stato."

"No, guarda, devi capire. Io ho..." Poi Joe si interruppe, colpito dal tono disperato della propria voce. Non poteva dire a Paul che l'aveva tenuta fra le braccia e l'aveva amata tutta la notte, che era stato attento e delicato e che lei era stata dolcissima. Che avevano anche perso un po' il controllo - in modo meraviglioso. Che i loro corpi si erano incontrati alla perfezione. Che oltre al sesso, incredibilmente magnifico, si erano scambiati parole tenere e appassionate. Che avevano parlato come due amici. Non poteva dire tutto questo a un uomo. Era pi forte di lui. "Paul, maledizione, aiutami. Io devo mettermi in contatto con lei!"

"Lei ha detto che non vuole mai pi parlarti."

"Devo sentirmelo dire da lei. Ges, non conosco neppure il suo cognome!"

Paul smise di strigliare e lo guard al di l della groppa del cavallo. "Fossi in te non lo direi a nessuno. Dio santo, Joe, sei andato a letto con lei senza nemmeno sapere il suo cognome?"

Joe perse la testa. Afferr Paul per il bavero della camicia e lo sbatt contro la parete. Paul avrebbe potuto stenderlo senza difficolt se non fosse stato sotto shock per la sorpresa.

"Non  quello che ho fatto" sibil Joe. "Non ci sono andato a letto, ho fatto l'amore con lei e lei ha fatto l'amore con me, ed  stato incredibilmente bello. Ho usato sei dei tuoi profilattici, cribbio! E non..." Poi lasci l'amico e fece un passo indietro. "Non posso credere che stia succedendo proprio a me" sussurr.

"Credo che tu sia leggermente fuori di te" osserv Paul.

"Ti prego, amico, dammi una mano!"

"Davvero, al tuo posto non direi in giro che non sai neppure il suo cognome."

"E allora dimmelo, idiota!"

"Jorgensen, ma io non ti ho detto niente, chiaro? Vorrei fare ancora sesso con mia moglie, in futuro."

"Sesso, sesso. Si parla solo di sesso!" ringhi Joe scuotendo la testa.

"Perch, non lo era?"

"Solo all'inizio. Paul, stammi a sentire.  stato perfetto, il tipo di perfezione che non si trova tanto spesso. Capisci?  stato meraviglioso, e non  stato solo sesso anche se..."

"Non riprendere quel discorso, amico mio. Le donne non vogliono sentirsi dire quanto sono brave a letto."
 "Cos adesso sei un esperto? Sei sposato da dodici ore e sai gi tutto?" Joe sospir e abbass la testa. "Devo trovarla, Paul. Le dar due possibilit: deve dirmi che non  stato niente di importante. E deve dirmelo due volte, dopo di che me ne andr e la lascer in pace. Non intendo molestarla, chiaro? Ma devo rivederla!"

"Diavolo. Brutta cotta ti sei preso" osserv Paul. "Ti  entrata sottopelle."

"Non puoi dirmi che non sai di che cosa parlo, proprio tu."

Paul tacque per un minuto. "No, non posso."

"Allora aiutami. Lei ... non farmi dire altro, per favore,  una faccenda privata. Ma dammi una mano."

"Sai che farei al posto tuo? Le scriverei una lettera e pregherei Vanni di dargliela. Ma non ti garantisco niente..."

"Sei pieno di arie" brontol Joe.

"Gi, e tu che cosa sei?"

"Fuori di me, ecco cosa sono" rispose lui.

Paul aggrott la fronte. "Allora?"

"E va bene, lo far."

Prima di lasciare Virgin River Joe si chiuse nel camper e scrisse a Nikki una lettera ogni parola della quale lo metteva in imbarazzo. Ma si sforz, gett via una cinquantina di brutte copie e alla fine mise insieme un messaggio che forse poteva andar bene, anche se lui lo trovava ancora penosamente inadeguato.

Nikki,

ho passato un meraviglioso weekend con te, ma tu te ne sei andata e mi hai spezzato il cuore. Vorrei parlarti, vorrei rivederti, ma a quanto mi dice Vanni tu non vuoi che mi metta in contatto con te. Non capisco che cosa sia successo, per me  andato tutto meravigliosamente bene e credevo che fosse cos anche per te... So che ti stai appena riprendendo da una dolorosa rottura, ma mi era parso che questo non avesse niente a che vedere con noi due. Perci chiamami, per favore. O di' a Vanni di darmi il tuo numero, cos posso chiamarti io. Spero di non aver fatto o detto niente che ti abbia ferita, ma se l'ho fatto dammi almeno la possibilit di chiederti scusa. Ho passato con te le ore pi belle della mia vita. Ti prego, piccola, non sparire per sempre. Cos mi uccidi...

Con amore, Joe

Diede la lettera a Paul perch non si fidava del tutto di Vanni, ma quando pi tardi la prese fra le braccia per salutarla le disse: "Devi credermi, a Nikki non ho fatto niente di male. Per favore, dille che devo rivederla..."

"Glielo dir, ma temo che non cambier niente."

Joe sospir. "Tu diglielo. Ti prego."

16

Tom fin i bagagli la domenica pomeriggio e poi port Brenda a fare un lungo giro in macchina. Al ritorno si ferm a cena con il generale, Vanni e Paul. Walt avrebbe accompagnato Tom all'autobus l'indomani mattina alle cinque.

Tom riaccompagn Brenda a casa verso le otto, ma non rientr fino alle quattro del mattino. E trov suo padre in piedi.

"Non sarai stato fuori con Brenda fino a quest'ora, vero figliolo?"

"No, pap. Siamo stati a casa sua. C'erano anche i genitori."

"E lei sta bene?"

"S, sta bene. Ce la far. Tu sei stato alzato tutta la notte?"
 "Ho dormito un po', a tratti."

"Spero che tu non ti sia preoccupato."

"No, ragazzo mio. Sapevo che saresti rimasto con Brenda fino all'ultimo. Purtroppo per adesso non hai tempo per dormire."

"Dormire non mi interessa."

"Una volta l cambierai idea..." Walt strinse brevemente le spalle del figlio. "Al tuo posto avrei fatto altrettanto. Brenda  una ragazza fantastica."

"S,  fantastica" concord Tom con un'ombra di tristezza nella voce.

"Ti preparo qualcosa per la colazione, e magari tu vorrai anche fare una doccia. E poi ce ne andiamo."

"Vanni e Paul si alzeranno?"

"Oh, sicuro. Coraggio, ragazzo, datti una mossa."

Walt and in cucina, prepar uova strapazzate e pancetta, e i rumori provenienti dalla cucina svegliarono gli altri. Un'ora dopo erano tutti sulla veranda e si dicevano addio. Tom baci la sorella e il piccolo Mattie, e mentre suo padre saliva in macchina abbracci Paul. "Tieni d'occhio pap" gli disse all'orecchio. "Si comporta come se niente fosse, ma tu fai in modo che la mia assenza non gli pesi troppo."

"Stai tranquillo, avr cura della tua famiglia" promise Paul. "Tu al corso falli tutti neri."

"Ci prover!"

Rick pass la licenza con le quattro persone pi importanti della sua vita: sua nonna Lydie, Liz, Jack e Preacher. Liz si ferm a Virgin River per quei dieci giorni, e un paio di volte, nel pomeriggio, Jack lo port a pesca.

In piedi nel fiume con Jack, mentre le lenze descrivevano degli archi perfetti sopra le loro teste, Rick pens che era quello il posto in cui si sentiva davvero a casa. Era qui, al fiume, che aveva fatto tutte le conversazioni pi importanti della sua vita, e sempre con Jack. Qui Jack gli aveva tenuto il gran discorso sul sesso - che non era servito a molto, dato che lui aveva finito per mettere incinta la sua ragazza. Che periodo difficile era stato... mentre Rick faceva del suo meglio per stare accanto a Liz come un vero uomo, era stato Jack a incoraggiarlo, a dargli dei consigli, a fargli seguire la strada giusta per evitare un disastro ancora peggiore. E quando il bambino era nato morto, Jack e Preacher lo avevano sostenuto, aiutandolo a sopportare quel dolore terribile.

"Grazie di tutto quello che hai fatto per me, Jack" disse commosso.

"Non ho fatto niente. Gli amici amano riunirsi per festeggiare un amico speciale."

"Non parlavo di questa settimana - che tra l'altro  stata magnifica. Parlavo di questi anni. Per me sei stato come un padre... io ho sempre pensato a te come al mio pap. Spero che non ti dispiaccia."

Jack sent un nodo in gola. "Dispiacermi? Al contrario, mi rende maledettamente orgoglioso. Se potessi avere un altro figlio, vorrei che fosse come te."

"Devi fare ancora qualcosa per me, Jack. Se qualcosa va male laggi..."

"Rick. Lo sai che non mi piace parlare di questo."

"Ma Jack, sappiamo come vanno le cose, l. Perci ascoltami. Se qualcosa va male, puoi fare in modo che mia nonna e Lizzie non rimangano da sole a sopportare il colpo?"

Jack guard il profilo del ragazzo, perch Rick guardava fisso davanti a s. "Non occorre che tu me lo chieda. Noi ci occupiamo sempre degli amici e delle loro famiglie."

"Lo so, Jack. E poich voglio dirti tutto quello che ritengo importante, ti dico anche questo. Ti voglio bene. Sei il migliore amico che io abbia mai avuto. Tu mi hai fatto diventare un uomo... non avrei mai concluso niente senza di te."

Jack deglut, e quando parl la sua voce non era molto ferma. "Ci sono ancora tanti pesci da pescare, Rick. Conto su di te." Mise la mano sulla spalla del ragazzo e aggiunse: "Anch'io ti voglio bene, figliolo." Ma intanto pensava: Se non torni chi aiuter ME a sopportare il colpo?.

"Voglio dirti un'altra cosa" riprese Rick. "So che ho solo diciannove anni e Liz ne ha solo diciassette, che siamo entrambi troppo giovani. Ma le ho comprato una catena con un diamante, e anche piuttosto grosso. Le ho detto che era il mio pegno per lei, ma le ho anche detto che non deve ritenersi legata in alcun modo."
 Jack corrug la fronte. "Un grande passo" disse.

"Un mezzo passo, in effetti" disse Rick. "Ma  solo il primo. Io amo quella ragazza, non c' dubbio. L'amo da quando aveva quattordici anni - e questa  stata la mia rovina. Ma ci sono state tante di quelle complicazioni, e dei periodi orribili. Se trova un uomo migliore io non le impedir di seguirlo. Ma se non lo trova..."

"Se non lo trova?"

"Vedi, la faccio impazzire perch le parlo sempre della scuola. Ma deve finire il liceo, manca solo un anno, e poi vorrei che andasse al college. Le ho chiesto di provarci, almeno. Quando avr finito con questa faccenda voglio tornare a scuola. Non dico che lascer il Corpo dei Marine, questo non lo so ancora, ma voglio andare al college. Se tra noi funzioner, se ci sposeremo, voglio che siamo delle persone intelligenti e istruite. E voglio davvero una famiglia - forse a causa del bambino che abbiamo perso, non credi?"

"Gi, immagino che questo ti susciti un gran desiderio di paternit" concord Jack.

"Be', se avremo una seconda possibilit di avere figli, voglio che siamo in grado di guadagnarci da vivere in modo dignitoso, e che i nostri figli possano essere cresciuti da due genitori istruiti." Si volt e sorrise a Jack. "Credo che questo discorso l'abbia colpita, perch mi ha detto che avrebbe cercato di avere dei buoni voti nell'ultimo anno di liceo, e che forse poi si sarebbe iscritta al college della contea. E ha detto che lo avrebbe fatto perch io potessi essere fiero di lei. Ma io lo sono gi! Basta pensare a come ha resistito. Ha sepolto il suo bambino, poi mi ha detto addio, ma non  crollata.  stata coraggiosa, forte, e molto brava."

"Lo siete stati entrambi, Rick. Un diamante, eh? Come hai fatto a trovare il denaro per un diamante?"

Il ragazzo rise. "Non comprer mai pi un oggetto cos costoso con la mia diaria - la metter da parte per qualcosa di serio come un acconto su una macchina o una casa. Ma Liz meritava qualcosa di bello che le dicesse che l'amo e che la ritengo eccezionale. Non ti pare?"

Questo fece sorridere Jack. "Credi che abbia sempre pensato a te mentre tu eri lontano?" domand poi.

"Ogni giorno" rispose Rick. "A volte si  sentita sola, e le sono mancate le occasioni in cui si esce in coppia, come il ballo di fine anno, le partite e tutto quanto. Io le dicevo di andare, che non mi dispiaceva, ma lei mi ha sempre detto che non se la sentiva, perch qualcuno avrebbe potuto farsi delle idee sbagliate. E ha aggiunto che se alla fine di tutto questo saremo ancora insieme, tutti questi dettagli non avranno importanza. Mi scrive delle lunghe lettere quasi ogni giorno - a volte, quando tutti vanno alle feste tranne lei, le lettere sono ancora pi lunghe... Certe volte vorrei essere come te, che sei rimasto libero e senza alcun legame e hai potuto vivere e farti un'esperienza. Vorrei poter vedere il mondo, e che Lizzie arrivasse nella mia vita quando avr trenta o quarant'anni."

Jack ridacchi. "E io certe volte vorrei aver conosciuto Mel molto prima che lei si sposasse col primo marito, vorrei aver messo su famiglia quando entrambi eravamo pi giovani e io non avevo i capelli grigi. Credo che se si ha la fortuna di trovare la persona giusta non ci si debba lamentare per il periodo o il modo in cui l'hai conosciuta." Mise una mano sulla spalla del ragazzo e la strinse brevemente. "Spero che tra voi due funzioni, ragazzo mio. Avete sepolto un bambino... sarebbe bello se riusciste a metterne al mondo due o tre, sani e forti. Ma ti dir, credo che tu faccia bene a dirle di prendersi il tempo necessario prima di impegnarsi. Quando chiedi questo tipo di promessa a una donna, vuoi che lei sia assolutamente sicura."

" quel che penso anch'io" disse Rick.

Un grosso pesce salt fuori dell'acqua ed entrambi lo contemplarono in silenzio. "Un salmone reale" disse infine Rick. "Era da tempo che non ne vedevo uno cos enorme."

"Si dev'essere perso" disse Jack lanciando la lenza in quella direzione.

Rick fece qualche passo seguendo la corrente, cambi l'esca e gett la lenza a sua volta. Entrambi giocarono col pesce, poi Rick lo prese all'amo ed emise un grido di trionfo.

"Dagli lenza, fai attenzione, stancalo prima di tirarlo su..." disse Jack.

Rick rise. "So come si pesca."

"S, ma non rovinare tutto... non farti prendere dall'ansia, senn lo perdi!"

"Ma la smetti?"

Rick fece passare una mezz'ora, dando lenza al salmone, poi ritirandolo, camminando avanti e indietro nelle acque basse del fiume, lasciandolo correre un po': e per tutto il tempo Jack non smise di dargli consigli. "Quel bastardo  troppo grosso... dagli pi lenza. Non cedere, lui  un combattente, ma si stancher... stai perdendo il controllo, avvolgi il mulinello, non perderlo!" e cos via.

Finalmente Rick riusc a tirare a riva l'enorme Chinook. E decise che per quel giorno ne aveva abbastanza di pesca, perch nelle orecchie gli rimbombavano ancora tutte le parole usate da Jack nel ruolo della chioccia.

Quando tornarono al locale, Preacher fischi ammirato e poi mise il pesce sulla bilancia. "Quasi diciassette chili. Lo hai preso tutto da solo, Rick?"

Il ragazzo fece una piccola smorfia in direzione di Jack. "Non proprio..."

Qualche giorno dopo Jack accompagn Rick a Garberville, e rimasero alcuni minuti seduti in macchina in attesa che tutti i passeggeri salissero sull'autobus. "Hai qualche consiglio dell'ultimo momento?" domand il ragazzo con un sorriso.

"S. Fidati dell'istinto. Segui gli ordini, ma fidati del tuo istinto."
 "Sai, devo dire che non ho paura. Per niente, anzi sono elettrizzato. Era la cosa giusta da fare, Jack - almeno per me."

"S, ti credo."

"Abbi cura di Mel e dei bambini."

"Oh, lo far. E ti scriver una volta la settimana. A Virgin River non succeder niente senza che tu lo sappia."

"Ah, meno male" rise lui. Jack fece per arruffargli i capelli come faceva un tempo, ma ormai erano tagliati cos corti che invece gli diede un colpetto in testa con le nocche.

"Adesso vado" disse Rick.

Jack scese dal pick-up e lo abbracci stretto. "Fa' attenzione, figliolo. Mi raccomando."

"D'accordo. Adesso vattene, non restare a fissare l'autobus come hai fatto l'altra volta."

Jack non resistette e lo abbracci di nuovo. "Ci vediamo l'anno prossimo, Rick. Dir ai ragazzi di venire, e tu porta i tuoi amici."

"Sicuro." Poi Rick si volse e cammin verso l'autobus, alto e dritto, con la sacca sulla spalla. E non si volt pi.

Giugno si fece molto caldo. Di tanto in tanto sulle montagne aride si sviluppavano piccoli fuochi; in Arizona, Nevada, Colorado e Utah si erano gi verificati grossi incendi difficili da domare, ed essendo solo l'inizio dell'estate questo non era un buon segno. Per ora la parte settentrionale della California era fuori pericolo, ma la pioggia non arrivava e le prospettive non erano allegre. Pompieri e protezione civile pattugliavano incessantemente le zone adibite a campeggio, assicurandosi che i fuochi venissero accesi esclusivamente nelle aree designate e in alcuni casi vietandoli del tutto.

Mel teneva attentamente d'occhio il marito. Nei primi giorni dopo la partenza di Rick, Jack era stato cupo e silenzioso, ma si stava lentamente riprendendo. Parlava moltissimo del suo protetto, leggeva con attenzione i giornali e aveva fatto installare nel bar una TV satellitare, in modo che lui e Preacher potessero seguire i notiziari di guerra della CNN. Aveva tolto dalla parete il vecchio storione impagliato e lo aveva sostituito con l'enorme salmone pescato da Rick. E gli scriveva spesso, permettendo ogni tanto a Mel di leggere le lettere mentre erano in fase di preparazione.

"Jack" rise lei un giorno, "credi davvero che gli importi di quello che Preacher ha preparato per cena, o di quanti capricci ha fatto Davie oggi?"

"Credo che voglia sapere tutto. Mi ricordo bene com'."

Certo che se lo ricordava, pens lei. Sicuramente ricordava ogni notte solitaria passata nelle zone di guerra, probabilmente nella stessa area in cui Rick si trovava adesso. Ricordava ogni faccia dei giovani Marine, ogni uomo ferito, ogni lettera da casa. Per Mel, il fatto che Jack ci fosse passato lui stesso e avesse lasciato partire Rick con tanta fierezza e tanta fiducia lo rendeva l'uomo pi forte della terra.

"Ho un'idea" disse. "Perch non vai a domandare a tua sorella e a tuo cognato se hanno delle notizie particolari da mandare a Rick?"

Jack sgran gli occhi, poi usc e travers la strada per andare a bussare alla porta della casa mobile di Mike. Dalla finestra Mel lo vide parlare brevemente con Brie, emettere un grido di giubilo e abbracciare la sorella sollevandola da terra. Poi Jack torn di corsa nel locale, sollev da terra anche Mel e la baci con passione.

"Jack" rise lei quand'ebbe ripreso fiato, " Brie quella incinta, non io!"

" altrettanto bello" disse lui. "Volevano tanto un bambino,  una notizia magnifica." Poi guard la moglie con la fronte corrugata. "Sbaglio o ti sei appena lasciata scappare un'informazione riservata?"

"No. Brie mi ha detto che potevo dirtelo."

"E allora perch non me l'hai detto e basta?"

"Perch cos era molto pi divertente. Hai gi finito di baciarmi?"

"Piccola, voglio fare molto pi che baciarti. Far molta attenzione... che ne dici?"

Lei gli carezz i capelli grigi sulle tempie. Non molte donne avevano un uomo come lui, pens. Un uomo forte, appassionato, che metteva sempre le esigenze di lei davanti alle proprie, che aveva cura di lei, faceva in modo che sapesse di essere amata. Nelle braccia di Jack si sentiva sempre bella, sexy, adorata e desiderata. Non aveva mai osato sperare di trovare un'unione cos intensa, cos intima dal punto di vista fisico ed emotivo. Mel gli leggeva nella mente, Jack intuiva i sentimenti di lei. Ognuno dei due anticipava i desideri dell'altro: era come se il cuore di Jack battesse nel petto di lei. Mel non aveva mai conosciuto un altro essere umano altrettanto profondamente. E si apriva a lui nello stesso modo, senza nascondergli niente.

Lo baci sulla bocca e sussurr: "Pi tardi. E non dovrai fare tanta attenzione, adesso sto bene."
 "Ma il tuo povero corpo ne ha passate tante..."

"John Stone  venuto qui stamattina e mi ha fatto un piccolo controllo. La mia patente  di nuovo valida."

"Oh, piccola..." sospir lui stringendola in un abbraccio.

"Ma non voglio che tu lo scriva a Rick!"

Lui le sorrise. "Meno male, perch non saprei dire a parole quello che provo per te."

Era ormai luglio, e la data della nascita del figlio di Paige si avvicinava. Mel la visitava ogni settimana e la gravidanza procedeva in modo regolare. Paige aveva deciso di partorire nell'ambulatorio di Doc, perch la loro casa minuscola non era adatta a un parto: e poi c'era Christopher, che aveva solo quattro anni. Molte delle pazienti di Mel lasciavano che gli altri bambini fossero presenti, perch provenivano da famiglie rurali le cui donne avevano partorito in casa generazione dopo generazione. Per quei bambini la nascita di un fratellino faceva parte del ciclo naturale della vita. Ma per Paige e Preacher era diverso - e anzi Mel si aspettava che Paige scegliesse l'ospedale di Grace Valley, con il suo reparto sterile e funzionale. Ma Paige era ben decisa: l'unica persona che poteva assisterla durante il parto era Mel.

Joe Benson stava finendo i progetti per la casa di Brie e Mike e per l'ampliamento di quella di Paige e Preacher. E aveva alcuni schizzi da mostrare a Paul per la sua nuova casa, ma esitava a farsi vivo. Dopo l'incidente con Nikki i loro rapporti erano un po' tesi. Vanni sembrava aver superato la sua collera, ma Joe era deluso dal comportamento degli amici. Forse col tempo tutto si sarebbe risolto, ma lui rimpiangeva di non aver avuto maggior sostegno da parte loro. Avrebbero potuto lottare con lui per riconquistare Nikki, farle sapere che lui era una persona a posto, che non aveva l'abitudine di maltrattare le donne. Avrebbero potuto rassicurarla, convincerla a mettersi in contatto con lui. A dargli una seconda possibilit... ma non l'avevano fatto

Cos, Joe non aveva parlato con loro per un po' di tempo; ma inviava regolarmente a Vanni dei brevi biglietti da inoltrare a Nikki, sperando di abbattere il suo muro di silenzio. Per favore, Nikki, telefonami. Vorrei poterti dimostrare che sono una brava persona. Oppure, Telefonami o scrivimi e dimmi che non hai alcun interesse a rivedermi... ma non ignorarmi in questo modo. E ancora, Nikki, tengo molto a te. Credevo di averti dimostrato con le mie azioni che sono del tutto sincero. Dopo un po' smise, perch cominciava a sentirsi un idiota. E pi si sentiva idiota, pi il suo umore peggiorava. Non scriveva biglietti di quel genere da quand'era follemente, perdutamente e ridicolmente innamorato di Jodie Ferguson, alle medie. La bionda, gelida, brillante Jodie: la prima ragazza della sua classe a cui erano cresciute le tette...

Cos smise di scrivere biglietti, ma trov una Nicole Jorgensen nella guida telefonica di San Francisco e quando compose il numero la voce della segreteria telefonica era indubbiamente quella di lei. Nikki... sono Joe, di Grants Pass. Mi piacerebbe parlarti, anzi, ho proprio bisogno di parlarti. Cerco di farlo dalla mattina dopo il matrimonio... e a questo punto sono molto confuso. Per favore, chiamami, dobbiamo parlare di tante cose.

Naturalmente lei non telefon, e lui le lasci quell'unico messaggio. Gli ci volle molta forza d'animo per non richiamarla altre volte, solo per sentire il suono della sua voce - quella voce un po' roca ma dolce, capace di tante parole tenere. Sul display del telefono di Nikki sarebbe apparso pi volte il suo numero, e lui non voleva apparire totalmente fuori controllo. Ormai erano passate alcune settimane, e Joe decise di lasciar perdere. Niente pi biglietti, e niente telefonate. Neppure lui avrebbe accettato di uscire con qualcuno tanto disperato. Non voleva fare la parte del molestatore, quando in realt era solo innamorato di lei... anche se il solo pensiero lo metteva in imbarazzo. Come si poteva essere innamorati di una donna conosciuta per meno di ventiquattr'ore? Era impossibile! Ci doveva essere un'altra ragione per cui continuava a sognare di lei, a sentire il suo profumo e il suo sapore, a udire la sua voce, ad avvertire il suo calore al mattino quando si svegliava in un letto vuoto. Era una mania, un'allucinazione. Un disordine mentale ossessivo compulsivo.

Telefon a Paul. "Ciao, Paul. Se ti va potrei venire a Virgin River questo weekend e portare i progetti per tutte le vostre case. Potremmo esaminare il tuo terreno, discutere dei cambiamenti necessari con i proprietari, insomma cominciare sul serio."

"Sarebbe magnifico" disse Paul allegramente. "Vuoi stare da noi per quei due giorni?"

"Grazie, ma ho un altro programma."

"Che ne dici del camper, vuoi prenderlo di nuovo in prestito?"

Lui emise una risatina amara. "Quello proprio no, ma grazie dell'offerta. No, credo che questa volta star da Jack."

"Come vuoi. Sar davvero felice di rivederti, amico."

"S, anch'io" disse Joe riagganciando.

Poi telefon a Jack e gli domand se lo chalet nei boschi era sempre disponibile, e seppe che lo era. Jack gli parl dei piccoli incendi che sbucavano qua e l nella foresta per via dell'estrema aridit, e gli disse che era preoccupato. Joe pot constatare la situazione mentre guidava verso Virgin River: alcuni piccoli incendi erano pericolosamente vicini alla strada che stava percorrendo.

Joe stesso faceva parte della squadra di pompieri volontari di Grants Pass, ma era stato chiamato solo una volta anni prima. Sapeva per quanto fosse preoccupante guidare nel mezzo di una foresta e non vedere davanti a s perch c'era una fitta cortina di fumo. O, ancora peggio, percorrere una strada fiancheggiata dagli scheletri carbonizzati di quelli che un tempo erano stati alberi maestosi. Dopo il passaggio di un incendio, quel panorama desolante poteva restare immutato per anni e anni.

Joe si sent sollevato quando arriv nella foresta di sequoie, intatte e bellissime. Poi super il fiume Virgin, ampio e spumeggiante, disseminato di rocce e di cascate naturali. Entro qualche mese sarebbe iniziata la caccia al cervo, e la pesca nel fiume sarebbe stata abbondante. I ragazzi si sarebbero riuniti da Jack come al solito: Mel avrebbe messo il broncio, e se
 avessero preso un cervo si sarebbe messa a piangere. Quel pensiero lo fece sorridere. Era cos sentimentale. E Jack era sempre tenero e comprensivo, cercava di consolarla, ma poi andava a caccia comunque.

Joe entr nel bar con i rotoli dei disegni sotto braccio. Il locale era vuoto, come spesso accadeva a met del pomeriggio, ma Preacher lo stava aspettando. Lo abbracci come di consueto e Joe gli domand: "Allora, amico mio, sei pronto a diventare pap?".

"Eccome. E Paige  grossa come..." Si interruppe con un risolino di scusa, poi riprese: "Mel dice che tra un po' il bambino uscir da solo."

"Vai a chiamarla" disse Joe. "Sono sicuro che la casa le piacer."

"S, certo, e chiamer anche Brie e Mike. Sono impazienti di vedere il loro progetto. Paul dov'?"

"Gli ho detto che sarei arrivato nel pomeriggio, tra un po' arriver anche lui."

Quando Paige entr dal retro, Joe si illumin. Era matura come un melone, tonda, rosea e raggiante. "Tesoro, sei bellissima" le disse.

"Grazie!" sorrise lei tendendo le braccia.

Lui l'attir a s, e il bambino scalci con forza. "Ehi. Che cos'hai l dentro, una squadra di calcio?"

"Una piccola tenera bambolina molto femminile" rise lei. "Dana Marie."

"Che per ha dei piedi enormi, te lo dico io. Vuoi vedere la nuova casa?"

"Non vedo l'ora!"

Joe aveva appena finito di distendere i disegni su un tavolo, quando arrivarono Brie e Mike. Ci furono altri saluti e altri abbracci, poi Joe disse: "Mi dicono che avete fretta di entrare nella nuova casa, e che devo far spazio a qualcun altro..."

"Gi. Arriver verso Natale" disse Brie.

"Lo si vede dai tuoi occhi" sorrise lui.

"Quello che vedi  il sollievo di aver passato il primo trimestre" replic lei. "Sai, nessuno di noi sta ringiovanendo..."

"Oh, io mi sento pi giovane" disse Mike. E gonfi appena il petto in un moto di orgoglio.

"Bene, la vostra casa  quasi pronta. Venite a vedere."

Paige e Preacher si sedettero a un tavolo, Brie e Mike a un altro, e Joe and da uno all'altro con una bacchetta e una matita, spiegando i progetti e apportando le eventuali correzioni.

L'ampliamento della casa di Preacher partiva dal pianterreno e consisteva in una grande stanza con il caminetto, una sala da pranzo, un'ampia camera da letto e un bagno - ottenuto ingrandendo quello gi esistente. Di fronte alla camera da pranzo c'era un cucinino piuttosto ridotto, con lavello, lavastoviglie e due pensili. Paige e Preacher avrebbero usato la cucina del bar, ma avrebbero avuto a disposizione uno spazio per ricevere gli amici a cena. Al piano di sopra Joe aveva previsto altre due camere da letto, un bagno doppio e una stanza degli ospiti collegata alla camera di Christopher da un corridoio. I due piani erano collegati da un'ampia scala che partiva dal soggiorno. In questo modo il piccolo appartamento di prima diventava una vera casa con quattro camere da letto e tre bagni, fornita di tutto lo spazio necessario per una famiglia in crescita.

Per Mike e Brie il progetto prevedeva duecentotrenta metri quadrati di abitazione pi un'estensione da adibire a studio per Brie, con ingresso indipendente. L'interno comprendeva quattro camere da letto, un ampio soggiorno, una grande cucina, tre bagni; e dettagli di pregio quali soffitti a volte, una grande doccia dalle pareti di marmo nel bagno principale, piani di lavoro di granito nella cucina, pavimenti a listoni di legno, due caminetti, e una veranda che si estendeva lungo tutta la parte anteriore della casa.

Mentre le due coppie esaminavano i progetti arriv Paul. Dopo l'iniziale disagio fu naturale per i due amici abbracciarsi con affetto. "Mi sei mancato, amico mio" disse Paul.

"Anche tu. Ho portato dei progetti per te e Vanni... spero troviate qualcosa che vi piace. Mi sono basato su quello che lei aveva apprezzato della tua casa di Grants Pass."

"Portali mentre vieni a cena da noi."

" che non voglio essere invadente..."
 "Stai scherzando? Joe, dobbiamo superare questa faccenda. Non  stata colpa di nessuno."

"Forse  stata colpa mia" disse Joe abbassando la testa. "Ma comunque sia,  acqua passata. Dobbiamo cercare di dimenticare."

Paul diede un'occhiata agli altri, li vide presi dai loro progetti e allora domand a bassa voce: "Tu hai dimenticato?".

"Come no" rispose Joe con una risata che suonava falsa alle sue stesse orecchie. "Certo."

"Allora vieni a cena. Per favore."

"D'accordo. Ma tu porta i progetti a Vanni in modo che possa dar loro un'occhiata prima del mio arrivo. Cos sapr quali domande farmi."

"Abbiamo gi scelto la porzione di terreno. Costruiremo dall'altro lato dei pascoli, lungo il fiume, e divideremo le stalle con Walt."

"Se trovate un progetto che vi piace possiamo esaminare il terreno e prendere alcune misure - magari domani prima che io parta."

In quel momento la porta sul retro si apr e si sent qualcuno che entrava in cucina. "Dev'essere Jack" disse Preacher alzandosi in piedi. " andato a fare la spesa in modo che io non mi allontanassi da Paige."

"Diamogli una mano" disse Joe. Tutti gli uomini presenti andarono in cucina e aiutarono Jack a scaricare le provviste, poi si sedettero a raccontarsi gli ultimi avvenimenti. Verso le quattro Joe mand Paul a casa con i progetti dicendogli che si sarebbero rivisti di l a un paio d'ore, poi continu a chiacchierare con gli altri.

Ben presto venne l'ora di cena, e Mel arriv al bar con i bambini. Joe tenne in braccio la piccola Emma, chiacchier con Doc, salut Hope McCrea che era venuta a bere il suo Jack Daniel's quotidiano, scambi qualche parola con Doug e Sue Carpenter, i genitori di Brenda, che abitavano in fondo alla strada. Poi si sedette al bancone dopo aver chiesto a Jack una tazza di caff.

"Il lavoro va bene?" domand Jack.

"Oh, s, benissimo. Ho parecchio da fare."

"Allora quello che fai qui  un extra?"

"S, ma ne sono felice.  bello che gli amici vogliano il mio parere... un'ottima cosa per il mio ego."

"E allora che cosa ti tormenta?" domand Jack.

"Ma niente, amico" rispose lui raddrizzandosi sullo sgabello.

"Se non che cosa, chi ti tormenta?"

"Non so che cosa vedi, Jack, ma io sto benissimo."

Jack bevve un sorso di caff. "Sar come dici."

Ma Joe sapeva benissimo quello che intendeva. Lui era sempre stato un tipo allegro, facile alle risate, il tipo che raccontava storielle e prendeva tutto con noncuranza. Aveva un ottimo lavoro, tutte le donne che voleva, parecchio denaro, amici fedeli come gli ex Marine. Ma adesso c'era un'ombra sul suo volto, una tristezza che gli si leggeva chiaramente negli occhi e che non provava da tempo.

"Solo che a vederti si direbbe che hai qualche preoccupazione" continu Jack.

"Gi, forse... ma non  niente di grave, passer."

"Se vuoi parlarne, sai dove trovarmi."

Joe sorrise. "Grazie, compare."
 "Forse lei cambier idea" disse ancora Jack.

"Chi?" esclam Joe stupito. Gli avrebbe dato molto fastidio scoprire che Paul aveva parlato.

"Chiunque sia. Quando un uomo  preoccupato ha diverse espressioni, sai. C' quella per i problemi di lavoro, quella per i problemi familiari o per le ferite al proprio orgoglio. E poi c' l'espressione che ha un uomo quando vuole una donna e lei non  disponibile."

Joe rise. "Dici sul serio?"

"Io l'ho avuta per un po'" disse Jack bevendo un altro sorso di caff.

"Mi sa che non c'ero."

"Oh, forse s... Mel mi ha fatto sudare parecchio prima di cedere, ed  stato terribile. Adesso scusa, ma devo caricare la famiglia in macchina. Dato che Paige  quasi al termine mi fermo qui un po' di pi, e Mel deve andare a mettere a letto i piccoli."

"Ti do una mano" si offr Joe.

Sistemarono mamma e figli in macchina, poi Jack si sporse a baciare la moglie attraverso il finestrino e Joe fu travolto da un'ondata di nostalgia. Adesso, vedere i suoi amici con le loro donne era una tortura. Joe ricordava i loro discorsi alla fine di una partita di caccia, quando tutti parlavano del ritorno a casa dalle mogli e dai bambini. Lui non si era mai preoccupato di non aver avuto altrettanta fortuna, fino a qualche settimana prima. Fino a quando non aveva tenuto fra le braccia una donna che lo aveva fatto sentire completo, felice e innamorato... e poi era sparita.

Vanni era entusiasta dei progetti, e fu molto affettuosa con Joe. Era chiaro che gli aveva perdonato il flirt con la sua migliore amica. Il generale intervenne nella discussione sulla casa, dando suggerimenti e dicendo alla figlia quello che secondo lui andava fatto. Joe era piuttosto bravo nei conflitti familiari di questo tipo: ascoltava le due parti che discutevano, aspettava che si calmassero e poi suggeriva una piccola modifica che metteva d'accordo tutti.

Per Vanni e Paul aveva progettato una casa simile a quella di Paul a Grants Pass, ma con dei miglioramenti che la rendevano pi adatta a una famiglia in crescita. C'erano tutte le caratteristiche che piacevano a Vanni: l'ingresso ampio, le camere spaziose, i soffitti alti, il garage in grado di ospitare pi macchine. Le stanze da letto erano pi numerose, perch Joe sapeva che Paul aveva intenzione di incrementare il nucleo familiare.

Joe pass la notte nello chalet e la mattina dopo torn in paese a esaminare il terreno che Jack aveva dato alla sorella. Paul vi aveva gi installato il camper che usava come ufficio e una toilette portatile per gli operai che stava assumendo. Adesso che il progetto era terminato si potevano gettare le fondamenta, sistemare la fossa settica e i condotti idraulici, dopo di che sarebbe partita la costruzione delle mura. "Direi che  tutto ben avviato" disse Joe. "Andiamo a vedere la tua propriet."

Anche la casa di Paul e Vanni era sul piede di partenza. Bisognava ancora livellare il terreno ed estendere la strada, ma per fortuna non occorreva scavare troppo a fondo e nessun albero doveva essere abbattuto. In berretto da baseball e stivali, Joe misur a grandi passi il perimetro della futura casa e pose alcuni paletti con una bandierina rossa in cima, poi prese una bomboletta spray e deline la sagoma delle stanze sul terreno, tenendo la casa abbastanza lontana dal fiume per scongiurare il pericolo di un'inondazione. "Ho previsto degli spruzzatori antincendio in casa, cosa che di solito raccomando a tutti i miei clienti che abitano in campagna, ma  chiaro che in caso di un grosso incendio non basteranno. Per potrebbero essere d'aiuto" disse a Paul.

"S, capisco. Li installeremo."

"Puoi gettare le fondamenta di casa tua e di quella di Mike press'a poco nello stesso periodo" riprese Joe. "Magari pensa prima a quelle di Mike, dato che Brie  in attesa. E puoi cominciare l'ampliamento del bar non appena la bambina di Preacher avr due o tre settimane, in modo che loro possano trasferirsi nello chalet per il periodo dei lavori. Ma cerca di portarli a termine abbastanza in fretta, cos il bar non dovr chiudere. Puoi scaglionare i tuoi operai, da casa Valenzuela a casa tua e cos via."

"Ho gi costruito pi edifici allo stesso tempo" sorrise Paul.

Joe gli fece un sorrisetto contrito. "Lo so... era tanto per parlare."

"Per cominciare per mi serviranno i progetti completi di calcoli " continu Paul. "Quando puoi farmeli avere??"

"Tra due settimane va bene?"

"Perfetto" replic Paul. "Per cominciare, domani ordiner il cemento."

Joe strinse la mano dell'amico. " sempre un piacere lavorare con te. Adesso devo andare."

"Non vuoi venire a salutare Vanni?"

"Salutala tu per me, e ringraziala" disse Joe.

"Senti, probabilmente non sono affari miei... ma sai questa faccenda di cui non vogliamo parlare? Forse ti aiuterebbe dire a Vanni che ti dispiace."

Joe rise silenziosamente scuotendo la testa. "Non potrei, amico mio. Non sarei sincero." Mise le mani in tasca e concluse: "L'unica cosa per cui sono dispiaciuto  com' andata a finire".
 Paul tacque per un po'. "Gi" disse.

Vanni allatt il piccolo e lo mise a dormire, poi sent suo padre che si ritirava in camera sua verso le nove e mezza, ma Paul non compariva. Finalmente lei and in soggiorno e lo trov seduto con un bicchiere in mano, davanti al televisore spento.

"Che stai facendo?" domand.

Lui indic il cuscino del divano accanto a s. "Stavo pensando ."

"E questo ti tiene sveglio?" domand Vanni sedendosi.

Paul fece un pallido sorriso. "Sai quant' bella la mia vita, e quanto sono felice?" domand.

Lei ricambi il sorriso. "Hai fatto in modo che non ne dubitassi mai" disse lei accarezzandogli un ginocchio. "Anch'io sono molto felice."

"Voglio dirti qualcosa. Ripensa a qualche mese fa, la prima sera che ti ho vista entrare da Jack, quando i ragazzi si erano riuniti qui per andare a caccia e io non avevo idea che tu vivessi a Virgin River. Ricordi?"

"Oh, s" sorrise lei.

"Quella sera, solo per l'emozione di averti rivista, ho bevuto un po' troppo."

"Credo che tu me l'abbia detto."

"Insomma, mi sono preso una sbronza terribile... e ho fatto una confessione da ubriaco a Jack, dicendogli che ti avevo vista io per primo tanti anni fa, ma che Matt mi aveva preceduto e ti aveva conquistata. Non mi ha sentito nessun altro, grazie a Dio. Ma Jack sapeva quello che provavo per te. E poi, dopo che Matt era stato ucciso ed era nato il bambino, e un certo pediatra ti stava facendo la corte, una sera Jack mi ha telefonato e mi ha detto di non fare l'idiota. Ha detto che, se ti volevo, dovevo darmi una mossa, venire qui e trovare il modo di dirtelo."

"Davvero? Non lo sapevo..."

"E cos io sono venuto qui pi in fretta che potevo, perch altrimenti ti avrei persa per sempre. E ti amavo, Dio sa quanto ti amavo..." Paul fece una pausa e aggiunse: "Senza averti mai presa tra le braccia o baciata, ti amavo cos tanto che a volte mi sembrava di impazzire. E adesso cerco di immaginare che cosa avrei provato se fossimo stati insieme, anche solo una volta, e poi tu mi avessi detto che non mi volevi pi".

"Questo non potrebbe succedere mai, tesoro" disse lei.

"Ho tutto quello che un uomo pu desiderare. Una donna per cui darebbe la vita, una donna a cui appartiene completamente. Non avrei mai osato sperare di essere cos fortunato..."

"Smettila" sorrise lei posandogli una mano sulla guancia. "Comportati bene, fai il bravo ragazzo, e io ti ricompenser in molti piacevoli modi..."

Ma Paul era serissimo. "Sai Joe? Ecco, lui  seriamente in crisi. Soffre davvero. Ha passato una notte con una donna che evidentemente soddisfaceva tutti i desideri sepolti nel suo subconscio. Lei lo ha stregato, e poi lo ha respinto. Hai visto in che condizioni , no?"

Vanni trasse un gran respiro. "Paul, ha scelto il momento sbagliato. E noi non possiamo farci niente."

"Anche Nikki ha sbagliato. Io conosco Joe da quindici anni, e so che  una persona rispettabile. Non si porterebbe mai a letto una donna se lei non fosse d'accordo. Se Nikki avesse manifestato la pi piccola esitazione lui non l'avrebbe sfiorata nemmeno con un dito. Lo conosco, Vanni. Lo conosco bene come conoscevo Matt."

"E va bene, forse Nikki ha commesso un errore. Ma tu dove vuoi andare a parare?"

"Vorrei che non ne commettesse uno ancora pi grave. Non c' un uomo migliore di Joe. E ci doveva pur essere una ragione se gli ha detto di s quella notte."

"Io le ho mandato i biglietti di Joe, ma lei non ha cambiato idea... Vuoi che le parli?"

"No, tesoro. Le parler io."

"Non so se  il caso" disse Vanni dubbiosa.
 "Io penso di s. Ci ho pensato tutto il giorno, e voglio chiamarla adesso. Vuoi stare a sentire la conversazione o preferisci seppellire la testa sotto il cuscino?"

Lei inspir a fondo. "Ascolter, ma non farle capire che ci sono anch'io. Mi sento in imbarazzo, capisci."

"Fidati di me" disse Paul prendendo il telefono.

Nikki doveva aver visto il numero sul display, perch rispose subito. "Ciao, dolcezza."

"Non sono dolcezza, sono Paul."

"Oh. Ciao, Paul."

"Devo parlarti. A proposito di Joe."

"Credevo che fosse una questione gi risolta."

"S, immagino che per te sia risolta, ma per me non lo . Per la mia pace mentale, Nikki, devo domandarti qualcosa... vedi, io conosco Joe da anni, e gli ho anche affidato pi volte la mia vita. Letteralmente, perch ho combattuto insieme a lui. So che con le donne  sempre stato un perfetto gentiluomo. Credo che non le abbia mai trattate male..."

"Non mi ha trattata male, Paul" disse lei sottovoce.

"Bene, questo  un sollievo. Temevo di non conoscerlo bene come credevo, capisci, perch tu eri davvero turbata... e Joe era altrettanto turbato quando ha saputo che tu te n'eri andata in lacrime. Non mi ha voluto dire che cos'era successo tra voi, ma ha detto e ripetuto che non aveva fatto niente che potesse ferirti."

"Infatti  cos, Paul. Stai tranquillo."

"Sono contento, perch non potevo sopportare l'idea che Joe potesse comportarsi male. Non  quel tipo d'uomo. Sarai felice di sapere che sembra stia finalmente gettandosi tutto questo alle spalle. Per un po' ne ha sofferto parecchio, ma credo che adesso stia meglio."

"Meglio?"

"S, un po'. Sta cercando di superare la cosa, di dimenticarti.  venuto a Virgin River questo weekend, e mi ha portato i progetti di tre case che devo costruire. Vanni mi ha detto che per un certo periodo Joe ti ha scritto dei biglietti e ti ha lasciato dei messaggi in segreteria. Credo che si fosse preso una bella cotta, ma non  da lui assillare una donna che vuole essere lasciata in pace. Probabilmente ti libererai di lui molto presto - anzi, forse  gi cosa fatta."

"Ah" disse Nikki. "Be', meno male."

"Non so bene che cosa lo avesse tanto scombussolato, ma ormai ha capito che tu non vuoi avere mai pi niente a che fare con lui. Mai pi."

"Forse voleva dirmi che gli dispiaceva... ma in fondo non  necessario."

"No, non credo" disse Paul. "Io gliel'ho suggerito per rabbonire Vanni, ma lui ha detto che non poteva farlo perch non era affatto dispiaciuto di quello che era successo. Solo deluso per il modo in cui  finita."

"Credo che sia stato meglio cos" disse Nikki. "Dopotutto  stata una storia cos breve..."

"Gi. E Dio non voglia che ti succeda mai pi una cosa del genere."

"Paul, ho dato a un uomo cinque anni della mia vita e lui mi ha sempre mentito. Continuava a dire che aveva bisogno di tempo prima di prendere un impegno serio, e alla fine ha ammesso che non aveva alcuna intenzione di sposarsi o di avere una famiglia. Mi  parso di non averlo mai conosciuto davvero!"

"Lo so, Nikki. E mi dispiace, perch so quant' stato doloroso per te. Ma il mio amico Joe non  quel genere di uomo. Una menzogna si trasformerebbe in acido nella sua bocca. Se non se la sente di impegnarsi, lui te lo dice subito."

"Gi... ma  meglio che sia andata cos. Meglio finirla prima di... insomma, non vorrei mai soffrire di nuovo in quel modo."

"Immagino tu sappia quello che fai. Joe  ancora un po' scosso, ma gli passer. E probabilmente tu capisci meglio di chiunque altro come ci si sente, no? Com' difficile cercare di dimenticare qualcuno." Cos dicendo, Paul inarc un sopracciglio in direzione della moglie.
 "S" disse Nikki.

"Come pensavo. Joe ha detto che a questo punto dobbiamo andare oltre, dimenticare tutto quanto.  quello che vuoi anche tu, in fondo, no? Che lui ti dimentichi."

"S" ripet lei. La sua voce tremava un poco.

"Dio, spero che in questo tu abbia ragione... che Joe sia davvero un uomo da dimenticare. Ci ho provato anch'io una volta, sai. Le circostanze erano diverse, dovevo reggere il confronto con Matt... ma mi ero innamorato di Vanni talmente in fretta che era quasi ridicolo. Nessuno ci crederebbe, ma le diedi una sola occhiata e rimasi tramortito. Quando Matt fece la sua mossa, io mi feci da parte, perch non intendevo competere con il mio migliore amico per una donna. Ma devo dire che me ne pentii subito, e per anni non smisi di domandarmi perch diavolo non mi fossi avvicinato a loro e non avessi detto: Fuori dai piedi, amico, l'ho vista prima io!."

Dall'altra parte ci fu solo silenzio.

"Ma immagino che le nostre due esperienze non abbiano molto in comune, eh? Nel tuo caso non c'era alcuna competizione, se non con un brutto ricordo. E se in Joe ci fosse stato qualcosa che per te aveva un minimo di importanza, non l'avresti lasciato andare. Perci spero proprio che tu abbia fatto la scelta giusta."

Quando Nikki parl, la sua voce era ancora pi incerta. " stata una sola notte..."

"Io per credo che il poveretto sia innamorato di te" disse Paul.

" impossibile" sussurr lei. Nella sua voce si sentivano le lacrime.

"Nikki... quella notte tu gli hai detto di s, vero?"

"Naturale che gli ho detto di s" rispose lei con un singhiozzo. "Non mi ha costretta. Non ha nemmeno insistito... non  quel tipo d'uomo."

" quello che pensavo. Sai, probabilmente non sono affari miei, ma secondo me non ha tanto senso che due persone cerchino di dimenticarsi reciprocamente perch tra loro  successo qualcosa di bello che entrambi volevano. Ma immagino che tu sappia quello che vuoi, vero?"

"Soprattutto non voglio soffrire di nuovo."

"Ti capisco, Nikki, davvero. Un giorno sarai abbastanza forte da rischiare di nuovo, e quando succeder sono certo che troverai un uomo come si deve. Volevo solo essere sicuro che tra te e Joe non fosse successo niente di brutto."

Nikki ci mise qualche minuto a rispondere. "No. Non  successo niente di brutto."

" quello che volevo sapere. Abbi cura di te, Nikki. A presto."

Paul riagganci e guard la moglie con un sorriso.

"Sei stato proprio bieco" disse Vanessa.

17

Il gran caldo di luglio port un evento molto atteso nella famiglia Middleton - e cio l'inizio del travaglio. Preacher cominci ad andare avanti e indietro dalla cucina ogni cinque minuti. "Come va?" domand a Paige.

Lei stava leggendo una fiaba a Christopher. "John, la giornata sar eterna se non cerchi di calmarti. Ho le contrazioni solo ogni dieci minuti."

"Ma nascer oggi, vero?"

"Potrebbero volerci molte ore" disse lei. "Le contrazioni non sono molto forti, per il momento." Poi si rivolse al figlio. "Perch non leggi tu questa pagina, tesoro? So che ne sei capace."

"Bene" disse lui. E si mise a compitare lentamente, ma non era chiaro se capiva le parole o ricordava il testo a memoria.

Preacher torn in cucina a testa bassa. "Ancora dieci minuti fra una e l'altra" disse a Jack.
 "Ho un'idea. Prepariamo la cena per stasera e domani, perch tu sarai troppo occupato pi tardi. Star io a guardia del forte."

"Dobbiamo chiamare di nuovo Mel?" domand Preacher.

"No" disse Jack. "Meglio che la lasciamo riposare, in caso dovesse restare alzata tutta la notte."

"D'accordo."

Jack rise sotto i baffi. La sua esperienza con il primo figlio era stata molto dissimile, dato che David era nato alla velocit della luce; ma forse l'attesa era ancora peggio. Quando la bimba fosse finalmente venuta alla luce, Preacher sarebbe stato un rottame.

Pi tardi Jack chiam Brie. "Mi sa che stasera mi occorrer il tuo aiuto" le disse. "Se Paige avr bisogno di Mel stanotte, tu e Mike potete andare a casa mia e stare con i bambini mentre io resto qui con Christopher? Cos sar anche disponibile se a Mel occorre qualcosa."

"Sicuro" disse Brie. "Paige come sta?"

"Cerca di riposare per risparmiare le forze, ma Preacher la sta facendo impazzire..."

" elettrizzato, bisogna capirlo."

"Elettrizzato non si avvicina nemmeno lontanamente a quello che ."

Mentre serviva da bere ai clienti Jack scrisse tutto quanto in una delle sue lettere a Rick, aggiungendo dei commenti umoristici sull'agitazione di Preacher e sulla crescente irritazione di Paige nei confronti del marito. Poi arriv l'ora di cena e Preacher, che di solito era avarissimo di parole, disse a tutti i clienti che le contrazioni adesso distavano otto minuti una dall'altra.

Poi arriv Mel, con Emma in braccio e il piccolo Davie per mano. Trottando nel locale il bimbo vide Jack ed esclam: "P!".

Jack guard la moglie con un sorriso. Il suo amore per lei non era cambiato dal primo giorno che l'aveva vista entrare nel locale. Era sempre bellissima e sexy, anche con una neonata in braccio e un bambino per mano. E anche se continuava a lamentarsi del peso in eccesso dopo la nascita di Emma, i jeans aderenti che portava lo eccitavano da morire. Non sarebbe riuscito a tenere le mani lontane da lei nemmeno quando fosse stata vecchia e canuta.

Jack usc da dietro il bancone e si accucci, tendendo le mani al figlio. "Vieni, campione. Vieni da pap."

Mel lasci la manina paffuta di David e lui si gett letteralmente fra le braccia del padre. Mel sorrise beata. "Allora, mi dicono che qui c' qualcuno che sta per avere un bambino!" esclam.

"Spero che tu sia riuscita a fare un sonnellino" osserv Jack.

"Ho dormito un paio d'ore... una meraviglia. Puoi badare tu ai bambini mentre do un'occhiata a Paige?"

"Ma certo. Fai pure."

Mel trov Paige che camminava avanti e indietro. "Sto cercando di ridurre il tempo fra le contrazioni" spieg la giovane donna, "ma non succede ancora niente. Anche con Chris  stato cos. Un travaglio lunghissimo, tutto concentrato alla base della schiena."

"Ad alcune donne capita cos. Hai molto male?"

"No, non tanto. Se non cambia niente dopo cena andr a letto e cercher di dormire un po', ma con John che mi chiede come sto ogni cinque minuti sar un po' difficile..."

Mel sorrise. "A cena mangia solo una minestra leggera. In caso dovessi sentirti male durante il parto, come a volte capita."

"Ho detto a John di prepararmi un po' di brodo e della gelatina di frutta."

"Ottima idea. Che la Forza sia con te" rise Mel.

Immaginando che la bimba sarebbe arrivata in piena notte Mel and a letto presto, e verso le dieci si svegli sentendo Jack che si infilava tra le lenzuola. Si volt per farsi abbracciare, e mentre lui insinuava la mano sotto la sua maglietta sussurr: "Lasciami dormire... sai bene che Preacher mi chiamer quanto prima."
 "D'accordo" disse Jack dandole un bacio in fronte.

"Come andavano le cose quando hai chiuso il bar?"

"Ancora otto minuti tra una contrazione e l'altra. E Preacher  uno straccio."

Lei rise. "Sar un bel divertimento. Adesso dormiamo, per favore."

La chiamata arriv a mezzanotte. "Lo sapevo" brontol Mel. "Certe donne non sono soddisfatte se non partoriscono di notte. Ciao, Paige" disse prendendo la cornetta che le passava Jack.

"Mi dispiace, Mel, ma adesso vengono ogni cinque minuti. Sono belle forti e durano circa un minuto."

"Mmh. Avr tempo di allattare Emma mentre aspetto che arrivino Brie e Mike."

"D'accordo. Ci vediamo tra mezz'ora, va bene?"

"Benissimo. Se ci sono dei cambiamenti chiamami, posso arrivare l in dieci minuti."

Lei e Jack si misero all'opera. Mel and a prendere Emma mentre Jack telefonava alla sorella e poi cambiava le lenzuola, in modo che i due babysitter potessero andare a dormire. Circa trenta minuti dopo parcheggi davanti al bar, salut Mel che andava da Doc ed entr nel locale, che era illuminato a giorno. "Com' che ci hai messo tanto?" domand Preacher.

"Siamo giusto in tempo" rise Jack dando un'occhiata all'orologio.

Paige si alz dal tavolo dov'era seduta. "Jack, vorrei che dessi a John un bel whisky."

"No, piccola" protest lui. "Voglio essere ben sveglio."

"Sei molto pi che sveglio, e io non credo di poterti sopportare ancora per molto. Fa' come ti dico."

Jack pass dietro il banco. "Amico mio, quando una donna sta per avere un bambino meglio fare quello che ti dice, e alla svelta." Prese una bottiglia e un bicchiere. "Giusto un goccetto per smussare gli angoli."

"Non so se  il caso..."

"Preach, sei alto un metro e novanta e pesi pi di cento chili. Un bicchierino non ti far niente... piuttosto, Mel dovrebbe darti una dose massiccia di Xanax." Vers due dita di liquore e Preacher lo tracann tutto d'un fiato. "Va bene" disse. "Andiamo."

"Christopher  a letto?"

"S. Non si muover fino alle sette di domani."

Jack si avvicin a Paige e la baci in fronte. "Auguri."

Lei gli sorrise. "Grazie... far del mio meglio." Poi si appoggi allo schienale della sedia reggendosi il ventre. Cominci a inspirare profondamente, e a mano a mano che il dolore cresceva aument il ritmo del respiro e la sua faccia assunse un'espressione concentrata. Jack sorrise, comprensivo. Poi il dolore si allent e la faccia di Paige si rilass. "Stanno diventando belle toste" disse.

"E tu sei bravissima" le disse Jack aiutandola ad alzarsi.

"Diavolo" grugn Preacher. La sollev tra le braccia e si avvi verso la porta.

"Preach,  inutile" lo avvert Jack. "Appena arriva da Doc scommetto che Mel la far camminare, perch accelera le cose."

"Bene" ribatt Preacher. "Mel far quello che vuole, ma per adesso faccio quello che voglio anch'io." E usc per portare sua moglie a partorire.
 Jack scoppi a ridere. E si augur che Mel non bastonasse Preacher sulla testa prima dell'alba.

Il travaglio di Paige fu tutt'altro che rapido, ma una volta raggiunta la dilatazione giusta il resto si svolse abbastanza in fretta. Alle cinque si ruppero le acque. Ormai la bambina era pronta a venire al mondo.

Paige sopportava il dolore piuttosto bene, ma Preacher era sempre pi pallido e sudato. Prima di invitare Paige a spingere Mel gli port una sedia. "Preacher, voglio che tu ti sieda qui. Se ti senti la testa leggera chinati in avanti e mettila fra le ginocchia. Cerca di non svenire, perch io sono occupata con Paige e non potr fare niente."

"Non sverr" disse lui. "Aspetto questo momento da una vita."

"Non occorre che tu rimanga, John" gli disse Paige. "Andr tutto bene."

"No, rimango" insistette lui.

Per Preacher era una tortura veder soffrire sua moglie senza poter fare niente per impedirlo. Probabilmente sarebbe stato addirittura d'impiccio, pens Mel.

Quando Paige cominci a spingere e la testa della bimba apparve, Preacher si chin sul letto, diede un'occhiata e croll sulla sedia con un gemito, cacciando la testa fra le ginocchia.

"Adesso respira, Paige. Non spingere, dammi il tempo di risolvere un piccolo problema con il cordone ombelicale. Respira..." Mel fece scivolare il cordone sopra la testa della piccola. "Ecco fatto. Una piccola spinta e ci siamo."

"Sei sicura?" domand Paige.

"Sicura" sorrise Mel. " Spingi ancora un po'." La piccola scivol tra le mani tese di Mel e cominci a urlare come un'ossessa. "Ragazzi, che polmoni! Ed  anche bella grossa!" Mel avvolse la neonata in un telo e la depose sul ventre della madre, l'asciug e tagli il cordone. Preacher si alz a fatica, guard il taglio del cordone e scivol di nuovo a sedere, tremando. Mel cerc di non ridergli in faccia.

Avvolse la bimba in un telo pulito e la porse a Paige, poi l'aiut a metterla al seno perch il padre non era in grado di fare nemmeno quello. "Preacher" disse, "tieni gli occhi su tua moglie e tua figlia. D'accordo?"

"Perch?"

"Perch ho ancora del lavoro da fare quaggi, e ci sar del sangue, e non voglio che tu svenga."

"Non sverr" protest lui.

"Guarda, John" intervenne Paige dolcemente. "Guarda la tua bambina. Non  bellissima?"

Mel cominci a massaggiare l'utero, poi sent uno strano suono e alz gli occhi. Preacher, quell'omone grande e grosso, aveva appoggiato le labbra sulla testa di sua figlia e piangeva come una vite tagliata. Le lacrime cadevano copiose sulla testolina bruna. Poi lui pass un grosso braccio dietro le spalle della moglie, stringendo lei e la piccola, e singhiozz come un bambino.

Paige sorrise e sfior la guancia del marito con le sue dita leggere. Incredibile, pens Mel quasi in lacrime lei stessa. Quell'omone cos imponente venerava sua moglie e la sua famigliola, ed era cos felice per questa nascita che non aveva retto all'emozione. Era gratificante far nascere un bambino in una famiglia tanto unita, pens Mel, in fondo lei viveva per questo...

Il suo lavoro non era finito, perch la placenta non era ancora uscita. Anni prima, un'ostetrica molto pi esperta di lei aveva insegnato a Mel un piccolo trucco... "Paige" disse, "adesso per favore libera la placenta." Massaggi ancora un po' ed ecco fatto. Mel rise tra s. Sembrava una cosa da niente, eppure funzionava benissimo.

Lasci che la bimba succhiasse ancora un po' per fermare l'emorragia, poi esamin la sua paziente, vide che non occorrevano dei punti e la copr con le lenzuola. "Adesso le facciamo un bagnetto" disse. "Tra poco la gente vorr fare la sua conoscenza."

Preacher tir su col naso e si asciug la faccia. "Grazie, Mel... Dio, grazie di tutto. Sei stata cos brava con tutt'e due."

"Hanno fatto quasi tutto da sole" sorrise lei. "Adesso aiutami a lavare tua figlia."

Depose la neonata nelle grandi mani di suo padre, poi gli spieg come deporla delicatamente nell'acqua tiepida e pass una spugna sul corpicino.

"Guarda che piedoni" disse Preacher. "E che testolina!"

" bellissima" rise Mel. Dispieg un telo e disse: "Ecco, posala qui".
 Preacher mise la bimba nel soffice telo di spugna e Mel ve l'avvolse. "Portala in corridoio e falla vedere a Doc, ma resta al piano di sopra. Intanto io ripulisco un po' qui."

Non voleva che Preacher fosse presente mentre sistemava Paige e cambiava le lenzuola insanguinate, ma non voleva che scendesse le scale con la bimba in braccio perch temeva che gli girasse ancora la testa. Lavor in fretta e domand a Paige: "Come ti senti?".

"Come se fossi stata sveglia tutta la notte."

Mel controll l'utero. "Si sta gi rafforzando, tra poco sarai come nuova." Sorrise. "E credo che anche tuo marito si riprender."

"Povero John...  stato molto pi difficile per lui che per me."

"Gi" rise Mel. "Pi sono grandi e grossi..."

Finalmente, verso le sette, Preacher fu fatto accomodare accanto al letto di Paige con la sua bimba tra le braccia. Mel scese le scale, usc nell'aria fresca del mattino e dalla veranda della casa di Doc ud un suono familiare. Crak, crak, crak. Jack spaccava legna nel cortile dietro il bar. Lei attravers la strada e rimase sull'angolo dell'edificio a guardarlo, ricordando la sua prima nascita a Virgin River - un parto facile come quello che aveva appena finito. Anche allora aveva attraversato la strada e aveva osservato Jack che sollevava l'ascia sopra la testa e l'abbatteva sul ceppo, aveva ammirato i suoi muscoli possenti e il suo aspetto cos attraente.

Quando Jack la vide appoggi l'ascia contro il ceppo, le si avvicin e la prese tra le braccia, sollevandola. " stato un parto perfetto" disse Mel.

"Mi piace vedere come ti illumini quando fai nascere un bambino" sorrise lui.

Lei lo baci con passione.

"Come stanno?" domand Jack.

"Preacher  ancora un po' scosso, ma Paige e la bimba stanno benissimo."

"Povero Preacher. Aspettava questo momento da cos tanto!"

"Gi, e si  agitato troppo. Hai dormito?" domand Mel sfiorandogli i capelli.

"Non dormo quando tu lavori" sorrise lui dandole un lieve bacio. "Ti preparo la colazione?"

"Sarebbe carino... I bambini saranno svegli quando arriver a casa, e non avr pi tempo per me."

" stata molto dura, tesoro? Dopo la tua isterectomia?"

Mel scroll la testa con un sorriso. "No. Non c' niente di triste nel portare una nuova vita a una coppia che si ama come loro. Ma lo ammetto, pensavo di avere un altro figlio tra qualche tempo... Mi viene in mente ogni tanto, quando i nostri sono a letto addormentati."

"Abbiamo molto pi di quanto pensavamo di avere" le ricord lui.

"Lo so. E mi dico sempre di non volere troppo. Finch ho te..."

Jack rise, un suono profondo e caldo. "Come se tu potessi liberarti di me!"

Joe aveva sempre amato le brevi gite a Virgin River, una gradevole pausa nei ritmi intensi del suo lavoro. Di solito ci andava con uno scopo preciso: o una riunione degli ex Marine, o qualcuno che aveva bisogno del suo parere professionale. E se non fosse stato per i ricordi dolorosi che era difficile scacciare, questa occasione sarebbe stata ancora pi piacevole. Era nata la bimba di Preacher, e Joe amava i bambini. Aveva cinque nipoti, e aveva sempre pensato che alla sua et avrebbe gi avuto almeno due figli.

Il viaggio gli sembr pi lungo del solito, ma a mezzogiorno del sabato era a destinazione. Entr subito nel locale di Jack, con un grande mazzo di fiori per Paige, e poich nel bar non c'era nessuno si diresse all'appartamento di Preacher senza nemmeno guardare in cucina. La porta era aperta, Joe buss sul battente ed entr. Paige era seduta sul divano con la culla accanto, e ripiegava dei pannolini asciutti.

"Joe!" disse con un sorriso. "Dio, mio, quelli sono per me?"

"Certo che sono per te, tesoro. Non sei una neo mamma?" Lei si alz per abbracciarlo e lui la strinse a s. "Hai un aspetto magnifico per una che ha appena avuto un bambino" disse.
 "In quest'ultima settimana mi hanno viziata tutti. Se hai bisogno di qualsiasi cosa, Virgin River  il luogo ideale."

"Stai bene?"

"Sto benissimo. E la bimba  un angelo."

Joe guard nella culla. "E... dov'?"

"Indovina. John non riesce a lasciarla nemmeno un momento."

"E adesso la tiene in braccio mentre rimesta lo spezzatino?" rise lui.

"Dio mio, spero di no.  andato a vedere se Christopher si faceva convincere a fare un sonnellino, e ha portato Dana con s. Ma chi avrebbe bisogno di un sonnellino  lui... credo sia esausto."

Joe rise di nuovo. "Siediti e raccontami com' andata.  stato difficile?"

"Non tanto difficile quanto lungo. C' voluta un'eternit, credevo che non si sarebbe mai decisa... e John era talmente agitato che mi ha quasi fatta impazzire. Dopo venti ore di travaglio temevo che volesse tirarmela fuori a forza."

"Immagino fosse parecchio agitato. Ti sta gi tormentando perch ne vuole un altro?"

"No, credo che stia cambiando idea riguardo a tutti i bambini che voleva avere. Sai, il parto  stato tremendo per lui."

"Ma davvero?" disse Joe stupito.

"Gi. Non sopporta di vedermi soffrire. E si  scoperto che l'uomo forte e impavido che spara ai cervi e li scuoia, o porta sulle spalle per chilometri i soldati feriti, si sente male se c' una goccia di sangue nei paraggi di sua moglie."

" sempre stato un tipo protettivo" conferm Joe. "Pensi che tra un po' sarai in grado di trasferiti nello chalet? Appena sei pronta gettiamo le fondamenta e cominciamo ad abbattere le pareti."

"Oh, sono prontissima" disse Paige, "e non vedo l'ora che cominciate la nuova casa. Sposteremo solo gli abiti, i giocattoli e il computer. Paul coprir bene i mobili, vero?"

"Sar tutto protetto dai teli, ma potrai arrivare agli armadi e ai cassetti se ti occorre qualcosa."

Pochi minuti dopo arriv Preacher. Teneva la figlia nella curva del braccio, come se ci fosse incollata; la testolina spuntava dal lembo della coperta rosa, e in contrasto con la mole del padre sembrava che la piccola potesse riposare comodamente in una delle sue mani. "Joe!" disse Preacher con una sorta di tranquillo entusiasmo. "Sono lieto di vederti."

Lui si alz e tese le braccia. "Adesso tocca a me, amico. Fai vedere che cos'hai fatto."

Preacher gli porse la bimba e Joe la guard con un sorriso. " bellissima. Credo tu abbia avuto fortuna, Paige, perch secondo me ti assomiglia."

"John temeva che crescendo diventasse alta e robusta come lui" rise Paige. "Gli ho spiegato che le ci vorrebbe molto pi testosterone di quanto ne ha una ragazza normalmente..."

"Voglio che diventi bella e dolce come la sua mamma" disse Preacher.

"Quanto pesava?"

"Quattro chili e due. Bella grossa."

"Sembra ne pesi due fra le braccia di tuo marito" rise lui. "Avete fatto un bel lavoro."

"Amico,  stato il lavoro pi duro della mia vita" disse Preacher.
 "Be', John..." sorrise Paige.

"Non dico che tu non abbia fatto niente, amore, lo sai. Ma io mi sono talmente preoccupato che stavo per crollare... a momenti Mel ha dovuto darmi i sali."

"Ed  stato bello come pensavi?" gli domand Joe.

"Oh, lo  stato molto, molto di pi. Ho pianto come un bambino."

Quei due, pens Joe. Chiss se sapevano di essere cos teneri. "Dobbiamo chiamare Paul per dirgli che sono arrivato, e anche Brie e Mike. Ho i progetti definitivi, e vorrei misurare i terreni oggi in modo da poter partire domani mattina un po' presto."

"Devi davvero andar via?" domand Paige.

"Temo di s.... Avrei potuto spedirvi i progetti, ma non volevo perdere l'occasione di vedere la bimba. Se Paul costruisce nei tempi previsti avrete la casa nuova in un batter d'occhio, e non dovrete restare nello chalet pi di tre o quattro mesi. E se Preacher riesce a cucinare durante il giorno nonostante il rumore, gli operai potranno andarsene all'ora di cena e il bar rester chiuso solo per poco."

"Che meraviglia" disse Paige. "Non vedo l'ora."

Preacher fece un giro di telefonate e tutti si riunirono nel locale per esaminare i progetti, poi Joe e Paul andarono a casa del generale in modo che Vanessa potesse studiare con calma il progetto di casa sua.

"Esaminiamo il tuo terreno prima di tutto" disse Joe a Paul, "cos puoi partire con i lavori. Guarderemo il terreno dei Valenzuela mentre torniamo in paese. Hai gi il cemento?"

"Arriver in settimana" disse Paul. "Poi torni qui da noi per cena?"

"Fatemi un buono per la prossima volta. Stasera voglio far visita a Mel e Jack, cos cener al bar. E ripartir domani mattina presto."

"Speravo di passare un po' pi di tempo con te" disse Vanni.

"La prossima volta. In fondo non  un viaggio lungo, torner presto."

"Joe" disse lei poggiandogli una mano sul braccio. "Temo che tra noi ci sia stato un malinteso, che sta rovinando la nostra amicizia. Cinque minuti prima di chiedere la mia mano Paul mi ha detto che ho un carattere impossibile. Ha ragione... temo di aver reagito in modo esagerato."

Joe ridacchi suo malgrado. "Il malinteso c' stato tra la tua amica e me" disse. "Non ho ancora capito che cos' andato storto, ma l'amicizia tra noi due non  cambiata, Vanni. Abbi pazienza... passer."

"Lo spero, Joe. Mi dispiace che tu abbia sofferto, e mi dispiace di aver tratto delle conclusioni sbagliate."

Lui minimizz con una risatina. "Be', che potevi fare? Non ti ho dato i dettagli e non te li dar... Quel che ti ha raccontato lei sono affari suoi, io ho gi detto anche troppo. Non voglio tradire la sua privacy."

Alle cinque Joe lasci i progetti a Paul e torn in paese, dove Mel l'aspettava al bar con i bambini. Tutti si riunirono di nuovo nel locale e ascoltarono il divertente racconto del parto di Paige, che li fece ridere di cuore mentre gustavano la trota alla griglia di Preacher.

Poco dopo la partenza di Mel e dei bambini, nel locale entr una decina di vigili del fuoco della Guardia Forestale. Erano stanchi e coperti di fuliggine, Jack e Preacher li sistemarono immediatamente a due tavoli, poi servirono loro birra ghiacciata e cibo in cambio di notizie. Seppero cos che c'era stato un incendio nelle Trinity Alps, verso nord, e che gli uomini avevano lavorato due giorni per spegnerlo. Finalmente era stato domato, e adesso i vigili potevano tornare a casa. Ma naturalmente morivano di fame e sete.

"Strano che non me ne sia accorto" disse Jack. " Dal cortile davanti a casa mia vedo le montagne per chilometri e chilometri."

"I venti soffiavano da sudovest" spieg uno degli uomini. "Il fuoco era al di l delle montagne, e alla fine del primo giorno eravamo riusciti a circoscriverlo. Adesso  domato definitivamente, e per almeno ventiquattr'ore non riprenderemo servizio. Ma se il caldo continua, la prossima destinazione sar il Mogollon Rim, in Arizona."

"Dov'era esattamente l'incendio?" domand Jack.

"A circa quaranta chilometri da qui, oltre la cresta."

Quaranta chilometri era una distanza minima, pens lui preoccupato. Fece loro un mucchio di domande sui venti, le previsioni del tempo, e la presenza di fuochi di controllo nella zona. Spesso i responsabili accendevano dei piccoli fuochi nel sottobosco proprio per distanziare la vegetazione ed impedire a un incendio di espandersi troppo in fretta.
 "Al momento nei boschi di sequoie non ci sono fuochi di controllo" disse uno dei vigili.

Jack serv loro un altro giro di birre, dal momento che non erano pi in servizio, e naturalmente non accett nemmeno un centesimo. "Voi lavorate per proteggerci, perci offre la casa e lo far ogni volta che dovrete lottare contro un incendio" spieg. " il minimo che possiamo fare. Spero che uno di voi sia rimasto abbastanza sobrio per guidare."

Tutti risero scambiandosi pacche sulle spalle. "Cerchiamo sempre di avere almeno un mormone nel gruppo" disse uno. "Cos siamo sicuri che uno di noi si comporta bene."

Si era fatto tardi, ma Jack tenne aperto il locale per dare a quegli uomini la possibilit di rilassarsi un po'. Joe si sedette al bancone del bar. "Versami il bicchierino della staffa, cos poi me ne vado" disse.

"Sicuro di star comodo nello chalet?" domand Jack. "Guarda che a casa c' un sacco di posto."

"No, Jack, lo chalet  fantastico. Domani mattina prima di partire cambier le lenzuola, in modo che Preacher e i suoi trovino tutto pronto."

"Non  necessario" protest Jack. "In paese ci sono parecchie donne disposte a fare qualche lavoretto domestico!"

"No, ci penser io. Come ringraziamento per la tua ospitalit."

"E quell'altra faccenda?" domand Jack.

"Quale altra faccenda?"

"La donna. Quella che ti ha tanto scombussolato."

Joe rise. "Non  cambiato niente, sono ancora scombussolato, ma mi passer. Ho una certa esperienza in materia... ho avuto una moglie che amavo, e lei mi ha letteralmente fatto a pezzi."

"Mi dispiace tanto, Joe. Nessuno pi di te merita di essere felice."

"Sai, uno dei problemi di questo posto siete proprio voi due, tu e Preacher" disse lui ridendo. "Quando avete aperto questo locale cinque di noi erano cani sciolti, e senza alcuna intenzione di sistemarsi. Gli unici con una famiglia erano Zeke, Corny, Phillips e Stephens: ma gli altri si avviavano alla quarantina ed erano ben felici di essere scapoli, con tante donne a disposizione. Poi voi due non solo vi siete sposati, ma avete trovato due donne incredibili..."

Jack si vers due dita di whisky per fargli compagnia. "Siamo stati fortunati."

"Oh, non  solo fortuna. Qualche dio vi sorrideva da lass." Joe fiss il suo bicchiere. "Io invece sono un povero idiota. Ho tenuto quella donna fra le braccia per una lunga, incredibile notte, e ho pensato: Ecco quello che ho aspettato per tutta la vita. E poi lei  scappata via in un lampo" disse schioccando le dita, "e io mi sono svegliato che ero solo." Sospir e bevve un sorso.

I vigili scostarono le sedie e si alzarono per andarsene, ringraziando Jack a gran voce.

Preacher and dalla sua famigliola e i due amici rimasero soli. "Perch non l'hai cercata?" domand Jack.

"Ho provato. Niente da fare."

Jack si appoggi al bancone. "Mi dispiace, amico. Credevo che succedesse anche a me, sai, con Mel. Dal primo momento che mise piede in paese cominci a dire che sarebbe ripartita..."

"Quando lo capisti?" domand Joe. "Che era lei quella giusta?"

"Be'" rise Jack, "ci misi parecchio, cinque o dieci minuti. Colpa dei jeans. Hai mai notato come le stanno i jeans? No, forse  meglio che tu non risponda..."

"Per me  stato un vestito rosa."

Jack sgran gli occhi. "Oh, caspita!"

"Non devi farmi bere" brontol Joe scuotendo la testa. "Finisce che parlo troppo."
 "Nikki" concluse Jack. Non era una domanda. "S, l'ho vista. E ho visto te che la guardavi. Ti capisco."

"Vanni era furibonda, Paul comprensivo ma seccato" aggiunse Joe. "Adesso l'hanno superata, ma Nikki non vuole parlarmi e non risponde alle mie telefonate. Non capisco che cosa le ho fatto... l'ho trattata come meglio potevo."

"Capisco che ti faccia male" disse Jack. "Ma credimi, amico, questo non vuol dire che l fuori non ci sia qualcuna che aspetta solo di essere trovata. Io avevo quarant'anni, e credevo che non avrei mai avuto una donna e una famiglia. Invece Mel mi fa sentire di nuovo come un adolescente."

"S, forse succeder anche a me - ma non mentre mi sento in questo modo. Sono scottato, capisci. Devo guarire prima di rimettermi sul mercato."

"Tieni duro. Passer."

"S..." Joe butt gi il resto del whisky e si alz. "Vai a casa dalla tua famiglia" disse. "Mi fumo un sigaro sulla tua veranda e poi vado a dormire."

"Bene. Io chiudo il bar dall'interno ed esco dal retro. Nel frigorifero dello chalet c' del caff, ma nient'altro. Vuoi portarti dietro una bottiglia di vino o della birra?"

"No, va bene cos. Sono stanco, perci penso che dormir subito. Domani voglio partire presto."

"D'accordo. E non leccarti le ferite troppo a lungo, fratello."

Joe strinse la mano dell'amico. "Grazie, Jack. Me la caver."

Poco dopo usc sulla veranda. Sent che la porta si chiudeva alle sue spalle, che l'insegna al neon veniva spenta, e guard verso il cielo. Le stelle erano rade e pallide, e lui sper che non fossero velate dal fumo di un incendio. Prese il sigaro dalla tasca, ne tagli la punta e accese un fiammifero.

E la fiamma la illumin.

Portava un paio di jeans aderenti, sandali col tacco alto, una maglia blu e una collana d'oro, e stava appoggiata alla balaustra con le braccia conserte e quella cascata di lucidi capelli neri sciolti sulle spalle. Joe fece un passo verso di lei, stregato, e come sempre il fiammifero gli bruci le dita.

"Ahi!" disse lui scuotendo la mano per spegnerlo. Lo calpest per bene, poi ne accese un altro e fece un altro passo avanti. La luce del fiammifero era molto debole, ma lui vide chiaramente le tracce di lacrime sulle guance di Nikki e i grandi occhi scuri ancora umidi. Spense il secondo fiammifero e mise il sigaro in tasca. "Siamo tornati al punto di partenza" disse.

"Lo so. Mi odi, vero?"

"Certo che no" rispose Joe senza avvicinarsi oltre.

"Ero imbarazzata" disse Nikki. "E spaventata."

"Imbarazzata? Perch?"

Lei sospir. "Non sapevo che avresti pensato di me. Sono venuta a letto con te talmente in fretta..."

"Avresti potuto chiedermi che cosa pensavo. Anch'io sono venuto a letto con te alla velocit della luce."

"Gi, ma gli uomini se la cavano sempre."

"A me non  successo... la mia punizione  stata piuttosto brutale."

"S... immagino lo sia stata. Ti chiedo scusa."

"Scuse accettate. Ma perch spaventata?"

"Pensavo a quando sarebbe arrivato il mattino, e tu mi avresti dato una pacca sul didietro dicendo: Piccola, grazie mille e addio."
 "Che ho detto o fatto per farti pensare una cosa del genere?" esclam lui.

"Non  stata colpa tua, Joe. Ero io... non ero ancora pronta ad andare oltre."

"E cos ti sei lasciata prendere dal panico."

"S.  stata una bellissima notte, una di quelle notti che vorresti ripetere... Ma poi ho pensato a come sarebbe stato sperare di averne un'altra cos e scoprire che..." Tir sul col naso. "Che non era destino."

"Oh, Nikki" fece lui con una risatina amara. "Cos hai detto la parola fine per evitare che lo facessi io? Ges, io volevo solo farti capire che in futuro potevi avere un po' di felicit... che diavolo  successo fra noi per spaventarti in questo modo?"

"Tu sei stato meraviglioso" sussurr lei. " stato il mio passato..."

"E cos hai deciso che non volevi pi avere niente a che fare con me?" domand lui allibito. "Senza nemmeno vedere se ci poteva essere un futuro?"

"Avevo il terrore di continuare. Non ci conoscevamo per niente! E io voglio una relazione solida, che duri nel tempo... voglio una famiglia!"

"Ma non mi sei stata a sentire? Non so che cosa succeder tra noi,  ancora troppo presto, ma credevo di avertelo detto chiaramente. Sono disposto a provarci. Non voglio scappare!"

" che io non ho mai capito niente dell'amore" disse lei. "Non lo riconoscerei nemmeno se mi azzannasse una natica."

Joe ridacchi suo malgrado. " lo stesso per me. I fatti me l'hanno dimostrato di recente."

"Temevo di non aver capito" prosegu lei. "Ti mi avevi dato qualcosa che sembrava reale, sincero. Ma avrebbe potuto essere, capisci... be', solo sesso."

"Se non altro il sesso non ti ha delusa" disse Joe.

"Ma  stato molto pi di quello" continu lei. "Almeno per me."

Il sollievo di sentirglielo dire fu tale che lui esal il respiro che aveva trattenuto fino allora. Poi allung una mano e le asciug una lacrima. "E non hai pensato che potesse essere molto di pi anche per me?"

"Non sapevo che cosa pensare."

"Per sei tornata."

"Be', mi ha telefonato Paul..."

"Paul?" esclam lui sempre pi stupito.

"Gi. E mi sa che mi ha manipolata."

"In che modo?"

"In sostanza mi ha detto di non preoccuparmi per te, perch anche se avevi ammesso di esserti preso una brutta cotta stavi cercando di dimenticarmi. E perci mi sarei liberata di te molto presto. E ha detto che non eri il tipo da correre dietro a una donna che non voleva essere disturbata."

"Ha detto cos? E perch mai l'avr fatto?"

"Forse per farmi capire a che cosa stavo rinunciando." Nikki si asciug una guancia. "Allora, mi hai dimenticata?"

"Non del tutto" disse lui. "Ci sto ancora lavorando." Tacque per un po', poi domand: "E come mai sei tornata? Per chiarire le ultime cose? Per dare un taglio netto? Per un'altra notte di sesso, dopo di che sparirai prima che io mi svegli?"
 "Poi mi ha telefonato Vanni" disse lei senza rispondere direttamente. "Mi ha detto che aveva pensato alla faccenda, e aveva capito che io dovevo essere fuori di testa. Mi ha detto parecchie cose che io gi sapevo, che tu eri sempre presente se i tuoi amici avevano bisogno di te, che eri accorso per essere vicino a Paul quando avevate sepolto Matt, e che se lei avesse avuto bisogno di aiuto per qualsiasi ragione avrebbe potuto contare su di te. E io ho pensato, ma che diavolo mi prende? Ho sempre sognato di trovare un uomo che si comporta cos!" Guard Joe con i suoi occhioni neri lucenti di lacrime. "E poi mi ha detto che saresti venuto a Virgin River per portare a Paul i progetti delle nuove case. A questo punto potevo stare lontana? Sarebbe stato meglio?"

"Non lo so, Nikki" sospir Joe. "Non voglio ingannarti, il modo in cui mi hai abbandonato  stato terribile. Ti ho scritto che mi avevi spezzato il cuore, e tu non hai risposto. Che dovevo pensare? Non sei la sola che non vuole soffrire di nuovo, sai?"

"Probabilmente non potevi capirlo dal modo in cui mi sono comportata con te... ma io non ho tanta esperienza. Non avevo mai fatto prima una cosa del genere, e ho capito che non sono brava con le avventure di una notte. Mi spaventano e mi rendono paranoica."

"Anche a me. Ma io non ho mai pensato che la nostra fosse l'avventura di una notte, e scoprire che te n'eri andata mi ha distrutto.  stato peggio ancora quando ho saputo che eri andata via in lacrime. Non capivo che cosa fosse successo per farti piangere, e non lo capisco ancora adesso."

"Ti dir che mi  successo prima. Quell'uomo mi ha detto che mi amava, e siamo andati a vivere insieme. Abbiamo vissuto insieme per anni. Io continuavo a dirgli: "Voglio un impegno serio, voglio una famiglia...", e lui rispondeva che era troppo presto, e che aveva bisogno di tempo. Poi finalmente mi ha confessato che si era fatto fare una vasectomia due anni fa, senza dirmelo, perch aveva paura che io smettessi di prendere la pillola e rimanessi incinta per incastrarlo.  stato allora che ho capito. Fra noi non c'era amore, non c'era fiducia. Lui era un bugiardo e mi stava solo usando.  stato orribile affrontare questa realt."

"Ges" sussurr lui.

"Io pensavo che mi amasse, capisci. Pensavo che stesse cercando di accettare l'idea di un impegno... dieci anni fa aveva divorziato ed era stato un divorzio orribile, perci capivo che impegnarsi di nuovo lo rendesse nervoso. Non avevo idea che mi stesse mentendo."

"Nikki, mi dispiace tanto. Quello che ha fatto quell'uomo  stato imperdonabile. Avrebbe dovuto essere sincero con te."

"Gi... e poi sei arrivato tu. Nel giro di dieci minuti avevo gi capito che eri molto pi retto e onesto di quanto lui fosse mai stato, ma dubitavo del mio intuito. Mi piacevi, ma non ti conoscevo..."

Joe le accarezz i lucidi capelli neri. "Dopo quella notte non c'era un solo centimetro di me che non conoscessi" disse sottovoce.

"Hai un grosso neo sulla natica" conferm lei. "Forse dovresti farlo controllare. Hai una cicatrice sulla spalla. E credo che ti abbiano operato di appendicite."

Lui le sorrise. Quindi aveva notato tutto... lui non era il solo. "Me l'hanno tolta quando avevo dodici anni."

Nikki gli sfior la spalla. "E questa?"

"Sono stato ferito a Fallujah. Mike Valenzuela ci ha difesi finch non  arrivato Jack per portarci in salvo. Eravamo in sei feriti, c'erano cecchini dappertutto, ma ce la siamo cavata. Paul ci ha rimesso la milza.  stato molto brutto, e per questo io ho detto addio ai Marine. E anche Paul." Sorrise. "Vedi? Sai molte cose di me."

"Non abbastanza" sussurr lei.

Joe si chin su di lei e baci lievemente la traccia di pianto sulla sua guancia. "Qui" disse lei indicando le labbra. "C' una lacrima."

Lui pos delicatamente le labbra su quelle di lei e vi fece scorrere la lingua. "Non c' pi. Adesso basta piangere." Poi circond con le mani la sua vita cos sottile e la sollev in alto per baciarla con passione. Lei dischiuse le labbra e ricambi il bacio con altrettanta passione: e il sapore di lei, il calore del suo corpo tra le braccia erano cos meravigliosi che anche gli occhi di Joe si inumidirono.

Forse era solo una sua fantasia, pens. Forse questo incontro non era reale, e sarebbe svanito in un attimo. Forse il corpo di lei stretto al suo, la sua bocca, le sue mani che gli accarezzavano la schiena erano solo un bellissimo sogno. E sarebbero scomparsi al suo risveglio...

"Pensavo che fossi andata via per sempre" sussurr Joe sulle sue labbra.

"Vorrei non averlo fatto" rispose lei. "Dovevo rimanere con te."

Lui la baci di nuovo, quasi con disperazione, tenendola talmente stretta che temeva di spezzarla, e il bacio dur una eternit. Avrebbe voluto dirle milioni di cose, ma per farlo avrebbe dovuto smettere di baciarla e non poteva. Tutte quelle settimane solitarie, tutte quelle notti insonni a domandarsi se avrebbe potuto fare qualcosa di diverso; tutti quei rimpianti per il modo affrettato in cui aveva agito... Avrebbe dovuto prendere tempo, conoscerla, corteggiarla. Era stato un idiota a non chiederle il cognome e il numero di telefono prima di portarla a letto. Avrebbe dovuto conquistare la sua fiducia, cancellare i suoi dubbi, aprirle il cuore. Eppure non riusciva a immaginare niente di diverso da quello che era accaduto, perch entrambi erano pazzi di desiderio e pronti all'amore fisico.

E lui era pronto anche adesso.

"Nikki" sussurr, "mi stai stregando di nuovo." La baci ancora, a lungo, poi le sfior un seno. "Dio, sono pazzo di te" disse.

"Portami da qualche parte" sussurr lei.

"No. Prima devo farti capire alcune cose."
 "Allora sbrigati a dirmele..."

"Non mi interessa una sola notte. Voglio tutto, voglio un futuro. Se questo per te  troppo, se ti spaventa, dimmelo subito. Devo saperlo adesso."

"Tutto?"

"S. Voglio andare a dormire con te e svegliarmi con te" disse Joe dandole un bacio. "E voglio far l'amore con te al mattino. E poi di nuovo. E di nuovo."

"Va bene" disse lei senza respiro.

"Forse sono un idiota, ma sono innamorato di te."

"Come lo sai?"

"Non mi sono mai sentito cos male prima d'ora."

"Non dovresti sentirti bene?"

"Infatti  cos, quando tu sei fra le mie braccia. Quando non ci sei  orribile."

"Ah, ecco. Capisco."

"Allora, vuoi provare a stare con me?"

"S" annu lei. "S."

"So che a volte le cose non vanno come dovrebbero: ci sono passato, e anche tu. Ma non ti inganner mai, e non ti dir mai bugie. Mi credi?"

"S. E tu credi a me?"

"Purch tu non sparisca di nuovo senza spiegazioni..."

"Non lo far, prometto."

"Puoi fare qualsiasi cosa, sai. Dirmi che ti sei sbagliata, che hai cambiato idea e non provi niente per me. Ma non sparire di nuovo senza una parola. Se per te  finita, devi dirmelo. D'accordo?"

"D'accordo" sussurr lei sulla sua bocca.

"Vanni e Paul dove credono che tu sia?" domand lui.

"Con te."

"E lo sei davvero?"

"Oh, s, Joe. Sono con te."

Lui la sollev di nuovo da terra per un altro bacio. "Se vuoi che faccia l'amore con te ne sar felice, ma solo se lo vuoi davvero. E solo se pensi che sia l'inizio di qualcosa, non la fine."

Nikki gli cinse il collo con le braccia e sorrise. "Sei davvero speciale, lo sai? Di solito questo  il momento in cui gli uomini dicono qualcosa tipo: Non cercare di inchiodarmi, dolcezza.  raro che comincino un rapporto dicendo che vogliono farlo durare nel tempo."
 "Davvero?" ridacchi lui. Poi pens ai suoi amici. C'era stato un periodo in cui quasi tutti volevano solo schivare ogni tipo di impegno... ma bastava guardarli adesso! "Hai dimenticato quell'idiota che ti ha costretta a lasciarlo?"

"Talmente dimenticato che il solo pensiero mi fa ridere."

"Bene. Andiamo in un luogo dove possiamo svegliarci insieme."

Joe pensava di non riuscire a dormire, ma non fu cos. Tenere Nikki fra le braccia, sentire il suo corpo tiepido stretto al proprio, lo faceva sentire in pace. Quando si svegli accanto a lei, cap che il suo futuro era deciso. Era innamorato perso, stregato dal fatto che gli bastava sfiorarla o baciarla e lei si apriva completamente, piena di desiderio come lui. Adesso si trattava di capire che avrebbe deciso Nikki riguardo a loro due: ma lui confidava nel loro accordo e sapeva che sarebbe stata del tutto sincera.

Era molto presto e la luce era ancora incerta. Joe scivol fuori del letto e and ad accendere la caffettiera con l'idea di fare l'amore con lei mentre aspettavano che il caff fosse pronto. Guard la caffettiera mentre cominciava a borbottare e sent uno strano odore di bruciato. Poi vide che l'orologio della cucina segnava le nove e mezza, annus l'aria e cap. Oh, diavolo pens. Spense la caffettiera e corse fuori, nudo com'era. Credeva che fosse l'alba perch il cielo era ancora scuro, ma era velato dal fumo. "Nikki" url tornando dentro. "Nikki, svegliati! C' un incendio!"

18

L'odore acre del fumo impregnava l'aria, e poich il paese era diventato la base d'appoggio dei vigili Joe dovette parcheggiare dietro la chiesa. Poi prese Nikki per mano e corse con lei verso la piazza centrale. Trovarono una quantit di veicoli e carri dei pompieri, sia dello stato della California sia della Guardia Forestale, e decine di uomini che, Joe lo cap alla prima occhiata, dovevano essere detenuti addestrati a combattere gli incendi. C'erano inoltre pick-up carichi di attrezzature, autobotti, camion con le scale snodabili, gente in casco giallo e tute ignifughe, e al centro della piazza, vicino a un'ambulanza, era stata montata una tenda per il primo soccorso. Rimaneva ancora spazio sufficiente per permettere l'atterraggio di un elicottero, se fosse stato necessario trasportare dei feriti gravi.

Sulla veranda del bar, tra molti altri uomini che Joe non aveva mai visto, c'erano i suoi amici; e Jack si stava infilando una tuta.

"Joe" lo salut. "Non ero sicuro che fossi ancora qui, avevi detto che volevi partire per l'Oregon stamattina presto." Poi diede un'occhiata a Nikki e le fece un cenno, nascondendo un sorrisetto complice.

"S, sono ancora qui. Che succede?"

"Il vento  cambiato e il fuoco si sta dirigendo verso di noi."

"E che facciamo?"

Zeke si fece avanti e gli porse una tuta e un casco. "Andiamo a spegnerlo, amico mio. Preparati, forza."

"Che ci fai tu qui?" domand Joe.

"Ho osservato il fuoco alla Tv, da Fresno. Poco dopo mezzanotte mi  parso che minacciasse la mia riserva di caccia preferita, cos sono saltato in macchina e sono venuto fin qua."

Stephens usc dal bar, gi equipaggiato, con una ciambella in mano. "Non prima di aver buttato tutti gli altri gi dal letto" disse.

Joe tir la lampo della tuta e sistem le bretelle. Zeke e Josh erano vigili del fuoco di professione, gli altri erano volontari addestrati. Ognuno di loro poteva tornare utile nel trasportare gli uomini da un focolaio all'altro, o a scavare trincee, o a tagliare cespugli .

"Joe, tu che farai?" domand Nikki.

"Cercher di rendermi utile come posso. Tu vuoi tornare da Vanni?"

Prima che potesse rispondere, Mel usc sulla veranda. Portava un camice bianco, cosa che Joe non le aveva mai visto indosso, e aveva uno stetoscopio appeso al collo. "Come mai in divisa?" le domand Joe accennando al camice.

Lei si infil un paio di guanti di lattice. "Diamo una mano nella tenda del pronto soccorso. Ma siccome gli altri non conoscono n Doc n me, dobbiamo essere identificabili dall'uniforme."

"Dove sono i bambini?"

"I piccoli stanno facendo un sonnellino nel retro, affidati a Paige, mentre Christopher monta la guardia" spieg Jack. "Brie sta preparando cibo e bevande."

"Vado ad aiutarla" disse Nikki. Depose un rapido bacio sulla guancia di Joe e sussurr: "Sii prudente. Ti amo". Poi scomparve nel bar mentre lui la seguiva con gli occhi, un sorriso idiota stampato in faccia.

"Se Brie e Nikki non ce la fanno da sole chiederemo aiuto" disse Jack. "E se necessario la Guardia Forestale evacuer il paese... ma speriamo che non succeda."
 Poco dopo apparve Preacher in tuta. Accanto a lui, Paige teneva in braccio la neonata. Lui si chin a baciarle entrambe e scese i gradini diretto verso il camion. Jack lo segu e lo prese per un braccio. "Forse dovresti restare, Preach. In caso le donne e i bambini dovessero essere trasportati altrove."

"C' un sacco di gente che pu aiutarli. Io non ti lascio andare l da solo."

"Sono grande, ormai" scherz Jack.

Preacher lo fulmin con lo sguardo. "Anch'io."

Mel scese dalla veranda, diretta verso il camion che avrebbe portato via i volontari. Osserv i Marine che salivano a bordo, Zeke, Phillips, Stephens, Mike, Paul, Preacher, Joe; e in quel momento arriv strombazzando un pick-up che si ferm davanti al bar. Ne scese Corny, anche lui vigile del fuoco di professione, che url: "Ehi, non state dimenticando qualcuno?".

Gli altri lo salutarono a gran voce. "E la bambina nuova?"

"Oh, non  cos nuova...  nata due giorni fa!"

"E tua moglie ti ha lasciato partire?"

"Stai scherzando? Mi ha ordinato di darmi una mossa e venire ad aiutarvi." Ridacchi e prese dal pianale del pickup la sua attrezzatura. "C' sua madre con lei, io sono solo d'impiccio. E ho tanti anni da passare con quelle bambine."

"Un'altra femmina, eh?"

"S, ma sono certo che prima o poi avr un maschio. Me lo sento."

"Meglio che tu tenga l'idea per te, almeno per un po'" disse qualcuno.

Anche la gente del posto, volontari addestrati come Doug Carpenter, Fish Bristol e Buck Anderson con due dei figli, salirono sul camion. A terra rimase solo Jack, che si avvicin alla moglie e la baci sulla bocca. "Quando ti diranno che  arrivato il momento, prendi i bambini e lascia il paese."

"Il fuoco non arriver fin qui, Jack. Non pu essere. E io non me la sento di andarmene e lasciare..."

"Lo farai, se sar necessario per la sicurezza dei bambini. E manda qualcuno a portar via la nonna di Rick."

"Bader a Lydie, ma ti aspetter" disse lei. "Ti aspetter qui. Sar qui quando avrai finito, e Virgin River sar di nuovo al sicuro."

"Melinda, non azzardarti a correre rischi inutili."

"Tu non azzardarti. E torna prima possibile."

Jack le sorrise. "Sai bene che non potrai mai liberarti di me." La cinse alla vita e la baci di nuovo. "Dio, che buon sapore hai. Fai la brava, d'accordo?"

Poi sal sul camion con gli altri e si sedette accanto a Joe. "Direi che hai sistemato alcune cosette" gli disse sottovoce.

"Ho fatto un primo passo. Come hai fatto a radunare tutti i ragazzi?"

"Cinque di noi erano gi qui... ma non posso credere che gli altri siano arrivati cos in fretta. Si vede che non hanno niente da fare..."

"Noi, gli eletti" rise Phillips. "E disoccupati, se non domiamo questo bastardo."

Ci volle mezz'ora per arrivare a destinazione. Il fuoco si stava espandendo, e lungo la strada erano parcheggiate autobotti e scavatrici. Tutti i pompieri portavano sulle spalle uno zaino contenente cibo, acqua e mezzi di sopravvivenza. Vennero assegnati i diversi incarichi: tagliare gli alberi con le motoseghe, sfoltire il sottobosco, scavare trincee. Il gruppo di ex Marine venne spedito su per un sentiero usato dai tagliaboschi. Pi avanzavano, pi l'aria si faceva irrespirabile, densa di fumo e di scintille. Alcuni uomini stavano gi abbattendo degli alberi, mentre altri tagliavano i rami da quelli gi caduti per non fornire altre esche al fuoco. Altri stavano scavando una trincea per fermare il fuoco in avanzamento, e gettavano palate di terra sui piccoli focolai accesi dalle scintille cadute. Le autobotti si stavano dirigendo pi oltre per spegnere i focolai pi grossi. Jack si port all'inizio della radura e cominci a spalare terra per coprire i rami e gli alberi tagliati. "Sto diventando troppo vecchio per queste fatiche" brontol.

"Lo siamo tutti, amico mio" disse Paul. Guard verso il cielo. "Credi che arriveranno mai le nuvole?"
 "Tu prega" rispose Jack.

Il generale ferm la macchina davanti al bar ed entr. Dentro c'era Brie, con la nipotina in uno zaino appeso sul petto, che disponeva grandi brocche d'acqua sul bancone. Dall'appartamento di Preacher sul retro veniva il pianto di un bambino. Walt and dietro il bancone e disse: "Ho un'idea. Perch tu e Paige non radunate i bambini e li portate al ranch?  circondato dai prati e c' il fiume, perci l saranno al sicuro. E del bar mi posso occupare io".

"Mel deve allattare questa piccola" disse Brie indicando la nipotina, "e non pu andar via perch sta curando i feriti e deve rimanere disponibile se ne arrivano altri."

"Quest'aria satura di fumo non  salutare per i bambini. Posso chiamare una persona ad aiutarmi, ma tu dovresti portare i bambini lontano da qui."

"Vado a sentire che ne dice Mel."

Brie spieg a Mel la proposta del generale, e lei annu immediatamente. "S, i bambini l saranno al sicuro. Tu, Paige e Nikki potete metterli su un pick-up e trasportarli, vero?"

"Certo, ma non mi va di portarti via i tuoi figli."

"No, Walt ha ragione,  meglio che vadano l. Potete organizzare una nursery con l'aiuto di Vanni. Noi ce la caveremo."

Poi usc dalla tenda e osserv le amiche che caricavano i bambini nei pick-up di Preacher e Jack, spostando i sedili e facendo spazio per un recinto, una culla portatile, seggiolini e dondoli, borse di pannolini e altre attrezzature varie. Poi David ed Emma, Christopher e la piccola Dana partirono.

Mel si augur che a Paige o Vanni venisse in mente di allattare Emma. Era ancora troppo piccola per fare a meno del latte materno, e Mel non avrebbe esitato ad allattare il bambino di un'amica in circostanze come quella. Sent una lacrima scendere lungo la guancia e la spazz via con impazienza. Era un'emergenza, dovevano arrangiarsi come potevano. Vanni, Brie, Nikki e Paige avrebbero avuto cura dei bambini, e questa era la cosa pi importante. Poi Jack sarebbe tornato a casa e insieme loro due sarebbero andati a riprendere i loro bambini.

La mattina trascorse velocemente. Camion di pompieri passavano regolarmente e si fermavano per far curare i feriti o fare scorta di cibo e acqua. A volte i vigili erano appena arrivati e indossavano tute pulite, altre volte erano sporchi, esausti e affamati. Molti di loro erano prigionieri addestrati e sorvegliati da guardie. Mel si domand quanti di loro cercavano di scappare approfittando della confusione, ma poi si disse che se i tentativi di fuga fossero stati troppi quel programma di riabilitazione sarebbe gi stato annullato.

A un certo punto si prese una pausa ed entr nel bar. E con sua sorpresa, dietro il banco trov il generale e Muriel, che l'accolse con un gran sorriso.

"Che ti posso servire, ragazza mia?" le domand Walt.

"Acqua ghiacciata, grazie. Sempre che ci sia ancora del ghiaccio. Ho la gola cos secca... dev'essere tutto questo fumo."

"Ma a parte questo, come sta?" le domand Muriel.

"Un po' sotto pressione. Grazie per essere venuta a darci una mano."

"Oh, lo faccio con piacere" disse l'altra. "Certo che oggi c' una bella confusione."

Mel bevve met del bicchiere d'un fiato. "Eh, s."

"Io torno di l a fare sandwich, l'unica cosa che so cucinare. Ne ho un vassoio pronto. Che ne dice se li mettiamo sulla veranda insieme all'acqua?"

"Buona idea. Tenete da parte l'acqua minerale in bottiglia finch il pozzo non si esaurisce, potremmo averne bisogno pi tardi. Adesso chiamo il ranch e vedo come stanno i bambini." And nel retro a telefonare. Mentre Vanni la rassicurava che andava tutto benissimo, Mel sent Emma che piangeva. Incredibile come si potesse riconoscere tra tanti il pianto dei propri bambini, pens. Aveva quasi voglia di piangere lei stessa. E peggio ancora, quel pianto le stimol la montata lattea, tanto che dovette correre in bagno, aprire la camicetta e piegarsi sul lavandino per lasciar fluire il latte. Il corpo delle donne era un continuo miracolo. Torna presto, Jack, preg. Dobbiamo andare a prendere i nostri bambini.

Muriel buss alla porta del bagno. "Mel... va tutto bene?"

"S, certo. Arrivo subito." Quando usc trov Muriel che la guardava preoccupata. "L'ho vista correre in bagno e ho pensato che stesse male. Sa, con tutto questo fumo nell'aria..."

Lei ridacchi. "Ho chiamato il ranch per avere notizie dei bambini, e ho sentito Emma piangere.  da qualche ora che non l'allatto, e in due minuti stavo gocciolando." Apr il camice per mostrare le due chiazze umide sulla camicetta. "Spero che si sbrighino a domare l'incendio, senn esplodo."

Muriel sorrise. "Io non ho avuti figli... ma immagino che lei non veda l'ora di tornare dai suoi."

"Sono sicura che non ci vorr molto. Questa faccenda verr risolta, non crede?"
 L'altra scroll la testa. "Non saprei, Mel. C' una quantit di alberi, lass.  preoccupante."

"Gi" disse Mel sottovoce. "Lo ."

In cucina, Walt stava aiutando Muriel a preparare altri sandwich. "Sai" disse, "sono venuto spesso a casa tua, siamo andati a cavallo insieme, ho giocato con i tuoi cani, ma non ti ho mai chiesto dei tuoi mariti. Quanti sono stati? E perch con loro non ha funzionato?"

"Che cosa ti fa pensare che voglia dirtelo?" replic lei.

"Oh, s che lo vuoi. Sei il genere di donna che ama raccontare la propria vita... e poi, io di mia moglie ti ho parlato."

Lei continu ad abbinare fette di pane prosciutto e formaggio. "E va bene, ti do un riassunto. Il primo aveva quindici anni pi di me, ed era il mio agente.  ancora il mio agente... ma ha sposato il talento, non la persona. Era molto ambizioso per me, e crede ancora che io abbia divorziato da lui per via dell'et. Ma io l'ho lasciato perch gli importava soltanto della mia carriera. Non credo che sarebbe in grado di dirti qual  il mio colore preferito."

"Il giallo" disse Walt.

Lei si volt di scatto a guardarlo. "Eh, gi."

" stato facile" spieg lui. "Ce n' parecchio in casa tua, e lo porti spesso. Ti piace anche il rosso."

" vero" fece lei stupita. "Bene, continuiamo. Il numero due mi picchiava, il numero tre mi tradiva, il numero quattro aveva un figlio ma si era dimenticato di dirmelo, il numero cinque..."

"Aspetta, aspetta. L'elenco  ancora lungo?"

Lei gli sorrise. "Non hai cercato su Internet?"

"Certo che no" fece lui indignato.

"Mi sono fermata a cinque. Il quinto aveva un problema di tossicodipendenza - ovviamente prima di sposarlo non lo sapevo. Cercai di aiutarlo, ma gli ero d'intralcio... lui aveva bisogno di stare da solo. Fu allora che decisi che dovevo smetterla di sposarmi. Ma cerca di capire, non fu solo colpa mia. Hollywood non ha fama di favorire le relazioni stabili. Io feci del mio meglio."

"Non ne dubito" disse Walt.

"Lo dici perch lo pensi? O sei solo sarcastico con una poveretta che ha dovuto sopportare cinque mariti bastardi?"

Lui ridacchi, poi le cinse la vita e la baci sulla guancia. Era la prima volta che osava tanto. Aveva cavalcato con lei, si era presentato spesso a casa sua per bere un bicchiere di vino, le parlava al telefono quasi ogni giorno, ma non era mai arrivato al contatto fisico. "Nemmeno la vita nell'esercito favorisce la stabilit nei matrimoni" disse. "Io ho avuto fortuna."

"Mmh" replic lei. "Forse sei solo pi bravo di me."

"Anche questo  possibile" concesse Walt. Poi le sorrise.

Gli uomini che lottavano con il fuoco erano sempre pi stanchi. Si erano addentrati nella foresta lungo una trincea sempre pi ampia, ottenuta a forza di scavare, ma era un lavoro duro. Jack si appoggi per un momento alla vanga, mentre Mike gli passava accanto con la motosega per tagliare altri rami dagli alberi abbattuti. Jack bevve un sorso d'acqua, poi riprese a gettare palate di terra sulla diga che avevano formato per arginare le fiamme. Mike continu e scomparve alla vista, Jack si asciug la fronte e prese un'altra palata di terra.

Poi avvenne un mutamento improvviso. La leggera brezza che lui aveva sentito sulla schiena cambi direzione, e divenne un vento caldo che lo invest in faccia. Aggrottando la fronte, Jack cammin lungo la trincea verso la curva che Mike aveva oltrepassato poco prima, cercando la fonte di quel calore improvviso. E a mano a mano che penetrava nella foresta not che il numero dei volontari diminuiva e restavano solo i pompieri professionisti.

Un mormorio corse tra gli uomini, e l'aria si riemp di scintille. Il gruppo che stava aggirando la collina invert la marcia e venne verso di lui, ma Jack cercava Mike e and ancora avanti per un po'. Non vide nessuno, e stava per girarsi e tornare sui suoi passi quando sent un grido: "Via, via, via!".

Alcuni pompieri lo oltrepassarono di corsa, Jack sent un ruggito, vide altre scintille e cap che il fuoco stava venendo velocemente verso di loro. Di fronte a lui c'era una fitta cortina di fumo, alle sue spalle il sentiero da cui era venuto, e alla sua sinistra un burrone. Si volt per tornare indietro, e in quel momento ci fu uno scoppio. Un albero che stava bruciando a circa tre metri da lui esplose, mandando una doccia di scintille e schegge infuocate sulla strada. Un'enorme sequoia alta circa sessanta metri si incendi a meno di un metro da dove lui stava in piedi. Jack si tuff verso il burrone, mentre un altro albero in fiamme cadeva e una vampata di fuoco gli passava sopra la testa.

Vigili e volontari erano corsi gi verso la strada, dove i camion li aspettavano. Paul continuava a voltarsi indietro per cercare Jack. Lo aveva visto muoversi verso il folto di alberi, ma non lo vedeva tornare... Poi si sent un ruggito, e una pioggia di scintille cadde su di loro. Mike salt su uno dei camion accanto agli amici. "Dov' Jack?" gli domand Paul.

"Non l'ho visto. Sar su uno degli altri camion."
 Paul salt gi e cominci a risalire la strada, ma il comandante dei pompieri lo afferr per la manica ordinandogli di tornare in dietro.

"Uno dei miei amici  l" disse Paul.

"Non c' pi nessuno" replic il comandante. "Sono stati tutti evacuati."

"L'ho visto andare in quella direzione."

"Non c' pi nessuno, amico."

"Ma io l'ho visto!"

"Se c' ancora qualcuno lo troveranno loro" disse l'uomo indicando una fila di pompieri che usciva di corsa dalla foresta. Alle loro spalle ci fu un'altra esplosione seguita da una pioggia di scintille. Paul fu spinto nel camion, poi il comandante grid: "Andiamo! Muoviamoci!". E il camion mise in moto.

Paul si rizz a sedere e guard verso gli altri veicoli, osservando gli uomini in tuta gialla e casco che salivano di corsa su un camion e poi un altro. A mano a mano che i veicoli si riempivano si avviavano gi per la strada in tutta fretta. Jack doveva essere su uno di quei camion, pens Paul. Doveva esserci per forza.

Due aerei passarono a bassa quota e gettarono polvere ritardante sul fuoco, in una spessa scia rossa. Le fiamme sembrarono divampare pi alte per lambire gli aerei, mentre quelli sparivano oltre la foresta.

Quando i veicoli arrivarono in una zona pi sicura i Marine saltarono gi dal loro camion e cercarono Jack in tutti gli altri, senza trovarlo. Paul disse di nuovo al comandante che uno dei suoi compagni doveva essere rimasto indietro.

"Se non  venuto via con l'ultimo gruppo dei miei uomini, forse non ce l'ha fatta" fu la risposta.

"Dobbiamo trovarlo" disse Paul in preda all'angoscia.

"E dove lo andiamo a cercare?" obiett Joe. "Il fuoco si sta avvicinando!

"Dev'essere da qualche parte" insistette Paul. Poi afferr la manica del comandante. "Non c'era un'altra via di fuga?"

L'uomo scroll il capo. "No, amico. Mi dispiace."

"Ma ci dev'essere un'altra via. Jack non si sarebbe mai addentrato nella foresta se non avesse pensato di poterne uscire.  troppo in gamba."

"Senta, il vento  cambiato e il fuoco ha divorato ettari di terreno in pochi minuti. Non ci resta che aspettare e vedere se ricompare. Non  l'unico disperso, sa... la squadra di ricerca  al lavoro."

"Oh, diavolo!" ringhi Paul con le lacrime agli occhi. "Non pu succedergli questo, dopo tutto quel che abbiamo passato insieme" Guard Joe. "Non pu succedere, vero?"

"No. Certo che no."

I pompieri e i volontari si diressero verso un'altra zona, perch l'incendio si stava allontanando da Virgin River. Altre squadre di rinforzo vennero convocate e mandate a dare manforte. Poche ore dopo, con il sole ormai basso nel cielo, il comandante cominci a spostare la base da Virgin River alla nuova zona e disse ai volontari locali che potevano andare a casa.

"Non possiamo andarcene finch non abbiamo capito dov' il nostro amico" disse Preacher.

"Nessuno  arrivato dall'altro lato della cresta" obiett il comandante. "E lui non  qui con gli altri. Temo che..."

"No" disse Preacher. "No. Ce l'ha fatta, solo che non riusciamo a trovarlo. Continueremo a cercarlo, torneremo nel punto in cui l'abbiamo visto l'ultima volta. E cercheremo dei segni, delle tracce. Continueremo a cercare... chiaro?"

Nel silenzio che segu, finalmente qualcuno disse: "Chiaro, Preach. Faremo proprio cos".

Alle cinque i pompieri se ne andarono, ma il gruppo di Marine non era ancora tornato. L'odore acre del fumo stava svanendo, portato altrove dal vento. Alle sei il paese era avvolto in un silenzio sospeso; alle sette un banco di nuvole sal dalla costa.
 Paige, Brie e Nikki riportarono in paese i bambini, cos Mel pot finalmente allattare Emma e stringere David fra le braccia, poi li sistem in lettini di fortuna in casa di Paige e Preacher. Walt e Muriel continuarono a lavorare nel bar, tenendo d'occhio i notiziari locali e sperando che gli uomini rientrassero presto. Alle dieci non si erano ancora visti, ma cominciarono a cadere le prime gocce di pioggia. Mel usc e tese la mano, sorridendo quando la ritir bagnata. Poi rimase sulla veranda a guardare fuori, inalando l'odore di quella pioggia che era come la risposta a una preghiera.

Dopo un po' si sedette su una delle sedie a dondolo ripensando ai vecchi tempi, quando non era ancora sposata con Jack e non aveva i bambini. Quand'era sola, ed era sicura che non avrebbe mai pi amato nessuno. Jack, cos forte e robusto, avrebbe potuto sollevarla tra le braccia e divorarla: e invece era stato paziente, gentile, comprensivo. Aveva aspettato che lei fosse pronta, che fosse disposta a provare un nuovo sentimento senza soffrire. E poi le mani di lui, le sue labbra, il suo calore le avevano dato quello che non credeva esistesse: un amore sicuro, affidabile, costante. Jack non faceva mai le cose a met: era stato uno scapolo convinto, aveva amato molte donne. Poi aveva trovato lei, ed era diventato solo suo. Un compagno vero e leale.

Non dovrai mai aver paura di niente, finch sarai mia moglie, le aveva detto. Sar compito mio fare in modo che tu sia sempre al sicuro.

Adesso ho paura, Jack, pens Mel.

A mezzanotte si affacci alla porta e vide Muriel che dormiva accasciata su una sedia, con la testa sul tavolo. Walt guardava il notiziario sul nuovo apparecchio TV. "Vai a sdraiarti, Mel" le disse. "Ti chiamo appena arrivano."

"Hai sentito niente di nuovo?" domand lei.

"Dicono che l'incendio  circoscritto. E adesso, con la pioggia, dovrebbero domarlo in fretta."

"E allora perch gli uomini non sono tornati?"

"Forse gli hanno chiesto di dare una mano a ripulire le braci o roba del genere. Vai a riposare."

Jack non dormiva mai quando lei lavorava di notte, nel caso che avesse bisogno di lui. "Non dormir finch non riavr il mio uomo" disse decisa. "So che sta per tornare."

E dentro di s sentiva ognuno dei passi che Jack faceva per tornare da lei, e anche se il cuore le batteva troppo forte era sicura che Jack stesse tornando. Forse era rimasto indietro per cercare qualcuno...

Ripens alla prima volta che aveva conosciuto gli amici di Jack, quei Marine che non abbandonavano mai uno di loro. Era stata stregata all'istante dal loro senso dell'umorismo e dall'amicizia, dal loro gusto per la vita. Amavano le loro donne e i bambini che mettevano al mondo, erano audaci, divertenti, coraggiosi e leali. Rick era partito per diventare uno di loro, e Jack ne era stato orgoglioso.

Era stato un padre per Rick, lo aveva amato con la stessa forza e devozione che avrebbe dato a un figlio suo. Mel ripens al modo in cui l'aveva sostenuto e aiutato nel momento in cui Rick aveva il cuore a pezzi per la morte del suo bambino. Jack, il suo uomo, aveva in s una tale quantit d'amore che era un miracolo se non era ancora esploso.

Non ti lascer mai, Mel. Abbi fiducia. Con me sarai sempre al sicuro.

"Ho fiducia in te" disse lei a voce alta, bench nessuno l'ascoltasse. "Ti amo e ho fiducia. So che non ti arrenderai."

Jack l'aveva salvata quando la vita scorreva via da lei dopo la nascita di Emma, pens ancora. Lei era semi incosciente, ma aveva sentito la sua supplica. Melinda, tu sei tutta la mia vita. Non farmi questo. Non abbandonarmi!

"Non abbandonarmi, Jack" disse lei. "Non ti azzardare!"

Come se tu potessi liberarti di me, disse la voce di Jack nella sua mente.

Venne l'alba e la trov seduta sulla veranda, sveglia. Aveva passato la notte a pensare al marito. Alle molte facce della sua personalit: all'espressione feroce e minacciosa che riservava ai nemici, all'infinita dolcezza con cui guardava lei, al tenero orgoglio di quando teneva in braccio i suoi figli, all'allegria gioiosa che dedicava agli amici.

Aveva ricordato i primi baci che lui le aveva rubato, cos caldi e appassionati. Era stato difficile resistere al suo fascino... alla fine lei non aveva saputo dirgli di no, e quella passione, quel desiderio cos intenso le avevano anche regalato la fortuna inaspettata di due bambini.

Finalmente un pick-up entr in citt. Era il vecchio pickup di un contadino, e sul pianale sedevano gli uomini, sporchi ed esausti. Mel si alz in piedi e rimase sulla veranda, a guardarli mentre scendevano uno dopo l'altro. Mike sal i gradini e le si avvicin. Sulla sua faccia nera di fuliggine c'erano le tracce pi chiare lasciate dalle lacrime.

"Dov' Jack?" domand lei.

"Non riusciamo a trovarlo, Mel. Lo abbiamo cercato tutta la notte, ma lui non c'era..."

"Che diavolo dici?" esclam lei con una risatina nervosa. "Lo avete perso?"

"Stavano evacuando la zona, e lui non  uscito dalla foresta con gli altri. Poi c' stata un'esplosione, e il fuoco  arrivato fin sulla strada." Le pos una mano sul braccio. "Pu essere rimasto intrappolato. Quando il vento  cambiato tre pompieri sono stati avvolti da una vampata improvvisa."
 "Ma non lui" disse Mel scuotendo la testa. I suoi occhi erano asciutti. "No, lui sta tornando."

"Tesoro, non lo so..." Mike la prese fra le braccia, ma lei tenne le sue lungo i fianchi. "Temo di no."

Preacher sal i gradini a testa bassa, con gli occhi iniettati di sangue e colmi di dolore. Anche lui era coperto di fuliggine, dalla testa ai piedi. La guard e poi distolse lo sguardo, pieno di vergogna. Mel, che lo conosceva bene, cap. Preacher pensava di aver abbandonato il suo amico, e non poteva perdonarselo.

"Non preoccuparti, sta arrivando" disse lei. "Sar arrabbiato perch ha fatto tardi, ma sta arrivando."

A uno a uno gli uomini le si avvicinarono, l'abbracciarono, le accarezzarono il viso. Alcuni di loro avevano gli occhi colmi di lacrime. Il generale usc, e vedendoli and a svegliare Muriel e le altre. Ma Mel non si mosse. "Non capite" ripeteva. "Se gli fosse successo qualcosa lo saprei. Lo avrei sentito. No, sta arrivando."

"Adesso mangiamo qualcosa e ci riposiamo un po', poi torniamo l" disse Paul. "Cercheremo di capire che  successo, e te lo riporteremo a qualunque costo." Poi entr nel locale, e pochi secondi dopo si ud il pianto dirotto di Brie. Mel si irrigid lievemente, poi afferr il braccio di Joe che le stava passando accanto. "Vai a dirle che suo fratello sta bene" disse. "E sta arrivando. Diglielo."

Joe l'abbracci. "Tesoro... non ne sono sicuro."

"Tu non capisci" ripet lei. Nessuno capiva. Se a Jack fosse successo qualcosa lei lo avrebbe saputo: avrebbe sentito un vuoto, un abisso dentro il cuore. Ricord in un lampo che quando il suo primo marito era stato ucciso non aveva avuto alcuna premonizione, ma poi cancell quel pensiero. Con Jack era diverso. Era sempre stato diverso. "Lo so. Jack sta arrivando."

19

All'alba Jack si sedette sul ciglio di una strada di campagna. La sua caviglia era gonfia e dolente, la faccia ustionata, le labbra spaccate e aride. La sua tuta era coperta di polvere ritardante e cosparsa di piccoli buchi prodotti dalle scintille infuocate. Si sarebbe riposato un po', pens, e poi avrebbe ricominciato a camminare. A zoppicare, in realt, perch la caviglia era ridotta molto male. La zona era stata completamente evacuata, ed era molto improbabile che qualcuno passasse di l, a meno che i Vigili della California o la Guardia Forestale non facessero un ultimo sopralluogo.

Stava perdendo la speranza quando vide una nuvoletta di polvere. Si tir faticosamente in piedi bench gli girasse la testa, barcoll fino al centro della strada e decise che preferiva essere investito piuttosto che lasciato l, sul ciglio della strada. E poi, chi mai poteva oltrepassare qualcuno in divisa da pompiere senza fermarsi? Solo il diavolo in persona.

E in effetti il diavolo in persona, alla guida di un pick-up nero con i finestrini fum, si ferm a pochi centimetri da lui. "Figlio di buona donna" borbott Jack tra s.

Il coltivatore di marijuana che negli ultimi tempi si era trovato troppo spesso sul suo cammino apr la portiera e scese. "Ges, sei peggio di un incubo" disse a Jack. "Hai un aspetto orribile."

"Be', nemmeno tu sei tra le persone che preferisco" ribatt lui con voce arrochita.

"Sei ferito?"

"Ho solo sete. Dammi un po' d'acqua da bere - anche quella del radiatore - e poi vattene." Aveva una sete infernale.

L'uomo, privo del solito cappello a tesa larga e con la faccia sporca di quella che poteva essere cenere, sospir e and ad aprire la portiera del passeggero. "Sali."

"Hai dell'acqua?"

"S, ho dell'acqua. Adesso sali!" Jack zoppic verso il pick-up e l'uomo occhieggi la sua caviglia. "Hai detto che non eri ferito."

"Il mio problema  solo la sete" disse lui camminando con estrema fatica.

"Te la sei rotta?"

"Nooo. Mai sentito dire che una storta  peggio di una frattura? Comunque tra un po' lo scoprir."

L'uomo rise suo malgrado. "Cristo, sei davvero un fenomeno. Coraggio. Sali in macchina."

Jack si iss a fatica sul sedile, cosa non facile perch era molto debole e la caviglia gli faceva un male d'inferno. Se l'era storta tuffandosi nel burrone.

Quando l'uomo si fu risistemato dietro il volante allung la mano dietro di s e prese una bottiglia d'acqua minerale che porse a Jack. "Bevi piano o finirai col vomitarmi in macchina."
 "So come fare" grugn lui. Ma tracann l'acqua in tutta fretta. Diger a vuoto un paio di volte, toss e abbass il finestrino, ma non vomit. Poi appoggi la testa allo schienale e sospir. "Dio, che nottata."

"Come sei finito da queste parti?"

"Sono rimasto staccato dal resto dei volontari. Il vento  cambiato, un albero  esploso a due passi da me e io ho dovuto buttarmi in un burrone per non essere travolto. Il cielo era velato dal fumo, e senza stelle per orientarmi non sapevo dov'ero. Ho camminato tutta la notte." Bevve un altro po' d'acqua. "E tu che ci fai qui?"

L'uomo rise. "Sto tagliando la corda. Ti lascio sulla statale, dove qualcuno ti dar sicuramente un passaggio, ma non posso tornare verso il paese. Con questa zona ho chiuso."

"Questa l'ho gi sentita..."

"Be', questa volta  la verit, me ne vado sul serio. Te la caverai, stai tranquillo. Nessuno lascia a terra un vigile del fuoco, anche se potresti essere un galeotto in fuga. Specialmente con quel tuo modo di metterti in mezzo alla strada... davvero una bella mossa."

Proseguirono in silenzio per un po'. Jack bevve altra acqua, e l'uomo continu a guidare a velocit pericolosamente alta. Circa quindici minuti dopo arrivarono all'incrocio con la strada statale. Jack ci avrebbe messo tutto il giorno per arrivare fin l con la sua caviglia malconcia - sempre che non svenisse o morisse prima.

"Su questa strada passano un sacco di macchine" disse l'uomo. Prese due bottiglie d'acqua e le diede a Jack. "Non pesare sulla caviglia, cammina piano, raziona l'acqua..."

"Sono stato nel deserto" fece Jack irritato.

"S, lo so. Aspetta che arrivi qualcuno, non ci vorr molto. Io devo andare, amico. Non posso fare altro."

Jack lo guard con gli occhi ridotti a due fessure. "Perch non puoi essere o buono o cattivo, al cento per cento?" domand. "Perch mi devi confondere ogni volta?"

L'uomo rise. "La confusione  la mia specialit. Comunque  stato un incendio doloso. Non lo posso dimostrare, mi mancano le prove, ma lo so. Sono morte delle persone, e la morte  contraria alle mie regole."

"Non capisco proprio chi tu sia" disse Jack. "Met delle volte che ti incontro mi dai veramente sui nervi, l'altra met arrivi al momento giusto e salvi la situazione. E sei un Marine, ti ho visto il tatuaggio sul braccio. Ma  pieno di Marine bastardi, perci questo non vuol dire niente..."

"Scendi" disse l'uomo. "Vedrai che prima o poi arriver una macchina. Oh, e preferirei non raccontassi in giro che ti ho trovato io. Vorrei davvero svanire in una nuvola di fumo... per cos dire."

"Ma dovr riferire alla polizia quello che mi hai detto, che l'incendio era doloso..."

"Sai che ti dico? Quando scopriranno la fonte dell'incendio troveranno un cadavere - con cui io non ho niente a che fare. Fai quello che devi fare, ma sappi che se chiacchieri troppo sul fatto che ero da queste parti, alcuni dei coltivatori della zona si metteranno a cercarmi e io sar un uomo morto. E come ti ho detto, questo  contrario alle mie regole."

Jack sogghign. Ecco un tizio che coltivava illegalmente la marijuana, ma non resisteva all'impulso di salvare le vite altrui. Non gli importava se la polizia veniva a sapere quello che aveva fatto, ma non voleva che altri coltivatori ne avessero sentore. Doveva essersi messo in guai seri con alcuni di loro. "Non vedo perch dovrei dire qualcosa in giro, amico" disse. "Ti ringrazio del passaggio. Magari rallenta un po'... cos sei pericoloso."

"Ho fretta."

"Gi, ma se vuoi arrivare intero a destinazione vai un po' pi piano. E cerca di stare lontano dai guai. Grazie ancora."

Chiuse la portiera, e l'altro acceler lasciandosi dietro una nuvola di polvere.

La pioggia continu, sollevano sbuffi di vapore dal terreno. Era un'estate insolitamente calda, e il calore era ancora aumentato con l'incendio.

Mel non voleva sapere di lasciare la veranda. Doc venne a vederla, le tast la fronte e le propose di sdraiarsi per qualche minuto. "No" disse lei. "Aspetto Jack."

"Ho saputo che la Squadra di Soccorso sta perlustrando la zona al pettine fitto, e i ragazzi stanno per ripartire anche loro. Ti svegliamo non appena succede qualcosa."

"Doc, sto bene. Non sarei in grado di dormire comunque."

Muriel cerc di farle bere un brandy, ma lei rifiut perch non voleva perdere alcuna facolt. E sentiva Jack, era come se lui fosse l e la tenesse fra le braccia. Poi ricord la prima sera a Virgin River, lo chalet in condizioni orribili, la pioggia torrenziale, e il brandy che Jack le aveva dato. Lei lo aveva aggredito dicendo che non lo trovava affatto divertente, che aveva avuto una pessima giornata, e lui con un calmo sorriso aveva replicato: "Meno male che ho aperto il Rmy Martin, allora".
 E qualche settimana pi tardi l'aveva tenuta fra le braccia mentre lei, in un totale crollo emotivo, piangeva sotto la pioggia per il marito morto. Poi l'aveva svestita, asciugata, le aveva dato un brandy.  stato un gran crollo, le aveva detto. Se fai una cosa, falla in grande. Devi essere fiera di te.

Il fatto che Jack fosse fiero di lei era il regalo pi speciale. Le diceva spesso quant'era orgoglioso della sua dedizione, dell'aiuto che dava a tutti. Quando un uomo come Jack  fiero di te hai tutto, pens con un sorriso.

Il volume della TV nel bar aument. Gli amici di Jack si stavano riposando ma erano incollati al notiziario, nella speranza di sapere qualcosa sui pompieri dispersi. Stavano sulla veranda con lei a turno, temendo di lasciarla sola, perch pensavano che stesse perdendo il senno. Con calma, stoicamente, ma che lo stesse perdendo del tutto. "Sto bene" continuava a dire lei. "Davvero, sto bene."

Dentro il bar gli uomini si stavano preparando a partire di nuovo, trangugiando in fretta dei sandwich che li mantenessero in forze e bevendo grandi quantit di acqua per reidratarsi. Mel accett di bere un po' d'acqua, si fece portare Emma per allattarla, tenne David fra le braccia mentre gli dava un biberon, ma era decisa a restare sulla veranda. E non chiedeva a nessuno se c'erano notizie di Jack.

Il notiziario del mattino conferm che tre pompieri erano morti nell'incendio, e che i nomi sarebbero stati resi noti dopo la comunicazione ufficiale alle famiglie. Parlando sottovoce tra loro, gli uomini si dissero che forse una delle comunicazioni stava arrivando a Virgin River, e decisero di restare in paese per Mel. L'avrebbero aiutata a seppellire suo marito, e sarebbero rimasti con lei finch fosse stato necessario.

Dopo un paio d'ore di riposo, ormai erano pronti a ripartire. Telefonarono alle mogli per tranquillizzarle, e si disposero a riprendere le ricerche. Nell'attesa di rimettersi in moto, Joe e Paul rimasero seduti accanto a Mel sulla veranda, uno per parte, stringendole una mano ogni tanto. Lei continu a guardare fisso davanti a s.

Poi si sent il motore di una macchina, Mel si alz dalla panca e poco dopo un vecchio pick-up si ferm davanti al bar. "Dio santo" borbott Paul alzandosi in piedi. Joe corse dentro.

Jack scese cautamente dal retro. Aveva la tuta macchiata di polvere ritardante e saltellava su una gamba sola, perch l'altra gamba era evidentemente ferita. Mentre prendeva il suo zaino dal pick-up, Mel scese serenamente i gradini e gli si avvicin. Lui lasci cadere lo zaino a terra mentre il veicolo ripartiva. La sua faccia era nera di fuliggine, gli occhi rossi e lacrimosi, le labbra spaccate. La tuta era costellata di piccoli buchi di bruciature.

Apr le braccia e Mel vi si gett. "Sei in ritardo" disse.

Lui la baci delicatamente sulla fronte. "Mi dispiace... sono stato trattenuto. E il maledetto camion  partito senza di me." Poi la guard. "Hai idea di come sei sexy con quei jeans?" domand. "Mi fai letteralmente impazzire."

"Tutti ti credevano morto e tu pensi solo al mio didietro!"

Lui ridacchi. "Gli dispiacer che non sia morto davvero. Dopo che mi hanno abbandonato ho camminato per ventiquattr'ore e sono di pessimo umore." Le ravvi i capelli e domand: "Hai avuto paura, amore?".

"No" disse lei, "per niente. Sapevo che stavi tornando a casa."

"Davvero?"

Mel si indic il petto. "Il tuo cuore batte qui dentro. Se si fosse fermato lo avrei saputo. In effetti certe volte batteva un po' pi in fretta... te la sei vista brutta?"

Lui rise e la strinse un po' pi forte. "Talmente brutta che ho le natiche scottate."

"Ho passato la notte a ricordare tutte le volte che mi avevi toccata. Tutte quante."

"Non dovrai accontentarti dei ricordi. Ho intenzione di continuare a toccarti per molti anni ancora."

"Sapevo che non mi avresti lasciata."

"Tesoro, uscirei dall'inferno per tornare da te."

"Lo so. Ti sei fatto male?"

" la caviglia. Sono caduto in un burrone perch non sono pi agile come un tempo. E forse ho aggravato il problema correndoci su, ma poi sono stato costretto a rallentare anche se non vedevo l'ora di stringerti tra le braccia"

"Cos' questa roba?" domand lei spolverando la polvere appiccicosa dalla sua spalla.

"Ritardante. Un aereo lo ha spruzzato proprio su di me e mi ha fatto cadere, ma poi ho trovato un sentiero e ho cominciato a correre sulla caviglia slogata.  stato orribile. E poi mi sono perso.  ancora peggio se ti perdi di notte, quando non ti puoi orientare con le stelle perch il cielo  oscurato dal fumo. Credo che smetter di fare il pompiere."

Lei gli sfior la guancia, che sembrava scottata dal sole sotto lo strato di fuliggine. Lui sobbalz, ma poi incroci le braccia sotto le sue natiche e la sollev da terra. "Baciami" disse.
 Mel appoggi le labbra su quelle screpolate di lui, e il bacio fu lungo e intenso. Alle loro spalle tutti i Marine radunati sulla veranda eruppero in un grido di incoraggiamento, ma Jack non si impression e continu a baciarla. Aveva pensato a questo momento per ventiquattr'ore e nessuno gli avrebbe messo fretta.

"Sai di fuliggine" disse lei.

"Lo so. Tu invece hai un sapore buonissimo." Poi fece un cenno verso gli amici. "Odio quando si comportano in questo modo."

"Io mi ci sto abituando" sorrise lei. E lo baci di nuovo.

Bench fosse ansioso di andarsene a casa, Jack voleva parlare da solo con Mike, cos si rifugiarono nella sua casa mobile e Jack gli raccont i dettagli del suo salvataggio. Poi rimase ad ascoltarlo mentre lui chiamava lo sceriffo e gli riferiva tutto.

"Lo sapevano gi" disse Mike dopo aver riappeso. "Due coltivatori che erano anche compagni hanno avuto una lite tra innamorati. Uno ha sparato all'altro, poi gli ha dato fuoco per nascondere il delitto, ed  scoppiato l'incendio. La polizia sta indagando su un omicidio collegato alla droga e a un incendio doloso. Hanno gi arrestato un sospetto che cercava di filarsela."

Jack deglut. "Era il nostro uomo?"

"Le mie sono solo supposizioni, ma se fosse stato il nostro uomo non si sarebbe fermato per darti un passaggio. Anzi, ti avrebbe cacciato una pallottola in testa per impedirti di parlare con la polizia - e non ti avrebbe detto niente dell'incendio doloso. Quel tizio non  quello che crediamo."

"Perch, che cosa crediamo?" domand Jack.

"Che sia un coltivatore illegale come tanti. Ma potrebbe essere un agente federale, e se  cos probabilmente lo hanno gi spostato in un'altra zona."

Jack si alz in piedi. "Bene, questo taglia la testa al toro. E ti dir, visto come guidava magari si  schiantato contro un albero prima di lasciare la contea. Adesso me ne vado a casa."

"Dormi bene."

"Dormir a lungo, E, Mike, grazie di essere venuto a cercarmi."

" quello che facciamo, no? Lo avresti fatto anche tu. Sono solo contento di non aver riportato a Mel una specie di spiedino arrosto."

"Gi. Lo sono anch'io."

Jack, Preacher, Mike e Paul andarono ognuno a casa dalle mogli, a fare una doccia e a poi a infilarsi a letto per una bella, lunga dormita. Gli altri avevano molta pi strada da fare. Phillips e Stephens si misero in viaggio verso Reno dopo essersi muniti di un grande thermos di caff.. Zeke e Corny accettarono l'ospitalit di Jack per quella notte. Joe riport Nikki allo chalet.

Muriel e Walt rimasero soli nel bar.

"Direi che qui abbiamo finito" decise lui. "Non abbiamo ripulito proprio tutto, ma il cibo  in frigorifero e i piatti sono lavati. Abbiamo fatto la nostra parte."

"Altroch" concord Muriel. "Ormai Buff avr distrutto la sua cuccia, e bench Luce sia un angelo mi avr divorato la casa a morsi per la noia. Dopotutto  una Labrador, ce l'ha nel sangue."

"Preacher mi ha lasciato le chiavi. Che ne dici se chiudiamo e ce ne andiamo?"

"S. Sono distrutta."

"Immaginavo che fossi stanca."

"Distrutta" ripet lei. " molto pi che stanca."

Con una mano sulla sua spalla Walt la guid fuori, poi chiuse a chiave la porta del locale. "Non so come ringraziarti per essere venuta in paese ad aiutarci..."

"Ne  valsa la pena. Adesso questo  anche casa mia, Walt. E loro sono la mia gente, non solo la tua."
 "Giusto" rise lui. "Se li nutri, sono la tua gente. Sai, nel corso degli anni mi sono trovato in molte situazioni difficili. Sono venuto qui in cerca di pace e tranquillit, ma oggi non si pu dire che ce ne fosse."

"Io sono cresciuta tra queste montagne" lo inform lei. "La vita non  sempre facile, qui.  un luogo bellissimo, ma i problemi non mancano. Poi si risolvono e scopri che valeva la pena di lottare, ma non devi illuderti che vivere qui sia semplice. Pu essere molto duro."

"Stai dicendo che la bellezza non  mai facile?" domand lui.

Muriel sorrise. "Non capisco bene qual  il tuo messaggio, ma immagino di s."

"Vedr di ricordarmelo."

"Ecco, bravo" ribatt lei. "Sono stata lontana parecchio tempo, e avevo quasi dimenticato quanto queste montagne possano essere ostiche. Il fuoco  il pericolo maggiore, dato che viviamo in mezzo agli alberi."

"Sai, quando Jack  ricomparso, tutto lacero e bruciacchiato, e ha preso tra le braccia sua moglie con naturalezza, come se fosse di ritorno dalla spesa, ho capito quello che amo di questo posto. Il fatto che la gente affronti i guai come se facessero parte della vita normale. Si fanno forza, tutti, uomini e donne, e si danno da fare. Se decido di far parte di una comunit, voglio che sia proprio come questa. Fatta di gente forte, resistente, gente che non si arrende e che si sostiene a vicenda. Era una delle ragioni per cui mi piaceva l'esercito."

"Walt" lo interruppe lei posandogli una mano sul petto, "noi siamo gente di montagna. Prendiamo la vita come viene, e se non  facile non per questo ci arrendiamo. Lottiamo, anche perch qui c' parecchio per cui vale la pena di lottare."

Walt guard i begli occhi azzurri della sua star del cinema e sorrise compiaciuto. "Questa sera voglio farmi una bella dormita riposante. Ma domani sera che ne dici se porto il necessario a casa tua e ti preparo una cenetta come si deve?"

Muriel ricambi il sorriso. "Hai paura che ti propini coste di sedano e hummus se vieni senza scorte?"

"Penso soltanto che ci meritiamo una bella cena, noi due soli. E penso che potrei fermarmi fino a tardi" aggiunse con un sorrisetto.

"E io potrei permettertelo" rise lei. " Hai intenzione di dire a tua figlia dove passerai la serata?"

"Non saprei...  cos divertente non dirle niente di noi."

Muriel aggrott un sopracciglio. "Che c' da dire su di noi?"

Walt si chin verso di lei e la baci in fronte. "Prova a farmi la domanda dopo la cena di domani sera."

"Ma, Walt!" esclam lei fingendosi scandalizzata.

Lui le diede una pacca sul didietro. "Riposati per bene" disse, "perch adesso che ci penso, sono sicuro che mi fermer da te fino a tardi."
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FINE.